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🦷The Tooth Fairy - K.Nj.

Trama: Esiste la fatina dei denti?
Rachel, la figlia di Namjoon ne era così convinta che quella sera andò a dormire con l'obiettivo di vedere l'affascinante creatura.
Il dente appena caduto era posizionato perfettamente sotto il cuscino, e la bambina aspettava pazientemente l'arrivo della fata e della monetina guadagnata.
Y/N non immaginava minimamente in che guaio si sarebbe infilata, una volta entrata nella stanza di quella piccola peste.

ATTENZIONE: La storia che segue è stata TOTALMENTE creata dalla mia fantasia.
Non mi sono informata su nulla, quindi evitate di scrivere critiche e/o se avete qualcosa da ridire tenetelo per voi.
Questa OS è stata scritta con il solo scopo di intrattenere (come tutte le altre) quindi ho giocato molto con la fantasia e se non apprezzate, potete evitare di leggere il continuo.

Ci tengo ad avvertire subito dato che purtroppo, qui su wattpad c'è sempre qualcuno che si diverte a cercare il pelo nell'uovo.
Grazie per la vostra attenzione, buona lettura.✨

Word Count: 9.434 •


Kim Namjoon era un facoltoso e giovane uomo di 27 anni.
Lavorava come imprenditore in un'azienda commerciale, e nonostante la sua età era un impiegato molto più valido rispetto a tanti colleghi che avevano più o persino il doppio dei suoi anni.

Esternamente Namjoon poteva sembrare un uomo freddo e privo di sentimenti, un uomo dal cuore di ghiaccio.
Ma pochi sapevano che il suo cuore, la sua anima, tutta la sua vita erano stati presi da una creatura che ai suoi occhi, assumeva le sembianze della donna più bella che avesse mai visto.
Quella piccola e dolce donna di cui si era innamorato non appena questa venne alla luce.

Rachel aveva nove anni; la bambina dai riccioli castani e il sorriso sdentato era un tornado di gioia e allegria, con il suo caratterino peperino e la sua vocina alta e stridula riempiva le noiose e piatte giornate del suo papà.
Namjoon e Rachel abitavano insieme nell'appartamento che lui aveva acquistato in un palazzo situato al centro di Seoul, erano solo loro due; e se entrambi stavano bene ed erano felici, Namjoon non poteva far finta di nulla e non considerare che nella vita della bambina mancasse una presenza femminile.

La madre di Rachel dopo aver partorito la piccola era scappata, lasciando Namjoon da solo alle prese con le sue prime esperienze genitoriali.
La ex di Namjoon non aveva mai voluto Rachel; appena saputo della gravidanza, la ragazza era andata nel panico, menzionò subito l'aborto, con grande disappunto da parte del più alto.
La coppia era ancora molto giovane quando lei rimase incinta, ma lui non aveva mai avuto dubbi riguardo la bambina; lui la voleva, voleva crescere quella piccola gemma preziosa, voleva amare la creatura che lui stesso aveva creato.
Ma la ex fidanzata di Namjoon non ne voleva sapere nulla, e dopo numerose liti, gravi discussioni dove parole grosse erano volate tra i due, Namjoon propose alla sua vecchia metà di sparire appena nata la bambina, e lasciare che fosse unicamente lui a prendersi cura della loro figlia.

I primi tempi per Namjoon erano stati duri.
Namjoon non aveva mai avuto una situazione familiare felice; i genitori erano separati, era rimasto ad abitare con il padre che restava in casa poco e nulla, mentre la madre si faceva sentire con delle rare telefonate.
Non ebbero reazioni quando Namjoon comunicò loro che sarebbe diventato papà; non rimproverarono il ragazzo per non aver preso precauzioni dato che aveva ancora solo 18 anni, ma non gli fecero nemmeno le congratulazioni perché grazie a lui sarebbero diventati nonni.
Non reagirono affatto, e questo per Namjoon fu un grosso dolore.
Avrebbe preferito una brutta reazione al niente, almeno avrebbe avuto la prova che un minimo ai suoi genitori potesse importare di lui.

Per fortuna Namjoon aveva sei amici su cui poteva sempre contare; era stato grazie a loro se il castano aveva avuto la possibilità di portare a termine i suoi studi e conseguire la laurea in economia e commercio.
A turno i sei amici facevano da babysitter alla piccola Rachel; non volevano niente in cambio, se avessero potuto avrebbero aiutato volentieri Namjoon, tutti assieme formavano una grande famiglia piena di amore e affetto.

Quando Rachel raggiunse la giusta età per poterla iscrivere all'asilo, Namjoon tirò un sospiro di sollievo; la scuola badava alla piccola quasi tutta la giornata, così Namjoon poteva andare a lavoro senza preoccupazioni.
Alle 16:00 uno dei suoi amici, di solito Jin, andava a prendere la bambina e dopo averla fatta giocare un po' al parco, la riportava a casa e le faceva compagnia fino alle 19, orario in cui Namjoon rientrava dal lavoro.

E questo stile di vita continuò fin quando Rachel non andò alle elementari.
Adesso Rachel aveva nove anni, era una bambina sveglia, furba e molto vispa, faceva dannare tanto suo papà Namjoon ma anche gli zii Hoseok e Yoongi, che a volte la rimproveravano quando faceva qualcosa che non doveva fare.

Al contrario, il resto degli amici di Namjoon sembravano più dei coetanei di Rachel che degli zii acquisiti; i due più giovani del gruppo, Jungkook e Taehyung, facevano sempre scoppiare a ridere la bambina perché assieme a lei escogitavano degli scherzi da fare allo zio Yoongi.
Jin inizialmente cercava di far capire alla bambina che non doveva fare le stesse cose che facevano Jungkook e Taehyung, ma più il tempo passava, più anche il maggiore del gruppo si faceva affascinare dagli scherzetti di quelle pesti.

Namjoon era davvero grato a tutti loro; grazie a quei sei, non si era mai sentito solo, e anche se nella vita di Rachel mancava una presenza femminile, la bambina era cresciuta circondata da persone che le volevano bene.

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"Perché mi è arrivato un messaggio da parte di una sconosciuta, che mi chiede se domani sera sono libero?" Namjoon domandò con tono un po' seccato, trucidò con lo sguardo i suoi amici che si misero immediatamente a ridere.

"Davvero hyung? Un altro sito di incontri?" Namjoon rivolse il suo sguardo tagliente su Jin, il più grande.

"Oh andiamo! C'è bisogno di una donna in questa casa!"

"Perché? Riesco benissimo a fare tutto da solo."

"Hyung, sappiamo che riesci a fare tutto da solo, ma tu e Rachel avete bisogno di una donna nella vostra vita... Rachel soprattutto." Jimin spiegò cosa stessero cercando di fare lui e i suoi amici.

"Ne ha bisogno anche lui..." Hoseok sussurrò.

"Sì, avevo capito cosa avevate intenzione di fare, ma quante volte ve lo devo dire che invece non ne ho bisogno? Ragazzi, dovete smetterla di iscrivermi a questi siti ridicoli." Namjoon sospirò, si sedette con fare esausto, quel giorno il lavoro era stato più stancante del solito.

"Non sono ridicoli, io ho conosciuto la mia ragazza così." Hoseok borbottò un po' accigliato.

"Hobi, non l'hai mai vista quella ragazza." Yoongi rise.

"Ci mandiamo foto e ci scambiamo sempre messaggi. Parliamo anche al telefono ogni tanto, questa è una relazione! Una relazione a distanza, ma è vera e molto seria!"

"Namjoon hyung non ha bisogno di una relazione a distanza, ha bisogno di una donna da tocca-" Jimin non finì di parlare poiché Rachel era tornata a casa, una manina era stretta attorno alla grande mano di Taehyung, e l'altra era tenuta dallo zio Jungkook.

"Ehi principessa!" Namjoon sorrise e si chinò subito per poter prendere in braccio la bambina.

"Papà papà! Guarda cosa mi ha preso lo zio Tae!" Rachel gli mostrò un anello giocattolo, sopra era posizionata una caramella gigantesca di colore rosso, doveva fungere da pietra preziosa.

"Oh, a nove anni hai già un anello al dito piccola?" Namjoon scherzò.

"Pensa un po', ha fatto prima di te." Jin disse, scatenando le risate divertite di tutti gli altri.

Namjoon strinse i denti ma rise anche lui, solo perché non voleva che la bambina si chiedesse come mai il suo papà fosse l'unico presente in quella stanza a non ridere.

Jin e Yoongi erano i due più bravi a cucinare, e con l'aiuto di Hoseok prepararono una cena da leccarsi i baffi.
I ragazzi non abitavano tutti assieme, Namjoon abitava da solo con Rachel ma spesso i suoi amici restavano a cena da lui, e fu così anche quella sera.

"Zio Yoongi ho fame!"

"È più buono il riso crudo o cotto?"

"Cotto..."

"Allora devi aspettare." Yoongi ribatté, non vide il faccino imbronciato della bambina.
Nel frattempo Jin gli colpì il braccio con il cucchiaio di legno per aver risposto alla piccola in quel modo.

"Io non voglio aspettare!"

"Facciamo un gioco mentre aspettiamo, okay?" Namjoon portò la bambina con sé nell'altra stanza, coccolò un po' la piccola, la sera era l'unico momento della giornata in cui poteva passare più tempo con lei.

Il salotto di Namjoon era pieno zeppo di giocattoli; i peluche spuntavano in ogni angolo, le bambole e tutti gli accessori erano sparsi per il pavimento.
Namjoon ogni mattina prima di andare a lavoro rimetteva tutto in ordine, ma il pomeriggio mentre lui era a lavoro e Rachel stava con gli zii, il salotto diventava un insieme confuso di giochi.
Il ragazzo guardò la marea di giocattoli, sospirò un po' sconsolato all'idea che avrebbe dovuto riordinare il tutto non appena messa la bambina a letto.

"Papà, mi fa male il dente." Rachel piagnucolò, da giorni aveva un dente che dondolava, il dolore era sopportabile ma ultimamente le faceva sempre più male.

"Oh, fa vedere tesoro."

Namjoon fece sedere sul suo grembo la piccola e le chiese di aprire la bocca; controllò attentamente la dentatura della bambina, e toccò con delicatezza il dente dondolante.

"Mh... Rachel fai attenzione quando mangi, si staccherà a momenti."

"Fa male!"

"Ma no, ricordi che anche qualche mese fa ti era caduto un dente? Non era stato così terribile no?"

Rachel scosse la testa, aveva già gli occhioni lucidi, Namjoon sorrise intenerito.

"Sai che quando ero piccolo e avevo un dente che mi dondolava, come facevo a toglierlo definitivamente?" Jungkook domandò a Rachel che negò col capo.

"Mio fratello mi dava un pu-"

"Una carezza. Suo fratello gli dava una carezza così il dolore gli passava del tutto." Namjoon intervenne non appena comprese cosa stesse per dire il maknae.

"Magari fosse stata una carezza." Jungkook brontolò.

Rachel ridacchiò, la risata della bambina solleticò i cuori degli adulti, che sorrisero dolcemente.
Namjoon accarezzò i riccioli castani di sua figlia, giocò un po' con quei piccoli boccoli girandoseli tra le dita.

"Il dolore passerà alla svelta, tranquilla."

"Puoi provare a toglierlo tu sai? Ti serve solo una garza e-"

"Lo so Hobi, ma ci ho già provato con scarsi risultati... Rachel comincia a piangere come una matta, e io non riesco a vederla in quelle condizioni." Namjoon sospirò, da quando i denti da latte avevano cominciato a cadere ormai la bambina aveva paura ogni volta che il suo papà cercava di toglierle un dente, così l'uomo aveva deciso di non fare nulla, di attendere che il dente cadesse da solo.

E infatti, non passò molto tempo prima che i pensieri di Namjoon divenissero realtà.

"Papà!!!" Rachel urlò, attirò l'attenzione di tutti e i loro cuori si sciolsero quando videro gli occhi della piccola lucidi e arrossati.
Ma il dente dondolante non era più nella sua bocca, bensì sul palmo della sua mano.

"Oh! Non abbiamo dovuto aspettare tanto." Namjoon borbottò, riempì di baci le guance paffute di Rachel e prese il dentino.

"Devi mettere il dente sotto il cuscino, così stanotte verrà la fatina dei denti e ti porterà una monetina!" Jin esclamò.

"Hyung-"

"La fatina dei denti?" Rachel ripeté con gli occhi che brillavano, il papà non le aveva mai parlato dell'esistenza di questa fatina.

"Sì, ogni volta che ti cade un dente, mettilo sotto un cuscino e di notte, quando dormi, verrà la fatina a portarti un regalino." Jin sorrise, anche se stava sentendo lo sguardo pungente di Namjoon su di sé.

"Hyung, poi ci crede davvero..." Namjoon commentò a bassa voce per non farsi sentire dalla bambina.

"Deve crederci! Guarda che la fatina dei denti esiste davvero!" A quel punto si intromise Taehyung, si schierò dalla parte dell'amico più grande.

Tutti cominciarono a dare ragione a Jin e Taehyung, tranne Yoongi che rimase in silenzio.

"Una moneta?" Rachel ripeté ancora le parole dei suoi zietti, era rimasta affascinata da questa improvvisa notizia.

"Oh sì, una moneta ricoperta di polvere di fata!" Taehyung continuò ad alimentare l'immagine e i sogni della bambina, che sorrise entusiasta.

"Allora voglio che mi cadano tutti i denti! Diventerò ricca!" Rachel urlò in preda all'euforia, tutti compreso Namjoon scoppiarono a ridere.

"Ha già capito come funziona il mondo." Yoongi ridacchiò.

"Non conoscevi la storia della fatina dei denti?" Jin domandò alla più piccola che scosse la testa.

"Sul serio hyung?" Jimin rimproverò con lo sguardo il più grande, che alzò le spalle.

"Papà non me ne ha mai parlato." Rachel rivelò, e in quell'istante tutti guardarono male Namjoon, che alzò subito le mani in segno di difesa.

"Ragazzi non mi guardate così, ho tante cose per la testa okay? Non ho mai pensato a-"

"Papà potevo essere ricca ora!" Pure Rachel lo rimproverò, scatenando risate a non finire.

"Amore non ti sono caduti tanti denti finora, hai ancora tempo per riempirti il borsellino." Namjoon sorrise, accarezzò la testa della piccola e le restituì il dente.
"Dai, vai a metterlo sotto il cuscino... prima lavalo per bene però."

Rachel eseguì subito l'ordine e appena scese dalla sedia con l'aiuto dello zio Hoseok, corse prima in bagno per lavare il dentino, e dopo nella sua cameretta per posizionarlo sotto il cuscino rosa a fiori su cui poggiava la testa ogni notte.

"Vengo con te!" Taehyung si alzò e accompagnò Rachel con un sorriso stampato sul viso.

Appena la bambina sparì dal raggio visivo degli adulti, Jin si affrettò a parlare.

"Quando stasera la metti a letto, prepara una moneta e prima di uscire mettila sotto il cuscino." Il maggiore disse a Namjoon sotto voce.

"Devo fare qualcosa alla moneta? Dovrei avere dei glitter da qualche parte..." Namjoon ragionò ad alta voce, tutti guardarono quest'ultimo con la fronte aggrottata.

"Ma perché? Una moneta normale va più che bene." Rispose Yoongi.

"Tae ha detto che deve essere piena di polvere di fa-"

"Ma sul serio dai ascolto a Taehyung?" Jimin si mise a ridere, non credeva che Namjoon stesse davvero per colorare una moneta con dei brillantini colorati.

"Joon la fatina dei denti non esiste. Una normalissima monetina andrà bene." Jin cercò di trattenersi, ma sapere che Namjoon stesse davvero per credere alla storiella della fatina dei denti lo stava facendo piangere dal ridere.

Appena Taehyung e Rachel tornarono a tavola si ammutolirono tutti.
Ripresero a mangiare, chiacchierando del più e del meno.
La bambina a fine cena mangiò un po' di gelato, sentì sollievo quando la sostanza fredda entrò nella sua bocca, rinfrescando l'intera cavità orale, soprattutto il piccolo spazietto dove poco prima era presente il dente dondolante.

Uno ad uno i ragazzi cominciarono a tornare nelle proprie case.
Il giorno dopo Namjoon non lavorava, quindi Rachel avrebbe rivisto i suoi zii nel fine settimana.

"Salutami la fatina dei denti." Taehyung disse a Rachel, un sorriso radioso era dipinto sulle labbra del ragazzo.

"Sì zio Tae!"

Il castano si piegò e abbracciò la bambina, Jin fece lo stesso ricordando a Rachel che doveva dormire serenamente, altrimenti la fatina non sarebbe venuta a prendere il suo dentino.
Quando anche Jin, l'ultimo del gruppo uscì dall'appartamento di Namjoon, la casa divenne improvvisamente silenziosa.

Namjoon si apprestò a rimettere tutto in ordine, fortunatamente in cucina i ragazzi gli avevano dato una mano, ma c'erano ancora un bel po' di faccende da fare.

'Potrei rimandare a domani mattina.' L'uomo pensò, d'altronde il giorno dopo era festa per lui.

"Hai sonno amore?"

Rachel fece uno sbadiglio più grosso della sua stessa faccia, Namjoon ridacchiò e andò incontro alla bambina.

"Dai, andiamo in bagno, ci laviamo e ci cambiamo, e poi andiamo a nanna. Okay?" Namjoon prese per mano sua figlia e la condusse dentro il bagno, la aiutò a lavarsi per bene, e le mise il pigiamino celeste che Rachel adorava tanto.

"Secondo me la fatina dei denti è bellissima." La bambina borbottò, da quando lo zio Jin le aveva parlato di questa fata Rachel non faceva altro che immaginarsi dentro di sé il momento in cui l'avrebbe incontrata.

"Rachel, se sarai sveglia la fatina non verrà a prendere il tuo dente e non ti porterà nessun dono. È la regola." Namjoon si inventò sul momento, sperava davvero che la bambina non rimanesse sveglia tutta la notte ad aspettare l'arrivo di una creatura inesistente.

"Ma se dormirò non potrò vederla!" Rachel si lamentò, gonfiò le sue guance facendole diventare due morbidi palloncini.

"Ma se resterai sveglia non solo non la vedrai, non troverai nemmeno il suo regalino sotto il cuscino. Invece se dormirai, la fatina dei denti verrà e ti porterà la sua magica monetina."

"Okay..." Rachel replicò, non era molto convinta ma non disse altro.

Con calma Namjoon accompagnò Rachel nella sua cameretta; anche se era piccola aveva già una camera tutta sua, dormiva da sola e Namjoon era davvero contento che la bambina non avesse il bisogno di dormire assieme a lui.
Lei si trovava a suo agio anche da sola, Namjoon in questo caso era stato fortunato.

"Papà fai quella cosa che mi piace tanto?"

Namjoon si sedette sul letto accanto alla piccola, avvicinò il volto al suo e sorrise; due graziose fossette si formarono sulle guance, ai lati della bocca e Rachel con il dito le punzecchiò giocosamente.
La piccola ridacchiò, accostò il visino e stampò un bacino sulla fossetta del papà.

"Sai, ce le hai anche tu. Sorridi un po'."

Rachel sorrise e il suo papà con l'indice toccò la minuscola fossetta che si era formata sulla guancia della bambina.

"Eccola, proprio qui." Il più grande baciò il punto in cui si era creata la fossetta e si alzò.

"Mi raccomando, chiudi gli occhi e cerca di dormire. Altrimenti la fatina non verrà stanotte."

"Ricevuto!"

Namjoon sorrise ancora, si piegò e stampò un bacio sulla fronte della minore.
Senza farsi vedere da Rachel, sfilò una moneta dalla tasca posteriore dei jeans e la posizionò sotto il cuscino; fu veloce a riprendersi il dente e a inserirlo nello stesso punto in cui aveva la monetina qualche secondo prima.

"Buonanotte piccola."

Rachel diede la buonanotte al suo papà e dopo essersi messa più comoda sul suo lettino, chiuse gli occhi.

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Era notte fonda.
Namjoon e Rachel dormivano profondamente, e questo era il via libera per Y/N per entrare nella cameretta della bambina e portare a termine il suo lavoro.

Con estrema cautela, la fatina aprì la finestra della stanza di Rachel e con un rapido salto atterrò sul pavimento.
Le piccole ali sbatterono tra loro, ogni volta che compiva questo gesto granelli di polvere fatata volavano qua e là.
Y/N cercò di fare il più velocemente possibile; la bambina ronfava serenamente e la fata sperava che Rachel non si svegliasse proprio nel momento più delicato, ovvero il posizionamento della moneta cosparsa di polvere fatata sotto il guanciale.

Y/N si avvicinò piano piano al lettino; alzò di poco il lato del cuscino, il volto della bambina continuava ad essere sereno e riposato.
La maggiore sorrise, trovò la piccola davvero carina e adorabile.
Ma quel sorriso sparì ben presto appena vide una normale moneta umana posizionata sotto il cuscino.

"Ma cosa..."

E poi... l'orrore.
La bambina si alzò di scatto dal letto, facendo prendere uno spavento colossale a Y/N che indietreggiò velocemente.

"Oh no... no no no! Perché non stai dormendo?" Y/N parlò a bassa voce, traumatizzata per essersi fatta beccare dalla piccola umana.

Ma Rachel non rispose, poiché troppo intenta a bloccare la fata per mostrarla al suo papà.
Col dizionario di inglese che Namjoon le aveva regalato mesi fa, cercò di tramortire Y/N.
Con scarsi risultati però, perché il colpo alla testa fu davvero leggero e la ragazza aveva sentito poco e nulla.
La fatina alzò un sopracciglio appena percepì le piccole manine di Rachel attorno ai suoi polsi. Li stava legando.

"Aspetta qui fatina! Vado a chiamare il mio papà!"

"No no no! Non andare a chiamare papà!" Y/N piagnucolò, tentò di rialzarsi perché per lo shock era finita sul pavimento.

"Avevo ragione, sei bellissima!" Rachel esclamò a Y/N, che in un primo momento arrossì, poi però vide la bambina correre verso la porta, la più grande sentì il suo cuore tremare.

"Rachel ferma!"

Ma la bambina era già andata a chiamare Namjoon.
Y/N era rimasta immobile, gli occhi spalancati per la sorpresa; in tanti anni di lavoro non le era mai capitata una cosa del genere.

"Devo sbrigarmi e andare via da qui." Y/N borbottò tra sé, si alzò e mosse i polsi per slegarli.
Si diede della stupida quando vide che Rachel le aveva legato i polsi con un semplice elastico per capelli, capì che aveva avuto tanta paura per nulla.

"Mh... che carina, almeno ci ha provato." Y/N ridacchiò, posò l'elastico sul piccolo comodino accanto al letto, e rialzò il cuscino.

"Qui qualcuno ha tentato di rubarmi il lavoro." La ragazza sussurrò, arricciò il naso contrariata quando rivide la moneta umana, del dente invece non c'era alcuna traccia.

"Niente dente, niente moneta fatata per Rachel... non gliel'avrei data comunque, è stata una bambina cattiva." Y/N rifletté ad alta voce, e non appena sentì la voce del papà di Rachel, cercò di mantenere la calma e di sparire da quella casa alla svelta.

Con uno schiocco di dita Y/N fece sparire tutta la polvere di fata riprodotta dallo sbattere delle sue ali e saltò subito fuori dalla finestra.
In meno di un secondo si era già allontanata da quel palazzo, pregava dentro di sé che il papà della bambina non le credesse quando lei le avrebbe parlato della sua esistenza.

Y/N sarebbe dovuta tornare indietro e cancellarle le memoria, purtroppo con la presenza di un altro umano non poteva, avrebbe rischiato di farsi scoprire anche da un'altra persona.
La fatina alzò le spalle e tornò nel suo regno, non avrebbe parlato di questa brutta vicenda a nessuno.

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"Dai dai papà! Sbrigati!"

"Veloce veloce!"

Rachel continuava a mettere fretta a Namjoon, che invece con tutta la calma del mondo si alzò dal letto, stiracchiò braccia e gambe, e sbadigliò assonnato.

"Rachel... perché non stai dormendo..." Namjoon sbadigliò ancora, non si era nemmeno reso conto che la bambina lo aveva fatto alzare dal letto, e adesso lo stava trascinando in camera sua, la manina di lei tirava con forza la manica del pigiama di lui.

Rachel con un enorme sorriso spalancò la porta e accese la luce.
Quel sorriso luminoso sparì in un batter d'occhio: la fatina non c'era più.

"Era qui... papà era qui!" Rachel piagnucolò, lasciò la presa del pigiama dell'uomo e andò di corsa nel punto in cui aveva lasciato Y/N.

"Rachel... è tardi, dai torna a letto." Namjoon sospirò con un occhio sempre mezzo chiuso.

Rachel osservò per bene lo spazio della stanza, notò che la polvere di fata lasciata dalle piccole ali luccicanti della fatina era scomparsa, e trovò l'elastico per capelli che aveva usato per legarle i polsi, sulla superficie del mobiletto.

"Si è liberata..." La bambina sussurrò, storse il labbro dispiaciuta, avrebbe tanto voluto far vedere al papà e ai suoi zietti quella bellissima fata vestita di un bianco brillante, gli occhi erano di un cristallino verde acqua così come i suoi lunghi capelli ondulati.

"Lo zio Tae! Dovevo salutarla per lo zio Tae!" La bambina si rammaricò quando si ricordò che Taehyung le aveva chiesto di salutargli la fatina.

"Lo zio Tae capirà tranquilla... dai su, vieni qui." Namjoon si chinò e prese la piccola in braccio, la posizionò di nuovo sul letto.

"Era bellissima papà... sembrava una dea. Brillava! E le sue ali erano molto piccole ma tanto carine e poi- oh! La moneta! Devo vedere se mi ha portato la moneta!"

Rachel alzò immediatamente il cuscino, sotto lo sguardo incuriosito di Namjoon.

"Il dente non c'è più!" La bambina esclamò, Namjoon sorrise pensando dentro di sé che il dente non si fosse allontanato molto dalla sua proprietaria dato che lo aveva messo nel primo cassetto del comò che si trovava in camera sua.

La manina di Rachel spuntò dalle tante coperte, una normalissima moneta si trovava tra le sue dita.
La bambina non era stupida, aveva subito riconosciuto che la moneta non avesse niente di speciale.

"È una normale moneta, dov'è la polvere di fata?" La piccola si lamentò, si rigirò quel piccolo tondino freddo nel palmo.

"Probabilmente la fatina l'aveva finita." Namjoon rispose, prese l'orlo del piumone e coprì per bene sua figlia.

"L'importante è che te l'abbia portata, no?" Namjoon sorrise, la bambina annuì.

"Volevo fartela vedere papà..." Rachel mormorò con vocina triste, Namjoon assottigliò gli occhi confuso.

La sua bambina sembrava fin troppo convinta di aver visto la fata dei denti, ma l'uomo non diede troppa attenzione a quel dettaglio, convincendosi che molto probabilmente la piccola, grazie alle chiacchiere degli zii Jin e Taehyung, aveva inconsciamente sognato la creatura magica.

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"Y/N conosci le regole... se non indossi la cavigliera non posso farti entrare. È la legge del nostro mondo."

Y/N emise un enorme sospiro.
Si rimproverò mentalmente, si diede della stupida per non essersi accorta di aver perso la sua cavigliera magica, l'unico oggetto che le permetteva di oltrepassare il portale ed entrare nel suo regno.
E quindi l'unico oggetto che poteva farla ritornare a casa.

"Ti prego... l'ho cercata ovunque sulla Terra, ho passato l'intera notte a ripercorrere le strade che ho fatto per andare nelle case, ma-"

"Mi spiace Y/N. Le regole sono regole." Il guardiano la bloccò dispiaciuto, fosse stato per lui l'avrebbe fatta passare subito ma purtroppo il suo lavoro era proprio quello di controllare ogni persona che chiedeva di entrare nel regno delle fate dei denti, e se queste non erano in regola con il comandamento creato dall'Ordine Supremo, il guardiano non poteva chiudere un occhio.

"Dove dormirò stanotte..." Y/N piagnucolò, guardò l'uomo con occhi lucidi, quest'ultimo sentì il suo cuore sussultare.

"Hai controllato nelle case in cui hai lavorato?" Il guardiano chiese, ma Y/N scosse la testa.

"Ho fatto visita a molte case questa notte... non voglio davvero pensare che la mia cavigliera sia rimasta in una delle tante stanze in cui sono entrata."

"Ti consiglio di rifare un giro di perlustrazione... stai attenta, sai cosa succede se ci facciamo beccare dagli umani." Il guardiano disse con tono severo, Y/N deglutì.

"Ci rivediamo... spero presto."

"Oh, ehi Y/N..." Il guardiano tese la mano e la fece passare oltre le sbarre dell'alto cancello, la fata alzò gli occhi al cielo e porse all'affascinante biondo il sacchetto colmo di dentini.

"Bel lavoro, la regina sarà felice." Il guardiano si congratulò con lei.

"Almeno uno di noi sarà felice questa notte."

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Il mattino dopo, Namjoon approfittò del suo giorno di festa e dell'assenza di Rachel per fare un po' di ordine nella sua cameretta.

L'uomo si ripeté dentro di sé che una volta andata a prendere la bambina a scuola nel pomeriggio, avrebbe dovuto farle un discorsetto poiché la stanza sembrava essere stata colpita da un tornado.
Una quantità spropositata di giocattoli occupava tutto il pavimento, Namjoon non riusciva a vedere più il colore delle mattonelle e aveva difficoltà a camminare e spostarsi, non sapeva dove mettere i piedi.
Ricordò che la sera precedente non c'era tutta quella confusione, quando aveva messo la bambina a letto.

Namjoon cominciò a spostare giocattoli e peluche, li mise tutti in uno scatolone che avrebbe poi poggiato sul lato della parete.
Un insolito luccichio però attirò la sua attenzione, i movimenti dell'uomo si bloccarono per alcuni secondi, il suo sguardo era fermo su quella che sembrava una catenina fine e scintillante.
Il castano si avvicinò con cautela, afferrò la delicata e sottile catena d'argento e la accostò al viso per osservarla meglio.
Era una bellissima cavigliera con un ciondolo pendente a forma di goccia; la pietra di quel ciondolo era bianca e luminosa, brillava se esposta alla luce solare.

"Ma che cosa..." Namjoon agitò leggermente la cavigliera, una lieve dose di una polverina sconosciuta ma sbrilluccicosa cadde da essa e toccò i piedi dell'uomo, sempre più confuso per la natura di quel misterioso oggetto.

Le parole di Rachel riecheggiarono nella sua mente, Namjoon pensò che non fosse possibile, che quella cavigliera non appartenesse davvero alla fatina di cui la sua bambina parlava ieri notte.
Ma di certo quella cavigliera non apparteneva a sua figlia.
Namjoon inserì il gioiello magico nella tasca dei suoi jeans e tornò a riordinare la cameretta, doveva fare presto perché sapeva che a breve sarebbero arrivati i suoi amici.
A quella cavigliera avrebbe pensato dopo.

Quel pomeriggio quando Namjoon andò a prendere la bambina a scuola, la prima cosa che fece fu rimproverarla per aver messo a soqquadro la sua stanza.
Rachel si mise a ridere, ormai sapeva come andava a finire, il suo papà la bacchettava per il disordine ma poi dimenticava tutto subito e lui stesso rimetteva in ordine la confusione che lei aveva creato.

Non appena Namjoon aprì la porta, i suoi occhi si allargarono per la sorpresa.
Una sgradita sorpresa.
Il suo appartamento era stato rivoltato come un calzino; un campanello d'allarme suonò nella testa dell'uomo, sicuro che i ladri fossero entrati in casa e che il rischio che si trovassero ancora lì era alto.
Namjoon chiamò subito la polizia, cercò di calmare la bambina che si stava preoccupando per l'incolumità dei suoi tanti peluche.

Y/N stava assistendo all'intera scena.
La polizia stava controllando che non fosse stato rubato nulla e infatti era proprio così; lei non aveva preso niente, nemmeno la sua amata cavigliera che cercava da ore.
La casa di Namjoon e Rachel era l'ultima da controllare, Y/N aveva trascorso l'intera notte e tutta la mattina a perlustrare le case dove in precedenza era andata a reclamare i dentini.
Aveva dovuto fare molta attenzione poiché senza cavigliera i suoi poteri erano limitati, per questo aveva lasciato l'appartamento di Namjoon totalmente in disordine, non aveva la magia che ci voleva per rimediare al danno che aveva fatto.

Diversamente dalle altre case, in quella di Namjoon e Rachel Y/N si era proprio sfogata; era disperata, quell'appartamento era la sua ultima speranza, aveva cercato la sua cavigliera ovunque, approfittando dell'assenza della bambina e di suo padre ma di quel prezioso oggetto non era presente nemmeno l'ombra.
Quasi si era messa a ridere quando nel primo cassetto del comò nella stanza di Namjoon, aveva trovato il dente che cercava la scorsa notte.

"È lui che ha tentato di rubarmi il lavoro..." Y/N borbottò, continuò a guardare il volto preoccupato di Namjoon, ora consapevole che era stato lui a mettere quell'insignificante moneta umana sotto il cuscino di Rachel.
Y/N sorrise intenerita, trovò quel gesto terribilmente adorabile, solo da quell'unica azione comprese che Namjoon fosse un padre davvero attento e premuroso.

Una lampadina si illuminò nella testa di Y/N; aveva cercato ovunque, anche nel più piccolo spiraglio di quell'appartamento, ma non aveva trovato la sua magica cavigliera.
Ed era l'ultimo posto in cui cercare, quindi Y/N capì che la bambina doveva aver trovato la sua catenina.
La fata sospirò, sperava che Rachel ce l'avesse addosso, non voleva pensare all'altra opzione, ovvero a suo padre.
La bambina avrebbe potuto gestirla nonostante la riduzione dei suoi poteri, ma Namjoon?
Quella notte Y/N avrebbe dovuto fare molta attenzione con la famiglia Kim.

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Quando la giornata finì e il cielo divenne sempre più nero e coperto da un'infinità di stelle, Y/N attese che Rachel e Namjoon andassero a letto.
Era molto titubante all'idea di rimettere piede in quella stanza, la bambina la notte prima aveva cercato di tramortirla con un dizionario e legarla con un elastico per capelli... la fata sorrise nel ricordare l'ingenuità della piccola.
Ma era comunque molto nervosa, non aveva la certezza che la bambina stesse realmente dormendo o stesse recitando ancora.

'Stava fingendo di dormire perché sapeva che ieri notte sarei venuta... mi aspettava.' Y/N pensò, convincendosi che la bambina in quel momento stesse davvero dormendo, dato che era inconsapevole della sua seconda visita.
La fatina respirò profondamente, e con un veloce battito di ali raggiunse il davanzale della finestra che si affacciava alla cameretta di Rachel.

Con la poca magia rimasta Y/N riuscì ad irrompere senza provocare rumori sospetti; la fata fece altri grossi e profondi sospiri, e si mise a cercare l'oggetto desiderato.
Tolse dalla testa una delle tante forcine che servivano per tenere ferma la sua perfetta acconciatura e la fece rigirare su sé stessa; la piccola forcina si ingrandì di volume e una luce perlescente la avvolse, funzionando così come una piccola torcia tascabile.
Sempre con molta cautela Y/N perlustrò accuratamente ogni angolo nascosto della cameretta di quella piccola peste; ogni tanto la magica creatura si voltava verso la bambina, il viso di lei era sereno e riposato, il respiro regolare.

'Brava, continua a dormire.' Y/N pensò, riprendendo subito a cercare la sua fonte inesauribile di magia.

'Come ho potuto perderla?' La fata si rimproverò per l'ennesima volta, non sarebbe mai riuscita a perdonarsi per quel grave errore.

Dopo quasi tre ore, Y/N si arrese.
La cavigliera non si trovava lì.
La fata si mise le mani tra i suoi lunghi capelli verdi acqua, gli occhi divennero lucidi; non voleva crederci, sperava tanto di ritrovarla tra le cose di Rachel.
La fanciulla deglutì, guardò la porta con timore... l'unica speranza che gli restava, era Namjoon.

'Se non ce l'ha lei, allora ce l'ha lui... deve averla trovata.' Y/N ragionò dentro di sé e con passo silenzioso uscì dalla stanza di Rachel per entrare in quella del padre.

La fata entrò dentro la temuta camera, la forcina luminescente era ben stretta nel palmo della sua mano; lanciò un rapida occhiata al corpo che giaceva sul letto.
Namjoon stava tranquillamente dormendo, ma questo non servì comunque a calmare lo stato agitato di Y/N.

'Devo essere veloce.' La fata si ordinò, e cominciò a cercare per prima cosa tra i vari vestiti dell'uomo, convinta che lui potesse aver messo la cavigliera nella tasca del cappotto o in quella dei jeans.

Y/N sentì il suo cuore sobbalzare non appena Namjoon si mosse; la fata si voltò con estrema lentezza verso il letto, il più alto si era rigirato su un fianco.
La fanciulla tirò un sospiro di sollievo quando si accertò che Namjoon stesse beatamente ronfando.
Ritornò a controllare gli indumenti, scoprendo con rammarico che le tasche erano tutte vuote.

'Dove può averla messa dannazione...'

Y/N assottigliò gli occhi, stava per perdere la pazienza.
La voglia di svegliare Namjoon e minacciarlo era tanta, ma non doveva farsi vedere da un umano... soprattutto da un umano adulto, sarebbe andata contro il rigido regolamento indetto dall'Ordine Supremo e sarebbe stata severamente punita.
Avesse avuto la cavigliera con sé avrebbe potuto tranquillamente cancellare la memoria a Namjoon e Rachel, ma la perdita di essa era proprio il problema che la stava spingendo a rischiare così tanto.

'Forse l'ha appoggiata da qualche altra parte...' Y/N rifletté speranzosa e sempre molto silenziosamente uscì dalla camera di Namjoon per controllare la cucina e il salotto.
Cosa che aveva già fatto quel pomeriggio, ma nella sera era possibile che Namjoon avesse posato la cavigliera sul tavolo o su qualche altro mobile presente in cucina.

La fata cominciò a rufolare ovunque, spostò i vari oggetti cercando poi di rimetterli al loro posto e di non lasciare una gran confusione come aveva fatto qualche ora prima.
Troppo intenta a spostare le cose di là e di qua, Y/N non si accorse che non era più sola.

La luce si accese, il grosso lampadario situato in cucina illuminò l'intera stanza, ghiacciando il sangue nelle vene di Y/N.
La fata si sentì precipitare in una voragine senza fine.
Quest'ultima si voltò, i suoi occhi allargati, sorpresi e spaventati si incrociarono con quelli mezzi assonnati ma curiosi di Namjoon.
E non appena il castano osservò meglio il viso della persona che gli stava di fronte, sgranò gli occhi come se non stesse credendo a quel che stava vedendo.

Non erano le piccole ali a farfalla, brillanti e bianche con striature celesti che si trovavano sulla schiena, o i suoi capelli verdi acqua, lunghissimi e mossi con delle trecce che formavano un disegno intricato sulla sua testa, o i suoi occhi sempre del medesimo colore della fluente chioma.
No, era l'infinita, surreale e magica bellezza della fata che aveva stregato Namjoon.
Ma quell'attimo, così intenso e forte durò poco poiché Y/N si fece prendere dal panico, e tentò immediatamente di scappare gettandosi dalla finestra.

Ma Y/N si bloccò proprio con un piede sul davanzale e uno fuori, che tastava l'aria gelida della notte.
Non poteva scappare, andarsene come se niente fosse... Namjoon l'aveva vista.
Questo non andava bene.
Un po' tremolante Y/N tornò indietro, il volto di Namjoon era rimasto meravigliato, le sue palpebre ancora non si erano mosse.

"Sì okay, le fate esistono. Dov'è la mia cavigliera?" Y/N parlò con tono spiccio, volendo andare subito dritta al sodo.

'Con la cavigliera tra le mani, cancellerò la memoria a lui e a Rachel e potrò buttarmi questa brutta vicenda alle spalle.' La fata pensò, sperò fortemente che Namjoon non facesse storie e le restituisse la sua preziosa catenina.

"Cosa? Aspetta... sei reale? O sto sognando?"

Un ghigno divertito svolazzò sulle labbra rosee di Y/N.
La fata si avvicinò con passo lento, seducente verso l'uomo.

"Non è la realtà Namjoon... stai dormendo in questo momento." Y/N sussurrò, non appena comprese che l'umano fosse ancora mezzo addormentato colse la palla al balzo.

Namjoon assottigliò gli occhi poco convinto, fece un passo indietro, volendo mettere distanza tra lui e quella donna sospetta.

"Che ci fai in casa mia? Sei stata tu ad entrare oggi pomeriggio, vero?"

"Niente da fare, è sveglio." Y/N sospirò, scosse la testa... sperava di poterlo imbrogliare e invece Namjoon era più sveglio che mai.

"Stavo cercando la mia cavigliera." Y/N spiegò, le braccia incrociate al petto misero in risalto il piccolo e tondo seno, reso gia evidente dallo scollo del suo vestitino bianco.

Namjoon si prese un attimo per ammirare nuovamente la figura sconosciuta davanti a sé.
Guardò quasi con adorazione quegli occhi lucenti e cristallini, gli ricordavano l'acqua pulita e pura di un limpido ruscello.
I capelli lunghi e di quell'insolita sfumatura verde acqua, tendente al celeste sembravano morbidi e soffici.
Le labbra erano sottili, lucide e rosee; le ciglia lunghe donavano lievi ombre sulle parti mobili delle sue palpebre che erano colorate da un ombretto bianco perlaceo.
Il piccolo nasino all'insù, e le deliziose ali che si nascondevano dietro la schiena.
Namjoon era rimasto abbagliato da tanta bellezza, Y/N non sembrava nemmeno vera per questo la prima cosa che le aveva chiesto, era se fosse reale.

"Allora? Hai tu la mia cavigliera?" Y/N domandò un po' scocciata, quell'umano sembrava essersi addormentato a occhi aperti e in piedi.

"Io... oh, la cavigliera!"

"Già, la cavigliera."

"Quindi Rachel aveva ragione... ti ha vista ieri notte, continuava ad insistere ma io non le ho voluto credere." Namjoon borbottò, il suo sguardo continuava a vagare su ogni punto del corpo di Y/N, lo stava consumando da quanto lo stava fissando.

"Tua figlia mi ha colpita con un libro gigantesco, e a proposito..."
Y/N avanzò verso Namjoon, che però questa volta rimase immobile.
"Stai cercando di rubarmi il lavoro per caso? Non solo hai fatto passare quella sporca moneta umana per una moneta fatata, ma ti sei preso pure il dente! L'ho trovato questo pomeriggio nel primo cassetto del tuo comò, ovviamente me lo sono preso. Cosa ci volevi fare con il dente di tua figlia?"

"Niente... prima o poi lo avrei buttato." Namjoon rispose alzando le spalle, Y/N guardò l'uomo con terrore.

"Cosa? Lo avresti semplicemente gettato nella spazzatura?"

"È solamente un dente." Namjoon replicò ancora, chiedendosi perché la bellissima ragazza di fronte a lui fosse così scioccata.

"Per noi i vostri denti sono molto preziosi! Tu butteresti nella spazzatura un anello di diamanti?"

"No... perché i diamanti hanno valore per noi. I denti no."

"I denti hanno valore per noi." Y/N borbottò, a quel punto Namjoon cambiò espressione, stava per ridere in faccia alla fata ma si trattenne.

"Accettate pure quelli vecchi e cariati o solo quelli sani?" Namjoon scherzò, ma Y/N non rise affatto.

"Mi stai prendendo in giro?"

"No no, è che io-"

"La cavigliera. Forza." Y/N ringhiò, tese la mano, il palmo all'insù in attesa che Namjoon lo riempisse con l'oggetto tanto menzionato.

"Quindi... la magia esiste? E sei solo tu? O ci sono altre fate?" Namjoon continuò a fare domande, era sempre più curioso e voglioso di scoprire qualcosa di queste creature di cui fino a qualche minuto prima, dubitava l'esistenza.

"Ti sembra che io voglia perdere tempo in chiacchiere?"

"Oh andiamo! Non pensavo nemmeno che tu esistessi fatina dei denti, è normale che io sia curioso! Hai un nome?"

"Sì ho un nome."

"E sarebbe?"

Y/N alzò un sopracciglio, sospettosa.
Lei e le sue colleghe non avrebbero dovuto neanche farsi vedere dagli umani, figuriamoci parlare con loro.
E Namjoon con la scusa della curiosità stava cercando di rifilare qualche informazione, ma Y/N non glielo avrebbe permesso.

"Campanellino." La fata sogghignò.

"Ora sei tu che stai prendendo in giro me."

"Senti Namjoon... non voglio che tua figlia si svegli e mi veda una seconda volta, quindi ridammi la mia dannata cavigliera, così posso andarmene, tu puoi tornare nel tuo letto e vivremo tutti felici e contenti!"

"Come fai a sapere il mio nome? Io non ti ho mai detto-"

"Lo so e basta!" Y/N urlò ma sottovoce, fortemente spazientita.

"Ho cercato ovunque, in ogni angolo ma niente! Non l'ho trovata! Dimmi dove cavolo l'hai messa per favore. Non posso tornare a casa mia senza quella cavigliera, la sto cercando da ieri notte." Y/N piagnucolò stremata, non aveva chiuso occhio e sentiva la stanchezza penetrare dentro le sue ossa.

Namjoon sentì una morsa al petto; guardò la fata con espressione desolata, strinse le labbra e poco dopo annuì.
Con un filo di voce l'uomo le chiese di seguirla, ed entrambi si avviarono verso la camera da letto di lui.

"È strano che tu non l'abbia vista comunque, stamattina l'ho messa nello stesso cassetto dove avevo messo il dente." Namjoon borbottò mentre si piegava, le dita afferrarono la maniglia del cassetto per aprirlo.

"Cosa? No... io non ho visto niente..." Y/N borbottò accigliata, se avesse visto la sua cavigliera accanto al dente ovviamente l'avrebbe presa subito.

Namjoon aprì il cassetto, Y/N alle sue spalle allungò il collo per vedere la sua amata cavigliera.
La fata sentì un nodo alla gola quando vide solamente dei fogli di carta.

"Dov'è finita?" Namjoon aggrottò la fronte e sollevò la risma di fogli, ma la catenina non si trovava da nessuna parte.

"Senti, questa presa in giro sta durando un po' troppo." Y/N soffiò adirata.

"Ehi ti giuro che l'avevo messa qui! Non capisco dove sia finita!" Namjoon mise a soqquadro l'intera cassettiera, lanciò una marea di fogli per terra o sul letto, e Y/N capì che il castano non stesse affatto scherzando.

Un peso si formò all'altezza del petto di Y/N; nemmeno quell'umano sapeva dove fosse la sua cavigliera, avrebbe voluto piangere, sentiva i suoi occhi pizzicare ma tentò di restare forte, non poteva cedere proprio adesso.

"Forse non ho controllato bene nelle altre case..." Y/N ragionò ad alta voce, catturando l'attenzione di Namjoon.

"No no impossibile! Nelle altre case ho messo piede solo per due minuti, il tempo di prendere il dente e lasciare la moneta e mi trovavo già fuori... l'unica casa in cui ho speso un po' più di tempo, è questa." La fata raccontò, ricordando ancora l'istante in cui Rachel si era alzata all'improvviso spaventandola, e provando a colpirla con quel gigantesco manuale.

Un qualcosa illuminò la mente di Namjoon.
Il più alto spalancò gli occhi, nella sua testa ripercorse ciò che era accaduto quella mattina.

***

"Ehi hyung, ricordi quella cartellina con le pratiche che mi dovevi dare? Mi servono per la riunione che ci sarà questo mercole." Jimin informò Namjoon, i due erano colleghi e lavoravano nella stessa azienda.

"Certo, si trova nel primo cassetto del comò in camera mia! La cartellina rossa!" Namjoon esclamò dalla cucina poiché stava finendo di pulire.

Il più grande si fidava di Jimin, erano come fratelli e sapeva benissimo dove andare a cercare la cartella piena di fogli, così il più giovane andò nella camera di Namjoon mentre quest'ultimo finì di fare le sue faccende.

***

"Jimin..." Namjoon mormorò, probabilmente la cavigliera si era impigliata con l'elastico della cartellina e Jimin l'aveva portata con sé.

"Jimin? Chi è, un tuo amico?" Y/N domandò allarmata, Namjoon annuì.

"E perché un tuo amico dovrebbe avere la mia cavigliera?" La fata chiese sempre più furiosa.

"Stamattina cercava una cartellina rossa con dei fogli dentro, ed è venuto a prenderla. L'avevo messa proprio in questo cassetto, la cavigliera era sopra... probabilmente la catenina si è impigliata con la fascia elastica che serve per aprire e chiudere la cartella dei documenti."

"E il tuo amico Jimin dove li ha gli occhi? Non ha visto una cavigliera che pendeva non appena ha afferrato la cartellina?" A Y/N stava per venire un tic all'occhio per il nervoso.

"Forse la tua cavigliera si è infilata nella cartellina quando l'ho lanciata nel cassetto. La cartellina non era del tutto chiusa e quindi-"

"Tu le cose che non sono tue le lanci?" Y/N alzò le braccia agitandole a mezz'aria, stava per avere una crisi di nervi perché adesso sapeva che avrebbe dovuto cercare nella casa di un altro umano.

"Mi spiace..." Namjoon mormorò a bassa voce, chinò il capo e sembrò davvero dispiaciuto.
Un enorme sospiro provenne dalla gola di Y/N.

"Ti spiace? Bene, se vuoi farti perdonare devi accompagnarmi dal tuo amico. Non so dove lui abiti. Subito."

Namjoon rialzò subito il capo non appena udì l'ultima parola; lanciò una fugace occhiata alla sveglia situata sul maledetto comò, spalancò gli occhi e guardò la fata come se fosse impazzita.

"Sono le due e mezza del mattino!"

"E di chi pensi che sia la colpa? Ci hai messo un sacco di tempo per addormentarti!"

"Cosa? Ora la colpa è della mia insonnia?"

"Se tu ti fossi addormentato prima, non avrei aspettato tanto per fare irruzione in casa tua."

"Ma ti senti quando parli?" Namjoon domandò incredulo, quella fata era tanto bella quanto matta.

La porta della camera dell'uomo si aprì piano piano, ma il cigolìo attirò l'attenzione dei due che si voltarono subito; Rachel stava guardando Y/N con due stelle al posto degli occhi, da tanto che brillavano.

"Sei tornata!" Rachel esultò felicemente, corse incontro alla fata che però sbuffò contrariata.

"Vuoi di nuovo colpirmi alla testa tesoro?"

"Rachel è tardi! Dovresti essere a letto!" Namjoon la rimproverò.

"Papà anche tu dovresti essere a letto." La bambina ribatté subito.

"Io vorrei essere nel mio letto..." Y/N gemette, era stanca e non vedeva l'ora di tornare nella sua piccola dimora.

"Papà hai visto quanto è bella? Tu non mi credevi!" Rachel abbracciò le gambe nude di Y/N prendendola di sorpresa.

Namjoon sorrise, e non appena lo fece le due adorabili fossette che si formavano sempre sulle sue guance fecero la loro comparsa.
Y/N le notò, inconsciamente sorrise anche lei.

"Rachel devi andare a nanna dai."

"Stavo dormendo ma ti ho sentito parlare." Rachel borbottò, Namjoon storse la bocca, aveva parlato a voce troppo alta e aveva involontariamente destato la bambina.

"Allora, andiamo?" Y/N si rivolse a Namjoon, ricordandogli che sarebbero dovuti andare a casa di Jimin per recuperare la cavigliera.

"Dove andiamo?" La vocina di Rachel fece eco.

"Tu non vai da nessuna parte amore... anzi no, tu ora vai in camera tua. Nel tuo letto." Namjoon parlò con sua figlia, dopodiché rivolse il suo sguardo a Y/N.

"Jimin in questo momento sta ovviamente dormendo, non so come funzioni per voi creature magiche ma noi umani dormiamo. Di certo non possiamo andare a casa del mio amico alle tre del mattino."

"Dormiamo anche noi e credimi, sono stanca morta... non so cosa farei per distendermi sul mio letto."

"Bene allora-"

"Cosa che non posso fare, perché senza la cavigliera non posso tornare nel mio regno!" Y/N gli ricordò, usò un tono di voce abbastanza elevato e questo spaventò Rachel che si allontanò immediatamente dalla bella fata e si accostò alle gambe del suo papà.

Y/N non voleva spaventare la bambina, ma era stanca... tanto stanca. Questo le sembrava un incubo infinito.
Aveva già violato parecchie norme del regolamento fatato e la sua mente era colma di pensieri negativi; doveva riappropriarsi assolutamente della sua cavigliera e rimediare a tutto il macello.

"Puoi restare qua per stanotte."

Y/N spalancò gli occhi.
La proposta di Namjoon l'aveva presa alla sprovvista, un umano che nemmeno conosceva le stava dando ospitalità?

"Sei in questa situazione per colpa mia... Rachel ti ha disturbata ieri notte mentre tu stavi facendo il tuo dovere, ed è per questo che hai perso la tua cavigliera. Io l'ho messa nel cassetto e il mio amico l'ha involontariamente presa. Sono responsabile ed è a causa mia se non puoi ritornare a casa tua quindi... puoi dormire qua. Puoi riposarti e domani, quando sarà giorno, possiamo andare da Jimin a riprenderci la tua cavigliera."

Il cuore di Y/N sobbalzò.
Rimase immobile, i suoi occhi pietrificati erano puntati sulla figura di Namjoon.
Quell'umano non solo non aveva urlato o non si era spaventato quando l'aveva trovata nella sua cucina come una ladra alla ricerca di soldi, ma la stava anche invitando a restare da lui per la notte, dando prova di quanto si sentisse in colpa.

"Sei un umano gentile..." Y/N sussurrò.

"È il minimo che io possa fare." Namjoon ridacchiò.

Quando gli occhi dell'uomo si erano incrociati per la prima volta con quelli della fata, era rimasto estasiato dalla sua bellezza, ma subito dopo si era chiesto se fosse reale, se stesse sognando, perché era sempre stato fermamente convinto che le creature magiche non esistessero.
Che gli unici essere viventi fossero gli umani, oltre gli animali e le piante.
Ma una volta compresa la natura della fata, perché avrebbe dovuto spaventarsi?
La ragazza era bellissima e sembrava innocua, voleva solo la sua cavigliera indietro, si vedeva subito che non avrebbe fatto del male ad una mosca.
Una fata dei denti poi, aveva a che fare spesso con i bambini, quindi non poteva essere una creatura cattiva.

"Dormirai con noi!" Rachel esultò ancora, lo spavento di prima era già stato messo da parte e si gettò su Y/N, abbracciò le sue gambe e la fata arrossì imbarazzata.

"Ti... ti presterò un maglione, fa piuttosto freddo." Namjoon borbottò mentre fissò il corpo di Y/N, coperto solo da un abitino corto e scollato.

"Posso toccare le tue ali?" Rachel domandò alla fata ma quest'ultima negò.

"Sono molto delicate e ecco... per noi fate sono molto sensibili." Y/N le spiegò, il viso era ancora più rosso poiché rimembrò dentro di sé cosa le fosse accaduto le poche volte in cui qualcuno le aveva toccato le ali.

"Cosa vuol dire sensibili? Stai male se le tocco?" La bambina chiese ingenuamente.

Namjoon stava rufolando nell'armadio, stava cercando un maglione bello grande che potesse adattarsi alla figura di Y/N ma che soprattutto non desse fastidio alla schiena per la presenza delle ali.
Anche se non le stava guardando sentì perfettamente l'intero discorso, e si chiese se la fata per sensibili si stesse riferendo ad un'altra cosa.

"Mh... sì, sento dolore se qualcuno mi tocca le ali." La fata mentì.

Namjoon con la coda dell'occhio guardò Y/N, notò l'imbarazzo e il disagio che presero possesso dello stato della fanciulla e l'uomo sorrise.

'In fondo devono riprodursi pure loro.' Il castano rifletté.

"Questo può andare bene?" Namjoon mostrò un maglione bianco, di lana molto caldo e largo, avrebbe potuto fare da abito alla fata.

"Non c'era bisogno sai... ma grazie." Y/N prese il maglione e sorrise a Namjoon che sentì immediatamente le proprie gote scaldarsi.
La fata lo metteva a disagio, era davvero bella.

"Papà, voglio farmi anch'io i capelli di questo colore!" Rachel toccò divertita le punte dei lunghi capelli verdi acqua di Y/N.

"Sì... quando sarai più grande piccola." Namjoon sospirò.
"Dai, vieni... devi tornare a letto." Disse subito dopo, prese la mano della bambina e la portò in camera sua.
Y/N non sapendo che fare, li seguì.

"La fatina dorme con me?"

"La fatina dorme nella camera degli ospiti, dato che è una nostra ospite." Namjoon rispose, prese in braccio Rachel e la mise a letto senza esercitare sforzo dato che la piccola pesava quanto una piuma.

"Come ti chiami signorina fatina?" Rachel domandò a Y/N che nel frattempo era rimasta sulla soglia della porta.

'Signorina fatina? Mi piace.' Y/N sorrise.

"Puoi chiamarmi Y/N." La fata sussurrò, non avrebbe dovuto dirle il suo vero nome, ma ormai si ripeté che avrebbe rimediato il tutto non appena riavuta la cavigliera.

"Buonanotte Y/N." Rachel disse prima di coprirsi per bene con il piumone, ricevendo un sorriso dalla fata e da Namjoon.

"Papà, tratta bene la signorina Y/N." La piccola sussurrò all'orecchio di Namjoon, che rise divertito.

"Puoi stare tranquilla amore." Namjoon baciò la fronte della piccola e a passo svelto uscì dalla stanza.

"Seguimi." L'uomo disse a Y/N, che lo seguì subito con curiosità.

"Non andrai a casa del mio amico non appena mi metterò a letto, vero?" Namjoon ci aveva pensato prima, sperava di sbagliarsi ma la fata avrebbe potuto benissimo volare fino a casa di Jimin e cercare la sua cavigliera mentre questo stava dormendo.

"Secondo te perché ti ho chiesto di accompagnarmi? Non so dove abita." Y/N ripeté.

"Sai dove abitiamo noi però."

"Certo. Ho sentito il richiamo del dente di tua figlia, ieri notte."

"I denti ti chiamano quando cadono?" Namjoon ridacchiò.

"Sì. Il mio lavoro ti diverte così tanto?" Y/N asserì con tono serio, il sorriso di Namjoon si dissolse in meno di un secondo.

"Oh... scusami." L'uomo si scusò, effettivamente poteva sembrare tutto molto strano ma era la normalità per Y/N, e lui non voleva di certo prenderla in giro o mancarle di rispetto.

"Sto scherzando." Y/N sogghignò, non si era offesa, poteva capire che per un umano potesse essere strano sapere che le fatine dei denti venivano chiamate proprio dai denti non appena questi cedevano, in realtà suonava strano pure per lei.

La risata morbida di Y/N scaldò il cuore di Namjoon.
Sorrise anche lui, e per un attimo invidiò la figlia che pochi momenti prima aveva avuto l'onore di toccare quei soffici capelli verdi acqua, avrebbe tanto voluto farlo anche lui, sfiorarli, accarezzarli, tastare la loro dolce morbidezza ma un conto era se lo faceva la sua bambina di nove anni,
se lo avesse fatto lui sarebbe risultato un po' strano.

Y/N cominciò lentamente ad infilarsi il maglione, doveva fare attenzione a non urtare troppo le ali.

"Vorrei aiutarti, ma non voglio rischiare di toccare le tue... parti troppo sensibili." Namjoon si morse il labbro, sorrise quando vide che la fata arrossì, le guance rosse di lei erano in perfetto contrasto con il colore bianco dell'indumento.

"Posso farcela da sola. Grazie." Y/N sussurrò, strinse i denti quando sentì il morbido tessuto sfregare contro le punte ricoperte di polvere fatata delle ali ma alla fine riuscì a mettersi il maglione senza problemi.

"Come fai se vuoi dormire sulla schiena?" Namjoon chiese incuriosito, le cose nuove o sconosciute a lui lo affascinavano particolarmente.

"In realtà abbiamo il potere di far sparire le ali se vogliamo. Ma senza la cavigliera non ci riesco... ho i poteri molto limitati in questo momento, e sto cercando di non usare la magia se non è necessario." Y/N spiegò mentre si sedette sul letto dove avrebbe trascorso il resto della notte.

"Oh... capisco. È interessante."

"Cosa è interessante?"

"Tutto. Scusami se sono curioso, ma sono una persona che ama informarsi di ogni cosa, mi piace conoscere cose nuove... per questo ogni volta ti faccio delle domande. Ma immagino che ti diano fastidio, e mi scuso se risulto invadente, non è mia intenzione."

"Non fa niente." Y/N parlò a bassa voce, avrebbe voluto dirgli a Namjoon che tanto si sarebbe dimenticato di lei molto presto, ma non riuscì a dirlo.
Le parole le rimasero bloccate sulla punta della lingua.

"Immagino tu sia stanchissima, quindi ti lascio riposare in pace. Buonanotte Y/N." Namjoon uscì dalla stanza e tornò nella sua, la fata continuò a fissare la porta da dove era appena uscito l'uomo dai capelli castani.

Erano delle brave persone.
Y/N non si fidava mai degli umani, le fate erano molto diffidenti nei confronti dei terrestri poiché in passato gli umani avevano tentato di catturare e studiare i loro simili, e forse qualcuno ci stava provando anche ora.
Le fate non erano creature da studiare e tenere in laboratorio per capire la loro natura.
Esse avevano un cuore che batteva, proprio come loro, ma alcuni umani non riuscivano a capirlo.

Y/N però aveva appena incontrato due umani buoni, due persone che sicuramente avevano un cuore grande.
Anche se Namjoon e Rachel erano due terrestri, privi di magia e ignari del regno popolato da creature magiche, Y/N sapeva che il loro cuore batteva esattamente come il suo.

















~ Angolo Autrice ~

E questa è la prima parte!
Spero che vi sia piaciuta, ma soprattutto spero che vi sia piaciuta questa trama insolita, che io personalmente non ho mai visto in nessuna storia sui BTS.

Non so poi se sia già presente qui su wattpad una storia con la fatina dei denti come protagonista, ma sono davvero orgogliosa di questa one shot, e sono felice che il protagonista questa volta sia Namjoon, uno che viene preso poco in considerazione come eventuale protagonista maschile di una ff.

Anche in questo caso, come per la storia di Hoseok, The Tooth Fairy non è una one shot, bensì una two shot; avevo visto che stava venendo troppo lunga e così ho deciso di dividere.

Dico subito che non ho ancora pronta la seconda parte! :(
Cercherò di fare il possibile e di non farvi aspettare troppo, in realtà volevo pubblicare The Tooth Fairy una volta finita anche la seconda parte, ma alla fine non ce l'ho fatta più ad aspettare, non vedevo l'ora di farvi leggere questa mia nuova (ma breve) storia.

Come ho già scritto spero che vi sia piaciuta, fatemelo sapere con un voto e/o un commento.⭐

Al prossimo aggiornamento.✨

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