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✥ 22.

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HANEUL'S POV

"Anzi, sarebbe meglio dire che dobbiamo parlare no?" Mia sorella puntualizzò, sottolineando la differenza del verbo usato da lei stessa.

Nonostante l'ansia che mi stava attanagliando annuii immediatamente, dovevamo assolutamente parlare.
I secondi successivi furono catapultati in un disturbante silenzio, la tensione era così massiccia da poter essere tagliata con un coltello.
Kippeum continuò a fissarmi con insistenza restando con la schiena appoggiata alla porta.

"Se vuoi sederti..."

"Sto bene in piedi."

"Okay."

Le mani stavano sudando da tanto che ero agitata, lo sguardo di Kippeum mi stava mettendo sotto pressione, dovevo ammettere che mi stesse facendo anche un po' paura.

"Ci sei già andata a letto?"

Spalancai gli occhi, il mio cuore perse un battito.
Come poteva pensare una cosa simile?
Davvero mi vedeva come una ragazza così facile?
Aggrottai le sopracciglia, contrariata e anche offesa; era vero che io e Jimin durante il nostro primo incontro c'eravamo andati molto vicini, ma io credevo che fosse single.
Se avessi saputo che stava con una ragazza, indipendentemente dal fatto che quest'ultima fosse mia sorella o meno, non mi sarei mai spinta troppo oltre.
Mi sentivo già parecchio in colpa a causa di tutti quei baci, ma se fossi andata a letto con lui mi sarei sentita una vera merda.

"No." Dissi con tono gelido, la mia espressione era altrettanto fredda; mia sorella appena udì la risposta tirò un sospiro di sollievo.

"Come puoi anche solo pensarla una cosa del genere? Sono tua sorella e-"

"Però vi siete baciati. Ed entrambi mi avete mentito, vi conoscevate già prima di quella cena al ristorante." Mi bloccò lei senza farmi finir di parlare.

Abbassai lo sguardo portando la mano alla fronte, feci dei respiri lenti e profondi.
Immedesimandomi in lei, vedendola dal suo punto di vista... forse aveva ragione a pensarla così.
Ma comunque ero sua sorella, non potevo negare che ci ero rimasta male nel vederla accusarmi in quel modo.

"Kippeum... pensavo che Jimin fosse single." Spiegai con un filo di voce.

"Raccontami del vostro primo incontro. Ho sentito la versione di Jimin, ma non la tua." Mi ordinò freddamente.

"Non c'è molto da dire... ci siamo conosciuti in discoteca la sera prima di quella cena al ristorante. E-"

"Chi tra i due si è avvicinato per primo? È stato lui o..."

Chi si era avvicinato per primo?
Beh tecnicamente... ero stata io.
Io insieme a Yeri e Nayeon, perché quella sera volevamo saltare la fila dato che era molto lunga.
Già... chissà, se non ci fossimo mai avvicinate a Jimin e ai suoi amici magari tutto questo casino non sarebbe successo.
Certo, però Jimin ci aveva provato subito con me dicendo che dovevo ballare assolutamente con lui.
L'alcol era stato complice... anche se ricordavo di non aver bevuto tantissimo mentre Jimin invece si era preso solo una birra.
Avevamo ballato, e io per prima lo avevo stuzzicato strusciandomi su di lui.
Okay, lo avevo provocato un bel po'... ma ritornando con la mente ai miei pensieri precedenti, cosa ne potevo sapere se Jimin fosse libero o no?
Quel maledetto non lo aveva precisato, e dal modo con cui flirtava con me per me era inevitabile pensare che non fosse impegnato.

"Haneul?" Mia sorella mi richiamò, rialzai lo sguardo posandolo sui suoi pungenti occhi.

"Io. Io mi sono avvicinata per prima."

Kippeum sgranò lievemente gli occhi e inarcò le sopracciglia, sul suo viso comparve una smorfia infastidita.
Sicuramente non gradì la mia risposta, forse dentro di sé sperava che fosse stato Jimin il primo ad avvicinarsi a me e a prendere l'iniziativa.
E non sua sorella minore, con cui era sempre andata d'accordo e che aveva sempre visto come una ragazzina innocente e inesperta con i ragazzi.

"Ero con Yeri e Nayeon, eravamo arrivate tardi e c'era un fila lunghissima fuori dalla discoteca.
Allora ci siamo avvicinate a Jimin, Jungkook e Taehyung, loro si trovavano in cima e gli avevamo chiesto se potevamo entrare assieme, così grazie a loro avremmo potuto evitare di aspettare troppo tempo al freddo." Raccontai.

"Okay... poi?" Mi fece cenno con la mano di continuare.

"Abbiamo bevuto e abbiamo ballato un po'... e poi ci siamo baciati."

L'ultima frase la pronunciai con un tono di voce particolarmente basso.
Da una parte mi dispiaceva non raccontarle proprio tutto, ma non potevo dirle cosa fosse successo dentro quella stanza.
Jimin mi disse che lo aveva omesso e così feci anch'io; non solo per confermare la versione di lui, ma anche perché non volevo dare un ulteriore dispiacere a mia sorella.
Quindi per il bene di tutti, evitai di dire cosa accadde dopo.

"Ma non vi siete un minimo parlati? Cos'è, avete bevuto, ballato e vi siete subito mangiati la faccia?
Farci un po' di conversazione prima, no?"

Notai dal tono di voce, ma anche dalla smorfia presente sul suo viso che Kippeum stava cominciando a spazientirsi... proprio quello che volevo evitare.
Mi sentii davvero piccola, sotto i suoi occhi colmi di pregiudizio e disprezzo.

"Abbiamo parlato un pochino..."

"E cosa vi siete detti?" Sbuffò sempre più scocciata, e a quel punto iniziai ad innervosirmi pure io.

"Non me lo ricordo mica!" Risposi guardandola in modo un po' truce; ero d'accordo sul voler parlare ma non così.

"Come fai a non ricordartelo? È successo tipo un mese fa!"

"Ehi, se non me lo ricordo non me lo ricordo!"

Kippeum cominciò ad alzare il tono di voce e pure io, non sarei rimasta ferma a farmi urlare addosso.
Questo però non andava bene.
Ovviamente ricordavo di cosa avevamo parlato io e Jimin, ma erano solo complimenti, lui non faceva altro che ripetermi che ero bellissima.
Mentalmente sorrisi solo ripensandoci.

"Jimin non ti ha detto che era impegnato?" Kippeum domandò, e nel mentre mi trafisse con il suo cupo sguardo.

"Kippeum te lo ripeto, se avessi saputo che Jimin era già fidanzato ovviamente non mi sarei mai avvicinata a lui." Dissi, consapevole che avrei messo nei guai Jimin, ma non volevo fare la figura della tipa che ci prova con quelli già impegnati.

Ed ero completamente sincera in quel momento; se Jimin quella sera mi avesse fatto capire che non era libero, avrei girato i tacchi.
Non era colpa mia se si era comportato come se fosse single.
Adesso che ci riflettei sopra per bene, dentro la mia testa cominciarono a nascere dei dubbi nei suoi confronti.
Il biondino era un traditore, proprio come Yoongi.
Mi sarei dovuta fidare di lui?

"Perché avete fatto finta di non conoscervi al ristorante?"

Quella frase riuscì a distogliermi dai tanti pensieri.
Internamente gemetti quando compresi che Kippeum era più che intenzionata nel voler continuare con lo stressante interrogatorio.
Perché mi chiedeva lei... ma era seria?

"Secondo te perché? Avevo appena scoperto che il tuo ragazzo era lo stesso tipo con cui avevo pomiciato la sera prima! Ero scioccata okay?" Esclamai nervosa.

Kippeum chiuse gli occhi e si portò le dita alle tempie, cominciò a massaggiarle.
Segno che le stava venendo mal di testa, e non era la sola in questa stanza a soffrire di emicrania.

"In che rapporti siete ora?" Mi chiese con un filo di voce.

"Mi sta dando ripetizioni..."

"Già... questa storia delle ripetizioni. Comico vero? Ancora più comico è il fatto che mamma e papà lo abbiano invitato per le vacanze di Natale." Cominciò a ridere istericamente.

"Kippeu-"

"Tutti e tre sotto lo stesso tetto. Divertente no? E non parlo con Jimin da una settimana... questo, è ancora più divertente!" Continuò.

Rise ancora, ma notai le lacrime che si formarono agli angoli dei suoi occhi.
Mi alzai.

"Kippeum."

"Ah no. Non voglio la tua pietà. Da te voglio solo risposte." Disse, mettendo una mano avanti.

Non risposi, continuai a guardarla in silenzio, in attesa della sua prossima domanda.

"Lui ti piace?"

Deglutii; le occhiate dure e rigide che mia sorella mi stava mandando mi stavano spingendo a mentire, ma non potevo... non potevo negare ciò che provavo per lui.
Non potevo continuare ad ignorare i miei sentimenti.
Dopo un pesante sospiro, abbassai la testa.

"Sì." Risposi, mantenendo il capo chino, desiderosa di sfuggire al suo torvo sguardo.

Sentii un leggero rumore di passi, sollevai il viso e trovai il suo vicinissimo al mio.
Se mia sorella avesse potuto uccidermi con lo sguardo, a quest'ora avrei già esalato il mio ultimo respiro.

"Sai cosa pensa Jimin di te?"

Perché questa domanda?
Confusa, negai con la testa.

"Ha detto che sei una ragazzina. Che sei infantile, e che non pensi prima di fare le cose."

Sentii come se una forte e violenta stretta colpì il mio stomaco e anche il petto, poiché il cuore sobbalzò non appena udii quelle parole.
Davvero Jimin pensava questo di me?
Perché non riuscivo a crederci?
Forse perché non volevo crederci... ma pensandoci bene, potrebbe averlo davvero detto.
In fondo io non facevo altro che dire che gli importava solo del sesso, inizialmente non andavamo molto d'accordo.

"Quando te lo ha detto questo?" Chiesi, con la poca voce che mi era rimasta in corpo.
Se Jimin lo aveva detto agli inizi della nostra conoscenza allora potevo anche capire.

"Non ha importanza quando, però lo ha detto. Sai perché io e Jimin non parliamo da una settimana?"

"Perché... hai scoperto come ci eravamo conosciuti davvero?" Provai ad indovinare, sempre più confusa dalla piega che la conversazione stava prendendo.

"No. Jimin si lamentava del poco sesso all'interno della nostra relazione."

Cosa?
Ecco, questo Jimin non me lo aveva detto.

"Quindi, se è il sesso che vuole, il sesso avrà." Kippeum disse con decisione.

"Cosa?"

"Così le cose ritorneranno nel giusto ordine."

Mia sorella si voltò e rapidamente avanzò verso la porta, posò la mano sulla maniglia.

"Kippeum!"

"Che c'è?" Chiese, senza neanche girarsi e degnarmi di uno sguardo.

"Io... ti ho detto che Jimin mi piace. Non pensi ai miei sentimenti?" Sussurrai, il tono di voce che abbandonò le mie labbra suonò tristemente.

Kippeum a quel punto si voltò; mi lanciò un'occhiata inferocita, mi guardò come se avesse voluto togliermi di mezzo una volta per tutte.

"E tu non pensi ai miei? Fatti da parte Haneul, Jimin non fa per te."

Non mi dette neanche il modo di rispondere che uscì subito dalla mia camera, sbattendo la porta.
Rimasi immobile, pietrificata in piedi al centro della stanza e attonita da come si era sviluppata la situazione oramai sempre più ingarbugliata.

La conversazione avuta con mia sorella si ripeté dentro la mia testa.
Con la mente un po' più lucida e non stressata a causa della sua presenza ragionai con più calma: analizzai le sue parole, le risposte che mi aveva dato, le sue espressioni facciali e solo adesso realizzai.
Non solo Kippeum era disposta a perdonare Jimin per il suo tradimento, ma avrebbe cercato di riavvicinarsi a lui con il sesso.

Avrebbe cercato di andare a letto con lui; il mio cuore subì una tremenda scossa, se avessi saputo che Jimin invece di resistere, avrebbe ceduto alle avances di mia sorella.





JIMIN'S POV

"Non so cosa fare..." Mi lamentai.

"Riguardo cosa?" Mi chiese Jungkook.

"Ve ne ho parlato no? Tutto quello che è successo ieri con Haneul."

"Sì... se lei ti piace così tanto lascia Kippeum e-"

"Kook ricominci? Non è così semplice."

"Sì invece. Ma dov'è il problema?"

"Il problema sono i genitori, mi adorano.
Che faccio, lascio la figlia maggiore per quella minore?
Se accadesse questo di certo dopo non mi adorerebbero più così tanto."

"Lascia intanto Kippeum, e mettiti con Haneul senza dirlo a nessuno."

"Concordo con lui... ti prego, metti fine a questa ridicola pausa." Aggiunse Taehyung.

"Una storia segreta quindi?" Domandai leggermente confuso.

"Perché no? Poi uscirete allo scoperto quando le acque si saranno calmate." Rispose il maknae.

"Non lo so... pure con il suo ex Haneul aveva avuto una relazione così, non glielo voglio mica ricordare." Onestamente non avrei mai voluto che la nostra storia cominciasse allo stesso modo della sua relazione passata.

"O questo, o niente. O continui a stare con Kippeum e a tradirla." Disse Taehyung senza mezzi termini, ottenendo cenni di consenso da parte del corvino, in risposta sbuffai.

"Non ha neanche il cellulare, il padre glielo ha tolto... come faccio a sentirla?" Borbottai, sbuffando sempre di più.

"Dai, un modo lo trovi." Taehyung rise.

"E per la cosa della montagna?
Quelli mi hanno invitato per le vacanze di Natale a stare con loro, pensano che tra me e Kippeum vada tutto bene... che faccio?
Non posso andarci, sarebbe imbarazzante!" Stavo lentamente impazzendo, la situazione era troppo intricata e sinceramente me ne volevo tirare fuori il prima possibile.

"Tu, Kippeum e Haneul qualche giorno tutti insieme in montagna?
Sì, sarebbe imbarazzante." Confermò Jungkook, nel frattempo cominciò a sgranocchiare i suoi biscotti.

"La domanda giusta è, tu vuoi andarci?" Mi chiese Taehyung.

"Se non ci fosse Kippeum andrei subito. Tanto si sta parlando di tre, quattro giorni al massimo, ci andrei per stare con Haneul.
Ma ci sarà anche Kippeum, quindi..."

"Senza contare che di fronte ai loro genitori dovreste far finta di essere ancora dei fidanzatini innamorati... ehi, secondo me Kippeum potrebbe approfittare di questa cosa per riprovarci con te e salvare la vostra storia." Mormorò Jungkook.

"Ma dai, non penso... e ormai è troppo tardi. Non c'è più nulla da salvare." Borbottai con una certezza disarmante.

"Lo sapevamo che eri cotto di Haneul!" Esclamò Taehyung allegramente, sorrisi.

"Ragazzi... quando sono con lei non capisco più niente. Mi fa impazzire. Perdo il controllo quando si tratta di lei.
Ieri mi sono dovuto trattenere altrimenti le sarei saltato addosso di fronte ai suoi genitori.
Cazzo, non riesco a contenermi con lei... e dire che ho sempre avuto un sacco di autocontrollo con le ragazze.
Ma con Haneul è tutto così nuovo, difficile, complicato... eccitante."

Ripensai a quando ieri ero sopra di lei sul suo letto; non riuscivo più a resistere, avrei voluto farle di tutto e di più.
E non perché mi mancasse il sesso o altro, era proprio lei che mi rendeva così... voglioso.
Così bisognoso, era lei che aumentava quel desiderio carnale che tentavo in tutti i modi di sopprimere, solo lei.
Nessun'altra ragazza mi aveva mai fatto provare le sensazioni che mi faceva provare Haneul.

"Cavolo... non è una semplice cotta hyung." Pronunciò Jungkook con gli occhi spalancati.

Mi misi le mani tra i capelli, sospirai pesantemente.
No, non era una cotta e no, non era l'astinenza dal sesso.
E di certo non era solo attrazione fisica; quel che mi legava a Haneul era sicuramente qualcosa di più profondo, più importante.
E più pericoloso.






HANEUL'S POV

Ed era cominciata un'altra settimana... che schifo.
La notte precedente avevo dormito poco e nulla, non avevo fatto altro che ripensare a quello che mi aveva detto mia sorella.

"Ha detto che sei una ragazzina. Che sei infantile, e che non pensi prima di fare le cose."

"Fatti da parte Haneul, Jimin non fa per te."

Sono una ragazzina, infantile che non penso prima di dire o fare qualcosa.
Non volevo credere che Jimin lo avesse detto.
Cavolo, dovevo parlare con lui.
Non avrei aspettato tanto, oggi pomeriggio sarebbe venuto a casa per le ripetizioni.
Da quel che avevo capito, Jimin si era lamentato con mia sorella perché non facevano sesso.
Per mia sorella il problema principale della loro storia era questo... e pensava di risolverlo facendo cosa?
Andando a casa sua e facendosi trovare nuda sul suo letto?
Perché Jimin non me ne aveva mai parlato poi?
Insomma... a questo punto avrei osato dire che quelli erano anche affari miei, no?

Lentamente arrivai a scuola, ma la testa stava già scoppiando e nemmeno era iniziata la prima lezione.
Quella di oggi sarebbe stata una giornata parecchio pesante.
Dovevo ancora parlare con Yoongi, non era giusto continuare a tenerlo sulle spine in questa maniera.
Ma senza il cellulare era un problema contattarlo; potevo presentarmi a casa sua o nel convenience store dove lavorava, peccato che anche le uscite erano proibite.
Incredibile che a diciotto anni mio padre mi mettesse ancora in punizione, ma quello se ne usciva con la solita frase:
"Finché abiti con noi, dovrai sottostare alle mie regole."

Bella merda.
Ma avrei trovato un modo per parlare con Yoongi, dovevo trovarlo.




JIMIN'S POV

Erano le due del pomeriggio, ero appena rientrato a casa dall'università.
Tra due ore dovevo andare da Haneul per le ripetizioni, ne approfittai quindi per mangiare qualcosa e fare una doccia veloce.
L'appartamento era completamente immerso nel silenzio; Taehyung e Jungkook erano rimasti all'università perché dovevano seguire dei corsi, di conseguenza qua non volava una mosca.
Che pace, mi mancava questa sensazione di calma e tranquillità.
Adoravo i miei amici, ma erano dei casinisti.
Fortunatamente quei due avevano anche il part time, e io ogni volta gioivo quando avevo la casa tutta per me.

Finito di mangiare, mi diressi in bagno e tolti tutti gli indumenti, entrai nella doccia.
Kippeum stamattina non si era fatta vedere, strano.
Anche se non ci parlavamo, e nemmeno ci salutavamo, la notavo comunque in lontananza.
Ma oggi di lei neanche l'ombra.
Che situazione... mi sentivo in colpa, anche se non avrei dovuto; avevo avvisato Kippeum fin dall'inizio, ero stato sincero e glielo avevo detto che non ero tipo da relazione seria.
Sembrava che lo avesse capito e invece per come si era comportata, insistendo anche nel presentarmi alla sua famiglia e mostrandosi così appiccicosa, non aveva capito un bel niente.
Ma comunque non ero così bastardo, non volevo che quella ragazza soffrisse così tanto a causa mia.

Chissà cosa le era successo... speravo stesse bene, lei era la classica studentessa modello, sempre presente alle lezioni, non aveva mai fatto assenze.
Quindi la sua mancata presenza di oggi mi lasciava perplesso.
Uscii dalla doccia, controllai l'orario ed erano le tre e dieci... verso le tre e mezzo dovevo partire, a quest'ora il traffico faceva impazzire.
Dopo essermi asciugato indossai l'accappatoio e mi diressi verso la mia camera per vestirmi, quando suonò il campanello.
Probabilmente erano quei due scemi, molto spesso si dimenticavano le chiavi di casa.
Aprii ma mi stupii nel vedere che mi ero sbagliato, non trovai i miei amici dietro la porta.

"Kippeum..."

"Ehi... posso entrare?"

Mi soffermai ad osservare più accuratamente la sua figura, sembrava molto nervosa e tesa.
Le gambe parvero deboli e tremanti, solo vedendola iniziai pure io a percepire un po' d'ansia.

"È successo qualcosa?" Chiesi mentre mi spostai di lato, per farla entrare.

"Te la faccio breve. Ho parlato con Haneul ieri."

Cazzo.
Merda merda merda.
La guardai cercando di essere il meno espressivo possibile, non volevo farle capire che la conversazione che sarebbe iniziata a breve mi avrebbe messo a disagio.
Chissà cosa si erano dette.
Certo che Haneul poteva anche avvertirmi!
Ah già... non aveva il cellulare al momento.
E poi chi se lo immaginava che Kippeum si presentasse a casa mia dal nulla?

"Jimin?"

"Cosa?"

"Sembravi assente."

"Ci sono. Okay, quindi sai che le faccio ripetizioni?"

"Sì." Replicò seriosa, immaginavo che la notizia non la rendesse contenta e dall'espressione che aveva in volto avevo appena avuto la conferma.

"Kippeum, sono solo ripetizioni... non c'è motivo di-"

"Della montagna che dici, ci verrai?"

Notai che il tono con cui me lo chiese si era leggermente addolcito; meno male, perché non avevo voglia di discutere.
E mi stava anche facendo fare tardi.

"Dipende da te. Tu vuoi che venga?"

Rimase immobile a fissarmi per tipo due minuti, sembrava che si fosse trasformata in una statua, ma poco dopo annuì con la testa.

"Sai che passerei più che volentieri del tempo con te..." Sussurrò, e intravidi i suoi occhi diventare lentamente lucidi.

Mi sentivo uno schifo.
Io desideravo andarci per stare con Haneul, e poi spuntava Kippeum a dirmi queste cose.
Non doveva innamorarsi di me, grave errore... ma non me la sentivo di dire niente, io stesso avevo involontariamente cominciato a provare qualcosa di forte per sua sorella.
I sentimenti, le sensazioni e le emozioni non si comandavano, quindi di certo non avrei mai potuto fargliene una colpa.

"Senti, so che le cose tra noi non vanno bene ma... se davvero deciderai di venire in montagna con noi, ti chiederei di comportarti come se non ci fosse la pausa. Vorrei evitare domande scomode e rotture di scatole da parte dei miei." Mi chiese lei con un filo di voce.

Cavolo, Jungkook ci aveva preso.
In realtà Kippeum aveva anche ragione a chiedermi questo, non potevo evitarla e non rivolgerle la parola di fronte ai suoi.
Con la testa annuii.

"Tanto so che ci vuoi venire solo per mia sorella." Sussurrò ancora.

"Kippeum..."

La guardai sinceramente dispiaciuto, era una sofferenza anche per me vederla così, i sensi di rimorso aumentavano sempre di più.
Mi dispiaceva davvero vederla in quello stato, e la colpa era solo mia.

"Hai appena fatto la doccia?"

Molto probabilmente stava cercando di cambiare argomento, in un vano tentativo di continuare ad avere una conversazione con me.
Internamente sorrisi, dovevo ammettere che in quel momento Kippeum mi fece molta tenerezza.

"Tu che dici? Sono nudo coperto solo da un accappatoio." Dissi con tono ironico, cercando di alleggerire la tensione.

Kippeum sorrise.
Certo che era carina quando sorrideva, ma non era Haneul.
Detti una rapida occhiata all'orologio che si trovava in salotto; erano quasi le tre e mezza.
Cazzo, dovevo sbrigarmi... dovevo ancora vestirmi, avrei fatto sicuramente tardi.

"Kippeum, ascolta... devo andare a vestirmi, sono già in ritardo per-"

"Non lo fare."

La guardai confuso.
E quella confusione aumentò quando Kippeum avanzò lentamente verso di me; prese la cintura del mio accappatoio e iniziò a giocarci, passandosela tra le dita.
Mi sorrise, ma io al contrario non ricambiai, alzai un sopracciglio dubbioso per le sue azioni.
Ci stava provando?
Stava cercando di sedurmi?
In quasi tre mesi di frequentazione mai aveva avuto questo tipo di atteggiamento con me.
Si alzò sulle punte dei piedi e ciò che mi sussurrò mi rese notevolmente ansioso e turbato.

"Non vestirti, non è necessario per quello che stiamo per fare."

Okay Jimin, controllati... sì, ti manca il sesso ma non puoi essere incoerente e cedere a Kippeum con così tanta facilità.

"Kippeum, dai..."

Posai le mani sulle sue spalle per farle capire che non attaccava, avevo capito benissimo cos'avesse intenzione di fare, anche se speravo di sbagliarmi.
Ma doveva smetterla subito.

"Non sai quanto mi sei mancato in questi giorni..." Continuò a sussurrarmi all'orecchio, dopodiché leccò il lobo, lasciandomi sempre più spaesato.

Ma che le prendeva?
Tutto ad un tratto si era svegliata?
Avevo capito perché si stesse comportando così; quando ci fu quella discussione settimana scorsa, le avevo chiaramente detto che volevo fare sesso ma lei me lo negava.
Voleva farmi capitolare venendo a letto con me?
Da Kippeum non me lo sarei mai aspettato.

"Aspetta, Kippeum... sai che abbiamo problemi e-"

All'improvviso si tolse il cappotto; la voce si fermò sulla punta della mia lingua quando con un gesto veloce Kippeum si sfilò anche la maglia, rimanendo di fronte a me col suo reggiseno di pizzo rosso.
Rosso.
Okay, non avevo più dubbi... stava cercando di sedurmi.

Tempo fa questa situazione non mi sarebbe dispiaciuta.
Ma sapevo che non era giusto nei confronti di Haneul.
Anche se... io e Haneul non stavamo insieme, non avevo nessun obbligo nei suoi confronti.
Eppure i sensi di colpa li percepivo lo stesso.
Misi una mano tra i capelli, spostando all'indietro il ciuffo che mi ricadeva sugli occhi.

"Kippeum senti-"

"Lasciamoli fuori i problemi per oggi... dimenticali."

Si voltò e si diresse lentamente verso la mia camera da letto.
Mosse sinuosamente i fianchi apposta per evidenziare le sue curve, deglutii fortemente quando si tolse il reggiseno, che successivamente fece cadere sul pavimento.
Kippeum si fermò, spostò i suoi lunghi capelli castani di lato mostrandomi così la schiena totalmente nuda e con la coda dell'occhio mi invitò a seguirla.

E ora che cosa cavolo faccio?

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