✥ 17.
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HANEUL'S POV
Jimin succhiò e mordicchiò con decisione il mio labbro inferiore, già un po' dolorante e gonfio a causa delle attenzioni che Yoongi mi aveva dato poco prima.
Nel frattempo afferrò i miei polsi posizionandoli sopra la testa; accostò ulteriormente il suo corpo al mio, e potei percepire il calore bollente che la sua pelle stava irradiando da ogni poro.
Mi stava baciando.
Park Jimin mi stava baciando.
Il ragazzo di mia sorella mi stava baciando... di nuovo.
Avrei dovuto fermarlo, avrei dovuto bloccarlo e mi sarei dovuta tirare indietro perché non era giusto tutto questo.
Lui stava con Kippeum e io ero appena andata a letto con Yoongi, no... tutto questo non andava affatto bene.
Ma allora perché non avevo la forza di mettere fine a quel bacio così lussurioso e pieno di desiderio?
Con la lingua picchiettò sul mio labbro inferiore e io ero indecisa se dargli l'accesso o no, non stavo capendo più nulla.
Le sue labbra, così morbide, così carnose, così perfette mi stavano facendo perdere il lume della ragione; entrambi avevamo perso il controllo.
Ad un certo punto Jimin morse con poca delicatezza le mie labbra e io di conseguenza le schiusi, poiché mi sfuggì un piccolo lamento; fu in quell'istante che il biondino se ne approfittò per inserire la lingua e poter approfondire così il bacio a cui aveva appena dato vita.
Lasciò le mie mani posandole successivamente sui miei fianchi; la presa era ferrea, e iniziò a stuzzicarmi tastando rudemente quei punti del mio corpo.
Sgranai gli occhi quando le sue dita si inoltrarono sotto la felpa; percepii i suoi affamati e caldi polpastrelli premere contro la mia pelle, che nel frattempo stava diventando sempre più rovente a causa del suo tocco dominante.
Dopodiché Jimin spostò le mani trasferendole verso le cosce; non passò molto tempo prima che esse si schiantassero sul mio sedere, che strinse con forza e avidità.
Involontariamente quel contatto così passionale provocò un gemito da parte mia, che mi fece avvampare non appena questo abbandonò la mia bocca.
Il cuore stava minacciando di esplodere dal petto, l'eccitazione in quel momento era intensa e palpabile, il mio corpo era scosso da mille brividi che percorrevano ogni centimetro della mia pelle, ormai cocente.
Sì, perché stavo cominciando a sentire davvero caldo... tanto caldo.
Eravamo così tanto impegnati a baciarci in quel modo terribilmente erotico e peccaminoso che non ci eravamo neanche accorti che le porte dell'ascensore si erano già aperte da un po', avendo raggiunto il piano terra.
Mi voltai e... cazzo.
Una coppia di anziani signori ci stavano osservando con gli occhi e le bocche spalancate.
Alle loro spalle c'erano anche gli amici di Jimin, che si coprivano la fronte e guardavano altrove come se stessero facendo finta di non conoscerci.
"Ji-Jimin... ferma- fermati..." Dissi con difficoltà a causa del mio respiro ansante, vergognandomi tantissimo per lo spettacolo che avevamo appena creato.
"Col cazzo che mi fermo." Ribatté lui ringhiando e continuando a leccarmi e baciarmi il collo, facendo infiammare sempre di più la mia sensibilità.
"Jimin, le porte sono aperte."
Appena pronunciai quelle parole Jimin si bloccò subito e si voltò, incontrando gli sguardi allibiti di quei due anziani signori.
Oddio, che vergogna...
Mi coprii il viso e sgusciai via dall'ascensore, tentando di evitare gli sguardi colmi di pregiudizi dei due anziani, e lo stesso fece Jimin, seguendomi a passo svelto.
Con la coda dell'occhio notai un accenno di rossore sulle sue guance; sorrisi flebilmente, trovando la figura imbarazzata di Jimin fortemente adorabile, al contrario di quella insolente e arrogante che era solito mostrare.
Silenziosamente raggiungemmo Jungkook e Taehyung, che intanto se la stavano ridendo sotto i baffi.
"Non dovevate aspettare in macchina voi?" Domandò Jimin senza neanche fermarsi.
"Beh... ci stavi mettendo un po' troppo e noi cominciavamo a preoccuparci..." Borbottò Taehyung cercando di non riderci in faccia, ma fu difficile per lui trattenersi.
"A quanto pare non dovevamo..." Aggiunse Jungkook, e lui a differenza dell'altro non si fece problemi nel ridere per la scena a cui avevano appena assistito.
Sentii le mie guance andare ancora più a fuoco; tutto il calore che avevo percepito prima in ascensore si era interamente diretto verso il mio viso.
Non potevo vedere la mia immagine riflessa, ma scommettevo che adesso il mio volto fosse rosso dall'imbarazzo.
Tentai di stare al passo e di seguire i ragazzi ma quei tre, Jimin in primis, furono velocissimi ad uscire dal palazzo per raggiungere il parcheggio, lasciandomi parecchio indietro.
Non potevo mettermi a correre anch'io, i dolori al basso ventre me lo impedivano... erano troppo forti.
Mentre camminavo ripensai a quel che era accaduto poco prima.
Jimin mi aveva baciata... un'altra volta.
Ieri sera mi aveva baciata per la messinscena, per imbrogliare Yoongi dato che pensava che il biondo fosse il mio ragazzo, ma oggi?
"Tu sei affar mio."
Quando Jimin aveva pronunciato quella frase, una sensazione strana, anomala aveva invaso il mio stomaco.
Come se milioni di farfalle mi stessero divorando dall'interno; solo con una persona in passato avevo potuto provare quella percezione così travolgente e vivida.
E quella persona era la stessa con cui ero andata a letto quel pomeriggio.
Cavolo, perché Park Jimin mi faceva questo effetto?
E perché mi aveva rivolto quelle parole?
Perché diavolo mi aveva baciata, se stava con mia sorella?
Confusione... avevo troppa confusione in testa.
Avrei dovuto parlare con lui, forse questa era l'unica soluzione per trovare risposta ad ogni mia domanda.
JIMIN'S POV
Dovevo resistere e invece... avevo totalmente perso il controllo.
Ero arrabbiato con Haneul.
Mi aveva messo nei guai con sua sorella, mi aveva definito come un traditore davanti a lei e ai suoi genitori; dopo aver scoperto che aveva fatto sesso con quel tipo poi, ero più furioso che mai nei suoi confronti.
Non me ne doveva fregare nulla, Haneul non era mia ed era libera di fare ciò che voleva... se voleva tornare assieme all'ex per cui aveva così tanto sofferto, io non ero nessuno per impedirglielo.
E allora perché ero così incazzato?
Nel preciso istante in cui ero entrato in quella stanza, e la figura di Haneul coperta da un sottilissimo e insignificante lenzuolo si era presentata davanti ai miei occhi, avevo potuto sentire la furia prendere il sopravvento su di me; tuttora mi chiesi com'ero riuscito a mantenere la calma in quel momento, invece di avventarmi sul suo ex come avevo fatto ieri sera, quando aveva insultato Haneul raccontando i dettagli più intimi della loro passata relazione.
La domanda che più circolava nella mia mente però, non era il motivo della mia rabbia nei suoi confronti: bensì erano le varie e numerose immagini di me e Haneul in ascensore.
Il mio corpo che si strusciava e premeva contro il suo.
Le mie labbra attaccate perennemente alle sue, la mia lingua che girava dentro la sua bocca, in un pazzo e voglioso gioco che coinvolgeva la gemella.
L'atmosfera intrisa di desiderio che ci attorniava, la tensione sessuale così intensa da assorbire quella poca aria contenuta in quel minuscolo spazio, accorcendo così i nostri respiri già brevi e affannosi.
Potevo continuare a cercare qualsiasi scusa per quel che avevo fatto, ma sapevo bene perché non ero riuscito a trattenermi con quella ragazzina... ogni volta che i miei occhi si posavano nei suoi, non capivo più nulla.
Haneul aveva il potere di farmi smettere di ragionare lucidamente, non riuscivo a pensare quando si trattava di lei.
Dovevo essere arrabbiato con quella peste, e invece le ero saltato addosso come se fossi in astinenza di lei.
In astinenza dal suo corpo, dalle sue labbra, dai suoi baci... maledizione.
Sembrava che avessi attraversato il deserto per settimane, e che Haneul fosse la prima fonte d'acqua che ero riuscito a trovare.
Mi ero gettato su di lei con l'unico scopo di consumarla, di svuotarla, fino a risucchiarla e assaporare quel dolce nettare.
Gustarmi quel dolce succo spremendolo fino all'ultima goccia.
Oh, cazzo.
Scossi la testa, non dovevo pensarci... dovevo assolutamente rivolgere la mia concentrazione verso altro, e velocemente mi avviai in macchina.
Arrestai i miei movimenti però, quando sentii Jungkook chiamarmi.
"Haneul è rimasta indietro."
Ah già.
C'era pure questa.
Vederla mentre non riusciva a camminare normalmente mi faceva andare il sangue al cervello.
Fosse venuta a letto con me non avrebbe neanche avuto la forza di rialzarsi, dopo.
E gliel'avrei dimostrato anche più che volentieri.
"Ah eccola! Ma come cammina?"
Strinsi le mani in due pugni con estrema violenza, le nocche diventarono bianche in men di un secondo.
Sia Jungkook che Taehyung scrutarono attentamente Haneul, mettendola ulteriormente a disagio.
Vidi il viso della ragazza assumere tutti tipi di rosso esistenti nell'arco di quei pochi minuti.
Haneul mantenne lo sguardo abbassato, si notava che si stava vergognando tantissimo.
E probabilmente l'imbarazzo era dovuto più per il suo modo di camminare, che per la scena dell'ascensore.
"Deve averla inchiappettata per bene..." Commentò Jungkook con un filo di voce.
Non persi tempo e rapidamente gli tirai uno scapellotto in testa; Taehyung sghignazzò, mentre il più piccolo si lamentò con un mugolìo.
"Silenzio. Fate subito silenzio." Ordinai con tono seccato.
Entrambi annuirono ma ripresero comunque a ridacchiare, facendomi sollevare gli occhi al cielo.
Dovevo armarmi di tanta pazienza con questi due.
Appena arrivò Haneul i miei amici salirono in macchina, lasciandoci soli.
"Ce l'hai fatta eh? Quaranta minuti per raggiungere la macchina." La provocai.
"Sta' zitto."
"Oh acidina? Allora il sesso con quello non ha funzionato bene."
"Jimin..."
Haneul gonfiò le guance indispettita, un'espressione imbronciata a dir poco adorabile si disegnò sul suo viso e anche se desideravo mantenere uno sguardo serioso, non riuscii a non sorridere.
Cavolo se era carina.
"Se tu avessi fatto sesso con me, saresti decisamente più rilassata ora." Sussurrai maliziosamente, facendole capire che il sesso con me sarebbe stato maggiormente migliore rispetto a quello scadente di oggi.
Non stetti ad aspettare la sua risposta e salii in macchina; anche perché Haneul non avrebbe potuto ribattere di fronte all'ovvio.
I primi minuti del viaggio furono contornati da un silenzio imbarazzante... fino a quando ad un certo punto Taehyung e Jungkook non cominciarono a chiacchierare, spezzando così quella tensione colma di disagio.
Mentre guidavo ripensai a Kippeum e alla pausa che avevo deciso di prendere con lei; perché prendere questa maledetta pausa se già mi lanciavo su sua sorella?
Jungkook aveva ragione, ero io che mi infilavo da solo nei casini.
Ero io che me le cercavo.
Sicuramente ora Haneul avrebbe voluto farmi delle domande, parlare con me, capire perché mi comportavo in questa maniera.
Bella domanda... neanche io sapevo perché mi comportavo così.
Ero decisamente confuso, ed era lei a rendermi in quello stato.
Haneul era seduta dietro di me e accanto a Jungkook, mentre Taehyung era seduto davanti, sul sedile del passeggero anteriore, affianco a me.
Riuscivo ad intravedere la sua figura attraverso lo specchietto retrovisore; posai un attimo lo sguardo su di lei, per poi scoprire subito che anche lei mi stesse guardando.
Appena se ne accorse rivolse l'attenzione fuori dal finestrino, e potei notare le sue morbide guance divenire leggermente più scure del normale.
Sorrisi, compiaciuto della tenera reazione che aveva appena avuto.
La osservai ancora, non potevo farne a meno... era bellissima.
Sul serio, come faceva ad essere così bella?
Glielo dissi anche la prima volta che ci incontrammo, in discoteca.
Ero sincero... mai vista ragazza con un viso così bello.
Pelle bianca e priva di imperfezioni, occhi color nocciola chiaro, nasino alla francese e labbro inferiore leggermente più carnoso di quello superiore.
Perfetto da leccare e mordere.
Scossi ancora la testa, okay... dovevo smettere di guardarla e volgere la mia attenzione verso la strada.
"Jimin!"
Frenai di colpo non appena udii la voce di Haneul esclamare il mio nome così, all'improvviso.
Meno male che non c'era nessuna macchina dietro di me; guardai Haneul dallo specchietto retrovisore, un cipiglio si formò sul mio volto.
"Cosa?"
"Hai superato la mia casa."
Mi guardai intorno, perlustrando l'area circostante e notando che effettivamente aveva ragione.
Accidenti.
Mi ero distratto così tanto ad osservare ogni particolare del suo viso che non mi ero neanche accorto di aver superato casa sua.
Fortunatamente il suo quartiere non era trafficato; feci inversione a U e tornai indietro, fermandomi di fronte al suo cancello.
Haneul mi ringraziò con un filo di voce, continuò a tenere lo sguardo abbassato mentre scese dalla macchina.
Seguii la sua figura; nonostante le difficoltà per il dolore alle gambe cercò di aumentare il passo, in un vano tentativo di sparire dai nostri sguardi pungenti il prima possibile.
Ripartii quando mi accertai che fosse entrata nella sua abitazione.
"Sai... tra i vari tasti dell'ascensore, oltre i numeri dei piani c'è anche lo stop." Disse Jungkook.
"Spiritoso..."
"No, non scherzo, se premi stop l'ascensore si ferma... provare per credere." Continuò, nel mentre Taehyung scoppiò a ridere.
"Grazie Kook per la lezione sugli ascensori, ma non serviva."
"A me pare proprio di sì... li avete traumatizzati quei vecchietti."
"Già, se volevate fare sesso bastava ferma-"
"Ragazzi, non volevo fare sesso con lei." Dissi, bloccando immediatamente sul nascere la frase che Taehyung stava per pronunciare.
"Ma se te la stavi mangiando!" Taehyung insistette, in risposta sospirai pesantemente.
"Già... ci stava..."
Ripercorsi con la memoria il delizioso scenario vissuto poco fa; ricordai con mio enorme piacere che la gattina non aveva mai tentato di fermarmi, nemmeno una volta.
Sembrava più che propensa a continuare quel che avevo iniziato, e non avrei dovuto sentirmi così, ma questo dettaglio mi rese particolarmente soddisfatto.
"Ci stava alla grande..." Jungkook disse, facendomi sorridere.
Dopo quel breve scambio di battute, seguirono alcuni di secondi di silenzio, fino a quando non rivelai cos'avesse realmente fatto Haneul prima che la andassimo a prendere.
"Ha scopato col suo ex."
Non riuscivo a smettere di pensarci.
Eppure non me ne doveva fregare assolutamente nulla, ma invece me ne fregava... anche troppo forse.
"Ci dispiace Chim..." Taehyung mormorò a bassa voce.
"Si era capito da come camminava."
"Grazie Kook, sempre di conforto tu."
"Scusa... cos'hai intenzione di fare ora?"
Emisi un altro sospiro, l'ennesimo di quella giornata.
Cos'avevo intenzione di fare ora?
Avevo preso una pausa da Kippeum, Haneul si era avvicinata di nuovo al suo ex... ma intanto c'eravamo baciati in quell'ascensore, e anche più che volentieri.
Lei sembrava totalmente presa in quell'istante.
Dovevo ammetterlo, io lo ero; ero stato completamente rapito dalla situazione.
Un insieme di sensazioni confuse e contrastanti non fecero altro che confondermi e agitare sempre di più.
"Non lo so."
HANEUL'S POV
"Se tu avessi fatto sesso con me, saresti decisamente più rilassata ora."
Jimin si voltò e salì in macchina non dandomi nemmeno la possibilità di replicare.
Arrossii violentemente appena udii quella frase.
Le mie guance avvamparono e il cuore perse un battito; non immaginavo che quelle parole così insolenti potessero avere tale potere su di me
Perché?
Perché Jimin mi provocava così?
Salii in macchina sedendomi sui sedili posteriori accanto a Jungkook, e appena fui pronta Jimin mise in moto e partì.
All'inizio ci fu silenzio, ma esso fu spezzato dopo poco dagli amici di Jimin che cominciarono a chiacchierare e ridere tra loro.
Onestamente li trovavo carini, sembravano simpatici... solo erano un po' troppo vivaci.
Convivevano insieme?
Immaginai per un attimo la scena di questi due che mettevano a soqquadro la casa e Jimin che li rimproverava di rimettere subito tutto a posto.
Avevo l'impressione che quest'ultimo fosse quello un po' più maturo tra i tre, e se fosse stato davvero così, allora i due maschi erano senza speranza... anche se ce li vedevo bene insieme alle mie amiche.
Posai lo sguardo fuori dal finestrino, ma con la coda dell'occhio osservai Jimin che nel frattempo era concentrato nella guida.
Aveva davvero un viso... bello.
Non potevo negarlo, oggettivamente era un bellissimo ragazzo.
Occhi scuri e penetranti, sguardo intenso, nasino carino, guance piene e soffici e pelle a dir poco perfetta... ma li aveva dei pori?
Seriamente, la sua pelle respirava?
No perché nutrivo dei dubbi al riguardo.
E... quelle labbra.
Dio.
Così carnose, rosee, gonfie, morbide...
Quante ragazze avrà fatto impazzire con quelle labbra?
Chissà poi cosa erano in grado di fare...
Mentalmente mi presi a schiaffi; perché mi mettevo a pensare ad una cosa simile?
Per un attimo i nostri sguardi si incrociarono, mi si mozzò il fiato in gola.
Velocemente riposai lo sguardo fuori dal finestrino, fingendomi interessata nell'osservare le varie case e palazzi o le persone che camminavano sul marciapiede.
Sentii caldo alle guance, speravo di non essere arrossita... altrimenti Jimin se ne sarebbe accorto e avrebbe capito che il mio rossore era dovuto al nostro scambio di sguardi.
Jimin prese la via di casa mia; tirai un sospiro di sollievo, finalmente sarei scesa da quel mezzo e sarei potuta tornare a respirare liberamente.
Ma soprattutto potevo scappare da quella situazione imbarazzante, mi sentivo giudicata dai due amici di Jimin, anche se forse ero paranoica io e loro non avevano minimamente fatto caso a come avessi camminato poco prima.
Allargai leggermente gli occhi quando vidi che la macchina non si fermò di fronte a casa, ma stava continuando ad andare dritto.
"Jimin!" Lo richiamai.
Jimin frenò di colpo, facendo sbilanciare me e Jungkook che eravamo senza cintura di sicurezza.
Il corvino controllò velocemente dietro di noi e lo feci anch'io, fortunatamente non c'era nessuno alle nostre spalle.
"Cosa?"
Ma era scemo?
"Hai superato la mia casa."
Jimin si guardò intorno; non disse nulla, ma con delle rapide e veloci manovre fece inversione e cambiò il senso di marcia.
Pochi secondi e si fermò di fronte al mio cancello.
"Grazie." Sussurrai, tenendo lo sguardo abbassato.
Scesi dalla macchina alla velocità della luce e mi diressi verso la porta, nonostante i continui dolori che scuotevano il mio basso ventre.
Feci un respiro profondo, e quando mi sentii pronta inserii la chiave nella serratura, già consapevole che avrei dovuto sorbirmi la miriade di ramanzine e lamentele da parte dei miei a causa del mio atteggiamento di oggi.
E ovviamente sapevo che non avrebbero fatto finta di niente riguardo a Yoongi, avrebbero sicuramente detto qualcosa anche su di lui.
Sospirai ancora, e aprii.
La casa era immersa nel silenzio più assoluto... troppo silenzio.
Con estrema cautela mi diressi in cucina; mi fermai quando vidi la figura di mia madre seduta, gli occhi era posati su una rivista di gossip.
"Mamma...?" Appena la chiamai lei alzò subito lo sguardo.
"Haneul! Dov'eri? Eri con quel ragazzo vero?"
Ecco, lo sapevo.
"Papà?" Chiesi, ignorando la sua domanda.
"È uscito per riportare tua sorella a casa sua."
"E perché non l'ha riaccompagnata Jimin?" Domandai con un sopracciglio alzato.
"Jimin è andato via prima, doveva studiare."
Doveva studiare?
Ma cosa-
"A proposito di Jimin... non capisco perché tu ce l'abbia così tanto con lui. Gli hai risposto malissimo oggi!"
"Si impiccia degli affari che non sono suoi."
"E di Kippeum che mi dici? Sei sempre andata d'accordo con tua sorella!"
"Mamma... sono stanca, me ne vado di sopra okay?" Sospirai, non volendo affrontare quel discorso proprio adesso.
Mi voltai e stavo per andarmene ma la sua voce, improvvisamente più fredda e intrisa di serietà mi bloccò.
"Quel ragazzo ha ventiquattro anni... è un po' troppo grande per te Haneul. Per di più non mi sembra un ragazzo affidabile."
Il mio corpo si bloccò totalmente, così come il battito del mio cuore.
Immaginavo che avrebbe detto qualcosa riguardo Yoongi, ma sentirselo dire fu ugualmente un colpo per me.
"Mamma, è solo un amico..."
"Non mi sembrava solo un amico.
E non sono sorda, mi pare di aver capito che qualcosa tra voi c'è stato."
"È finita da tanto..." Dissi a bassa voce, ammettendo che in passato qualcosa tra me e lui c'era stato davvero; ormai era inutile negare l'evidenza.
"Però hai preso le sue parti oggi a pranzo, e dopo te ne sei andata via... scommetto che sei stata con lui finora."
"Ma certo che ho preso le sue parti!
Lo avete trattato malissimo!
Certo, tu sei stata zitta, ma papà e Kippeum sono stati davvero ingiusti nei suoi confronti, non potevo non dire nulla!" Esclamai, la rabbia che avevo provato oggi a pranzo tornò a colpirmi come un fulmine a ciel sereno.
Stavo per andarmene in camera mia, quando poi tornai indietro perché non avevo finito.
Avevo un'altra cosa da dire.
"Ma poi che fate, mandate Jimin a recuperarmi per riportarmi a casa, siete seri?"
"Come?"
"Mi ha riportata a casa Jimin... non sono una bambina e non mi serve un babysitter!
Poi è il ragazzo di Kippeum, c'entra poco con me."
"Tuo padre ha chiesto a Jimin se sapeva dove abitava quel ragazzo, ma lui gli ha risposto di no."
"Cosa?"
"Allora tuo padre ha chiesto a quel suo amico che lavora in polizia di cercargli l'indirizzo per venirti a prendere, dato che avevi spento il cellulare, ma mi ha detto che non lo ha trovato.
Poi è uscito per riportare Kippeum a casa."
Quindi Jimin...
Un sorriso orgoglioso si fece spazio sul mio volto.
A quanto pare al Dottor stronzetto un minimo gli importava di me.
Salii finalmente le scale per raggiungere la mia stanza e mi sdraiai immediatamente sul letto, dato che accusavo ancora un po' di dolori.
Speravo che per domani mattina fossero già spariti, altrimenti come ci arrivavo a scuola a piedi?
Jimin aveva detto che mio padre gli aveva chiesto di venirmi a prendere.
E invece non era vero nulla.
Però perché dire a mio padre che non sapeva dove abitasse Yoongi, quando invece lo sapeva benissimo?
Che volesse venire a prendermi lui, invece di farlo fare a mio padre?
Certo che quel ragazzo era strano.
Tutta questa giornata era stata strana...
Sapevo già che il pranzo non sarebbe andato bene, ma mai avrei immaginato di finire a letto con il mio odiato ex.
E adesso cosa sarebbe successo?
Insomma, era stato solo sesso o cosa?
Che confusione avevo in testa.
Per di più ci si metteva anche il biondino a confondermi ancor di più le idee.
Quella scenata in ascensore, quelle parole, quel bacio...
Anzi, quei baci.
Solo ripensandoci sentii di nuovo il mio viso bruciare.
Maledizione, ma in che cavolo di situazione mi ero infilata?
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