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Capitolo 13.

Eren's pov.

Mi alzai da terra con ancora lo stomaco dolorante, confuso e con il cuore come impazzito.

Che cazzo mi prende?
Sarà per caso che mi abbia fatto un complimento?
Pensai nervosamente.

Non riferii a nessuno quello che ci confidammo e tanto meno del calcio allo stomaco.

Arrivato a cena vidi gli altri parlare animatamente, mi avvicinai incuriosito.
"Ragazzi, di che state parlando?"
Chiesi sedendomi ed appoggiando entrambe le braccia sul tavolo.

"Oh ciao Eren, stavamo discutendo su cosa poter indossare alla festa!"
Rispose Sasha fra un boccone e l'altro con aria preoccupata quanto stressata.

"Tu vieni, vero Eren?"
Chiese Christa.

"Io... io credo di sì."
Mescolai nervoso la zuppa che c'era per cena.

"Eddai amico, ti divertirai e non c'è alcolico che non ti possa far cambiare idea."
Mi invitò Reiner con un occhiolino fugace.

Abbozzai un sorriso forzato, mi scordai di chiedere a Levi se avrebbe partecipato alla festa e solo allora ripensai ad Armin, ricordandomi che avrebbe dovuto chiedere ad Annie di venire insieme a lui.
Mi girai di scatto verso il biondo sporgendomi verso la sua figura sussurrandogli.
"Armin... glielo hai chiesto?"

"Intendi con Annie?"
Tentò di fare il vago.

"Sì, ovvio!"

"Mmh... bhe... in realtà..."
Iniziò con sguardo basso.

"Non lo hai fatto?!"
Chiesi incredulo.

"Mi è preso il panico, così ho deciso di lasciar perdere."
Rispose mescolando la zuppa.

"Ma se non ci provi neanche non puoi saperlo!"
Lo rimproverai.
Abbassò lo sguardo continuando a mangiare, lo fissai comprensivo dandogli una pacca sulla spalla.

"Andrà tutto bene"
Gli sorrisi, lui ricambiò apparendo leggermente più motivato.

"E tu invece andrai con qualcuno?"
Riprese lui sempre a voce bassa.

"Non lo so... ancora non gli ho chiesto nulla..."
Ammisi.

"Ah, allora avevi intenzione di invitare... insomma... chi sai tu"
Armin mi capii al volo. Avrei voluto invitare Levi, ma ovviamente non sarebbe stato un invito ufficiale in quanto l'idea di spargere la voce non mi allettava.

"Chi è tu sai chi?"
Gli sguardi di tutti i miei compagni si fecero pesanti sul mio.

Mi maledissi.

Jean stava ridendo a crepa pelle sapendo perfettamente chi avrei voluto invitare.

"Ragazzi, nessuno"
Risi palesemente pur di nascondere il mio imbarazzo.

"Certo certo... tu non ce la racconti giusta"
Mi accusò Ymir con aria maliziosa puntandomi il cucchiaio addosso seguita da tutti gli altri che iniziarono ad annuire.

"Ci siamo accorti che ultimamente sei sovrappensiero"
Notò Bertholdt.

"No sul serio ragazzi... non c'è nessuno"
Continuai grattandomi la nuca nervosamente.
Mi guardarono per l'ultima volta tornando poi a discutere su come venir vestiti alla festa.

Tirai un sospiro di sollievo.

"Ragazzi voi porterete qualcuno?"
Chiese Connie ad un tratto.

"Ovvio, io mi porterò la mia Christa"
Ymir l'abbracciò, mentre la ragazza le sorrise imbarazzata.

"Io e Marco andremo insieme"
Disse Jean alzando un braccio in segno di attenzione.

"Bhe così pochi?"
Domandò pensieroso Connie.

"Non è una regola andare in coppia, no?"
Chiesi vago.

"Sì certo, ma questa festa è nata come un'occasione per andare in coppia, o comunque per conquistare"
Connie mi fece un'espressione maliziosa enfatizzando l'ultima frase.

Scoppiammo a ridere.

"Io non verrò."
Una voce fredda spiazzò tutti.

"Anniee eddaii!"
Sasha che le era difronte le prese il braccio in segno di supplica.

"No, non verrò."
Si tolse dalla morsa della mora.
Guardai Armin rassegnato e come biasimarlo, mi dispiacque parecchio vederlo in quello stato.

Si fecero le 23:00 e tutti ci dirigemmo in camera, erano composte dalla prima con Connie, Marco, Reiner e Bertholdt e la seconda che era la nostra, mentre nel dormitorio femminile erano divise in Christa e Ymir in una, e nell'altra Mikasa, Annie e Sasha.

Rientrati in camera ci buttammo nel letto, ognuno senza spiccicare parola finché...
"Eren"
Iniziò Jean.

"Dimmi"
Risposi svogliato puntando uno sguardo verso il castano.

"Hai davvero intenzione di invitare Heichou?"
Jean si girò verso il mio letto.

"Io... io non l'ho mai detto..."
Dissi preso alla sprovvista.

"Ma si capisce..."
Assunse un'aria di superiorità.

"Non credo di invitarlo, se lo vedrò alla festa è sicuro lo andrò a salutare... però no, non lo inviterò ufficialmente..."

"Un saluto eh? Chissà che sarà compreso..."
Mi guardò con aria maliziosa facendo una risatina.

"JEAN!"
Arrossii.

Scoppiò a ridere.
"Ma guardati sei diventato tutto rosso. Vai a sognarti il tuo amato piuttosto"
Ipotizzai quella fu una buona notte, ma non ne fui del tutto sicuro finché il castano non si girò dall'altra parte del letto addormentandosi.

La mattinata passò velocemente e anche le lezioni. Mi convinsi che quel giorno sarebbe stato quello giusto per chiedere a Levi se fosse andato alla festa. Andai agli allenamenti iniziando subito a giocare. Da quando entrai in squadra le mie tecniche migliorarono prodigiosamente. Levi ci comunicò la prima partita dell'anno, ne rimasi estasiato con milioni di farfalle nello stomaco che iniziarono ad aleggiarmi. Avremmo dovuto allenarci dato che si sarebbe tenuta fra un mesetto. Non vedevo l'ora.

Restammo in palestra per tutto il giorno, finché non si fece sera ed io restai come al solito solo con Levi.
"Quando imparerai a pulire più velocemente?"
Mi fece presente il ragazzo rompendo il silenzio creatosi.

"Io... io ci provo"
Iniziai a lucidare il campo più rapidamente.

"Tsk..."
Incrociò le braccia al petto.

"Levi, devo chiederti una cosa..."
Iniziai vago già pentendomi di quello che feci.

Si girò lievemente verso di me.

"Ecco... hai presente.. hai presente la festa d'istituto?"
Mi rigirai i pollici per l'imbarazzo.

"Non ci andrò."
Tagliò corto.

"Cosa? Ma non ho nemmeno finito di chiederti..."
Dissi in estremo imbarazzo.

"Sapevo dove saresti andato a parare e no, non ci andrò."

"Eddai... ti divertiresti"
Pronunciai con un filo di voce rimanendo sul vago.

"Stare in una folla di mocciosi? Anche no"
Mi ammonì.

"Sì ma..."
Mi imbronciai leggermente.

"Pulisci e stai zitto."
Lo vidi accendersi una sigaretta.

"Non fumare!"
Mi avvicinai a lui rimproverandolo.

Mi guardò alzando leggermente un sopracciglio facendo un tiro che mi soffiò in pieno volto subito dopo. Tossii rumorosamente percependo il forte odore di fumo entrarmi nel naso.

"Dai! Mi da fastidio il fumo passivo."
Dissi muovendo la mano da una parte all'altra cercando di mandare via quell'odore pungente.

"Appunto."
Fece un altro tiro appoggiato al muro, ma quella volta girando il capo per evacuare il fumo.
"Contento?"
Chiese poi.

"Sì, decisamente."
Dissi apprezzando il gesto.

Dovevo ammettere che mentre fumava era davvero bello.
Lo guardai estasiato.

"Finiscila."
Se ne accorse e tornai subito a spazzare.

"Quindi... non ci sarai alla festa..."
Ripresi il discorso.

"Ancora con questa storia?"
Chiese esasperato.

"Bhe... è una bella festa d'altronde."

"Vedrò..."
Evacuó il fumo dal naso.

"Vedrai?"
Mi si illuminarono gli occhi.

"Perché tutto questo interesse?"
Chiese in modo quasi malizioso.

"Oh bhe... sei il capitano no? Sì insomma ci devi essere..."
Mi colse alla sprovvista.

"Ho capito."
Finì facendo fuoriuscire assieme alle sue parole del fumo grigio.

Avrei voluto continuare a parlargli, avrei voluto sapere di più su di lui e sulla sua persona, così iniziai a fare domande su domande.
"Hai tatuaggi?"
Chiesi non smettendo di pulire.

Mi guardó confuso.
"Che t'importa?"

"Solo curiosità"
Risposi intento a spolverare.

"Ne ho uno sulla schiena."
Ammise poi dopo qualche secondo di silenzio.

"Davvero? E cos'è?"

"Il logo della squadra"
Ammise continuando ad inalare fumo dalla sigaretta avvicinandosi progressivamente al filtro.

"Ci tieni davvero tanto..."
Notai.

"Sono il capitano d'altronde."
Notai come la sua voce assunse un tono profondo ed inaspettato.

"Ha fatto male?"

"Il male si sopporta, specialmente se si tratta di tutta la schiena"
Confidò.

"Hai fatto tutta la schiena?"
Chiesi puntandogli uno sguardo.

"Già."
Ammise senza aggiungere altro.

"Posso... posso vederlo?"

Mi guardò come per constatare non fossi sarcastico, per poi sospirare esasperato sempre emanando del fumo. Lo vidi appoggiare quel che rimaneva della sigaretta in un posacenere ed inseguito alzarsi la canottiera della divisa mostrando il suo meraviglioso corpo marmoreo, tentai di non sbavare. Si girò di schiena mostrando un tatuaggio a dir poco incisivo ritraendo perfettamente il logo della squadra.

Non rendendomi conto fosse la sua schiena finii per sfiorarla seguendo il tratto del disegno.
Lo vidi contorcersi lievemente per via delle mie mani gelide.

"S-scusa..."
Tirai subito via la mano.
Si tirò giù la maglietta rigirandosi nella mia direzione.
"Sei freddo."

"Uh?"
Restai spaesato quanto imbarazzato.
Mi prese le mani fra le sue facendomi diventare istantaneamente rosso.
"La prossima volta prenditi dei guanti, idiota."
Mi lasciò andare.

Sorrisi.

Lo vidi afferrare un'altra sigaretta.
"Eren muoviti a finire"
Disse accendendosela.

"Sì, sì... ma perché devi restare anche tu?"

"Che domande, devo chiudere la palestra in quanto responsabile della squadra, poi lasciarti solo dopo quella volta non è un'idea tanto intelligente"
Disse intendendo l'accaduto con Erwin dove quasi mi strangolò, ed in effetti non riuscii a contestarlo.
Finii di pulire ed uscimmo dalla palestra chiudendola a chiave subito dopo.

L'aria fredda di novembre di fece sentire.
Usciti, Levi si appoggi ad un muretto continuando a fumarsi la sua sigaretta.

"Vedi di non esagerare con quelle..."
Indicai con un cenno del capo l'ammasso di nicotina e dipendenza.

"E tu vedi di farti i cazzi tuoi."
Contestò con tranquillità ed eleganza.

Feci una lieve risata avvicinandomi.
Mi guardó per un attimo soffiandomi subito dopo il fumo in volto che mi arrivó dritto nel naso.
Approfittai della foschia per baciarlo vicino alle labbra, potendo scorgergli un'espressione sorpresa.

Il fumo ormai svanito mi fece comprendere il fatto che mi sarei dovuto staccare, ma come feci per allontanarmi lo vidi sporgersi con il viso verso la mia direzione, come se non avesse voluto staccare le mie labbra da sè.
Infatti, prima di distogliermi del tutto, mi afferrò il viso delicatamente avvicinandolo di nuovo al suo.
A quella richiesta gli stampai un altro bacio sulla sua candida pelle, l'espressione si fece rilassata ed impercettibilmente imbarazzata, mentre la mia rimase timida e cauta.

Potei sentire l'odore del tabacco, ma non sarebbe stato così sgradevole se a portarlo fosse stato Levi.
Stavo per avvicinarlo a me posando le mie labbra sulle sue, così rosee e dannatamente invitanti, ma il fumo mi fece tossire rumorosamente, a quel punto Levi mi bloccò allontanandomi leggermente.

"Non starmi vicino mentre fumo."

"Non mi interessa del fumo."
Dissi impaziente di continuare.

"Eren, sto dicendo sul serio, fa male."

"Ti starò affianco finché non smetterai, non voglio che fumi."
Ammisi determinato.

"Tsk... moccioso... allora buona fortuna."
Evacuò un'ultima vampata di fumo dal naso.

"Vai a dormire."
Aggiunse poi.

"Non me ne andrò finché tu non-..."
Non mi fece terminare la frase che mi diede un bacio sulla guancia buttando la sigaretta nel mentre.
Restai spiazzato.
"Adesso vai e sta zitto."
Disse spegnendola con il piede.

Esitai prima di andarmene.
Avanzai qualche centimetro più avanti per poi girarmi verso il ragazzo.
Non sarei voluto andare, sarei voluto restare con lui, finire quel bacio appena pronunciato, ma non appena vide che mi girai nuovamente nella sua direzione, mi diede una lieve spinta con la gamba sulle natiche per farmi andare e così feci.

"Avanti moccioso. Vai."
Risi e seguii il suo consiglio.
Non seppi se lo fece apposta a beccarmi in quella zona, ma non cambiò il fatto che me ne andai a malincuore.

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