❥20.
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HANA'S POV
Continuai a guardare la porta della stanza, senza mai sbattere le palpebre, senza mai darmi una tregua.
Quella porta che pochi minuti prima era stata sbattuta da Taehyung.
Non riuscivo a ragionare, a muovermi; ciò che aveva appena fatto mi aveva sconvolta così tanto da aver bloccato ogni muscolo del mio corpo.
Non potevo crederci, non credevo possibile che Taehyung si potesse spingere così oltre.
E non credevo possibile il coraggio e la forza che avevo avuto nel fermarlo; per fortuna in quell'attimo ero rimasta abbastanza lucida da dare un freno a qualsiasi cosa lui stesse per fare.
Davvero Taehyung avrebbe continuato a toccarmi se non lo avessi bloccato?
Era così incoerente quel ragazzo... doveva avere solo Iseul in testa, ma da quel che vedevo gli piaceva starmi attorno, e parecchio.
Ma sinceramente, mi ero stufata.
Non sono un giocattolo con cui trastullarsi, e anche se avevo capito che Kim Taehyung mi piaceva, dovevo mettere al primo posto me stessa e reagire.
Non mi sarei più avvicinata a Taehyung fin quando non fosse riuscito a mettere la testa a posto; poteva essere confuso quanto gli pareva, ma in gioco c'erano i miei sentimenti e non sarei rimasta ferma a farmi toccare da un ragazzo che desiderava un'altra.
Sempre se ancora la desiderava, visto come si stava evolvendo la situazione.
Respirai a fondo, non mi ero accorta di essere rimasta in apnea per tutto quel tempo; nella mia mente ricomparve la scena accaduta poco prima.
Taehyung sopra di me, il suo palmo sul mio seno, la sua mano che scendeva e...
Scossi la testa, dovevo andare subito via da lì.
Taehyung sarebbe tornato a breve, a meno che non avesse deciso di dormire sul divano che si trovava al centro del salotto, ma non volevo rischiare.
Poteva benissimo tornare qua e io non volevo farmi trovare nello stesso punto in cui mi aveva lasciata.
Mi mossi velocemente e mi diressi verso la porta; la aprii con cautela, avevo il timore che Taehyung si trovasse proprio lì davanti.
Tirai un sospiro di sollievo quando realizzai che di lui, non c'era nemmeno l'ombra.
A passo svelto uscii da quella stanza e andai dall'unica persona a cui potevo chiedere aiuto.
Bussai piano alla porta, non volevo destare gli altri anche se dubitavo che stessero tutti dormendo, dopo il gioco demente a cui avevamo dovuto partecipare per colpa del mio ex.
A proposito di Jimin... si era lasciato con Iseul, con chi avrebbe dormito stanotte?
Avrebbe diviso comunque il letto con lei?
Mentalmente mi rimproverai per quelle domande, non doveva importarmi nulla di Jimin, per me poteva benissimo dormire sulla terrazza al gelo.
La porta si aprì, lo sguardo assonnato di Namjoon si incrociò con il mio, che era completamente travolto dal nervosismo.
"Hana...?"
"Non posso dormire con Tae, e non voglio disturbare Mei e Jin quindi... posso? Mi basterà anche stare sul pavimento."
Namjoon sospirò.
Mi dispiaceva metterlo in mezzo, ma di certo questa notte non avrei dormito con il mio finto ragazzo.
E non potevo nemmeno usare il divano, perché lui poteva benissimo raggiungermi e convincermi a tornare in camera.
No, non volevo avere a che fare con Taehyung almeno per le prossime ventiquattr'ore, ma forse anche più.
Namjoon si sporse un po' per guardare il corridoio, si accertò che non ci fosse nessun'altro oltre a me e subito dopo si spostò per farmi entrare.
"Dormi pure sul letto, non ti lascerei mai dormire sul pavimento." Namjoon sbadigliò.
"No ti prego, non dovrei essere qui, per me è già tanto se mi hai fatto entrare. Dormirò io sul pavimento."
"Hana, se fossi stata un'altra ragazza ti avrei comunque dato la mia parte del letto. Sono un gentiluomo, non lascerei mai dormire una donna per terra."
Quelle parole mi scaldarono il cuore; Namjoon era una persona meravigliosa, poteva sembrare un duro ma era un ragazzo d'oro.
Ero contenta di aver instaurato un bel rapporto d'amicizia con lui.
"Ma Jungkook-"
"Guardalo. La vodka lo ha steso, sta dormendo già da un paio d'ore... non si accorgerà della tua presenza."
Effettivamente Jungkook non sembrava nemmeno respirare, era spaventosamente immobile.
Mi sentii in colpa però, non volevo che Namjoon dormisse sul pavimento per colpa mia... ma non potevo nemmeno dirgli di dividere il letto assieme a me e Kook, in tre non ci saremmo entrati.
"Tranquilla, ho un sacco di coperte e cuscini... non sentirò freddo." Le adorabili e immancabili fossette si formarono sulle guance morbide di Namjoon, il mio cuore si scaldò ancor di più.
"Grazie Joon." Sorrisi e mi misi a letto, attenta a non svegliare Jungkook e a non invadere il suo spazio.
"Hana?"
Mi voltai, Namjoon si era seduto sul pavimento e nel frattempo aveva creato un bozzolo con le coperte.
Sembrava un burrito umano, dovetti trattenermi per non scoppiare e ridergli in faccia.
Ma le parole che pronunciò subito dopo tolsero in me ogni forma di divertimento.
"Ne vuoi parlare?"
Mi irrigidii, strinsi le labbra fino a formare una linea contratta con la bocca.
Con il capo negai lievemente, e per fortuna Namjoon era un ragazzo comprensivo e maturo, non insistette.
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Quando Mei rientrò in camera, ciò che vide la riempì di imbarazzo ma anche di uno strano senso di euforia.
Vedere il ragazzo dei suoi sogni a letto, con la luce accesa che aspettava il suo ritorno, fece catapultare Mei in un mondo parallelo in cui lei e Jin erano una coppia che conviveva insieme da anni.
Un sorriso ebete si formò sul viso della castana, avrebbe voluto scattare un intero book fotografico al ragazzo dai capelli scuri che la stava aspettando a letto, la sua attenzione era totalmente rivolta al libro che stava tenendo tra le mani, non si era accorto della figura di Mei ferma sulla soglia della porta.
La più bassa sembrò risvegliarsi non appena si accorse che il libro che Jin stava leggendo, era proprio il romanzo che si era portata dietro.
Quella sensazione euforica sparì, la vergogna prese il sopravvento; quel libro era una semplice ma emozionante storia d'amore, che faceva sognare Mei, la faceva ridere, piangere, divertire.
Era un romanzo rosa che piaceva molto alle ragazze, ma Mei ebbe paura che Jin potesse giudicare i suoi gusti definendoli troppo infantili.
"Ehi, perché stai lì sulla porta?" Jin parlò non appena si accorse della presenza della castana.
Quest'ultima entrò lentamente nella stanza, chiuse la porta alle sue spalle e raggiunse con passo incerto la sua parte del letto.
"Ti vedo spesso con un libro in mano, ti piace leggere eh?" Jin domandò, continuò a sfogliare quel romanzo, cercò di non prestare attenzione all'adorabile pigiamino rosa che la ragazza aveva addosso.
"Sì... a te invece?" Mei rispose a bassa voce, si arrampicò con fatica sul letto senza superare la linea immaginaria che divideva il materasso.
Jin si girò, notò che Mei stava praticamente sul bordo del letto, avrebbe potuto avvicinarsi di più ma la ragazza sembrava più che intenzionata a mettere maggior distanza possibile tra i loro corpi.
Il moro ridacchiò, con un movimento lesto afferrò il braccio di Mei e la avvicinò a sé.
"Puoi avvicinarti sai? Non mordo." Jin rise, si sistemò meglio sul letto, la schiena poggiava contro la testiera, le gambe erano incrociate e tra le mani reggeva ancora il libro di Mei.
Mei non fiatò.
Il suo cuore stava andando in iperventilazione così come il suo respiro, sentiva la sua faccia diventare sempre più accaldata.
Jin ricominciò a parlare, notando quanto fosse a disagio la più giovane.
Nonostante si divertisse a metterla in imbarazzo, il più alto volle tentare di calmarla un po'.
"Leggo molto. Leggo un po' di tutto." Gli occhi di Mei si illuminarono, lei amava leggere e quell'argomento la rendeva sempre felice e molto partecipe.
"Non hai un genere preferito?"
"Mi piacciono molto i gialli, quindi se devo scegliere un genere preferito direi questo. A te piacciono le storie d'amore da quel che vedo."
Jin agitò il libro di Mei davanti al suo viso, le gote della bruna diventarono più scure.
"Ho dei gusti un po' infantili, lo so..." Mei sussurrò con il capo chino, lo sguardo tentava di fuggire da quello attento e studioso di Jin.
"Infantili? Ma se appena ho aperto il libro ho trovato subito una scena di sesso?"
Gli occhi di Mei si spalancarono.
E non per la presenza delle scene per adulti nel romanzo che stava attualmente leggendo, ma per lo spoiler improvviso.
"Cosa? Oddio come una scena di sesso! Vuoi dire che i due protagonisti lo faranno prima o poi? Non ci credo, non me lo puoi dire così!"
Mei rubò dalla mano di Jin il libro, la risata del ragazzo riecheggiò all'interno della stanza.
"È più avanti." Jin la informò dato che Mei stava cercando alla metà del libro.
"Ma io avevo letto fino a qui! Hai spoilerato Jin!"
"Mi dispiace mi dispiace mi dispiace!" Jin scoppiò a ridere, la smorfia seccata e dispiaciuta che aveva preso vita sul volto di Mei lo fece divertire come non mai, sembrava che stesse per piangere dalle risate.
"Nel punto in cui sono arrivata i due protagonisti non si sopportano nemmeno!" Mei si lamentò, sporse il labbro inferiore all'infuori.
Jin smise di ridere, gli occhi di lui puntarono immediatamente verso il labbro carnoso di lei.
Lo guardò per un tempo interminabile, la voglia di toccarlo, assaggiarlo, addentarlo stava crescendo a dismisura dentro di lui, ma si trattenne.
Non poteva seguire le sue voglie e gettarsi su Mei come un leone affamato, non voleva spaventarla.
"È una storia d'amore, il sesso tra i due era ovvio Mei." Jin sorrise, cercò di giustificarsi perché alla fine il suo non era proprio uno spoiler.
"Non bisogna mai dare niente per scontato. In questo libro lui è malato, quindi l'autrice poteva scegliere di farlo morire prima che lui decidesse di fare l'amore con lei."
"Oddio come sei drammatica!" Jin scoppiò a ridere di nuovo.
"Guarda che è vero! Non si deve dare niente per scontato, nemmeno nella vita reale." Mei pronunciò con serietà, la risata di Jin cessò all'istante.
"Sono d'accordo." Jin sussurrò, accarezzò dolcemente la testa di Mei, chiedendole di nuovo scusa per quello spoiler involontario.
"Accetto le tue scuse... per questa volta." Mei brontolò, Jin rise ancora, dopodiché la sua attenzione ritornò su quel pigiama tanto grazioso che aveva cercato di non fissare da quando lei era entrata.
"Carino." Jin pensò, non si era reso conto di aver pronunciato ad alta voce quel pensiero, difatti Mei arrossì.
"Grazie." La castana non sapeva se ringraziarlo o meno ma alla fine lo fece, e questo fece capire a Jin che quella parola invece di pensarla l'aveva detta.
"Il rosa è il mio colore preferito." Jin sorrise, non ammetteva mai di amare il rosa perché aveva paura che gli altri potessero pensare che fosse una cosa strana per un ragazzo di venticinque anni amare quel colore specifico, eppure con Mei non ebbe problemi a rivelarlo.
"Anche a me piace molto il rosa." Mei sorrise e Jin sentì inavvertitamente il suo cuore tremare.
Dopo quella breve conversazione, il silenzio cadde sopra i due ragazzi.
Mei si teneva impegnata con il libro, mentre Jin stava fermo, a pensare.
Il moro avrebbe tanto voluto recuperare il discorso nato nello sgabuzzino, successivamente interrotto a causa dello scadere del tempo.
Jin avrebbe voluto parlare chiaramente a Mei, avrebbe voluto dirle che le piaceva tanto ma che si sentiva frenato dal fantasma della sua ex.
Anzi, da quel che la sua ex aveva fatto in passato.
Quello era il momento perfetto, il più adatto; erano da soli, si erano baciati quella sera e Jin aveva rivelato il suo interesse per lei.
Era giusto fare il passo seguente.
"Non mi hai più risposto." Jin mormorò con un filo di voce, Mei staccò lo sguardo dal libro e lo rivolse verso il ragazzo seduto accanto a lei.
"Prima, quando ci trovavamo nello sgabuzzino." Jin puntualizzò, un fascio di realizzazione attraversò le iridi scure della ragazza.
"Oh."
"Già." Jin ridacchiò, ma Mei si era trasformata in una pietra.
'Pensavo si capisse già.'
'Cosa vuole, un disegno?'
'Vuole che glielo dica davvero?'
'Lo sanno anche i muri che lui mi piace.'
Tanti erano i pensieri che inondarono la mente di Mei.
Eppure dalla sua bocca non uscì nulla, nemmeno il più debole e minuscolo suono.
Jin osservò accuratamente il profilo nervoso di Mei, notò quanto fosse titubante e insicura sull'argomento.
Un sorriso dolce si formò sul volto del maschio, si ripeté dentro di sé che la ragazza non fosse ancora pronta per conoscere quella fetta di passato che lo frenava dall'aprirsi completamente ad una persona.
"Buonanotte Mei." Jin sussurrò, spense la luce e si coricò per bene nelle coperte.
La stanza venne risucchiata dal buio più fitto; Jin si era sdraiato ma gli occhi erano sempre aperti, così come quelli di Mei, che ancora non si era mossa da quando il maggiore aveva spento la luce.
"Mei-"
"Anche tu mi piaci." La castana disse con un mormorio flebile.
Il cuore batteva come un forsennato, il petto dapprima pesante adesso era più leggero, liberato dal macigno che occupava quel punto ormai da tempo.
Con l'arrivo del buio Mei si era fatta un po' più di coraggio; la castana però non poté vedere il sorrisino compiaciuto che delineò le belle e piene labbra di Jin.
"L'ho sempre saputo." Jin replicò a bassa voce.
No, non era sorpreso di quelle parole, sapeva che Mei aveva sempre avuto una cotta per lui.
Ma quelle parole gli fecero ugualmente molto piacere, non pensava che la fanciulla avrebbe avuto il coraggio di rivelare il suo interesse ad alta voce.
Jin comprese che il buio l'aveva aiutata a tirar fuori ciò che sentiva.
E forse poteva fare lo stesso con lui.
"Sai... al liceo avevo una ragazza." Jin cominciò a parlare, anche se non riusciva a vedere Mei a causa della totale assenza di luce nella camera, era certo che la ragazza lo stesse ascoltando.
"Era carina. Mi piaceva molto... così le avevo chiesto se le sarebbe piaciuto uscire con me, e lei ha accettato."
Mei annuì, anche se subito dopo si sbatté mentalmente una mano sulla fronte poiché Jin non la poteva vedere.
"Avevo diciassette anni, lei ne aveva sedici... eravamo molto giovani." Jin continuò, sospirò pesantemente e Mei comprese che il più alto stesse facendo molti sforzi nel raccontarle quel piccolo pezzo della sua vita privata.
"Inizialmente le cose andavano bene, eravamo felici. Poi dopo qualche mese, lei cominciò a comportarsi in modo strano."
"Strano come...?" Mei sussurrò, cominciò a sentirsi preoccupata per il continuo del racconto.
Jin serrò la mascella, il volto sorridente della piccola e fragile Soojin apparve nella sua mente.
***
"Ehi, buongiorno piccola." Jin sorrise e si sporse per baciare la sua ragazza.
Le loro labbra si sfiorarono appena, quando il più alto aprì gli occhi vide il corpo di Soojin rigido come un tronco, il nervosismo si rifletteva su tutto il suo viso e gli occhi invece di essere rivolti verso il suo fidanzato, vagavano da un angolo all'altro dell'edificio scolastico.
"Soojin... tutto bene?" Jin domandò preoccupato ma non sorpreso, dato che aveva notato questo cambio d'atteggiamento da parte della ragazza negli ultimi tempi.
Non era la prima volta che le chiedeva se stesse bene, se fosse tutto a posto, se ci fosse qualcosa che la preoccupava, ma la risposta di Soojin era sempre la stessa.
"Sì... sì, scusami se ti sembro distratta, sono solo un po' stanca." Sussurrava sempre la moretta, usando la scusa che la scorsa notte aveva dormito poco.
Jin osservò con cura il volto nervoso della più bassa, dopodiché si guardò attorno; il corridoio era colmo di studenti che si facevano gli affari propri, non prestavano per niente attenzione a loro.
Tornò a guardare la più piccola, sperando dentro di sé che prima o poi lei riuscisse a trovare il coraggio di dirgli cosa le stesse succedendo, perché Jin sapeva che qualcosa non andava.
Ma il ragazzo non poteva sapere quanto fosse grave la situazione di Soojin.
***
"Era sempre più distante, sembrava avere la testa da tutta un'altra parte.
La coccolavo, la riempivo ogni volta d'amore e di parole dolci, eppure lei sembrava sempre così... spaventata. Spaventata da me."
"Poi però ho cercato di fare più attenzione alle sue espressioni; quando eravamo da soli a casa mia, lei era tranquilla. Ma quando eravamo in pubblico, a scuola o semplicemente in un parco mentre passeggiavamo, lei sembrava costantemente travolta dall'ansia."
"Non era spaventata da te..." Mei parlò, Jin fece un grosso sospiro.
"No. Non era spaventata da me."
Seguì qualche secondo di silenzio, rotto solo dal fruscio emesso dalle coperte che si muovevano poiché Jin si era alzato per poggiare la schiena di nuovo contro la testiera.
Accese la lampada posta sul piccolo comodino al suo fianco, la luce illuminò lievemente la stanza, ma bastò per Jin perché così avrebbe potuto vedere il viso di Mei.
"Era vittima di bullismo. Per colpa mia. E io non ne sapevo niente... non avevo mai sospettato nulla."
Mei aprì bocca ma la richiuse immediatamente. Non seppe cosa dire in quel momento.
"Veniva continuamente tormentata da altre ragazze solo perché era la mia fidanzata. Ecco perché era così spaventata di farsi vedere insieme a me." Jin parlò con un filo di voce, lo sguardo era afflitto perché al giorno d'oggi, ancora non si perdonava per quella triste vicenda.
"Come avevo fatto a non capire che aveva bisogno di aiuto? Come avevo fatto ad essere così cieco? Soojin cercava di nascondermi tutto, cercava di sorridere ma era rotta dentro... e quando l'ho scoperto, era troppo tardi."
"Troppo tardi?" Mei ripeté a bassa voce, la ragazza sentì l'aria mancare per la tensione che si era formata nella stanza.
"Si è tolta la vita."
Una violenta morsa strinse spietatamente il cuore di Mei.
La bruna sgranò gli occhi, questi divennero lucidi e un groppo pesante le si formò alla gola.
"Quando i suoi genitori hanno trovato il corpo, hanno notato una lettera vicina a lei. Era per me."
Jin si fermò ancora.
Scosse di nuovo il capo, il doloroso ricordo riportò a galla tutta la sofferenza che aveva provato anni fa, sofferenza mai scomparsa, sempre rimasta assieme a lui... sempre celata all'interno del suo cuore.
Il moro deglutì, faceva fatica a continuare, quella era una tortura per lui.
Mei non se la sentì di commentare, non volle dire nulla perché era una persona esterna alla vicenda e non pensava di avere il diritto di fare parola su quella questione così delicata.
Decise però di fare una piccolissima cosa che accese una luce nell'ombra che aveva risucchiato il cuore di Jin.
Con lentezza Mei avvicinò la sua mano a quella più grande del maggiore e poi la afferrò, dopodiché la strinse per far capire al ragazzo che lei gli era vicina.
Jin sorrise debolmente e ricambiò la stretta, riprese a parlare.
"Avrei potuto evitarlo. Avrei dovuto proteggerla... sapevo che c'era qualcosa che non andava, lo vedevo.
Lo avevo visto, ma non avevo comunque fatto nulla."
"Jin, non è colpa tua." Mei asserì con tono serio, non avrebbe mai permesso a Jin di sentirsi in colpa.
Altre persone avrebbero dovuto punirsi per quel che avevano fatto, di certo non Jin.
"È colpa mia invece. Soojin era stata presa di mira perché stava assieme a me. E io avrei dovuto fare più attenzione, avrei dovuto guardarmi intorno, controllare di più lei e le persone che ci circondavano... lei mi stava silenziosamente chiedendo aiuto, e io invece avevo voltato le spalle alla sua richiesta."
"Non le avevi voltato le spalle! Tu non potevi sapere Jin, non potevi sapere cosa stesse passando... eri ignaro di tutto e per questo non devi fartene una colpa! La colpa è solo di quelle persone che l'hanno tormentata per essere la tua fidanzata."
"Appunto. La mia fidanzata."
"Jin-"
"Dopo di lei avevo deciso di non impegnarmi più con nessuna. Per tutta la durata del liceo e i primi anni all'università, non ho mai provato a conoscere nessuna. Mi tenevo alla larga dalle ragazze che avrebbero potuto catturare il mio interesse... così come ho provato a tenermi alla larga da te."
Una scossa colpì il cuore di Mei.
La fanciulla sentì le sue gote scaldarsi, cercò di restare calma e di non far vedere quanto le ultime parole l'avessero toccata.
"Non ci sono riuscito..." Jin sussurrò, guardò Mei con occhi colmi di dolcezza e un sorriso premuroso si dipinse sulle sue labbra.
"Pensavi che ti stessi prendendo in giro vero?"
Mei si mordicchiò il labbro inferiore, si vergognava ad ammetterlo ma lo aveva davvero pensato, aveva creduto che Jin non avesse intenzioni serie e si stesse solamente divertendo prendendosi gioco di lei.
"L'ho pensato..." Ammise con tono flebile, Jin ridacchiò.
"Mi spiace... cercavo di starti alla larga perché non volevo che la storia si ripetesse."
"Io non sono lei." Mei disse categorica.
"Lo so, ma ho paura. Ho paura di non essere un bravo fidanzato, di non essere in grado di proteggere la mia ragazza, di non riuscire ad individuare il problema in tempo."
"Quel che è successo a Soojin è terribile, ma Jin... non puoi continuare a vivere così. A punirti per una cosa di cui nemmeno hai colpa, questa non è vita. Non puoi buttare al vento il tuo tempo in questo modo, tempo che potresti passare con la persona che ami."
Mei era terribilmente seria mentre pronunciava quelle parole; stava parlando in generale, non le importava chi fosse l'ipotetica ragazza di Jin, se una sconosciuta o lei stessa, in quell'istante a Mei premeva far capire al più grande che doveva andare avanti, doveva reagire, che doveva combattere per trovare la sua felicità e che non avrebbe dovuto invece continuare a vivere con la paura che il passato potesse ripresentarsi.
"Non faccio altro che pensarci e darmi la colpa per l'accaduto invece. Ogni volta penso che avrei potuto agire diversamente, cambiare le cose... a quest'ora Soojin poteva essere ancora viva."
"Non puoi continuare a vivere nel passato..."
"Lo so. Ma è più forte di me, non riesco a non pensarci." Jin sospirò.
"La cattiveria e l'invidia spingono le persone a fare cose terribili..." Mei sibilò a denti stretti, non voleva neanche osare immaginare cosa fosse successo alla ex di Jin, per averla spinta a prendere una decisione così drastica come quella di togliersi la vita.
Quel che Soojin aveva dovuto subire doveva essere stato tanto doloroso, grave.
"Avrei potuto fermare quelle persone." Jin ringhiò.
Mei non rispose.
La castana decise di non dire più nulla, aveva già detto a Jin quel che pensava, per lei il moro doveva cercare di andare avanti e soprattutto di non colpevolizzarsi.
La più giovane però era lieta di vedere che Jin quella notte avesse scelto di aprirsi con lei; la vicenda di Soojin era davvero privata, intima, e sapere che Jin si fidava così tanto di Mei da renderla consapevole del suo triste passato, riempì la ragazza d'orgoglio.
"Forse ti starai chiedendo perché ti ho parlato di lei stasera." Jin sussurrò. Mei arricciò il naso, dettaglio che fece sorridere leggermente il più alto.
"Ho una vaga idea..." Mei rivelò un po' imbarazzata.
Gli occhi di Jin penetrarono in quelli della ragazza; gli angoli delle sue labbra carnose si alzarono, e piano piano il volto di lui si accostò a quello di lei.
Le labbra si toccarono con delicatezza, come se Jin avesse il timore di rompere la carne morbida e rosea di Mei anche solo appoggiando la bocca sulla sua.
I respiri dei due si solleticarono a vicenda, si unirono; Jin sfregò teneramente il naso contro quello piccolo di Mei, le mani di lui si mossero e le dita affusolate sfilarono gli occhiali che la castana teneva ancora indosso.
Un sospiro sfuggì dalla bocca di Mei, il suo cuore stava battendo così forte da farle male al centro del petto; Jin sogghignò, come se fosse conscio del potere che lui aveva sulla sua persona.
E dopo un tempo che parve non finire più, la bocca di Jin si scontrò con quella di Mei.
Ma il ragazzo tenne a freno i propri istinti, e mosse le labbra con dolcezza, accarezzando così con una finezza immane quei caldi petali carnosi.
Quel bacio fu così leggero, dolce ma al contempo intenso e forte.
Jin si staccò, guardò con ammirazione il volto privo di occhiali di Mei; aveva sempre trovato la ragazza bellissima, ma senza quella montatura di plastica la sua eterea bellezza veniva messa in risalto.
"Come ho detto prima, ho cercato con tutte le mie forze di starti lontano... ma mi è impossibile. Non posso fare a meno di cercarti con lo sguardo, di osservarti ogni volta che siamo vicini o nella stessa stanza, di chiedermi cosa fai quando non ti vedo. Ho bisogno di stare al tuo fianco, è un qualcosa che non riesco a controllare. Lo voglio, lo desidero... ti desidero." Jin ringhiò le ultime due parole con tono soffuso, suadente.
Il volto di Mei divenne bollente.
Quando si trovavano nello sgabuzzino Mei aveva avuto la certezza che Jin provava interesse per lei, e già questo l'aveva resa la ragazza più felice del mondo.
Ma adesso sapeva che la sua colossale cotta la desiderava anche in un altro modo, un modo che la metteva in imbarazzo, a disagio.
Ma Mei per Jin era pronta ad affrontare quella sensazione di disagio e a sconfiggerla.
"Fai ciò che ti dice questo." Mei bisbigliò, la sua mano si posò sul petto di Jin, nel punto in cui il suo cuore stava palpitando più svelto che mai.
Jin sorrise, stava per baciare di nuovo Mei quando si bloccò.
I suoi occhi divennero improvvisamente freddi e scuri.
"Se qualcuno ti dà fastidio, non esitare a dirmelo."
"Ji-"
"Non sto scherzando Mei. Non mi nascondere nulla per favore... se decidi di iniziare qualcosa con me, voglio che tu sia sincera, schietta, che tu mi dica sempre quel che vuoi senza pensare alle conseguenze."
"Jin-"
"Per favore. So che all'università alcune ragazze sono fissate con me, tutti noi abbiamo delle pazze che ci danno il tormento... riusciamo a gestirle, ma se queste vengono a dirti qualcosa, qualsiasi cosa, devi farmelo sapere. Ci penserò io."
Il tono di Jin era uno che non ammetteva repliche. Mei annuì, anche se ovviamente sperava di non riscontrare alcun problema non appena la loro relazione sarebbe venuta allo scoperto.
Un fulmine scoppiò nella mente confusa di Mei: adesso lei stava con Jin.
Il ragazzo dei suoi sogni, il ragazzo per cui aveva sempre avuto una cotta, per cui aveva sempre fantasticato di avere una storia con lui, aveva sempre sperato che lui la notasse e la guardasse con occhi diversi.
Era successo.
Il sogno era divenuto realtà.
Le labbra di Jin si posarono nuovamente sulla bocca di Mei.
Jin baciò la ragazza con trasporto, con voglia ma anche con paura.
Paura di non essere all'altezza per Mei, di non essere un bravo fidanzato per lei, di non essere abbastanza.
Ma si ripromise dentro di sé di tentare, di imparare col tempo ad amarla e trattarla come il prezioso fiore che era.
E soprattutto di proteggerla, restando sempre al suo fianco.
~ Angolo Autrice ~
Questa volta ci ho messo un po' di più ad aggiornare, mi spiace.
Questo capitolo mi ha messa un po' in difficoltà proprio per la vicenda che Jin racconta a Mei.
E io non riesco mai a scrivere le cose tristi. ^^"
Da una parte ammetto che avrei voluto ampliare il flashback e raccontare nel dettaglio cos'è successo a Soojin.
Ma poi ho pensato al genere di questa storia, e non volevo rendere la storia troppo deprimente anche perché Fake boyfriend non lo è, quindi è stata proprio una mia scelta quella di non soffermarmi troppo, ma potete ben immaginare cos'abbia dovuto subire la ex di Jin.
Spero comunque che questo capitolo tutto dedicato a Mei e Jin vi sia piaciuto, se vi va fatemi sapere cosa ne pensate.
E se vi è piaciuto il capitolo votate!
Un voto non costa nulla, e forse per qualcuno di voi può essere irrilevante, ma vi assicuro che per noi autrici/autori, che mettiamo tanto tempo e impegno a creare un capitolo quella dannata stellina è molto importante e apprezzata.⭐
Al prossimo aggiornamento.✨
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