20 - traditori senza volto
«un attimo di attenzione per favore!» disse briosa una donna sulla trentina sbattendo una mano sul tavolo e togliendosi gli apparentemente finti occhiali da vista, attirando l'attenzione dei due uomini di qualche anno in meno seduti su delle sedie di plastica sbiadita e spaccata.
«trovato qualcosa?» chiese uno dei due ragazzi, quello biondo e più minuto e magro dei due, seduto con le gambe sul tavolo e una sigaretta elettronica in bocca.
«forse non ci crederete ma credo di aver trovato una soluzione ai tuoi problemi, Arata» affermò la donna con sicurezza ammiccando al biondo.
«davvero?» chiese stupito l'altro uomo, con i capelli neri e molto più muscoloso e robusto dell'altro, che in confronto sembrava un ragazzino del liceo.
«davvero.» la mora ondeggió i fianchi e si sedette sul tavolo incrociando le gambe, poi riprese a parlare.
«un ragazzino ha qualcosa che potrebbe interessarti, sai? Qualcosa che non si può comprare nemmeno nei più forniti negozi. Qualcosa che può salvarti la vita, se lo desideri» la donna ridacchio guardando fuori dalla finestra dell'edificio, con la struttura arrugginita e i vetri frantumati, ridotta proprio come il vecchio capannone industriale in cui si trovavano, sporco, logoro, distrutto da un incendio passato e abbandonato a sé stesso da anni.
«cosa? Cosa?» domandò con insistenza Arata alzandosi dalla sedia velocemente e facendo cadere quest'ultima, che causò un forte rumore in tutta la vuota e ampia stanza in cui si trovavano. La donna intanto ridacchiava di gusto nel vedere i due estremamente interessati non più solo al suo corpo.
«che ne dici di riuscire a controllare il tempo?»
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Tutta la casa di Kasai era buia e silenziosa e il ragazzo dormiva tranquillo sotto le coperte del suo letto circondato da libri buttati a caso sul materasso con alcune pagine segnate da dei segnalibri e che, probabilmente, non verranno mai riaperti. Il ragazzo mugugnò leggermente rigirandosi nervosamente tra le coperte mentre goccioline di sudore gli bagnavano i capelli che gli cadevano disordinatamente in faccia e, come pennelli, gli spalmavano il sudore sulla fronte. Gli occhi del rosso venivano strizzati e rilassati involontariamente e il suo respiro si faceva più affannato, segno di una fase Rem parecchio agitata. Forse aveva mangiato pesante? Oppure era decisamente troppo stanco? Chi lo sa, sotto questo punto di vista era evidente il legame fraterno che legava Kasai e Naomi, due instancabili che non si accorgono nemmeno di stare male finché non sono letteralmente alla frutta.
A rompere il silenzio della casa fú lo scricchiolio della finestra della camera di Kasai che veniva lentamente aperta mentre un'ombra scivolava dentro facendo il minimo rumore, un suono quasi impercettibile. La figura si alzò e sgattaiolò accanto al letto di Kasai che ancora si girava e rigirava agitato nel sonno mentre una sottile e affilata lama veniva estratta dalla cintura dell'ombra che ora si stava preparando all'attacco. Caso vuole che, proprio davanti alla finestra al piano terra della casa di Kasai, passasse una piccola volpina luminosa e apparentemente non materica che passò totalmente inosservata all'assassino che stava per macchiarsi le mani del sangue del ragazzo che dormiva, anche se non molto beatamente. Da quel secondo tutto fu come a rallentatore. La mano dell'assassino che impugnava il coltello che si muoveva svelta verso il collo di Kasai, la volpina che corse davanti alla finestra guardando la scena, il rosso che si agitava nel letto, aprendo gli occhi di scatto, poi tutto fermo. E Jikan apparve davanti a Kasai. Il ragazzo aveva il fiatone e era ancora rimbambito dal sogno che aveva fatto mentre Jikan, anch'essa con il fiato corto, si appoggiò a un armadio per non cadere a terra sfinita. Appena Kasai riprese a ragionare, si guardò attorno cercando di capire la situazione. Una persona con un passamontagna e un coltello in mano pronto a tagliargli il collo, la finestra scassinata, il tempo fermo e Jikan che non si reggeva quasi in piedi dallo spavento.
«qualcuno ci ha traditi, Kasai» disse secca Jikan ritornando dritta in piedi e guardando seria il ragazzo che iniziava ad avere le prime tracce di adrenalina in corpo.
«c-cosa?»
«qualcuno ci ha traditi. Qualcuno ha parlato in giro di me, ma non so chi.» il rosso stava giusto iniziando a capire la situazione A, la seconda questione la doveva ancora approfondire, ma era già impanicato per la situazione.
«qualcuno ci ha traditi?»
«si qualcuno ci ha traditi» ci fu un momento di silenzio tra i due, finché Kasai non ci vide più, svenendo all'istante. Jikan gli corse in contro preoccupata controllandogli il battito cardiaco, fortunatamente stabile. Allora lei abbassò la testa sospirando rassegnata.
"Vedi che gli hai solo rovinato la vita? E questo perché? Perché la piccola Jikan non vuole finire nel Nulla Eterno. Tsk patetica. Se ne avessi avuto la possibilità ti avrei già tirato giù dalla tua posizione, ma lei è decisamente troppo buona quando vuole..."
"Sai Shūryō, non tutti sono crudeli come te"
"Certo, ragion per cui c'è ancora qualcuno che ti apprezza"
"Smettila di uccidermi con le parole... Come se non lo avessi già fatto..."
"A cosa ti riferisci, eh? A quando ho fatto finalmente una cosa buona nella vita che poi mi si è ritorta contro?! Potevi anche non tirare fuori l'argomento"
"Io non ho tirato fuori proprio nulla, sei tu che hai letto tra le righe qualcosa che non c'era nemmeno scritto! Smettila di incolparmi per tutto!"
"Dimmi chi è stata la causa di tutto quello che sta succedendo a quel ragazzo? Chi è la causa di quello che accadrà ai suoi poveri amici? Tua! E non puoi darmi torto in alcun modo!"
"Le tue parole tagliano molto più di quello stupido coltello che ti ha regalato quella scellerata! Avresti anche potuto non sporcarti le mani e avresti ottenuto lo stesso risultato facendo così!"
"Ho solo voluto finire in fretta, dovresti essermi grata per questo"
"Non dovrei esserti grata proprio per nulla!"
"E invece eccoti in debito con me per avere qualche giorno in più da passare rendendo la vita di poveri innocenti un inferno. Sei davvero una ragazza d'oro Jikan. Shinjiu aveva proprio proprio ragione e io non sono mai stata più ironica di così"
"Non tirarla in mezzo, non è di lei che si sta parlando."
"Ma se guardi bene è stata tutta colpa del tuo comportamento se lei è quasi crepata dalla tristezza, dal dolore e dalla depressione. È rimasta in vita solo per quell'idiota di suo marito"
"Quell'idiota di suo marito era-"
"NON DIRLO NEMMENO PER SBAGLIO! NON NE VOGLIO PIÙ SAPERE NULLA DI QUEI DUE!"
"SEI STATA TU A TIRARLI IN MEZZO!"
"E SONO IO A TOGLIERCELI!"
"BASTA!"
"SEI TU CHE CONTINUI A CONTROBATTERE!"
"ho detto: basta."
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