Capitolo 1
Quando mi è stato detto dal mio superiore che sarei dovuto andare sulla Terra ero davvero entusiasta, mi sono impresso le sue parole in testa: "Roo, oggi io e i miei colleghi abbiamo deciso di affidarti una missione sulla Terra."
Per un demone di basso rango, come me, andare sulla Terra è un'occasione imperdibile. Mi sono preparato subito e sono partito, la mia missione è davvero troppo semplice, devo condurre una ragazzina al suicidio, come rubare una caramella ad un bambino, contando il fatto che i ragazzini sulla Terra sono tutti un po' depressi, a causa dei... neuroni? Nonono si chiamano ormoni. Qualsiasi cosa siano in pratica li fanno andare un po' fuori di testa, credono che il mondo li odi o roba del genere, non ho studiato granché gli umani, non mi interessano neanche, sono tutti così deboli e fragili persino un'inutile ape li può uccidere, non si sono estinti solo perché hanno un gran cervello... alcuni lo hanno, la maggior parte è solo una massa di idioti senza scopo comunque.
E io ora sono in mezzo a tutti questi idioti che striscio sotto forma di ombra in cerca di qualcuno da possedere.
In breve, i demoni non possono andare in giro sulla Terra se non come ombre, questo finché non trovano un umano da possedere, eppure questo non è facile, io non potrei mai possedere un bambino, ad esempio, il motivo è semplice, i bambini hanno un anima pura, e pura è sinonimo di forte, le persone deboli invece sono le più facili da possedere, più qualcuno è triste ed estraneo a se stesso più probabilità ci sono che un demone possa prendere il controllo di lui, anche permanentemente.
Vado in giro per i vicoli più isolato e solitari di questa cittadina giapponese chiamata Nara. Sembrano deserti e quando sto per tornare indietro vedo una figura seduta di fianco ad un cassonetto, mi avvicino lentamente controllando sia addormentata, appena mi accerto di ciò mi bastano due minuti per verificare il passato di questo individuo. Dopo aver perso i genitori adottivi ed essere stato mandato in una casa famiglia, a 15 anni, ha iniziato a fare uso di stupefacenti venendo arrestato un anno dopo per aver spacciato dell'ecstasy, chiamata anche MDMA. Che idiota, nessun drogato può spacciare.
Sorrido tra me e me decidendo di tentare con questo ragazzo, la sua anima è talmente corrotta che non faccio nemmeno fatica a possederlo. Mi alzo in piedi cercando di abituarmi a questa nuova forma, mi passo la mano tra i capelli, sono crespi e anche sporchi, ovviamente, è collassato vicino ad un bidone, cosa potevo aspettarmi? Continuando a toccarmi il viso per assimilarlo incappo in qualcosa che non avevo lontanamente previsto, le mie stupide orecchie da demone, sono leggermente a punta, non come quelle degli umani, probabilmente ho modificato involontariamente il corpo di questo essere. Un attimo... i miei occhi! Dimmi che non sono rossi. Dimmi che non lo sono. Mi avvicino ad una superficie riflettente, credo sia una finestra, guardo al suo interno vedendo, con mio enorme fastidio, i miei occhi di colore rosso, gli umani non hanno gli occhi rossi e non hanno le orecchie a punta, tralasciando alcuni casi isolati. Ora potrei fare due cose, cercare un nuovo ospite oppure restare così e provare a non farmi notare. Vista la mia innaturale pigrizia opto per la seconda, mi avvicino a quella che credo sia una finestra e sistemo i capelli neri davanti alle orecchie, che solo ora noto essere piene di... orecchini? Sapete quei buchi che gli umani si fanno in giro per il corpo, un po' ovunque, dopo ci mettono un qualche ciondolo o anellino o altre cose simili senza motivo.
In questo momento indosso anche degli occhiali tondi, non li avevo notati, provo a toglierli ma perdo quasi completamente la vista, tutto ciò che ho intorno diventa sfocato, sono costretto a tenerli. Ecco di cosa parlavo, gli umani sono fragili e inutili.
Indosso una felpa nera con sopra una giacca senza maniche di un colore che credo sia chiamato beige, i miei pantaloni sono larghi su tutta la lunghezza delle gambe e stretti sulla caviglia con un centinaio di tasche, cosa se ne fanno gli umani di tante tasche? Immagino che nemmeno le abbia mai usate questo tipo. In fine, ai piedi porto degli stivali neri esattamente come la mia giacca, il tutto un po' impolverato ma nulla che non possa sopportare.
Dopo aver imparato a camminare con queste gambe chilometriche mi avvio diretto verso la casa della mia vittima, si chiama Kyo Yamashita, sedici anni, sta per trasferirsi in Inghilterra con sua zia, una coincidenza perfetta, iniziare in una nuova scuola, essere la nuova arrivata, sono quel tipo di brutte esperienze da adolescenti, davvero dura la vita di questi ragazzini. Ad ogni modo, appena avrà un piccolo crollo io sarò lì, la farò frantumare in mille pezzi e quando avrò finito mi basterà disegnare un cerchio a terra con la mia pietra e potrò tornarmene a casa, salirò di rango, già lo immagino, fantastico.
Oh, questa dev'essere la casa, torno sotto forma di ombra e mi intrufolo, sono in una stanza piena di coltelli e strani oggetti metallici, una sala delle torture a prima vista, non pensavo gli umani avessero queste cose.
"Mammaaaa te l'ho già detto, non mi serve tutta questa roba." Dice una voce femminile, probabilmente è Kyo che discute con la madre.
"Tesoro, l'Inghilterra non è dietro l'angolo devi portarti tutto il necessario." Risponde un'altra voce femminile, questa volta più adulta, si stanno avvicinando alla stanza delle torture così decido di nascondermi in un angolo.
"Lo so mamma e ho il necessario, quei vestiti non li metto da anni, li avrei buttati se non fosse per la tua nostalgia." La ragazza che parla ha i capelli castani, come la madre, sono sciolti e mossi, le cadono sulle spalle arrivandole quasi fino a metà schiena. I suoi occhi sono azzurri e molto grandi, pensavo che i giapponesi avessero gli occhi allungati, come si dice? A mandorla? Come quelli che mi ritrovo io ora insomma, non importa, dopo la prima pagina ho smesso di leggere il rapporto con le informazioni sugli umani.
"Devi stare molto attenta, mi raccomando, lo sai come possono essere cattivi i ragazzi." Dice la donna più anziana abbracciando la ragazza, che sdolcinatezza, come fanno gli umani ad abbracciarsi? Mi vengono i brividi.
"Starò attenta mamma, non preoccuparti." Risponde Kyo con un sorriso stampato in volto, mi chiedo se sia solo per rassicurare la madre.
"Ti accompagno in aeroporto allora." La ragazza annuisce ed entrambe escono dalla stanza delle torture, questa piccola missione sta per iniziare.
[PERSONAGGI]
Roo
Kyo Yamashita
[RICORDO CHE I DISEGNI QUI SOPRA NON SONO FATTI DA ME MA CREATI CON PICREW.ME]
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