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ℭ𝔞𝔭𝔦𝔱𝔬𝔩𝔬 7

Era passata l'1:00 di notte e tutti nella casa stavano dormendo, tranne Jackson. Ian non aveva voluto sentire ragioni e i ragazzi non avevano neanche provato a dissuaderlo, dall'idea di controllare ogni loro mossa e di accompagnarli ovunque, persino a scuola.

Non avrebbe avuto senso, perchè non si poteva far cambiare idea a Ian, non c'erano mai riusciti.

La cena era stata un silenzio di tomba da parte di tutti e la cosa che faceva stare male Jackson, era che Chloe sembrava assente, come se stesse pensando a qualcosa che non gli aveva detto. Erano ancora arrabbiati e Jackson era ancora furioso con lei.

La cosa che li aveva sconvolti entrambi era che nonostante avessero uno Zio, loro era come se fossero soli.

Non era una novità, ma sentirsi dire quelle cose esplicitamente, aveva scavato un vuoto dentro di loro ancora più profondo.

Aveva gli occhi aperti e stava guardando il soffitto della sua camera con le mani incrociate dietro la testa, alla ricerca del sonno che non voleva arrivare. Ad un tratto ebbe un presentimento, come se qualcosa di brutto stesse per accadere.

Scese dal letto e si infilò le ciabatte, non voleva fare rumore e aprì pianissimo la porta che dava sul corridoio. Non sapeva perchè, ma sentiva qualcosa, come se l'oscurità si fosse impossessata della casa, quel presentimento brutto che lo aveva accompagnato per mesi, ora era più forte. Era tutto buio e per fortuna aveva preso il telefono con sé.

Accese la torcia e piano scese i gradini che portavano nel salotto di casa, non c'era nessuno e tutto sembrava tranquillo, ma un particolare gli fece raggelare il sangue. C'era freddo, un freddo che non aveva sentito fino a quel preciso momento. La finestra che dava sul giardino e sul balcone del salotto era spalancata, non era stata Chloe perchè dopo la litigata di poche ore prima con Ian, non si sarebbe mai azzardata a rifarlo.

Ingoiò la poca saliva che gli era rimasta, cercando di pensare che poteva essere stato il vento e che nessuno poteva entrare in casa loro. Non poteva farlo nessuno senza essere scoperto, perchè c'erano sensori di movimento quasi ovunque.

Andò a chiudere la finestra il più velocemente possibile, perchè voleva solo andare a letto e pensare che doveva vedersi meno film horror. Stava per risalire le scale quando sentì un fruscio strano dietro di lui, che non sapeva neanche come aveva fatto a cogliere.

Si buttò a terra, nel momento in cui un coltello andò a infilarsi nel muro vicino alle scale veloce e preciso. Il telefono gli cadde di mano e la torcia si spense leggermente al contatto con il pavimento.

<<Che caz..>> stava per dire incredulo e allo stesso tempo spaventato, perchè con il buio non stava vedendo niente e neanche il suo aggressore.

Come aveva fatto a entrare senza far scattare l'allarme? E che cosa voleva da loro? Soldi?

"Non sono domande che devi farti ora, alzati e chiama Ian" pensò nella sua testa, lui sicuramente avrebbe potuto fare qualcosa.

Si alzò e cercò di correre verso le scale o almeno accendere la luce, così lo avrebbe visto in faccia. Stava cercando di non pensare che aveva dei coltelli e che avrebbe potuto ucciderlo, il panico era l'unica cosa che non doveva farsi venire o sarebbe stata la fine.

Stava per arrivare all'interruttore della luce, quando due mani forti lo presero e lo scaraventarono addosso al tavolo pieno di liquori di Ian, che si ruppero sotto il suo peso e andarono in frantumi.

Sentiva dolore ovunque perchè sicuramente i pezzi di vetro gli si erano infilati nella carne e lo avevano tagliato. Si toccò la testa che aveva battuto forte sul pavimento e gli faceva malissimo, con le ultime forse che aveva cercò di urlare, ma con suo stupore dalle sue labbra non uscì neanche un filo di voce.

Una mano gli si era parata davanti alla sua bocca impedendogli di farsi sentire, il suo corpo era pesante e muscoloso sopra al suo e si capiva che doveva essere un ragazzo o un uomo. Gli stava mancando il respiro e iniziò a pensare che forse era tutto un incubo e che doveva solo lasciarsi andare e sarebbe finita.

Con un gesto disperato gli prese la faccia e gli infilò le dita negli occhi, quest'ultimo finalmente gridò e Jackson ebbe il tempo di alzarsi barcollante e di separarsi da lui.

Nel frattempo sentì dei passi correre al piano di sopra nel corridoio,segno che Ian e Chloe si erano svegliati e che lo stavano venendo a salvare.

La figura agile lo riportò a terra con lui con un tonfo sordo e facendogli sbattere la spalla sinistra che stava bruciando di dolore, ma Jackson forse per pura fortuna o grazie a un segno riuscì a trovare un pezzo di vetro per terra e glielo infilò senza esitazione nella carne, non sapendo però bene dove per colpa del buio.

Quest'ultimo gridò ancora più forte, ma non lasciò la presa su di lui e gli strinse le mani alla gola, dicendo una cosa tra i denti;

<<Non finisce qui Jackson, è solo l'inizio>>.

La luce si accese all'improvviso e lo accecò, sentì urlare Chloe in lontananza, ma tutto intorno a lui diventò sfuocato e anche i suoni erano una cosa lontana. Chiuse gli occhi esausto vedendo come ultima cosa due occhi azzurri.

___________

Di dormire proprio non se ne parlava, Chloe nella testa aveva un turbinio di domande e di immagini che non la facevano dormire.

Ian era una testa di cazzo e questo lo sapeva da anni, ma sentirlo dire quelle cose dopo cinque anni e sapere che Jackson era deluso dal suo comportamento di quella mattina, l'aveva un po' sconvolta.

Si era rigirata nel letto una decina di volte prima di chiudere gli occhi e finalmente appisolarsi un po'. Non sapeva bene che ore fossero quando li riaprì, ma c'era qualcosa che non andava, non sapeva bene di che cosa si trattasse, ma se lo sentiva nella pelle. Fuori il cielo era nuvoloso e la luna era piena e in tutta a sua bellezza.

Stava per scendere dal letto e andare da Jackson per vedere come stava, magari anche per scusarsi con lui per come lo aveva trattato e per cosa aveva combinato. Meglio tardi che mai alla fine no? Quando sentì un urlo provenire dal piano di sotto e subito il sangue le si raggelò nelle vene, scattò più veloce del vento e in un secondo si ritrovò a correre nel corridoio, ma non per andare nel salotto.

Spalancò la porta della camera di Jackson, ma lui non c'era. Non voleva pensare che ci fosse lui di sotto e che quell'urlo fosse stato suo. Si precipitò presa dal panico di sotto, ma incrociò nella sua strada Ian, che anche lui per la prima volta sembrava sconvolto quanto lei, ma non impaurito.

Le si parò davanti e le fece segno di stare dietro di lui e in silenzio. Prese da dietro la porta della sua camera una pistola e si fece largo nel buio. Chloe non avrebbe mai pensato che Ian potesse avere una pistola in casa, era un avvocato non un'agente di polizia. Si costringe e stare calma e a farsi quelle domande in un altro momento.

Ian accese la luce e quello che videro gelò il sangue ad entrambi. La finestra del salotto era spalancata e il freddo che entrava era glaciale per essere a Marzo, il tavolo dove Ian teneva i suoi liquori preferiti era a terra, insieme a essi sparsi in una miriade di frammenti di vetro.

C'era parecchio sangue e un coltello da cucina era dietro di loro incastonato nel muro. Jackson era a terra privo di sensi pieno di sangue e Chloe appena lo vide urlò da farsi quasi esplodere i polmoni. Si precipitò verso di lui incurante di Ian e di tutto.

<<Jackson! Jackson svegliati>> urlava mentre gli prendeva la testa tra le mani cercando di non guardare quanti tagli avesse in tutto il corpo e quanto fosse bianco. Le lacrime iniziarono a uscire da sole e a bagnarle il volto senza che lei se ne accorgesse.

Ian dopo aver chiuso la finestra e aver fatto un giro di perlustrazione veloce per essere sicuro di essere soli, si precipitò verso di loro e spostò con forza Chloe dal corpo di Jackson prendendolo in braccio e adagiandolo sul divano.

<<Stai lontano da lui>> urlò Chloe sconvolta, non si fidava più di nessuno. Stava per saltargli addosso e togliersi suo fratello dalle braccia, quando lo guardò mentre cercava di curargli le ferite e di fasciarlo.

<<E' solo svenuto, starà bene, vai a prendermi del ghiaccio, delle bende e del disinfettante>> disse calmo, ma si vedeva che aveva le mani tremanti e uno sguardo diverso.

<<Forza Chloe, vuoi che muoia per caso?>> disse ora più severo e lei si riscosse subito staccando gli occhi da suo fratello e correndo in cucina.

Prese tutto il necessario e glielo porse a Ian che sapeva esattamente che cosa fare, come se lo avesse fatto un milione di volte.

Dopo qualche minuto aveva finito, il sangue si era arrestato e era fuori pericolo, anche se i vestiti erano intrisi del suo sangue e aveva un ematoma enorme in testa, per via della botta che aveva preso. Anche la spalla sinistra era messa molto male, aveva un lungo taglio che gli andava dalla clavicola al polso, ma Ian aveva fatto un buon lavoro fasciandolo bene.

<<Alcuni tagli erano superficiali, il taglio al braccio sinistro era molto profondo e lo stesso si può dire dell'ematoma in testa, ma sta bene>> disse solo prima di alzarsi e rimettendo a posto il kit di emergenza. Chloe si sedette per terra e prese la mano del fratello tra le sue pregando che stesse bene davvero. Si sentiva una merda pensando a come lo aveva trattato il giorno prima.

<<Grazie>> disse dopo poco a Ian, mentre era intento a pulire i vetri e a sistemare il soggiorno in silenzio.

<<Non ringraziarmi, è il mio dovere>> disse solo prima di sprofondare in un silenzio rumoroso per entrambi.

Aveva salvato suo fratello e lo aveva visto preoccupato per loro realmente, più che altro era sconvolto. Non significava che lo avrebbe accettato come Zio e che gli avrebbe voluto bene, ma che avrebbe ricambiato il favore quando ce ne sarebbe stato bisogno.

Aveva troppe domande da porre a Ian e anche lui era parecchio scosso, nonostante non lo facesse notare. Chi era entrato in casa loro? Era solo un semplice ladro? Sarebbe tornato? Come aveva fatto a non far scattare l'allarme? Decise che non era il momento di pensarci perchè ora contava solo suo fratello e che stesse bene. Appoggiò la testa vicina alla sua chiudendo gli occhi e addormentandosi in un sonno tormentato.

_______________

Sembrava come se gli fosse passato sopra un treno in corsa, gli faceva male ovunque e la testa era un tamburo rumorosissimo, che non voleva saperne di smettere. Quando aprì gli occhi non riuscì a capire subito dove si trovasse, la luce che filtrava dalla finestra chiusa era il giusto, per fargli vedere che era in camera sua. Provò a muoversi, ma una fitta al braccio sinistro lo fece rimettere steso, mugugnò di dolore.

Aveva ricordi sfuocati della sera prima, sapeva solo che era successo qualcosa di strano e spaventoso. Non aveva visto il suo aggressore, che poteva essere un comunissimo ladro, ma quell'idea non era quello che la sua mente pensava.

Stava per alzarsi nuovamente e ci riuscì sedendosi sul bordo del letto, quando si aprì la porta piano e sulla soglia comparve una Chloe con i capelli scombinati e due occhiaie enormi sotto gli occhi.

Quando lo vide sveglio, senza dire una parola e in una frazione di secondo se la ritrovò stretta a lui, che lo stava abbracciando fortissimo.

<<Ahi Chloe, mi fai male>> disse in un soffio sentendo le ossa doloranti sotto il suo tocco, ma la strinse anche lui perchè era contento di vederla e soprattutto che stava bene.

<<Scusami Jack, mi hai fatta spaventare da morire...come ti senti?>> chiese rimettendosi in piedi e guardandolo con occhio critico per scrutarlo.

<<Come se mi avessero calpestato una mandria di elefanti>> disse massaggiandosi piano la testa. Aggrottò le sopracciglia, ma scosse la testa lasciando ricadere la mano sul letto.

<<Hai fame? Possiamo andare di sotto se te la senti, Ian ha preparato i pancake con il caramello>> disse lei con gli occhi che le illuminavano. Era la colazione preferita di entrambi, ma era da anni che nessuno li cucinava per loro.

<<Ian che cucina? Per noi? Ha per caso picchiato la testa?...anzi no ha percaso ucciso il ladro?>> si corresse alzandosi, tenendosi allo stipite del letto con fatica. Odiava sentirsi debole e dolorante, ma stava già un po' meglio e questo gli aveva aumentato l'appetito. Non sapeva nulla di quello che era accaduto dopo che era svenuto, per cui voleva sapere tutto e aveva un disperato bisogno di parlare con qualcuno.

<<Andiamo di sotto e ti diremo tutto quello che è accaduto dopo che sei svenuto, ma prima devi mangiare e farti una bella doccia>> disse sorridendogli e arruffandogli i capelli nel gesto che le piaceva tanto. Non c'era bisogno di chiedere scusa per la discussione del giorno prima, avevano già fatto pace ancora prima di litigare, loro erano così non riuscivano a rimanere arrabbiati a lungo l'uno con l'altra.

Era l'ora della colazione quindi supponeva che era stato addormentato per qualche ora della notte e che Chloe come Ian, avevano faticato a richiudere occhio. Anche quest'ultimo aveva un'aria piuttosto malconcia, strano dato che era sempre così impeccabile nei sui abiti eleganti.

<<Come ti senti?>> chiese a Jackson una volta che fu entrato in cucina con l'aiuto di Chloe e essersi seduto a capotavola, ma senza guardarlo.

<<Stordito e confuso, ma bene>> disse solo buttandosi poi subito dopo sulla montagna di pancake affamato.

<<L'appetito per fortuna non ti manca>> disse Chloe facendoglielo notare ridendo e Jackson le fece la linguaccia. Sembrava tutto come sempre, una mattina come le altre.

Ian in silenzio a degustarsi la sua colazione con un giornale in mano e loro due a stuzzicarsi e scherzare già di prima mattina.

Era tutta apparenza però perchè nonostante tutto il salotto era ridotto male e c'era ancora del sangue incrostato per terra, il suo.

Questo lo fece rabbrividire e si costrinse a non pensarci e affogare i ricordi nel cibo.

<<Ora che ti sei ripreso voglio sapere ogni cosa, ogni minimo dettaglio o particolare che riesci a ricordare Jackson, è molto importante>> disse Ian abbassando il giornale in modo lento e aggraziato, ma il suo sguardo era diverso, come impaziente di sapere.

<<Io non credo sia una buona idea fargli ricordare ora, in fin dei conti si deve ancora riprendere e dobbiamo guardargli le ferite per cambiargli le bende>> disse Chloe finendo il suo succo d'arancia e alzandosi per andare a prendere il kit di pronto soccorso.

<<No va bene così, voglio raccontare tutto...o almeno quello che mi ricordo>> disse sistemandosi meglio sulla sedia, impaurito di ciò che stava per dire.

Chloe nel frattempo era tornata e era in piedi vicino a lui con il kit in mano aspettando che raccontasse.

<<Non riuscivo a dormire ieri notte, avevo litigato con Chloe e avevo un brutto presentimento>> disse cercando di ricordare il più possibile i dettagli di quello che aveva provato, anche se la paura ancora lo prendeva alla gola. <<Sono sceso in salotto senza un vero motivo o se c'era un motivo non me lo ricordo. La finestra era spalancata e ho pensato che potesse essere stato il vento, dato che non volevo pensare a cose peggiori. Avevo la torcia del telefono accesa e vedevo solo i miei piedi>> disse stoppandosi un attimo per riprendere fiato, perchè ricordare gli metteva ancora una certa angoscia.

Ian era in silenzio con le mani incrociate tra di loro davanti a se e non faceva domande, forse perchè voleva prima sentire tutta la storia e non interromperlo. Lo stesso fece Chloe che prese posto vicino a lui e gli prese una mano tra le sue come per tranquillizzarlo.

Sentì una scossa percorrergli il braccio dove lei lo aveva toccato, ma non ci diede peso e continuò.

<<Non so come, ma ho sentito uno spostamento all'improvviso dietro di me e poi non ci ho capito più niente. La figura si muoveva troppo veloce e al buio non riuscivo a vederla, mi ha buttato addosso ai tuoi liquori e ha cercato di strangolarmi e di pugnalarmi. Mi ricordo di averlo ferito però con un vetro che ho trovato per caso a terra, ma non so dove. Quando lo toccavo sentivo carne umana, ma allo stesso tempo era come se non lo toccassi affatto...come se svanisse e ricomparisse>> disse sapendo che lo avrebbero preso per pazzo a sentire tutto ciò. Infatti Chloe stava per dire qualcosa sicuramente di sarcastico, ma Ian la fermò ancora prima che iniziasse e lo fece continuare.

<<Continua..>> disse solo.

<<Poi è successa una cosa strana. Prima che voi arrivaste l'ho sentito parlare, aveva una voce maschile, ma era giovane. Sembrava come se lo conoscessi dentro al cuore, ma non avendolo visto non saprei proprio dirlo. Mi conosceva...prima di sparire nel nulla o almeno così mi è sembrato, mi ha detto "non finisce qui Jackson, è solo l'inizio">> disse strofinandosi le mani tra di loro per l'ansia e bevendo un lungo sorso di spremuta.

<<Il resto me lo dovete dire voi dato che sono svenuto>> disse infine guardando prima Chloe e poi Ian impaziente di sapere altro.

Chloe era in silenzio, perchè tutto quello che aveva appena detto non aveva molto senso. Chi poteva volerlo morto?

<<Jack hai battuto la testa, magari il ladro appena ci ha sentiti è scappato e basta e ti sei immaginato tutto>> provò a dirle lei, ma Ian scuoteva la testa in segno di disapprovazione.

<<Tutto quello che ha visto e sentito è vero, quando batti la testa perdi la cognizione dello spazio e di chi ti sta intorno, come quando uno è ubriaco, ma tu non hai avuto una commozione cerebrale e non ti sei immaginato nulla>> disse forse per farlo sentire meglio, ma il fatto di sapere che qualcuno che conosce lo vuole morto, non era proprio il massimo.

<<Noi ti abbiamo trovato svenuto e stavi perdendo parecchio sangue dalle ferite. Ian ti ha salvato la vita curandoti. Quando siamo arrivati non c'era nessuno, c'era solo un coltello da cucina, il nostro, conficcato nel muro e tutto sottosopra>> disse in breve per riassumere il tutto toccandosi una ciocca di capelli, lo faceva sempre quando era nervosa.

Chloe aveva omesso il fatto che aveva visto Ian con una pistola in mano, non era il caso di dirglielo ora davanti a lui, ma glielo avrebbe detto.

<<Ho esaminato il coltello, non ci sono impronte digitali che ci possano servire per capire chi era, forse indossava dei guanti. Ho esaminato anche il sangue nel mio studio, ma c'è solo il tuo, del suo neanche una goccia>>

Nessuno dei gemelli chiese a Ian che strumenti avesse nel suo studio per poter affermare tutto ciò, ma si fidarono sulla parola vedendolo molto sicuro di se e perchè alle volte era meglio non fare domande se non si era sicuri di voler sentire la risposta.

<<Ma come ha fatto a entrare senza far scattare l'allarme?>> chiese Jackson d'un fiato. Sapeva che quella domanda se la erano fatta anche loro e più volte nel corso di quella nottata.

Ian aveva installato telecamere e allarmi ovunque, neanche fosse un carcere, ma pensare che qualcuno era entrato e senza lasciare nessuna traccia di se aveva sconvolto tutti.

<<Non è che per caso era disattivato? O magari non funziona più!>> provò a dare una spiegazione logica Chloe, che nel frattempo aveva aperto la scatola del kit e si era avvicinata a lui con delle bende e del disinfettante.

<<Chloe sto bene non c'è bisogno..>> disse tappandosi il naso dall'orrenda puzza che emanava quel disinfettante. Si tolse la maglia e la lasciò fare perchè provare a fermarla non sarebbe servito, quando si metteva in testa una cosa era quella.

<<Non era disattivo, si disattiva quando voglio io, grazie alla mia impronta digitale e a un codice segreto, che conosco solo io. Il fatto che non sia scattato però non mi preoccupa..mi preoccupa quello che le telecamere mi hanno fatto vedere o meglio quello che non mi hanno fatto vedere>> disse Ian aprendo il suo portatile e posandolo davanti a loro sul tavolo.

Era la prima volta dopo anni che parlavano tutti e tre in modo apparentemente tranquillo, forse questa cosa li aveva avvicinati in un modo che nessuno di loro riusciva ancora a capire.

Lo schermo ritraeva tutte le zone della casa e anche quella della finestra del salotto dall'esterno, se qualcuno era entrato da lì era impossibile non vederlo. Non stava accadendo assolutamente niente e l'ora indicava l'1.15 di mattina.

<<Non accade nulla>> stava dicendo Chloe mentre stava sbendando il braccio di Jackson.

<<Guardate ora>> disse Ian indicando lo schermo. La finestra si era aperta da sola all'improvviso, ma non stava tirando neanche un filo di vento fuori. Poi più nulla, tutto era tornato come prima e questo fino alla fine della mattinata. Nessuno era entrato e uscito da quella finestra.

<<Non è possibile..>> disse Jackson incredulo guardando Ian da sopra il computer, anche lui bianco in volto.

<<Chloe hai visto? Deve essere entrato e uscito da un'altra parte, nessuno entra e esce così senza essere ripreso da nessuna telecamera e senza far scattare l'allarme>> disse con il cuore, che stava iniziando a battere a mille dalla paura dell'ignoto.

<<Chloe? Mi hai sentito?>> richiese Jackson girandosi verso di lei. Chloe era in silenzio e immobile davanti a loro. Gli oggi erano sbarrati e le bende le erano cadute di mano senza che se ne accorgesse.

Aveva smesso di toccare il suo braccio e ora era come una statua in mezzo alla cucina. Anche Ian si stava alzando dalla sedia perchè non stava capendo il motivo della sua reazione così improvvisa, ma quando anche lui si avvicinò a Jackson rimase ancora più sconvolto di lei.

<<Che cazzo avete entrambi? Che cos'ho che mi state guardando in quel modo?>> chiese alzandosi di scatto e facendo quasi cadere la sedia all'indietro.

<<Il.. iltuo braccio>> disse puntando il dito verso di lui Chloe, ancora più bianca in volto.

Jackson corse di sopra in bagno alla velocità della luce e si fiondò davanti allo specchio. Lo spettacolo che gli si parò davanti fu ancora più pauroso, dello scontro con quel tizio la sera prima.

Era a petto nudo, la pelle chiara e i muscoli appena accentuati dalla luce della mattina. Si guardò il corpo dove sarebbero dovuti esserci tagli e ematomi, il braccio sinistro dove avrebbe dovuto avere un lungo taglio che lo percorreva tutto dalla clavicola al polso,sarebbe dovuto essere ancora molto profondo e violaceo ai lati. Avrebbe dovuto sentire dolore al tatto o anche solo a muoverlo.

Niente.

Non aveva nessun segno visibile e non sentiva più dolore, il suo corpo era pulito, come se tutto non fosse mai accaduto.

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Ciao a tutti sono tornata con un nuovo capitolo! 💕 *balla a ritmo di musica*

Che cosa sarà successo?

Chi è stato ad aggredire Jackson? E come mai non riusciva a vederlo?

Come faceva a conoscerlo? E come ha fatto in seguito a guarire così velocemente? *si mette le mani davanti alla bocca per non dire nulla*

Tutte domande che avranno una risposta dei prossimi capitoli, ora inizia il vivo del libro dove ci saranno colpi di scena e finalmente tutto verrà svelato 🙈😘 *da bacini a tutti e ride sotto i baffi*

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