ℭ𝔞𝔭𝔦𝔱𝔬𝔩𝔬 5
5 anni prima, Orfanotrofio di Newark.
Quella notte non aveva dormito molto. Era entrato nella camera di sua sorella, per dargli il suo regalo di Natale e erano rimasti svegli troppo poco, per fargli prendere sonno.
Si era alzato che erano le 2:00 di notte, lasciando sua sorella dormire beata e aveva girovagato senza un vero posto dove andare, alla ricerca del sonno che non voleva arrivare.
Non voleva ammetterlo a Karl e Chloe, ma era eccitato all'idea di dover entrare nella Biblioteca, anche se doveva solo pulirla come punizione.
Sapeva già che cosa avrebbe fatto l'indomani, avrebbe pulito ogni centimetro di polvere come meglio poteva, perché alla fine anche se sembrava una cosa assurda da dire, lo rilassava.
E si sarebbe segnato tutti i libri interessanti, che avrebbe potuto prendere in prestito senza avvisare, per poterli leggere in camera sua la notte sotto le coperte.
Non poteva farne a meno, ma la lettura era un modo per lui di evacuare da una vita piena di tenebre e di dolore.
Si sentiva come se, invece di salire ogni giorno un po' di più sperando di trovare la luce e magari un po' di pace, la sua vita lo prendesse costantemente in giro e si ritrovasse sempre al punto di partenza, buttato a terra da una forza misteriosa.
Si era addormentato quando le prime luci dell'alba, facevano già capolino dietro le case.
Driiiiin
Driiiiin
La sveglia stava suonando da cinque minuti buoni, in grande e in rosso c'era scritto il numero, che nessuno di prima mattina avrebbe mai voluto vedere.
6:40 am.
Una mano veloce la spense con facilità, mentre ancora tutti i ragazzi della stanza stavano brontolando nel sonno.
Jackson era già in piedi. Si era fatto una doccia veloce per togliere via la stanchezza, che ora si faceva sentire dopo una nottata insonne.
Aveva un maglioncino grigio topo abbastanza pesante per quell'inverno implacabile, dei jeans e delle Vans nere e abbastanza comode.
Si era sistemato i capelli velocemente per non dare l'impressione di non esserseli proprio guardati, ma il risultato era solo stato capelli sparati in aria.
Aveva due ombre scure sotto gli occhi, che facevano presagire una nottata non proprio perfetta.
<<Karl svegliati>> disse Jackson andandogli vicino e scuotendolo come un forsennato.
Dall'altra parte gli giunse solo una risposta non piacevole e un borbottio per poi tornare a dormire.
<<Ti devi svegliare o faremo tardi per la punizione di oggi, non ne vorrei avere un'altra>> disse togliendogli le coperte, ma lui fiondò la testa castana sotto il cuscino per non sentire la sua voce.
<<Aaahhh>>
Gli prese il cuscino da sopra la testa e lo spinse con forza giù dal letto tacendogli fare un gridolino di sorpresa.
<<Ma sei impazzito?>> disse Karl massaggiandosi una natica per il dolore.
<<Non fare la femminuccia, non ti sei fatto niente, alzati, vestiti e dobbiamo fiondarci in Biblioteca>> disse come se non ci fossero più scusanti, ma non attaccava con Karl che lo conosceva bene.
<<Va bene mammina vado, ma non venirmi a dire che questa cosa della punizione in Biblioteca non ti piace>>
E sparì in bagno lasciando una scia di borbottii dietro di se.
Jackson alzò le spalle, non gli importava di nascondere la sua ansia e trepidazione, era felice da una parte e aveva aspettato tutta la notte per quel momento.
Si ritrovarono in breve tempo entrambi con strofinacci, scope, piumini per la polvere e spray per i vetri.
<<Avete tutta la giornata e solo un'ora di pausa pranzo con gli altri, vi tengo d'occhio>> disse suor Angelica guardandoli con gli occhi che erano due fessure.
Era vestita tutta di nero e i capelli ora erano nascosti dentro il velo anch'esso dello stesso colore.
Poi come se si fosse resa conto solo ora di quello che stava vedendo spalancò gli occhi.
<<E Chloe? Dov'è? È di nuovo in ritardo? Se non arriva entro...>>
<<Eccomi>>
Tutti si girarono nella direzione della voce e Chloe comparve con il fiatone, fermandosi davanti a suor Angelica.
<<Mi dispiace per il ritardo, ma ho avuto un contrattempo>>
<<Un contrattempo? E sarebbe?>> chiese Angelica incrociando le braccia al petto per una spiegazione.
<<La sveglia non ha suonato>>
Jackson a quella risposta sorrise leggermente, sua sorella era molto brava a mentire e solo lui riusciva a vederlo.
<<Spero che ti farai perdonare per la tua sbadataggine, pulendo ogni centimetro di polvere. Ci vediamo all'ora di pranzo>>
E detto ciò non ci fu più altro da dire, sparì veloce dietro la porta della Biblioteca e se la richiuse alle spalle pesantemente.
<<Davvero un'entrata di scena>> disse Jackson facendo un finto applauso a Chloe, che in tutta risposta prese scopa e paletta tra le mani.
"
<<Lasciamo stare>>
<<Cos'è successo realmente?>> chiese Jackson appoggiandosi al tavolo di legno dietro di lui, prendendo un piumino per la polvere e toccando intanto le setole.
<<Non le è suonata la sveglia no? Mi sembra che lo abbia già detto>> fece Karl non capendo.
Jackson pensava che a volte Karl era davvero ingenuo, ma era suo amico anche per questo.
<<Ha mentito Karl, non era così evidente?>>
<<Ah...beh per me non lo era, non sono io il suo gemello che so sempre cosa pensa>>
<<Guarda che io non so sempre cosa pensa, non funziona così>>
<<Hanna>> disse Chloe interrompendo la discussione tra Jack e Karl.
<<Lei è la causa di tutto! Oggi quando mi sono svegliata ho trovato i vestiti che mi sarei dovuta mettere tutti tagliati e bagnati. Ho dovuto trovarne di nuovi e buttare quelli rovinati. Sfortuna che non c'erano nella stanza, perché se no le avrei rovinato quel faccino perfetto>>
Si vedeva che era molto arrabbiata, nel modo in cui stringeva la scopa tra le mani e si toccava i capelli in continuazione, gesto che faceva quando era nervosa.
<<Non credevo potesse arrivare fino a tanto>> disse Karl incredulo.
<<Non mi stupirei, è una vita che mi da il tormento. È giunto il momento di farla finita>> disse Chloe, con una nuova consapevolezza nello sguardo.
<<Che vuoi fare?>> chiese Jackson intuendo che questa volta sua sorella non sarebbe stata a guardare, che si prendevano gioco di lei.
<<Lo vedrete>>
____________
Avevano passato tutta la giornata a pulire e sgobbare come degli schiavi. Karl aveva iniziato a starnutire da subito e si era dovuto fermare parecchie volte per soffiarsi il naso. Infatti c'era il bidone pieno di fazzoletti usati.
Questo aveva rallentato loro il lavoro, ma verso le 17:00 del pomeriggio, tra una pausa e l'altra avevano finito.
Erano tutti pieni di polvere, ma in compenso la Biblioteca era più che pulita.
Jackson aveva iniziato a scrivere su uno dei fazzoletti puliti di Karl i libri, che avrebbe preso in prestito per leggerli la notte.
Quest'ultimo finendo di scrivere l'ultimo di una serie lunghissima di libri che aveva scelto, si fece scivolare in tasca il fazzoletto portandosi una mano in fronte.
<<Dobbiamo andare da Angelica e dirle che abbiamo finito, mi è piaciuto è stato rilassante>>
<<Mi fanno paura le cose che ti fanno rilassare Jack>> disse Karl sconvolto da quella rivelazione.
Incontrarono Angelica nel corridoio, sicuramente stava andando da loro per vedere il risultato.
Non disse nulla quando vide la Biblioteca così ordinata e pulita, si limitò ad annuire e dire che era stato solo il loro dovere.
Dovere? Un grazie poteva anche dirlo no?
<<Fatevi una doccia, per oggi potete riposare>> e sparì veloce come il vento.
Quella donna era un mistero e Chloe non l'avrebbe mai capita davvero.
<<Che piano hai contro Hanna?>> chiese Jack curioso una volta davanti alle scale che portava al loro dormitorio.
<<Me lo inventerò sul momento>>
<<Quindi non hai un piano>> disse piano Karl come se avesse paura, che qualcuno potesse sentirli.
<<Io non pianifico mai nulla Karl, non sai che le cose fatte all'ultimo e senza un piano sono le migliori?>>
"Io non ci credo molto>> disse pianissimo Karl sperando, che non si sia sentito.
Lei però lo aveva sentito, ma non disse nulla, alla fine lui poteva pensarla come voleva.
<<Vado a farmi una doccia, ci vediamo dopo>> disse per poi sparire nella sua camera.
Stava per dire che sarebbe andato tutto bene e che ora poteva solo rilassarsi dopo una giornata stancante, ma non fu così.
Hanna era seduta sul suo letto e teneva tra le mani laccate alla perfezione con uno smalto rosa fluo, una foto.
Ci teneva molto e non avrebbe dovuto neanche toccarla senza il suo permesso.
Le avevano fatte quando avevano cinque anni, erano foto tessere che servivano per i loro documenti. Lei senza il permesso di Angelica, ne aveva rubate due qualche mese prima e le aveva incorniciate mettendole sul suo comodino.
<<Rimettila dove l'hai trovata>> disse allarmata, ma anche sicura di se.
<<Siete carini...io non ho fratelli. Da una parte è un bene, niente rotture di scatole, dall'altra ti senti dannatamente sola<< lo disse come se per la prima volta dopo dodici anni che la conosceva, stesse davvero dicendo la verità.
<<Davvero?>>
<<No stupida...penso solo che siate ridicoli, che l'amore in generale lo sia. Ho dodici anni, ma già il fatto di essere rinchiusa in queste quattro mura da una vita, mi fa dedurre che l'amore non esista<< non l'aveva mai sentita parlare così e stranamente non c'erano le sue schiavette.
<<Perché dici così? Cosa ne vuoi sapere tu dell'amore?>>
<<Non ci hai mai pensato? Se i nostri veri genitori ci avessero anche solo per un momento amato, non saremmo qui. L'amore non esiste e vedere te e Jackson così uniti mi fa venire solo il disgusto>>
Ci aveva pensato tante volte, ai suoi veri genitori, del perché fossero capitati lì, chi fossero e che cosa stavano facendo in quel momento se non andarli a prendere.
Si era sempre ripromessa di non pensarci più, che la sua vita era quella e che non sarebbe cambiata.
<<Sei solo invidiosa perché sei sola>> lo disse con una cattiveria, che non credeva di possedere. Ormai però la compassione per persone come lei, non ce l'aveva più.
<<Tutti noi siamo soli Chloe, datti una svegliata e guardati attorno. Anche se hai tuo fratello rimanete sempre soli, ci conviviamo tutti>> strinse la foto tra le mani come per romperla e il cuore di Chloe perse in battito.
Se l'avesse anche solo rovinata, Chloe non ci avrebbe più visto e solo Dio sapeva che cosa le avrebbe fatto.
Poi la rimise al suo posto nel comodino di fianco al letto di Chloe e si alzò stirandosi i pantaloni bianchi.
<<Perché mi dici queste cose solo adesso? Cos'è dopo dodici anni di odio, ora vuoi diventare mia amica? Pensi di farmi pena? So benissimo che non ci ama nessuno Hanna, le suore stanno solo facendo il loro lavoro, ma preferirebbero essere altrove. Io sono contenta comunque perché in mezzo a questa merda ho Jackson, l'unica persona della mia vera famiglia che ci sia sempre stata. È l'unica persona che so ci sarà sempre per me>> lo disse con tale rabbia da alzare anche un po' la voce, ma non le importava.
<<Nessuno vuole essere tuo amico Chloe, io non di sicuro. Sto dicendo i fatti e ti stavo solo dicendo addio e preparando al futuro, almeno tu ce l'avrai...>> non riusciva a capire le sue parole, si era bevuta per caso il cervello?
<<Addio? Futuro? Ma cosa stai dicendo?>>
Lo sguardo di Hanna da serio si trasformò a sorpresa.
<<Non lo sai?>>
<<Sapere cosa? Mi spieghi invece di parlare a monosillabi?>>
Ora il suo cuore stava battendo forte ancora di più e senza una vera ragione.
<<Te ne vai Chloe, tu e tuo fratello ve ne andate, qualcuno vi ha scelti>>
Si dovette appoggiare con la schiena alla porta per non crollare a terra, aveva sentito bene o era solo quello che si era voluta sentire dire per una vita?
<<Cos...>> non riusciva a formulare una frase di senso compiuto, il cervello era in tilt, ma perché lei non sapeva niente?
<<Nessuno ci ha detto niente, Angelica...>>
<<Angelica lo sa...non lo ha detto a nessuno, l'ho sentita parlare al telefono poco fa e ho sentito tutto. Verrà a dirvelo tra poco, ma non sembrava contenta>>
<<Come mai non era contenta?>>
<<E secondo te io lo so? Parlava di un certo Ian>>
Chloe si dovette sedere nel suo letto sorpassando Hanna per non crollare sulle gambe, che stavano tremando.
<<È tutto vero o un'altro dei tuoi stupidi scherzi?>>
<<Secondo te ti farei uno scherzo del genere? Non avrei così tanta fantasia credimi. Credevo che io sarei stata la prima ad andarmene da qui e vi avrei guardati ridendo della vostra sventura, ma mi avete preceduta>>
Si sedette anche lei sul letto vicina a Chloe, non dissero niente per un po' forse per pensare a quello che era appena successo. Era la prima volta che non si scannavano o si dicevano brutte cose, tutto era possibile a quel punto.
<<Non ci credo...è incredibile, devo dirlo a Jack>> disse all'improvviso con un sorriso a trentadue denti, finalmente se ne sarebbero andati e avrebbero iniziato una vita migliore.
<<Chloe...prima che tu vada...>> la guardò e Chloe vide una sofferenza nei suoi occhi che non aveva mai notato.
Si costrinse a moderare la trepidazione che aveva e di ascoltarla.
<<Spero che avrai una bella vita fuori di qui, alla fine te lo meriti dopo tutto quello che ti ho fatto passare. Ero invidiosa di te, perché avevi tutto, amici, un fratello e qualcuno che ti amasse>>
<<Tu invidiosa di me? Nessuno mi ama Hanna...>> la interruppe perché davvero era troppo da sentire in un solo momento. Stava davvero sentendo bene?
<<Non te ne sei mai accorta?>>
<<Di cosa?>>
<<Che ingenua che sei..Karl è da sempre innamorato di te e lo sanno tutti, solo tu non hai mai davvero aperto gli occhi>>
Karl? Quel Karl? L'amico suo e di Jack?
Non riusciva davvero a capacitarsene.
<<Karl? Impossibile>>
Hanna intanto si stava toccando le ciocche dei suoi capelli castani scuro, che erano avvolti in una treccia troppo ordinata.
<<Lo avevo detto anch'io quando l'ho saputo, ma è così>>
Chloe si alzò e chiuse gli occhi qualche secondo perché erano troppe cose da metabolizzare.
Finalmente dopo una vita se ne sarebbero andati, avrebbero conosciuto persone nuove e questo Ian sarebbe stato amorevole con loro.
<<Fuori di qui sarà tutto diverso, scuola, amici, famiglia...non metterti nei guai>> e detto ciò si alzò per andare davanti al suo letto e stendersi sopra.
<<Se fossi stata meno rompiscatole e avessi fatto meno scherzi di cattivo gusto, forse saremmo state anche amiche>> disse Chloe non riuscendo ad associare quella figura alla Hanna, che l'aveva tormentata per tutti quegli anni.
<<Forse...ma non lo sapremmo mai>>
<<Sii una persona migliore Hanna, arriverà il tuo momento e forse questo non sarà un addio>>
<<Chi lo sa, ma per ora addio Chloe>>
<<Addio Hanna e buona fortuna>>
______________
Si era lavato e un pò di stanchezza se ne era andata, aveva un presentimento, ma non sapeva bene di cosa si trattasse. Scese insieme a Karl verso la mensa perché era ora di cena.
Vide sua sorella in lontananza correre verso di loro, non si era lavata perché era ancora sudata e piena di polvere.
<<Devo dirti una cosa importante>> disse con uno sguardo illuminato e con un po' di fiatone per aver corso.
<<Tranquilla, che è successo? Ma prima cosa come mai non sei pronta per la cena?>>
<<Non mi importa della cena e neanche di essere presentabile>>
<<Cosa? A te che non importa? Che ne è stato di mia sorella?>> rise scherzando, ma non capendo l'ansia di sua sorella e la sua agitazione.
<<Jack, Hanna mi ha detto una cosa>>
<<Hanna?>> disse Karl che aveva ascoltato tutto un po' sorpreso.
<<Ragazzi>>
Era stata suor Angelica a parlare, era uscita dalla porta del suo studio e stava camminando a passo spedito verso di loro.
<<Devo parlare con Chloe e Jackson, se non ti dispiace Karl intanto vai ad accomodarti in mensa>>
Karl che non riusciva a controbattere niente contro nessuno, tantomeno con Angelica che gli faceva un po' di paura, annuì e sparì titubante dalla loro vista.
<<Seguitemi>>
In silenzio i gemelli la seguirono nel suo studio.
Era un piccolo spazio, aveva una scrivania in legno in fondo alla stanza con una sedia girevole nera. Una grande vetrata dietro di essa, che dava sulla grande città che era Newark. Mobili che contenevano foto di ogni tipo, tutti raffiguranti bambini e tanti fogli sparì ovunque.
<<Sedetevi>>
C'erano due sedie davanti alla scrivania e Jackson per la prima volta si rese conto, di non esserci mai entrato in dodici anni che viveva li.
Non capiva che cosa doveva dirle suor Angelica di così tanto importante da convocarli entrambi nel suo studio.
<<Hai fatto qualcosa?>> chiese sottovoce a Chloe che era di fianco a lui. Non era una novità se per colpa di sua sorella, anche lui ci andava di mezzo.
<<Stai a sentire>>
Sapeva che sua sorella era al corrente di qualcosa, perché aveva un sorriso che non le aveva mai visto.
<<Vi ho convocati qui per comunicarvi una cosa importante>>
Si era seduta di fronte a loro e ora li stava osservando con i suoi occhi scuri. Aveva le mani incrociate davanti a lei e sembrava ancora più magra.
<<Prima ho ricevuto una telefonata inaspettata anche per me. Un certo Ian Robinson mi ha chiamato dicendo che vuole prendervi con se. È vostro zio, arriverà domani, dovrete essere presentabili e preparare tutto>>
Per Chloe era solo una conferma in più, mentre per Jackson fu una sorpresa.
Rimase in silenzio a bocca aperta guardando suor Angelica e Chloe. Anche loro erano in silenzio.
<<Davvero? Questo momento è arrivato davvero?>> chiese non riuscendo a crederci ancora. Era tutto surreale.
Jackson aveva sognato quel momento per anni, tutti i bambini che erano lì lo sognavano e loro erano stati i fortunati.
<<Così pare. Non siate però troppo contenti, sarà più dura che qui.
Ora andate domani vi voglio presentabili. Passerò stasera dopo cena a sistemare la valigia con voi>>
Suor Angelica non era molto contenta, era sempre impassibile, come se ogni cosa bella la trasformasse in qualcosa di negativo.
A loro però non importava, sarebbero stati una vera famiglia, avrebbero visto il vero mondo che li attendeva fuori da lì.
Uscirono entrambi con un sorriso ebete sulla faccia.
<<Avremo una famiglia Chloe ci credi?>>
<<Ancora no, ma domani tutto sarà realtà>> disse camminando di fianco a lui per andare in mensa.
Chloe gli aveva promesso che si sarebbe andata a lavare prima di fare la valigia per essere presentabile domani, ma ora non aveva nessuna voglia di chiudersi in bagno come invece aveva sempre fatto.
In lontananza videro Karl che li stava guardando e con la mano gli stava indicando i due posti liberi.
Karl.
Jackson per la felicità del momento non ci aveva pensato, ma Karl era il suo unico amico che avesse mai avuto, lo avrebbe perso.
Chloe sembrò capire che cosa stava pensando e gli mise una mano sulla spalla prima di sedersi di fronte a loro.
<<Allora? Che cosa doveva dirvi Angelica di così tanto importante?>> chiese mentre addentava distrattamente una carota cotta.
Silenzio.
Entrambi non avevano proferito parola. Jackson sapeva che toccava a lui dargli la notizia, ma non ce la faceva.
<<Mangiamo ora. Dopo ci incontriamo al solito posto e ti diciamo tutto>> disse Chloe per salvarlo e Karl sembrò non accorgersene, iniziando a mangiare in silenzio.
Dopo aver mangiato Chloe si era andata a fare la doccia velocemente, perché davvero si era lamentata per tutta la cena che le serviva davvero una doccia.
Lui intanto si era chiuso in se stesso mettendosi le cuffie alle orecchie steso nel suo letto, non voleva dargli una spiegazione da solo, era meglio se fossero stati in due a farlo.
Karl lo aveva notato, ma rimase in disparte rispettando Jackson e il suo momento di pace.
Era questo che gli piaceva di lui, non faceva troppe domande, rispettava i tuoi spazi e ti stava accanto sempre. Un amico così non lo avrebbe più trovato.
Dopo una mezz'ora si ritrovarono tutti e tre seduti sulle tegole del tetto dell'orfanotrofio.
Era il loro posto da sempre. Quando si dovevano dire cose importanti lontano da occhi e orecchie o volevano stare semplicemente da soli, andavano lì.
Jackson era in mezzo tra Chloe e Karl e stava guardando il cielo pieno di stelle. Era una vista mozzafiato e sapeva che non l'avrebbe più rivista da quella prospettiva.
Non pensava che gli sarebbero mancate quelle piccole cose, ma era proprio vero che non sapevi che cosa avevi fino a quando non lo perdevi.
<<Allora? Perché tutto questo mistero?>> fece Karl impaziente di non ricevere risposte.
Jackson tirò fuori uno spago e iniziò a rigirarselo tra le dita, segno che era nervoso.
Chloe gli mise una mano sulla spalla per fargli coraggio e infine parlò.
<<Ce ne andiamo via Karl. Ha chiamato oggi nostro zio Ian a suor Angelica, domani partiamo>>
Lo aveva detto con una nota triste. In realtà lui come Chloe erano felici, ma sapere di lasciare lì un loro caro amico e magari di non rivederlo più li distruggeva. Jackson in modo particolare.
<<Capisco...dovrei essere felice per voi e sono una persona di merda, ma non lo sono>>
Non lo era perché sapeva che sarebbe rimasto solo, che non avrebbe più avuto nessun amico e che ora non poteva più proteggersi dietro Jackson se si sentiva minacciato.
<<Mi dispiace...non so che dire, so che per te sarà dura senza di noi, ma ce la farai>> disse Chloe guardando davanti a se non avendo il coraggio di guardarlo negli occhi, forse sapeva qualcosa. Era strano.
<<Non è un addio Karl, te lo prometto>> disse ad un tratto Jackson senza lasciare a Karl il tempo di parlare.
<<È un addio a prescindere Jack>> disse lui mettendosi la testa tra le mani.
<<E se venissi con noi?>> disse ad un tratto Chloe illuminandosi.
<<Con voi? Ma non conosco vostro zio, non vorrà una persona in più>>
"Magari domani proviamo a chiedere, che differenza fa una persona in più in fondo?"
E aveva ragione Chloe, da una parte c'era una speranza, ma dall'altra era anche un'illusione che non si doveva fare.
<<Va bene domani chiediamo, ora scendiamo che se non ci trova Angelica ci fa passare le nostre ultime ore in un inferno>> disse Jackson alzandosi e iniziando ad incamminarsi nella scala che portava al piano di sotto.
Vide Chloe e Karl immobili, forse dovevano parlare. Non disse nulla e scese le scale in silenzio lasciandogli il loro spazio.
Angelica era già davanti alla sua porta, quando arrivò per preparare la valigia.
<<Iniziamo>>
_____________
Suo fratello scese per andare a preparare la valigia, cosa che doveva fare anche lei, ma non in quel momento.
Il cielo e la calma che c'erano lassù erano talmente surreali ,che voleva imprimerselo nella mente ancora un po'.
<<Perché non me lo hai mai detto?>> chiese a Karl che era immobile e guardava l'orizzonte.
Aveva i capelli mossi e castani, che con quella leggera brezza gli volavano sulla fronte. Era un po' cicciottello per la sua età e rispetto agli altri ragazzi, ma a lei non era mai importato. Non si definiva qualcuno per l'aspetto, ma per la mente.
<<Detto cosa?>> chiese lui confuso.
<<Non fare finta di non capire Karl, non vuoi dirmelo neanche ora che sto per andarmene?>>
Lui capì all'istante e infatti divenne tutto rosso in volto, si strinse nelle spalle guardando tutto tranne lei.
<<Come lo hai scoperto?>>
<<Si vede>>
Non era vero. Chloe fino a quel giorno non se ne era mai davvero accorta. Alla fine lei che cosa vedeva davvero?
<<Che ti devo dire? È così, mi piaci Chloe, da sempre, ma non cambia le cose>> disse alzandosi di scatto come per scappare da tutto.
<<Cambia per me Karl>> disse lei sorridendo e alzandosi con lui.
Erano molto vicini. Chloe riusciva a sentire il suo respiro sulle labbra e sulla pelle. Riusciva a vedergli gli occhi grigio scuro e le pagliuzze di un azzurro che sembravano ghiaccio.
Tutto sembrò fermarsi per qualche istante. I loro occhi intrecciati a guardarsi e i loro respiri che si mescolavano fra di loro.
Poi non ci capì più niente.
Le labbra di Karl si posarono sulle sue dolcemente. Le mise una mano dietro il collo e sembrò, che tutto l'imbarazzo per lui se ne fosse andato. Lei con la mente libera gli mise le mani sulle spalle e rimasero così per qualche secondo o minuto, non riusciva a capirlo.
Si staccarono entrambi increduli di quello che era successo, il suo cuore stava battendo troppo forte e scommetteva anche quello di Karl.
<<Perché le cose belle succedono sempre nei momenti sbagliati?>> chiese lui accarezzandole i capelli dorati, per poi ricordarsi di quello che aveva fatto e diventare un peperone.
<<Non c'è mai un momento sbagliato. Promettimi che se mio zio non volesse prenderti con noi tu ce la farai e che non sarà un addio>>
<<Lo farò per te Chloe e non sarà un addio>>
Scesero entrambi con un leggero rossore sulle gote e si salutarono in modo impacciato.
Entrò in camera sua e vi trovò suor Angelica, le altre ragazze non c'erano.
<<Dov'eri? Va beh non mi importa, iniziamo a preparare la valigia>>
Iniziarono a piegare e togliere i suoi vestiti dalle grucce, per poi posizionarli nella piccola valigia malridotta che aveva.
Non aveva tanti vestiti per cui non ci misero molto per finire di prepararla.
Angelica volle sistemarle i capelli per l'indomani e tutto questo lo fece in un silenzio di tomba.
<<Cerca di comportarti bene, non voglio che pensino che vi cresciamo come animali>>
<<Farò la brava se è questo che ti preoccupa>> disse in modo acido Chloe.
Una volta finito di sistemarle i capelli con qualche boccolo, la guardò dallo specchio.
<<Sai perché sono qui? Perché faccio questo lavoro?>>
<<Non lo so perché ti piace dare punizioni insensate?>> <disse prendendola un giro, non le importava più se si arrabbiava, non l'avrebbe più rivista.
<<Perché non ho figli, non ne posso avere e lavorare qui mi fa credere che voi lo siate>> lo disse con una tale sincerità da spiazzarla.
<<Non lo sapevo...>>
<<Nessuno lo sa>>
Non riusciva a capire perché glielo stava dicendo solo adesso e a lei, ma sorrise leggermente.
<<Sei come una figlia Chloe e mi dispiace se mi odi, ma i miei insegnamenti ti torneranno utili un domani, ti ricorderai di me e mi ringrazierai>>
Chloe rimase in silenzio non sapendo bene che cosa dire, non aveva mai visto quel suo lato vulnerabile e sincero.
<<Buona fortuna Chloe>> e uscì senza dire altro.
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Ciao a tutti ! 🌸
Questo è il quinto capitolo e spero che vi piaccia ! 🎉
Li vedete bene insieme Karl con Chloe? Cosa ne pensate di Karl?
Cosa ne pensate di questo cambio di carattere di Hanna?
Il fatto che ci sia qualcuno che si occupi di Chloe e di Jackson vi piace, oppure preferivate che rimanessero insieme a Karl?
La confessione di Angelica ve la aspettavate?
Fatemi sapere i vostri pareri e consigli nei commenti e grazie di seguirmi.
Tante pizze gratis a tutti e al prossimo capitolo 😘
Ps: voglio la pizza 😅🍕 che pizza vi piace mangiare? 😍
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