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Capitolo 7

Evan

Forse non dovevo farlo, forse non dovevo nè dirglielo nè venire qui.

Ero chiuso nel bagno dei ragazzi mentre mi sistemavo i capelli che non ne voleva che sapere di ritornare al loro posto.

Finchè una sagoma non si presentò alle mie spalle. Il suo odore mi invase i sensi come nessuno aveva fatto prima.

Ed anche un odore di alcolici giunse al mio olfatto.

«Thomas?» domandai.

Mi afferrò con forza per i fianchi, spingendomi contro il suo corpo.

«Si, bellezza?»

Mi abbraccio da dietro e le sue mani percorsero il mio petto mentre mi lasciò un morso sulla nuca.

Mi prese in braccio e mi fece sedere sul lavandino. Poggiò le mani sulle mie ginocchia e le allargò come se ne avesse il consenso.

Lo ha anche senza chiedere.

«Thomas, sei ubriaco..» mormorai.

Mi guardò negli occhi, li aveva lucidi e leggermente rossi. Aveva bevuto troppo.

«E quindi? Sei mio lo stesso. Con o senza alcool, tu appartieni a me.»

Lo diceva come se fosse vero, infatti lo era. Non riuscivo a resistergli neanche volendo.

«Perchè mi cerchi solo quando bevi troppo?» chiesi, prima di ritrovarsi ad ansimare per colpa dei suoi baci lungo la pelle del mio collo.

«Perchè le ragazze me lo fanno diventare duro. Devo avere pur sempre un metodo per farlo tornare normale no?» rispose ridacchiando mentre le sue labbra erano occupate dal mio collo.

Non gli credevo. Non volevo credergli.

«Ah si? Allora se le ragazze ti fanno quest'effetto perchè vieni da me? Invece di andare da loro e rompere i coglioni lì?»

Scoppiò a ridere e mi sussurro con tono seducente.

«Magari spacco qualcos'altro»

«Sei un porco.» risposi senza badare ai miei impulsi che supplicavano di chiudere gli occhi e lasciarlo fare.

Con i baci salì fino al mio orecchio dove mi lascio un morso sul lobo prima di mormorare contro di esso.

«Eppure ti piace questa mia personalità perchè se non fosse così, mi avresti già tirato un pugno»

Ogni fibra del mio corpo mi chiedeva di sottomettermi a lui, di goderlo prima che si allontanasse come sempre.

«Stai chiedendo un pugno?»
«Forse. Me lo darai?»

Chiusi la mano in un pugno, ma prima che potessi effettivamente tirarglielo mi strinse i polsi dietro la schiena.

«Cosa pensavi? Che ti lasciassi farlo?»

Iniziò a lasciare una scia di baci e morsi lungo i miei addominali. Ansimai e lui lo usò come scusa per continuare.

Mi strinse ancors più forte i polsi ed i suoi baci iniziarono a scendere verso ciò che è sempre stato suo.

Finchè non sentimmo un rumore fuori dal bagno e si allontanò da me.

«Porca puttana» mormorò.

Lo guardai fare avanti ed indietro per la stanza come a cercare di calmarsi.

«Hai le pulci?»
«Ti sembra domanda da fare?»

Mi morsi il labbro inferiore per trattenere una risatina nel vedere cosa stava per fuoriuscire dai suoi pantaloni.

«Be' si dovrebbe perchè se non ti stai fermo, onestamente la domanda arriva da sola eh»

Mi squadrò dalla testa ai piedi ed il suo sguardo si fermò affamato tra le mie gambe.

«Sta' zitto, coglione.»

Sbuffai rumorosamente.

«Patetico..»

Si avvicinò a me e poggiò con forza la mano sulle mie labbra, mentre i rumori dietro la porta aumentavano.

Riuscii a sentire dei lievi gemiti e un respiro ansimante provenire da dietro la porta. Insieme a varie spinte che diventavano sempre più forti e veloci ad ogni secondo.

«Che cazzo.. ma stanno scopando?» mormorai a fatica dietro la sua mano.

«Se non ti stai zitto, ti faccio la stessa cosa.»

Mi guardò intensamente negli occhi prima di portare una mano tra le mie gambe. Gli fermai il polso e mormorai.

«Ho capito»

Sentimmo altre spinte più forte, gemiti strozzati, degli spari e vari urli. Urli che lui riconobbe subito.

«Devo andare» mi avvisò prima di uscire di fretta dalla finestra.

«Esiste la porta..» mormorai confuso.

Scesi dal lavandino, presi in considerazione che forse aveva fatto bene. Meglio uscire dalla finestra.

Mi avvicinai ad essa, poggiai le mani sul bordo e feci un lieve salto. Fino a ritrovarmi fuori.

Chiusi le mani a pugno mentre mi incamminati a cercare Hellen.

Cercai in ogni angolo ma di lei non c'era traccia. Poi notai una cosa che mi fece rimanere a bocca aperta.

La sua giacca sporca di sangue.

Hellen

Lui era lì, affianco a me. Non ci potevo credere. Mi trattava come se fossi effettivamente la sua ragazza.

Mi accarezzò i capelli delicatamente e mi godetti ogni suo gesto, ogni sua parola e la sua voce.

«Ti senti bene?» mi chiese dolcemente.

Lo guardai negli occhi e sorrisi, ero persa nel suo sguardo.

«Ripensandoci, si sto bene»

Mi diede un bacio sulle labbra, rimasi sconvolta ma poi poggiai una mano sulla sua nuca e approfondii il bacio.

Le sue labbra morbidi rilasciavano un sapore irresistibile contro le mie, come se quel contatto fosse inesistibile.

Si sedette su una panchina, con me sulle sue gambe e continuò a baciarmi. Le mani percorrevano lentamente la mia schiena.

Incrociai delicatamente le braccia intorno al suo collo mentre le nostre lingue si scontravano in una danza proibita e irresistibile allo stesso tempo.

Mi tirò ancora più vicino a lui, il mio seno sfiorava il suo petto e lo sentii gemere nel bacio a quel gesto.

«Sei belissima..» sussurrò mentre mi accarezzava l'interno cosce.

Invece di rispondere, attirai nuovamente le mie labbra contro le sue. Non volevo che quel contatto che aspettavo da tempo finisse.

Mi attirò più vicino a sè, fino a far sfiorare i nostri bacini mentre il bacio continuava ad essere più deciso e intenso.

Poi lentamente sentii che diventava sempre più distante, come se non fosse reale quello che stavo vedendo e vivendo.

Come se, quella immaginazione fosse effettivamente proibita.

Aprii gli occhi e vidi il suo viso deformarsi lentamente fino a diventare uguale a quello di Jason.

Notai tutto intorno a me diventare leggermente più giallastro e sentii le palpebre diventare sempre più pesanti.

«Chi sei tu?» domandai.

«Sono l'amore della tua vita, ciò che hai sempre desiderato no?»

Lo guardai meglio mentre sentii qualcosa di affilato entrare nel mio fianco fino a fare male. Poi notai una cosa.

«Non.. non sei reale!» gli urlai contro.

Da lì, il suo viso sparì in una polvere di fumo, rimanendo solo i suoi vestiti.

Se non è reale, dove mi trovo?

Spazio autrice📚:

Eii, come state? E soprattutto vi è piaciuto?

Nuovo ospite tra i pov: Evan. Vi è piaciuta la storia con Thomas?

Per chi non ha capito bene chi è, è il vecchio Peter ho solo deciso di cambiargli il nome.

Comunque, spero si sia capito che alla fine ho improvvisato. Dovevo dare un po' di caos a questo capitolo, no?

Giuro che nel prossimo capitolo capirete bene perchè Stefan chiama Hellen: "Harley Quinn".

Piccolo spoiler: c'entra il passato.

Ci vediamo tesori, buona settimana

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