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5.

Jade's pov

Sin da bambina ho sempre odiato i mormorii, sapete... quando le persone parlano a bassa voce dietro di voi, o nel mio caso intorno a me, come se ci fosse qualcosa di segreto nel loro discorso che non volessero far sentire. Mi giro un po' allarmata verso la classe che mi guarda come se ci fosse qualcosa di strano in me e quasi quasi mi viene istintivo incrociare i piedi, nonostante li abbia ben coperti grazie anche agli stivaletti neri che mi coprono le caviglie ma cerco di sembrare tranquilla.

«No vabbè bellissimo non ci voglio credere...» sento Joel dire guardando con occhi sgranati il suo compito, se gli venisse consegnato un compito come il mio probabilmente sarebbe morto.
Mi compare un sorriso spontaneo nel vederlo così felice nel voto che ha preso e resto ad osservarlo mentre parla con il ragazzo accanto a lui, Christopher mi pare si chiami. Elizabeth mi parla spesso dei ragazzi presenti in questa scuola.

Joel sorride mentre osserva gli errori fatti nel compito, ha davvero un bel sorriso.
I suoi capelli sono tirati all'indietro con il gel e sulla fronte ricade una sola ciocca, assumendone la forma riccia.
Non appena si accorge che lo stavo osservando gli sorrido, felice per lui.
Lo sguardo del ragazzo accanto a Joel non dice la stessa cosa e quasi mi preoccupo.
Sospiro guardando per l'ultima volta il mio compito senza nessun errore o un segno rosso fatto dalla professoressa e mi alzo, consegnandole il compito.

Mi guarda contenta, come se fossi l'unica che eccelle nella sua materia e mi indica la porta.
«Se vuoi puoi andare in bagno» dice contenta ed io mormoro un "grazie" prima di uscire dalla classe e affacciarmi alla finestra.
Le finestre del corridoio B si affacciano direttamente sul campo da football e scruto le varie persone nella speranza di trovare mio fratello.

Gli inconfondibili capelli rossi di Elizabeth si trovano lì in mezzo alla platea insieme ad altre ragazze popolari, probabilmente cheerleader o solo sue conoscenti.
A pochi metri da lei si trova Zabdiel, il suo fidanzato, il quale è impegnato a fare i palleggi con i piedi in compagnia di Richard.

Al contrario di quanti pensano, io sono una di quelle ragazze che quando vede due persone giocare ha voglia di giocare. Non mi piace stare seduta a non fare niente e solo osservare, mi annoio ed è una cosa che mi urta parecchio. Preferisco mille volte alzarmi e sgranchire le gambe al contrario di stare seduta e avere mal di schiena.
Ora come ora ho voglia di scendere in campo e farmi passare la palla, tanto per passarmi il tempo. Richard, Nick e Zabdiel sanno come sono fatta e al 90% mi direbbero "sì".

Sento la porta della classe aprirsi, riconoscendo poi la figura di Joel.
«Ciao» saluto.
«Oh, em... Ciao Jade, come va?» domanda imbarazzato.
Solita reazione di chi sta parlando con una ragazza popolare, nonché sorella del ragazzo più figo -come descritto dalle ragazze di questa scuola- di questo istituto.
«Tutto bene, tu?» chiedo
«Alla grande, sono felicissimo!» esclama contento, iniziando a sciogliersi.

Joel è uno di quelle persone di cui sono curiosa di conoscere, non sono proprio quel tipo di ragazza popolare sicura di tutto e detto sinceramente, preferirei nascondermi in una tana piuttosto di farmi vedere in giro.
Io non sono portata per la popolarità.
«Si può sapere il motivo della tua felicità?» domando sorridendo.
«Ho preso la mia prima sufficienza in matematica, non voglio assolutamente crederci e gli ho scattato una foto. Se lo dicessi alla mia famiglia non mi crederebbero e quindi è meglio mostrare le prove» dice iniziando a fare un balletto strano.

Scoppio a ridere seguita dal ragazzo al mio fianco, che si ferma solo per guardarmi.
Porto una ciocca di capelli sulla spalla iniziando ad attorcigliarla, forse non era proprio il caso di venire con i capelli lisci oggi e sarebbe stato opportuno portare i capelli ricci anche oggi.
«Tu invece quanto hai preso?» domanda avvicinandosi.
Scrollo le spalle molleggiando su me stessa.
«Boh, chi lo sa... »

Mi piace fare la vaga quando le persone chiedono il voto del mio compito, almeno, solo con le persone con cui ho un minimo di confidenza.
Mi sentirei in colpa gioire per un 7 in latino quando qualcun altro magari ha preso 5, si lo so è un problema inutile ma non posso farci nulla.
«Andiamo... » insiste Joel prolungando la "o" e dandomi un leggero pugnetto nella spalla.
Nego col capo e iniziamo a camminare lungo il corridoio.
«Okay allora provo ad indovinare» dice convinto passandosi una mano nei capelli.

Mi piacciono molto i suoi capelli e mi piacerebbe toccarglieli, ma i capelli dei ragazzi diventano di pietra dura quando passano il gel e non è una cosa che, secondo me, passa al loro vantaggio.
Molte volte Nick ha passato il gel durante le uscite con i nostri genitori e quando avevo voglia di toccarglieli mi pungevo.
Vedrei molto bene Joel con i capelli liberi e morbidi.
«Non ci riuscirai mai» controbatto.

«Hai preso 7» dice, nego.
«6?»
«No»
«3?»
«Oddio no, se lo venisse a sapere mia madre mi brucerebbe viva» esclamo.
«Allora... 8?» domanda incerto e nego ridendo.
«Okay ci rinuncio» dice buttando le braccia al cielo.
Sapevo che prima o poi l'avrebbe fatto.

Non so come ma arriviamo alle macchinette, Joel mette la mano in tasca ed io mi appoggio al muro con le mani dietro la schiena.
Osservo le mie gambe e Dio, non mi ero mai resa conto di averle magre.
«No... No...» a distogliere i miei pensieri è Joel che guarda con occhi disperati la macchinetta delle bevande e della cioccolata.
Clicca il numero nuovamente e si abbassa, nella speranza di vedere il bicchiere riempirsi.
«Okay il bicchiere c'è, manca solo il contenuto» sussurra, sposto i capelli di lato in modo da poterlo osservare meglio.

Non appena sul monitor compare la scritta "prelevare la bevanda" Joel si fionda ad afferrare il bicchiere e ci rimane piuttosto male nel vedere ciò che non ha ricevuto.
«Seriamente? Avanti per una volta che volevo una benedettissima cioccolata calda tu ti blocchi e non funzioni?» domanda disperato.
Ridacchio portando una mano davanti la bocca e mi avvicino a lui.
«Voi ragazzi cliccate sempre il 44 della cioccolata che non funziona mai. Ti svelo un segreto ma non devi dirlo a nessuno» dico mettendo una mano sulla sua spalla, diamine è davvero alto.

«Sono solo come i cani» dice istintivamente.

Prendo i soldi dalle sue mani e le inserisco nella macchinetta premendo il numero.
«Nel tasto 57 c'è scritto "Thè al Ginseng" ma in realtà non è veramente così perché quello è anche il tasto 48. Per un malfunzionamento della macchinetta se premi il 44 non esce nulla e sono solo le gocce della cioccolata, ma se premi il 57...» dico bloccandomi solo per abbassarmi ed afferrare il bicchiere pronto.
«Ti uscirà fuori un bel bicchiere pieno fino all'orlo di cioccolata. Con tutto lo zucchero che vuoi» dico facendogli l'occhiolino e ponendogli davanti la sua richiesta.

Non so perché gli abbia confessato questa cosa anche perché lo sanno solamente in pochi e credetemi, neanche io capisco il motivo, però mi sentivo in dovere di confessargli questa cosa.
Forse perché sembrava davvero disperato.
Afferra con la mano destra la sua bevanda mentre mi guarda esterrefatto e con la bocca aperta.
Avete presente i cartoni animati disney dove il personaggio è talmente sbalordito che la sua mascella riesce a toccare terra?
In questo momento Joel è uguale.

«Cosa stracazzo sei una dea?» domanda ed io scoppio a ridere,  è davvero molto simpatico.
Finalmente, la campanella dell'ultima ora suona ed io apro la porta del corridoio principale pronta ad andarmene ma non so perché c'è qualcosa che mi blocca...
«Te ne vai subito?» domando al ragazzo dietro di me.
Scrolla le spalle e guarda un punto davanti a lui.
«Nah... Devo aspettare l'autobus; a meno che Erick non decida di ospitare me e Christopher a casa sua per aiutarlo a studiare.» dice ed io corrugo le sopracciglia non riconoscendo i due nomi da lui nominati.

«Oh si scusa, che idiota sono, Christopher ed Erick sono i miei migliori amici» spiega brevemente.
«Sono simp... »
«Hey Pimentel! Quale onore rivederti. Ciao Jadey» dice Richard comparendo, sembra molto allegro meglio non rovinargli la giornata.
«Ciao Rich» saluto.
Il biondo tinto mi schiocca un bacio nella guancia e si sistema meglio lo zaino nella spalla.
«Tuo fratello ritarda cinque minuti, aspetti qui con lui?» domanda ed io annuisco, per me non è un problema almeno ho più tempo per stare con Joel.

Aspetta che?

«Okay, grazie per l'informazione» dico ed il ragazzo ci saluta andando via.
«È tuo amico?» domanda incuriosito mentre improvvisamente la sua felicità scompare.
«Si, mi aiuta a giocare a calcio insieme a Zabdiel e Nick.» spiego velocemente.
«Ah okay chiarissimo» dice seccato.
Oookay, molto strano il ragazzo.
Mi appoggio al muretto vicino a lui e lo osservo, è così alto che gli arrivo sotto l'ascella e quasi quasi mi viene da piangere.
Io sono alta 1,60.
«Joel...» richiamo il ragazzo, il quale si era totalmente perso nei suoi pensieri e alza la testa di scatto, ritornando a guardarmi.

«Quanto sei alto?» domando.
«1.82 perché?» chiede, dannazione perché sono così bassa.
«Siete tutti più alti di me non è giusto, arrivi quasi all'altezza di mio fratello» dico lamentandomi.
Joel ridacchia e ricompare quella bella felicità che aveva prima, Jade sei geniale!
«Quanto è alto tuo fratello?» domanda ancora col sorriso stampato sul volto.
«1.88» rispondo.
«Sei una nanetta» dice scompigliandomi i capelli e mi tolgo subito da sotto la sua presa, schiaffeggiando la sua mano.
«No ti prego, io già sono riccia di mio ma non ti ci mettere anche tu per favore, che per fare la piastra ho sudato» dico sistemando i miei capelli ma senza risultato, dato che si sono elettrizzati e sono attaccati alla mia mano.

«Oddio scusa Jade non lo sapevo» dice subito dispiaciuto Joel.
Ridacchio.
«Non è successo nulla, tranquillo» dico.
«Se solo ci fosse quella pazza di Selena, mi darebbe una mano. Porta sempre un pettine con sé in caso Erick dovesse scompigliarle i capelli, mi dispiace» si scusa ancora ed io poggio la mano sul suo braccio.
«Ho detto che non importa» dico rassicurandolo e facendogli un sorriso.
Tira le labbra all'insù e gli lascio una pacca sulla spalla.
«Jade!»
«Joel!» sentiamo entrambi chiamare.

Joel si gira ed io mi affianco a lui, vedo Nick uscire dal cancello e farmi segnale verso la macchina ed io annuisco.
Nella stessa strada, spuntano fuori una ragazza con i capelli mossi e biondi e un ragazzo dai capelli neri e raccolti in un codino, il naso simile al mio e le labbra leggermente carnose.
«Devo andare, ci sentiamo» dico appoggiando una mano sulla sua spalla e alzandomi sulle punte, devo per forza fare così per dargli un bacio nella guancia.

Scappo via, camminando velocemente e cercando di non farmi investire dalle varie macchine che passano.
Mi fermo accanto alla macchina di Nick intento a parlare con Yoandri e dopo di che salgo sù, chiudendo lo sportello.
Guardo ancora Joel, adesso in compagnia dei suoi amici dopo di che sorrido.
È stata una bella giornata.










Hi (or hey) Everybody!

Prima di inziare a parlare volevo dire una cosa.
baeksthetic__ fai schifo.
Okay adesso sono felice :D

Mia sorella sta ascoltando i Modà, beeene.

COMUNQUE

Oggi è una giornata meravigliosa, Scuola Zoo è arrivato nella mia scuola e non mi sono mai divertita così tanto in vita mia.
È stato bellissimo.

Per quanto riguarda il capitolo, questo pov è interamente dedicato a Jade e possiamo notare quanto lei si senta bene insieme a Joel.
Volete sclerare fra il bacio nella guancia fra Jade e Joel?
Fatelo pure, tanto li faranno anche Christopher, Erick e Selena nel prossimo capitolo :D.

Adesso vi lascio che devo andare a mangiare, ho davvero troppa fame.

»come vi sta sembrando questa storia?

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