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4.6

Il re Gongchan era venuto a fare una visita alla sua amata regina, che stava peggiorando ogni giorno che passava.

«Amore mio, come ti senti?» chiese il sovrano prendendola per una mano.

Continuava a tossire del sangue sul fazzoletto. Era la terza volta in un solo giorno.

«Direi non bene, mio re.» disse sorridendo ugualmente fissando il fazzoletto sporco di sangue. Era abituata.

Egli, vedendo il fazzoletto, aveva capito che non le rimaneva molto tempo in vita. Sentiva un dolore al petto. Stava perdendo la sua amatissima Regina.

«Mia amata, non avere paura. Sono vecchio ormai, fra non molto ti potrò far compagnia nel mondo che andrai.» le lasciò un bacio sulla fronte, assicurandola che non rimarrà sola.

Era commossa dalle parole romantiche del suo sovrano. Nonostante il corpo stava soffrendo, ma il cuore era felice.

«Grazie infinite, mio sovrano. Io in realtà ho un desiderio.» replicò mentre tossiva.

«Se è nelle mie potenzialità, ti aiuterò ad avverarlo.» promise il re prendendola per una mano.

«Sono felice di sentire ciò.» sorrise.

«Dimmi, mia regina.» la guardò affranto.

«Voglio che il mio posto sia Rhee Lailla a ereditarlo.» sussurò a fil di voce.

Il re Gongchan sgranò gli occhi dalla richiesta pericolosa da parte della sua bellissima regina.
Sarebbe stato un suicido farla ereditare il trono affianco a suo figlio più piccolo.

«Come potete fare una richiesta del genere, mia regina? La regina deve essere per forza la principessa Hee-Young e conoscete il motivo, mia amata. Non posso....è un suicidio per tutti noi.» lo negò con un espressione serio. Il Regno veniva prima di tutto.

«No! Voi non capite cosa accadrà se sarà Hee-Young a salire al trono. Loro ci distruggeranno! Il matrimonio combinato è solo un modo per avvicinarsi a noi! Non lo capite, re?» ne fu agiatata dalla negazione.

«Come fate a esserne sicura?» chiese egli curioso da tale sicurezza.

«Io e Jungkook abbiamo mandato una spia nel Regno Kim quando Hee-Young era andata dai suoi genitori per dei giorni. La spia ha sentito tutto quello che si sono detti il re Sang e la regina Sena....Ci vogliono uccidere TUTTI dopo che Hee-Young diventerà la regina! Adesso lo capite??? Ciò che credevate un buon metodo per raffozarci avvicenda era solo una BUGIA! Loro vogliono solo il nostro terreno per ingrandirsi e diventare il Regno più potente mai esistito.» spiegò lei sforzandosi di farlo capire al re che il Regno Kim non porterà mai pace! Era un piano fin dall'inizio di avvicinarsi e di sterminarli!

Il re Gongchan restò un po' perplesso e scioccato dalla cosa.
Era stato incosciente, non era al corrente niente di queste cose, invece la sua regina sapeva già tutto e aveva già pianificato. Si sentì di non avere i requisiti per essere un buon sovrano, ma non era ora di rimpiangersi addosso, era ora di agire!
Se pensavano di poterli fregare, allora si erano sbagliati. Il re voleva reagire e far si che Hee-Young non salga al loro trono imperiale!

«Ho capito. Sarà Rhee Lailla a salire al trono assieme a Jungkook. Sono stato incosciente a credere alle loro fesserie. Invece tu e Jungkook eravate già all'allerta. Non riuscirei a perdonarmi se morissero tanta popolazione.» fu lucido su ciò che dovrà fare.

La regina fu felice che avesse finalmente capito cos'era giusto da fare. Prima o poi arriverà la guerra...era questione di tempo. Per questo il principe Jungkook sta facendo del suo meglio per addestrare al meglio i loro soldati.

«Sono felice che abbiate capito. Ve ne prego, proteggete vostro figlio e anche Lailla. Non abbiamo scelta che aspettare che dichiarino guerra. Anche se facessimo altre scelte, ci sarà sempre di mezzo una guerra sanguinosa. Ma noi ci preparemo e vinceremo.» strinse il suo sovrano fissandolo con un paio di occhi illumanti dalla forza e dal coraggio.

«Stai tranquilla, mia regina. Farò il possibile per il popolo. Adesso devi solo riposare.» accarezzò dolcemente il viso pallido della sua sovrana.

«N-non ho più tempo....so cosa sta succedendo al mio corpo. Non riuscirò ad aiutarvi nell'al di là, spero di poter pregare per voi fino alla fine. Usate il mio cadavere se sarà necessario, mio re.» strinse un pugno debole mentre si distese sul letto sentendo la stanchezza divorarla.

Il re Gongchan non disse nulla, sapeva che farla parlare troppo le faceva troppo male al corpo. Doveva riposare e attendere l'angelo della morte.
La cruda verità della corta vita della bellissima e gentilissima regina Jeon Aera.
Restò affianco a lei affinché si addormentasse del tutto. Poi sarà la signora Kwan ad occuparsene.

Jungkook era solito nel campo degli addestramenti ad addestrare i valorosi soldati.
I generali erano assieme al principe e Taehyung che stavano escongitanto dei piani.

«Vi chiedo la massima attenzione. Siamo quasi vicini a una grande guerra, generali.» affermò il principe molto serio e severo verso tutti i componenti dell'esercito. Più stavano più attenti più avevano probabilità di vincere e soprattutto di sopravvivere.

Sul grande tavolo era distesa una grande mappa del loro Regno e quello del Regno Kim.
Stavano escogitato dei possibili piani per vincere la guerra.
Il re, la regina, Lailla, il principe ereditario, Taehyung, i generali erano i soli a conoscenza, il resto della gente attualmente non dovevano saperlo.

Lailla aveva per la prima volta preparato dei piatti per far assaggiare a suo marito, ma non si fece vedere. Lo aspettò per un'intera giornata con i piatti ormai freddi. Era talmente stanca che si addormentò sul tavolo con Dal tra le braccia.
Ilmol si addormentò sul letto di Lailla.

Si calò la notte ormai, cominciò anche a pioviginare.
Lailla si svegliò sentendo le mille gocce cadere sul terreno solido.
Si strofinò gli occhi guardando il fuori che pioveva.

«È gia notte....» guardò i piatti ormai freddi sul tavolo e si rattristì.
Mise Dal nella gabbietta e le diede una carota da sgranocchiare, mentre Imol continuava a dormire pesantemente sul letto.

«Che dormiglione.» commentò guardando la volpe pigra.

Jangmi correva e urlava il nome della sua giovane padroncina, sotto la pioggiarella.

«Lailla! LAILLA! BRUTTE NOTIZIE!» aprì la porta della stanza e corse subito da Lailla, che non capiva perché tutto sto casino.

«Che succede? Sei un po' bagnata.» chiese confusa e allo stesso tempo preoccupata che potesse prendersi la febbre.

«L-la...l-la.....» aveva il fiatone per la corsa che aveva fatto, faceva assai fatica a scandire le parole.

«Che cosa?»

«L-la regina non ce l'ha fa più....» disse riprendendo un po' d'aria.

Lailla a sentire quelle parole cambiò totalmente l'umore. Prese l'ombrello e corse verso la dimora della sua amatissima regina. Jangmi la seguì, aiutandola a sorregerre l'ombrello.
Stava accadendo troppo in fretta...non doveva essere proprio oggi....no NO! Perchè tutto questo improvviso? Stava perdendo tutte le persone più care. Sta dannata pioggia non aiutava per niente!

Corse il più veloce possibile, fregandosene delle gocce cadute su di lei nonostante l'ombrello.
Doveva arrivare in tempo....almeno un'ultimo addio...

"La prego di non lasciarmi sola..."

Il re, il principe Jimin e il principe Jungkook erano già arrivati alla stanza della regina.
Quest'ultima sentiva freddo, tremava e continuava a tossire sangue. Sentiva l'anima svuotarsi. L'ora della sua morte era vicina.

«Madre! La prego, si faccia forza.» si inginocchiò davanti alla madre malata con gli occhi lucidi.
Il re Gongchan non riusciva a vederla morire davanti ai suoi occhi. Era una scena troppo crudele per il suo cuore.

«F-figlio mio.....fatti forza e....  —gli fece avvicinare le orecchie—  Proteggi Lailla e il vostro bambino.» sussurrò flebile con le labbra tremanti.

Egli annuì facendosi coraggio. Non avrebbe mai voluto che sua madre morisse in questo stato pietoso. Si contiene per non lacrimare davanti a tutti, soprattutto sotto gli occhi di Jimin...sarebbe un segno di debolezza. Doveva resistere!

Poi La regina spostò lo sguardo su Park Jimin, fece comunque un sorriso debole al giovane, sperando che si avvicinasse un momento a lei per lasciare le sue ultime parole.

Anche se non voleva affatto avvicinarsi alla donna che aveva causato tanti problemi alla sua madre defunta, Regina Park Eunji, si inginocchiò a lei per sentire che parole avrebbe voluto lasciargli prima di andarsene.

«J-Jimin caro,....non odiarmi. Tua madre era una bravissima donna. Lo so, che hai un velo di odio verso di me, perché dopotutto è colpa mia. Nei miei occhi tu sei sempre stato come mio figlio. Non ha importanza se mi odi, ma tu devi sapere che io ti voglio bene....mi dispiace.» aveva una voce dolce e delicata, che neppure Jimin poteva resistere. Sì, stava provando dei sentimenti umani verso la persona che dovrebbe odiare, ma non riusciva proprio a odiarla....la sua voce, i suoi sorrisi e il suo odore gli ricoradava la madre defunta.

Guardò indifferentemente la regina, anche se dentro non lo era.

«Non vi odio, regina Jeon.» replicò con la sua solita voce fredda, ma per la regina era tanto, non importa che tonalità di voce usava, per lei era sempre un piccolo figlio con il guscio.

Le venne altri colpi di tosse forti, quasi implacabili.
Il corpo cominciò a sudare freddo e a tremolare per i muscoli fuori controllo.

«Mia regina....» il re la preso per una mano, capendo che non riusciva più a reggere.

La coperta si era riempita di gocce di sangue, mentre la bocca della regina continuava a uscire sangue, scivolando sui abiti colori chiari, colorandoli di rosso puro.
Cominciò a fare fatica a respirare, i battiti del cuore stavano diminuendo.....era ormai finita....
L'angelo della morte era pronto a portarla via nell'al di là.

I respiri si calarono e i battiti cominciarono a fermarsi....
Chiuse pian piano gli occhi ormai spenti e si addormentò per sempre.
La mano che teneva il re divenne fredda e leggera.
Con le lacrime agli occhi abbracciò il cadavere freddo e sporco di sangue della sua sovrana.

I due principi si inginocchiarono per augurarle una buona andata nell'al di là, che possa riposare in pace.

Proprio in questo momento, Lailla arrivò nella stanza mezza fradicia
e quando vide i due principi inginocchiati e il re piangere disperatamente con il corpo della regina tra le braccia, capì che aveva ritardato....neanche l'ultima occhiata.
Sentì un gran vuoto al cuore e allo stomaco, come se ora un istante la sua anima fosse uscita fuori per prendersi l'aria fresca.

Con gli occhi lucidi di tristezza cadde istintivamente per terra inginocchio e pregò per lei, che possa riposare in pace.
Le sue lacrime salate finirono sul pavimento e anche sul bracciale di giada che le aveva donato quel giorno.
Ripensò alla prima volta che incontrò la regina, era talmente gentile e raggiante che l'aveva pure scambiata per dea.
Ma prima di sapere di com'era la regina credeva di poter perdere la testa, perché aveva paura dei nobili e dei reali, visto la loro arroganza, ma la regina Aera era diversa!
Come poteva una donna così gentile morire così presto? Perché devono metterci sempre le persone che lei più teneva?
Sono scherzi che faceva Dio?
Se solo potesse vedere la regina con il suo solito sorriso....
Non era più possibile.
L'aveva lasciata per sempre.
Proprio dopo l'andata della grande sovrana, i tuoni cominciarono a farsi sentire in quella notte tra la pioggia, come per dare l'addio.

Addio, Regina Jeon Aera....

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