Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

2.4

Quel giorno stesso la famiglia Shin fu mandata in una prigione dove lavoreranno come schiavi sotto la guardia dei soldati del re.

«Spero solo che la signorina Yuan non venga più a disturbarti dopo quello che è successo, ma infondo tutti sappiamo che sono stati loro a violentarci.» disse Jangmi assai preoccupata per la sua signorina.

«Stai tranquilla. Se sarà proprio necessario, usiamo le manieri forti contro di lei.» rispose senza preoccupazione.

Jangmi annuì solo.

«Dov'è il principe Jungkook?» chiese poi guardandosi allo specchio.

«È ancora dal re se non si è ancora presentato.»

«Mi aveva promesso di portarmi da mia madre quest'oggi, spero solo che non se lo scordi quel farabutto.» sbuffò gonfiando le guance come un tenero criceto.

Jangmi non riuscì a trattenersi, fece fuoriuscire una dolce risata.

«Ah? Perché ridi così?» chiese Lailla stranita.

«Trovo che la nostra signorina sia molto carina quando chiama il principe "farabutto". Sembrate veramente moglie e marito.» rispose sinceramente.
In realtà era molto felice per la sua giovane padrona di aver trovato un uomo alla cui può fidarsi, sperava solo il bene per Lailla.

Quest'ultima arrossì di colpo, ma non diede via di fuga a Jangmi questa volta.

«Bheeee c'è da dire che il braccio destro del principe, Taehyung, è molto carino eh.» disse appositamente facendo provare imbarazzo a ella.

«N-non male direi, m-ma ho visto di meglio.» balbettò cercando anche di non avere un contatto visivo con Lailla.

«Come se ci credo a una persona che balbetta eheh.» rise perversamente.

«Siete crudele!» urlò imbarazzata.

Invece Lailla se la stava spassando alla grande.

«Smettetela di ridere!!» continuò Jangmi assai imbarazzata.

«Oh! C'è qualcuno.» esclamò Lailla notando dei passi arrivare. Subito si alzò sperando di poter andare da sua madre il più presto possibile.

«I miei omaggi signorina Lailla.» era Taehyung.

«Ahh Taehyung. Si parla del diavolo e spuntano le corna, che cosa miracolosa.» guardò nuovamente la sua adorata serva con maliziosità.

«Ah? Non saprei cosa intendete, signorina Lailla.» Taehyung era assai confuso dalle sue parole strane.

«Ma niente di speciale, Taehyung. Stai pure tranquillo. A parte i scherzi, dov'è il principe? Non mi aveva promesso di portarmi fuori dal palazzo?»

«È propio per questo che sono qui. Vi prego di seguirmi all'uscita del palazzo, il nostro principe vi attende in quel posto con la carrozza già pronta.»

«Ah. Bene. Vedo che è ben organizzato quest'oggi. Molto bene.» fece la finta superiore senza dimostrare il suo entusiasmo che provava dentro.
Dentro stava impazzendo dalla gioia! Sembrava che tutto proseguiva nel verso giusto. La famiglia Shin è stata calata di rango e sono stati imprigionati, aveva ritrovato la madre perduta per anni, aveva affianco una persona strana ma poteva fidarsi di lui.

«Jangmi, non ti dimenticare di prendere le prelibatezze che ho fatto preparare apposta per mia madre. Faremmo un bel pranzetto in famiglia.» disse Lailla.

«Sì! Tutto preparato!» anch'essa era assai entusiasta della cosa.

Lailla sorrise soddisfatta, adesso si che poteva partire!


Erano nella carrozza, c'era silenzio, ma non era un silenzio imbarazzante, perché Lailla dentro stava urlando ai quattro venti e Jungkook, attraverso le sue espressioni, poteva capire cosa provava in quel momento come se fosse un libro aperto senza segreti davanti a lui.

«Che silenzio. Ma dentro stai già urlando dalla gioia immagino.» commentò sospirando con un sorriso.

Provava stranezza che una persona come lui potesse leggerle la mente.

«Proverebbe lo stesso se anche vostra madre non è apparsa per anni.» rispose solo guardando fuori, ansiosa di sapere se fossero arrivati alla destinazione.

«Hai ragione...» sorrise dolcemente guardando un punto indefinito all'interno della carrozza.

«Vorrei essere felice, sapete....» per un momento l'aria si era fatta triste, come il sipario che si chiudeva.

«Felice? Non sei felice così? Hai tutto adesso. Cosa ti rende ancora infelice?» chiese curioso.

«Mhhh sì, credo di sì. Ma vorrei ritornare ai vecchi tempi, proprio da bambina. Vorrei poter ritornare in dietro nel tempo e desiderare di non aver mai incontrato la famiglia Shin. Vorrei solo che fossimo sempre stati sconosciuti.» ammise tristemente ripensando ai brutti tempi.

«Posso aiutarti in qualsiasi cosa, eccetto farti ritornare nel passato. Non posso lasciarti andare via...» improvvisamente anch'esso diventò triste guardando altrove.

«Lasciarmi andare via? In che senso? Non vi capisco....»

«E smettila con il "lei". Mi sento uno sconosciuto quando mi parli così.» questa volta mostrò un po' di rabbia.

«Che!? Ma se siete voi che mi avete dato l'obbligo di darvi del lei?!» Lailla era talmente stranita da egli che mostrò un po' di rabbia.

«Lo so, idiota. Ma mi piace quando rompi i miei ordini come se fosse un gioco, mi piace sentirti lamentare, mi piace quando ti arrabbi. Quindi tu puoi benissimo disobbedire, perché tu sei mia moglie.» guardò serio dritto negli occhi della fanciulla ormai rimasta di sasso per delle confessioni così scioccanti.

«T-tu cosa? Sei malato?» arrossì.

«Ovvio che no, idiota.» rispose sorprendentemente calmo e immediato.

«Idiota a chi, scusa???» con le mani formò dei pugni e diventò minacciosa davanti ad egli per averla chiamata ripetutamente "idiota" come se fosse il suo nome.

«Quindi, Lailla....io non voglio che ritorni nella vita di prima, perché significherebbe allontanarti da me. Posso far abitare tua madre nel palazzo assieme a te, ma non andare via dal palazzo.»

«I-io....J-Jungkook...»

«Siamo arrivati!!! È ora di scendere, signorina.» chiamò Jangmi.

Lailla staccò lo sguardo da lui facendo finta che non fosse accaduto nulla durante il viaggio in carrozza.

«Sì, bene. E non chiamarmi più signorina, Jangmi! Te l'avrò detto chissà quante volte.»

«Scusate, non era mia intenzione.»

Per Jungkook era già molto vederla sempre vivace e se stessa.
Era per la sua unicità che lo aveva tanto attirato. Aveva un profumo diverso dalle altre donne, il suo profumo era dolce, forte e colorato.

«Non si sa il motivo, ma la strada principale è stata bloccata da degli alberi, principe.» informò Taehyung al suo principe.

«Non ci sono state tempeste o piogge forti da far crollare dei ammassi di alberi.» fu stranito.

«Mi è strano anche a me, principe.»

«E adesso come faccio a trovare mia madre?! Non so neanche se sta bene! Forse si è fatta male!» si preoccupò.

«State tranquilla, signorina Lailla. C'è una piccola scorciatoia ma dovremmo proseguire a piedi.» disse Taehyung.

«Allora che aspettiamo? Andiamo su! Non posso stare con le mani ferme.» senza neanche sapere dove fosse questa famosa scorciatoia proseguì a piedi.

«È dall'altra parte, signorina.» disse Taehyung.

Lailla con imbarazzo cambiò direzione e cercò di restare indifferente per non far capire agli altri che era imbarazzate.

Jungkook fece un sorrisino per le cose buffe che faceva.

La scorciatoia non era una strada molto comoda da passarci sopra. Erano pieni di pietre e di erba alta, era come cercare di correre in acqua alta.
Poi aggiungendo gli hanbok pesanti delle fanciulle era un'impresa impegnativa.

Lailla e Jangmi tirarono su il vestito per rendere più facile la camminata, ma non poteva cambiare il peso del vestito.
Sulla fronte uscirono delle gocce di sudore.

Jungkook notò la stanchezza di Lailla, quindi si mise davanti a lei di spalle e si inginocchiò.

«Che fai?» chiese ella.

«Brava che mi dai del tu, ma adesso salì su. Ti porto in spalle.» disse come se fosse ovvia la cosa.

«No, grazie. Posso benissimo farcela da sola.» insistette.

Jungkook senza parlare la prese al volo alle spalle e cominciò a camminare.

Lailla neanche il tempo di reagire che era già in sella.

«Jungkook!» lo prese a pugni sulla schiena.

«Grazie di chiamarmi per nome, Lailla.» sorrise soddisfatto.

Subito le guance di lei si tinsero di rosso.

«Che fai lì impalato Taehyung? Non vedi che anche Jangmi è stanca?» affermò Jungkook obbligandolo ad aiutare Jangmi.

«O-oh sì, principe.    —anch'esso si mise come il principe—   Salga, signorina Jangmi.»

«N-no, grazie. C'è l'ha faccio anche da sola. Vai avanti senza di me.» rispose imbarazzata.

«La prego di salire, signorina. La vedo molto stanca. È un mio dovere aiutare quelle che sono in difficoltà.» continuò Taehyung stando nella stessa posizione.

Jangmi un po' non convinta salì alle spalle di Taehyung e con vergogna avvolse le braccia al collo dell'uomo.

«Tenga forte, signorina.»

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro