1•8
Ancora non ci credeva che avrebbe rivisto sua madre. Ricordava quando era piccola e trascorrevano la loro vita in una casetta fatta di legno e paglia, nonostante erano in povertà non erano tristi di ciò, perché erano insieme ad affrontare la vita amara.
Raccoglievano dei fiori per poi venderli ai mercati.
Ogni volta che voleva mangiare dei cibi presenti nei mercatini, sua madre faceva del suo meglio per accumulare i soldi più possibili attraverso le vendite dei fiori. Era proprio per questo che sua madre aveva avuto dei debiti con la famiglia Shin, più con il tempo passava più i debiti diventano grandi, fino a diventare impossibili da controllare.
Forse sarebbe andata in un'altro modo se sua madre non avesse avuto dei debiti, forse non doveva far notare il suo gran desiderio di mangiare, non doveva far brontolare la sua pancia....forse sarebbe andata in un'altro modo migliore.
Jungkook aveva notato qualcosa in lei. Sembrava così pensierosa, non sembrava felice, eppure dovrebbe essere molto felice di rivedere sua madre, era l'unica cosa che l'avrebbe resa felice, invece non sembrava affatto così. Perché?
«Non mi sembri felice.» affermò l'uomo con l'intenzione di scavare qualcosa, ma non osava guardarla dritta negli occhi.
«Da quando vi interessa ciò?» rispose freddamente. L'atmosfera era cambiata, Jungkook aveva capito che non doveva più parlare, era meglio non scavare più.
Doveva solo farsi affari suoi, anche se qualcosa gli preoccupava.
Erano arrivati davanti a un lussuoso ristorante della zona, non tutti potevano entrarci, solo quelli che avevano un rango alto.
«Perchè mi avete portato fin qui?» scese dalla carrozza e la prima cosa che voleva chiedere era il posto dove giaceva la madre.
«È dentro.» rispose solo, poi la portò dentro.
Il proprietario della locanda diede il benvenuto al principe.
«Che onore vendervi, principe Jungkook.» si inchinò.
«Fatte in modo da non disturbarci. Nessuno deve entrare senza il mio permesso.» fu serio e freddo con l'uomo.
Quest'ultimo annuì educatamente e poi li condusse a una stanza dove si poteva mangiare e chiacchierare in privato senza che gli altri possano sentire.
Era una locanda dove potevi mangiare in delle stanzette aderite per bene, infatti un servizio del genere non tutti potevano permettersi.
Arrivarono davanti a una porta. Le mani tremanti di Lailla toccò la porta di legno, non aveva il coraggio di aprirla.
Fece un lungo respiro e lo aprì in un colpo veloce!
Non doveva esitare!!!
Entrarono dentro in una stanza pieno di manicaretti, delle tende colorate e c'era una donna di spalle che guardava il finestrino con eleganza.
Lailla si avvicinò lentamente a quella figura tanto familiare.
«Taehyung e Jangmi, restate fuori a sorvegliare. Se c'è qualcosa bussate alla porta.» ordinò Jungkook ai due.
Obbedirono e chiusero la porta senza fare rumore.
«M-madre?» la chiamò con gli occhi un po' lucidi.
La donna si girò! Ed era proprio lei...la donna che l'aveva cresciuta e che si pentiva amaramente di averla fatta avere dei debiti con una famiglia di nobili schifosi.
Entrambe restarono a fissarsi per qualche secondo. Senza accorgersene, uscirono delle lacrime.
Si unirono in un caldo abbraccio.
Il calore che sentivano era lo stesso di un tempo...era uguale a prima, se non solo che erano separate fra loro per tutti questi anniZ
«L-Lailla? Sei v-veramente tu? Sei bellissima, tesoro.» accarezzò il viso del suo unico tesoro e sorrise come se non ci fosse più un domani. Era felice quanto Lailla di averla rivista.
•
Taehyung e Jangmi erano alla sorveglianza della stanza, ma il silenzio che celava era alquanto imbarazzante.
«Ti chiami Taehyung, vero?» Jangmi cercò di rompere il ghiaccio, non c'è l'ha faceva più! Stava soffocando.
«Sì, signorina Jangmi. Sono Kim Taehyung. Sono il braccio destro del principe Jungkook.» rispose educatamente e facendo un piccolo inchino.
Sembrava molto severo con se stesso e con gli altri.
A questo punto non sapeva più cosa chiedergli per rompere un po' l'atmosfera soffocante.
Poteva solo aspettare fino alla fine.
•
Erano tutti e tre seduti al tavolo con davanti dei manicaretti.
La madre, con le bacchette, mette delle fette di pollo, di carne, ecc sul piatto della sua cara figliola.
Era come se fossero ritornati al passato, ma tutti erano coscienti di trovarsi in una situazione molto difficile.
«Sembri dimagrita, tesoro mio. Mangia di più.» continuava a mettere il cibo nel piatto della giovane fanciulla nonostante fosse quasi pieno.
Jungkook restava in disparte a guardare la scena. Stava nelle sue bevendo del tè caldo.
«Madre.... —improvvisamente la prese per le mani e li strinse al petto— Vorrei tanto poter ritornare indietro per fare le scelte giuste.» gli occhi di Lailla cominciarono nuovamente a rigare il suo viso candido.
Anche per la madre era difficile, ma il tempo era senza cuore, non sarebbe ritornato indietro per loro...mai e poi mai.
Quel che è fatto è fatto.
«Mia bellissima Lailla. La mamma è molto dispiaciuta di averti fatta soffrire. Ci siamo visti...anzi non ci siamo quasi mai visti. Ma adesso grazie all'aiuto del principe Jeon possiamo vederci quando vuoi, va bene? Ti prometto che questa volta non me ne andrò più.» la abbracciò nuovamente, forse anche più forte di prima.
«M-madre...» anni che non chiamava "madre", per anni era stata rinchiusa in una prigione, circondata da nobili sporchi.
«Io volevo solo proteggerti dalla povertà. Non riuscivo a sfamarti come una madre dovrebbe fare! Mi sentivo talmente inutile. Avevo avuto un sacco di debiti con la famiglia Shin! Per non farti morire di fame ho preso la brutta decisione di lasciarti agli Shin. Sono veramente mortificata, Lailla.....tanto....tanto...» non poteva perdonarselo.
«V-va tutto bene, madre. N-non sono così cattivi come sembrano.» mentì grossolano pur di far tranquillizzare la donna ormai caduta nel senso di colpa.
Quest'ultima fece solo un cenno con la testa e continuò a stringerla più a sé senza aver il desidero di lasciarla andare.
•
Era stato un pranzo molto toccante. Aveva fatto riunire una famiglia che per anni si sono separati.
Si sarebbero riviste molto presto e molto più spesso grazie all'aiuto del principe ereditario.
Lailla poteva solo sorridere e stringere il petto per le forti emozioni che provava dentro al cuore.
Salirono nella carrozza soddisfatti.
«G-grazie, principe.» le era difficile pronunciare queste parole, ma doveva proprio ammettere che aveva fatto una bellissima cosa per lei. Per questo aveva messo da parte l'orgoglio e gli ringraziò arrossita.
«Wow! Il primo ringraziamento che mi fai. Che onore.» ironizzò Jungkook, ma questa volta non aveva dato fatidico a Lailla perché gli occhi di egli brillavano di qualcosa indescrivibile, però erano bellissimi.
Il fatto che lo aveva guardato negli occhi lo aveva resa molto più imbarazzata e rossa.
Cercava di fare la solita scorbutica, ma continuava a balbettare e ad arrossire di brutto.
Cercava di nascondersi dallo sguardo di Jungkook.
«A quanto pare sei felice. —sorrise soddisfatto e sollevato— Ne sono felice.»
Colpì profondamente il cuore di Lailla.
Anche un uomo bastardo come Jeon Jungkook poteva essere così sorridente e solare?
Pensò incredula.
«Adesso è meglio andare a trovare i tuoi genitori adottivi. Anche loro ti staranno pensando.» egli non sapeva di preciso la storia della sua quarta moglie. Aveva sempre pensato che avere la famiglia Shin al suo fianco fosse una fortuna.
Non sapeva affatto che era un incubo...
Per Lailla, a solo sentire "Shin" la metteva in disordine.
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