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1•5

Il giorno seguente sembrava una giornata più tranquilla del solito. Chissà, forse oggi non ci saranno più nuove vicende da affrontare, ma sapete, mai dire mai.

Lailla si era rimessa in piedi energica, ma invece di assaporarsi la zuppa di riso si sgranocchiava dei semi insecchiti.

Quando arrivò Jangmi le prese tutta la ciotola piena di semi insecchiti.

«Non mangiate di prima mattina i semi insecchiti. Bevete una buona zuppa di riso o del latte caldo. Vi siete appena ripresa.» le consigliò la sua adorata serva.

Lailla cominciò a sbuffare, e cercò di riprendersi la ciotola dalle mani di Jangmi, ma invano a quanto pare.

«Sei peggio di un padre, Jangmi!» fece la lingua a ella, ma quest'ultima riteneva la cosa giusta da fare.

«Non riuscirete ad offendermi in questo modo. Le propongo di bere la zuppa di riso, invece di offendersi nei miei confronti. E ricordate di prendere la medicina dopo pranzo.» rispose Jangmi ai modi buffi della sua signorina...buffi ma carini.

Si sedette arrabbiata cominciando a girare la zuppa con il cucchiaio di porcellana.
Iniziò a imboccarsi senza fare altri capricci, ma le sue espressioni dicevano tutt'altra cosa.

La sua serva, Jangmi, sorrise divertita dal carattere vivace della sua dolce padroncina. Si ricordava quando erano ancora bambine che giocavano insieme, e Laila non era affatto cambiata fino d'ora, era sempre così solare e buffa, ma non tutte le persone di buon cuore sono destinati a trascorrere una vita felice.

Appoggiò sul tavolo un piatto pieno di dasik: erano delle sottospecie di "biscotti" con colori diversi, tradizionalmente sono verde, rosa, nero, marrone e bianco. Si preparano impastando con la farina o polline di pino con il miele. Venivano mangiati accompagnati da una bella tazza di tè.

«Dasik! Dove li hai presi, Jangmi?!» le si illuminarono gli occhi dalla gioia.

«Dalla cucina, ovviamente. È un premio per la nostra signorina.» sorrise felice Jangmi di rivedere il suo solito sorriso.

Si mise in bocca il primo e lo assaggiò con il piacere che percorreva per tutto il suo palato.

«Oh già, Lailla. Quella notte perché eravate con il principe Jimin?» le venne in mente quella notte confusa.

«Jimin? Che cosa dici?» non capiva cosa fosse successo.

«È stato il principe Jimin a portarvi qui. Eravate tutti bagnati fradici. Per caso siete caduti in acqua?» si preoccupò assai per ella, sperava che le dicesse tutto.

Lailla ci riflette un po' e in effetti dei ricordi si fecero in vita. Si ricordava che era caduta accidentalmente in acqua e poi aveva visto un figura tuffarsi in acqua cercando di salvarla, poi non si ricordò più nulla.

«Mhhh ero caduta nello stagno e qualcuno mi ha salvata missa. Se hai detto che quella notte anche il principe Jimin era zuppo, allora deve proprio essere lui.» suppose.

«E lo dite senza preoccupazioni?! Chissà se la signorina Youra lo ha saputo! Sapete bene che è gelosa di qualunque persona si avvicini a suo marito.»

Al contrario della sua serva, lei era molto tranquilla e continuava a cibarsi dei dasik senza voler avanzarne una briciola.

«È solo una stupida. Jimin è mio cognato, anche se non vorrei affatto ammettere che sono la quarta moglie di quel bastardo di Jungkook!» a solo pensare quella persona la metteva in ebollizione.

«A proposito del principe Jungkook, è stato lui a darmi la medicina per farvi guarire del tutto e poi ci sarebbe un'altra cosa che è successo quando eri ancora incosciente.» affermò Jangmi.

«Cioè?»

«Ieri si sono tenute le nozze del principe Jungkook con la principessa Hee-Young.» rispose.

Lailla smise di mangiare i dasik e sospirò leggermente.

«Tsk! È solo un dongiovanni. Ogni anno prende una nuova moglie. Il bello che ci sono dentro anch'io nella sua collezione. Mi sento ripugnante.» sbuffò irritata e ricominciò a finire anche l'ultimo dasik.

«Siete per caso offesa da qualcosa?» chiese Jangmi sorridendo educatamente.

«Chi? Io?! E per cosa? Per lui? Non scherziamo, Jangmi. È solo uno stupido. Di conseguenza non mi porterà mai da mia madre come mi aveva promesso.» roteò gli occhi.

Arrivò silenziosamente la figura di una bellissima donna, nonché la regina Jeon Aera, la madre premurosa del principe ereditario.

Lailla non si era ancora accorta del suo arrivo, ma fortuna che Jangmi se ne era accorta.

«Oh! Regina Jeon, i miei più grandi omaggi.» si inchinò la servetta.

Lailla fece lo stesso e non azzardava ad alzare lo sguardo senza il suo permesso.

«Alzatevi, carissime. Sono venuta così all'improvviso, mi spiace.» la regina pregò a loro di alzarsi.

«Non dite così, regina Jeon. Siamo onorate della sua visita.» affermò la giovane fanciulla.

«Non essere così cordiale. Su, sediamoci e chiacchieriamo un po'.» obbligò alla giovane a sedersi per cominciare qualche chiacchiera.

«Cosa la devo per la visita?» chiese educatamente la fanciulla.

«Ho sentito che sei stata male per dei giorni. Mi sono preoccupata assai. Fortuna che ti sei ripresa bene. Ho saputo da Jangmi che è stato mio figlio a darvi la medicina. Certo che è stato così cavalleresco. Manco alla madre farebbe una gesta così, pensa te.» rise graziosamente la regina.

Lailla poteva solo sorride e annuire educatamente.

Improvvisamente la regina Aera sospirò.

«Non è mai stato così gentile con nessuna donna, a parte con la sottoscritta. Io fin da piccola ho sempre avuto un corpo debole. Ciò ha causato problemi a Jungkook, lo facevo preoccupare e io non volevo questo, volevo che riuscisse a vivere liberamente senza avere tra i piedi una madre malata. Una volta mi sono ammalata gravemente, ma sono riuscita a scappare dal pericolo grazie a mio figlio. Era un giorno di pioggia, ma nonostante ciò è andato nelle montagne a raccogliere delle erbe medicinali per farmi guarire. È ritornato con un braccio fuori posto e delle ferite dovunque. Ero responsabile di ciò, ma ha veramente dimostrato il suo amore. Io spero che lui raccolga delle erbe medicinali anche a te, cara Lailla. Adesso forse saranno piccole cose che fa, ma sono fatti con tutto il suo cuore.» prese entrambi le mani della più giovane e le strinse strette a sè.

«I-io....»

«Adesso ha preso in sposa Hee-Young, ma nel profondo del mio cuore non volevo che accadesse! Io so perfettamente cosa vuole mio figlio, ma sono solo decisioni del re. Non voglio che venga obbligato sempre a sposarsi con una donna che non ama solo per questioni di regno.» si sentí talmente triste per il suo adorato Jungkook.

Lailla aveva capito che infondo non era come pensava. Lui stava solo eseguendo degli ordini imperiali per il bene del regno.

Ma lei, realmente, cosa provava realmente per lui?

Lo so lo so, sono secoli che non aggiorno e mi spiace.
Mi spiaceva infatti lasciare questa FF incompleta, quindi ho deciso di rinunciare, sperando che non ci siano intoppi.

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