1•3
Quando Jangmi vide la sua giovane padrona tra le braccia del primo principe del regno restò a bocca aperta, ma era più scioccata vederla incosciente e entrambi fradici di acqua.
«P-principe Jimin! Cosa è successo alla mia signorina?» si preoccupò assai e controllò subito la situazione avvicinandosi a Lailla che pareva star molto male.
Mise una mano sulla fronte ma la ritirò subito avendo percepito un calore molto alto.
«Scotta! Avrà preso la febbre.» affermò la serva aiutando il principe a rincasare.
Jimin la appoggiò delicatamente sul letto.
«Fai in fretta a cambiarla e falle bere qualche brodo caldo.» consigliò a Jangmi e poi cominciò ad andarsene dalla stanza, ma prima diede un'ultima occhiata a Lailla, ormai sdraiata sul comodo letto.
«Le donne sono una vera seccatura.» sussurrò sotto voce e lasciò il posto come prossima vetta la propria di dimora.
Quando arrivò all'entrata trovò sua moglie, nonché Yuan, in piedi fuori ad aspettarlo con un espressione preoccupata.
«Jimin! Dove sei andato così tardi? —si avvicinò a egli notando anche che era bagnato fradicio— Sei tutto fradicio, Jimin. Entra prima dentro, non vorrei che ti ammali.» si preoccupò assai. Appena arrivavano nella stanza da letto, Yuan prese un mantello e lo avvolse per evitare di prendere vento.
«Come sei arrivato tutto bagnato?» chiese ancora Yuan.
Jimin evitò la domanda e infine si tolse il mantello di dosso.
«Non sono affari che ti riguardano. Adesso scusami, ma vado nel mio ufficio.» era pronto ad andarsene, ma ella lo fermò prendendolo per il vestito.
«Da quando sono entrata nel palazzo come tua moglie, hai sempre dormito nel tuo ufficio lasciandomi da sola in questa stanza. Perché mi tratti così, Jimin? —si rattristò per i gesti freddi che riceveva dal suo marito— Puoi non accettarmi come tua moglie, ma ti prego di non disprezzarmi.»
«Chiariamo delle cosette, Yuan. Io non sono tuo marito e tu non sei tanto meno mia moglie. Mio padre mi ha obbligato a prenderti in sposa perché non tollerava che un uomo come me non avesse almeno una moglie. Vedi, io non sono Jungkook che ha ben quattro mogli. Io non voglio nessuna donna tra i miei piedi. —sentendo queste parole assai puntigliosi la metteva in tristezza— Adesso lasciami stare!» spostò bruscamente la mano della donna dal suo abito e se andò freddamente senza provare rimpianti in ciò che diceva.
Non si stava dirigendo verso il suo solito ufficio in cui guardava libri e qualche volta si addormentava senza saperlo, questa volta era andato alle terme del palazzo dove tutti i reali del palazzo possono farci un bel bagno.
Era un area molto aperta, dove c'era tanto fumo, profumo di rose e alcolici sempre pronti in ogni evenienza.
Si tolse tutti i vestiti di dosso e entrò in acqua lentamente per poter abituarci alla temperatura.
In un batter d'occhio sentì tutti i problemi sciogliersi nell'acqua, ma non tutti...aveva ancora in testa la donna più insospettabile di tutto il reame, nonché Lailla.
"Voleva abbandonarsi. Non aveva neanche cercato di salvarsi. Che sciocca donna." Sbuffò.
In acqua galleggiava un piccolo vassoio dove sopra giaceva una teiera magra e alta con due bicchieri, solo dentro la teiera non c'era del tè ma bensì della grappa bianca.
Ne versò in un bicchierino e lo mandò giù in un solo boccone.
«Sembra buono.» apparve dalle spalle una voce assai familiare.
Quando si girò, si ritrovò Jungkook con la parte sopra del corpo scoperto, ma si tolse anche l'ultimo indumento per entrare nelle terme assieme al suo fratello.
«Mi stupisce che sei disposto a farti un bagno quando il sottoscritto è presente.» Jimin fece un sorriso beffardo.
Jungkook ricambiò con piacere, ma prima diceva versarsi anch'esso un bicchierino di grappa.
«Non sono mica così impaurito da uno come te, Jimin. Prima o poi la coda della volpe esce.» con questa ultima frase mandò giù l'alcolico.
«Prima di parlare sempre di me, parliamo anche un po' di te, fratellino. —si versò un'altro po' di grappa— Sai dovresti accudire meglio la tua quarta moglie. Va in giro nel palazzo di notte ubriacandosi e poi annega pure in acqua. Mai visto una donna più divertente.» sorrise divertito.
Jungkook era a tutte orecchie, era anche preoccupato per ella anche se non lo faceva vedere. Fece di tutto per nascondere la sua preoccupazione, infondo sapeva che era un collega di Jimin per scopi poco piacevoli per il regno.
«E cosa mi dovrebbe riguardare? Dopotutto è un tuo alleato, no? Lo sai che non ci casco nelle tue piccole trappole. Quello che dovrebbe preoccuparsi per lei sei tu, Jimin. Senza di lei non potrai prendere il trono o sbaglio?» rispose il più giovane tra i due.
«Non so di cosa blateri. Una donna talmente goffa non è degna di lavorare per me. Sopratutto adesso che è malata. Pft! Non sa neanche nuotare. Come pensi che possa essere utile?» il primo principe affermò tutto tranquilla e e freddamente senza di fretta, però si era già stancato di parlare con il fratello. Si vestì con dei indumenti asciutti per poi lasciare le terme silenziosamente senza aggiungere altro per Jungkook.
«È malata?» si chiese egli preoccupato.
«Sarà vero ciò che mi ha detto Jimin? O è solo un modo per ingannarmi? Aish! Devo cercare la verità, non posso uccidere una persona innocente.» fu assai frustato.
Jungkook, dopo il bagno alle terme, si rincasò dentro nel suo ufficio e fortuna era presente anche Taehyung.
«Taehyung, fammi un favore.»
«Mi dica, principe.»
Jungkook estrasse dalla tasca della medicina e lo diede al suo affidato braccio destro.
«Vai da Lailla e falla mangiare questa medicina.» disse.
«Non vorrei essere di troppe parole, ma non sospettavate che la signorina Lailla è una spia del principe Jimin?» chiese educatamente.
«Forse mi sbagliavo. Neanch'io sono sicuro, però nel profondo del cuore credo che non sia una spia di Jimin.» egli era confuso quanto Taehyung.
Non capiva dove parare.
Taehyung annuì solo e non chiese più altro, sapeva che il principe era astuto e intelligente, saprà gestirsi.
«Mi sono dimenticato di dirvi del matrimonio di domani. Il re Gongchan mi ha riferito che i preparativi delle nozze tra voi e la signorina Hee-Young si avverano domani pomeriggio.» avvertì il suo onorato principe.
«Già, il matrimonio. Non sopporto l'idea di avere un'altra donna, soprattutto avere Hee-Young. Aish!» sbuffò frustrato.
«Sono sicuro che troverete un modo equilibrato per far allontanare la signorina Hee-Young dalla vostra vita.» lo consolò.
«In tutti sti anni mio padre mi dona una donna in sposa. Ma Hee-Young è importante per il nostro regno, senza questo matrimonio non ci sarà collaborazione con il regno accanto.» sospirò stanco di ciò.
«E la signorina Lailla? È la prima volta che vi vedo sorridere.»
«Chissà...»
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