1•2
Il profumo pomeridiano era arrivato ben presto, il sole era bello accesso appeso nel cielo con le nuvole bianche.
Era perfetto per farsi una bella passeggiata all'aperto, ma non per Lailla.
Era ancora distesa sul letto a dormire, dando per scontato il tempo, ma non era durata come voleva, perché arrivò Jangmi urlando il suo nome.
«Lailla! Svegliatevi!» scuoteva la sua signorina per farla svegliare dal mondo dei sogni.
«Mhhh.» mugugnava ella ancora assonata.
«È arrivata la signorina Hee-Young! E vuole vedervi ADESSO. Vi sta aspettando proprio fuori. Mi ha riferito che non se ne andrà finché non vi vedrà.» disse agitata la serva.
«Cosa vuole da me? Non dovrebbe andare dal suo "Jungkook oraboni"?» imitò la vocina insopportabile di quella principessa.
Jangmi la aiutò a spogliarsi, vestirla e pettinarla, affinché possa essere pronta a uscire per incontrare Hee-Young.
Lailla si avvicinò alla porta e la aprì sbuffando.
Vide Hee-Young nel suo giardino con due servette accanto, sembra che stava ammirando il posto, non avendo niente da fare se non aspettare la persona che voleva vedere quest'oggi.
«Signorina Hee-Young. Quale buon vento vi porta qui?» cercò di essere il più sopportabile possibile.
«Siete la moglie preferita del mio Jungkook oraboni, quindi è normale che la sottoscritta venga da te. Ovviamente per riavere nuovamente il mio oraboni. Sono sicura che starà per sempre con me dopo che ci sposeremo.» si vantò assai della sua fiducia.
«Ciò cosa c'entra con me, signorina?» domandò Lailla alzando un sopracciglio.
«Voglio che lasci in pace Jungkook oraboni. Io e lui siamo cresciuti insieme e siamo destinati a sposarci. Il mio sogno era proprio diventare la regina di Jungkook oraboni. Non mi ha mai trattato così, sicuramente mi sta mettendo alla prova per essere una buona regina, quindi meglio che ti fai da parte. Io sono la principessa del regno Kim, quindi non rubare ciò che mi appartiene. Hai capito, Lailla?» minacciò la sua nemica in amore, infatti era venuta per dire ciò.
Lailla sbuffava silenziosamente per le parole stupide della principessa.
«Jungkook oraboni ha solo bisogno di me e poi se mi sposa i nostri due regni si uniranno, ciò è vantaggioso per il regno Gongchan.» continuò a blaterare.
«Senta, signorina Hee-Young. Io sono solo la sua quarta moglie, niente di che. Io personalmente non ho intenzione di diventare una regina, quindi state tranquilla e sposatevi pure il principe Jungkook senza badare a me. Io sto bene così.» assicurò alla principessa, dando tutto per scontato, infondo non era affatto interessata al secondo principe.
«Sapevo che Jungkook oraboni mi stava mettendo alla prova per essere una buona regina. Ha messo tutto in scena con te per me! Sapevo che mi amava!» fu così felice che il sorriso toccavano le orecchie.
«Esatto, signorina Hee-Young. Sarete una bellissima sposa. Però non dite che vi ho detto tutto ciò, sennò si arrabbierà molto con me. Io spero solo il meglio per voi.» mentì.
«Stai tranquilla. Non dirò nulla.
Grazie, Lailla. Allora io vado a cercare Jungkook oraboni.» finalmente la principessa del regno accanto se ne andò felicemente dalla dimora di Lailla.
Quest'ultima finalmente poté tirare un soffio di liberazione.
«Che liberazione.»
«Ma così va bene? Il principe Jungkook è intelligente, verrà subito a sapere della vostra bugia.» affermò Jangmi, preoccupata per la sua padrona.
«Non sarà intelligente quanto me. Stai tranquilla. Adesso andiamo un po' fuori a passeggiare.»
«Va bene, Lailla.» accompagnò, come solitamente, la sua signorina a fare una passeggiata dopo che si era fatta una lunga dormita.
•
Camminarono nei vari posti possibili del palazzo come i stagni, immensi giardini diversi tra di loro e prati verdi.
Si sostarono in uno stagno con qualche papera sparsa nelle acque.
Lailla si immerse a guardare una papera adulta che stava insegnando a una piccola papera a nuotare sopra l'acqua.
Ciò le fece pensare a sua madre.
Era una bravissima donna, ma purtroppo aveva avuto tanti debiti con la famiglia Shin, Lailla era stata presa dalla famiglia Shin con le forze.
«Voglio rivedere mia madre. Non la vedo da molti anni.» fece un sorriso amaro mentre continuava a guardare le papere.
«Se ben ricordo, da quando siete entrata non avete più visto vostra madre.» fece Jangmi molto dispiaciuta per lei.
«Esatto. Chissà se mi riconoscerà, ma adesso mi preoccupa solo se il principe Jungkook me la farà incontrare veramente.» sospirò preoccupata.
«Sono sicura che in qualche modo riuscirete a incontrare vostra madre. È questione di tempo. Abbiate pazienza.» la sollevò.
«Hai ragione, Jangmi! È questione di tempo. Devo avere pazienza.» si risentì bene e cominciò a sorridere come sempre.
«Volete continuare la passeggiata?» chiese la sua fedele serva.
«Certo!»
E così continuarono la loro passeggiata, purtroppo durante il percorso si scontrarono con Yuan, la "sorellastra" di Lailla.
«Che fortuna scontrarsi con te, cara Lailla.» sorrise falsamente la maggiore tenendo un'aria da superiore.
«Oh non lo definirei fortuna, ma definiscilo come ti pare, Yuan.» sorrise altrettanto falsamente la più piccola.
Ciò fece snervare assai a Yuan, bhe come sempre d'altronde, fin da piccole.
«Sei diventata ancora più arrogante di prima dopo essere entrata nel palazzo.» continuò a fare giri di parole offensive.
«Ho conosciuto il tuo amato principe Park Jimin. Devo dire che non era male, mi spiace solo che abbia preso, senza volere, in sposa una donna tanto sciocca.» e lei ricambiò con dei insulti gratis, era ciò che le riusciva meglio.
A questo punto non poteva resistere più dalla tentazione.
«Shin Lailla! Come ti sei permessa di avvicinarti al mio marito?! Non ti azzardare più.» si avvicinò pericolosamente alla minore e la minacciò.
«Sono libera di fare ciò che mi piace, Shin Yuan. —si girò di spalle per andarsene, ma si ricordo di dire un'altra cosa alla sua cara sorellona prima di lasciarla— Ah! E non ti azzardare più a chiamarmi Shin. Non è una richiesta, è una minaccia!» e così se ne andò vincente.
Anche se non era gioiosa di rivedere quella donna pietosa davanti alla sua vita, però in qualche modo adora metterla in cattiva luce, la fa stare in salute.
•
Era notte, ma c'era ancora Lailla seduta da qualche parte dove poteva ammirare le acque dello stagno da molto vicino, ma sopratutto era venuta per vedere la luna.
In mano aveva una borraccia di alcolico ed era già molto ubriaca.
«Mh...q-questa luna è bellissima. M-mi ricorda mamma.» sorrise e mandò giù un'altro sorso direttamente dalla borraccia.
La sua mente ritornò nel passato, quando era una bambina. Era strano a dirlo ma lei era molto più felice quando era povera che essere una figlia di una famiglia nobile.
Guardò il riflesso dell luna sull'acqua e sta volta fece un espressione triste.
«Missa che non ritornerò mai più da mamma. Quel bastardo di Jungkook non me la farà incontrare così facilmente.» affermò tra sé e sé.
«Ahhh basta chiacchiere stupide! Meglio tornare nella mia stanza prima che mi addormento qui.» parlò un'altra volta da sola.
Si alzò in piedi, ancor prima di cominciare a camminare mise male il piede davanti, di conseguenza cadde direttamente nello stagno, abbastanza profondo, con tale facilità.
Stava lentamente affogando nelle profondità dello stagno, però non cercò neanche di salvarsi, anzi guardò solo la luna attraverso lo strato di acqua.
"Forse è meglio così" pensò mentalmente mentre stava quasi per toccare il fondo, ma ancora prima di chiudere gli occhi e abbandonarsi tra le braccia fredde delle acque vide una figura tuffarsi nell'acqua, stava venendo proprio da lei....per salvarla.
"Chi è?" e poi chiuse gli occhi.
La figura era appartenente a un uomo e quando riuscì a riportarla in superficie rivelò la sua identità: il primo figlio del re Gongchan, Park Jimin.
Egli la appoggiò sul terreno e fece un massaggio cardiaco affinché non sputasse dell'acqua, era sempre incosciente, ma almeno era viva.
Entrambi bagnati, Jimin la prese in braccio e cercò di riportarla da dove era venuta.
Durante il cammino, Jimin guardò un momento il viso della fanciulla e sbuffò.
«Certo che sei una vera seccatura, zanzara. La prossima volta ti lascio affogare senza indugio.» disse a lei, anche se era improbabile che sentisse.
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