𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗢𝗟𝗢 35. La ucciderai?
𝗦𝗲𝘂𝗹 𝗩𝗲𝗻𝗼𝗺𓆙
Sospirai per l'ennesima volta. Non ero certo fiera di come fosse andata quella giornata lunga e faticosa, ma in cuor mio sapevo di essermi liberata di un enorme peso. Ora, però, rimaneva la faccenda principale da risolvere: ero senza un won e fra poco sarebbe stata ora di paga. Non più dato che mi ero licenziata dopo aver insultato Sungho, suo padre e probabilmente i suoi figli futuri. Non che non se lo fosse meritato, certo, ma in quel modo io ero senza lavoro.
Sistemai alla rinfusa i miei capelli guardandomi allo specchio dell'entrata. Anche quella serata non sarebbe andata per il verso giusto e questo io già lo sapevo. Inconsciamente avevo detto ad Hoseok e Taehyung di essere libera e che sarei rimasta con loro, solo che nessuno dei due era a conoscenza della presenza dell'altro. Sapevo già che per Taehyung non ci sarebbe stato problema, ma per Hoseok sì. Giustamente, il ragazzo avrebbe prima ucciso me e dopo Taehyung. C'erano poche persone al mondo che mi facevano paura e di certo Hoseok e mia madre erano ai primi posti.
Inevitabilmente il mio sguardo cadde sopra il mobile sotto lo specchio. Rimasi un attimo incantata da quello strano bigliettino. Era colorato di blu, viola e un tocco di bianco. Quelli erano proprio colori che avrebbe usato un comune pub.
Afferrai quel biglietto riguardandolo fra le mani. Fire Night Club. Quello era il locale dell'amico di Jungkook di cui Jungkook stesso mi aveva parlato. A pensarci bene, mi aveva addirittura chiesto di fare un provino per vedere se potesse andarmi bene. L'unica pecca erano le ore notturne, ma allo stesso tempo potevano anche essere un vantaggio. Poi, considerando il fatto che Jungkook fosse un amico, l'offerta mi allettava ancora di più. Lui non mi avrebbe mai consigliato qualcosa di sconveniente.
Al diavolo. Presi in mano il cellulare e digitai il numero corretto prima che la parte razionale di me prendesse il sopravvento. Magari stavo solo facendo un buco nell'acqua e quel lavoro non mi sarebbe piaciuto comunque, ma non l'avrei mai scoperto se prima non ci avessi provato. Ricordavo che Jungkook mi avesse detto di dover chiamare lui in caso, ma non volevo certo disturbarlo a quell'ora.
Aspettai che la persona dall'altra parte della cornetta rispondesse, ma stava passando decisamente troppo tempo e tra non molto Hoseok e Taehyung si sarebbero presentati davanti casa mia. Un ultimo squillo e poi smetto-
«Chi parla?»
Oh merda.
«B-buongiorno-» idiota «Buonasera, salve- chiamo perché-»
«Chi parla?»
Il tipo non doveva essere una persona di molte parole.
«Mi chiamo Hera, sono-»
«Perché chiami? Chi ti ha dato questo numero?»
Rimasi scioccata da quelle domande dette a raffica e da quel tono infastidito. Ero ancora in tempo per chiudere tutto e rintanarmi nel mio comodo e caldo divano. Poi, la cosa più importante di tutte mi sfiorò la mente: mi servivano soldi.
«Jungkook mi ha dato questo numero- chiamo perché so che cercate una barista che faccia turni di notte nel vostro locale»
Volli darmi una pacca sulla spalla nel sentire la mia stessa voce essere così sicura e calma, ma mi chiesi se avessi fatto qualcosa di sbagliato quando non avvertii alcuna risposta dall'altra parte della cornetta. Non mi aveva sentito?
Aprii bocca per dire qualcosa, ma l'uomo mi precedette.
«Sì, me lo ha accennato- domani notte ti va bene iniziare la prova?»
«Uhm, veramente io-»
«Perfetto, ti voglio qui a mezzanotte in punto»
Chiuse la chiamata. Mi ritrovai a fissare il mio telefono. Fantastico. Erano tutti così esauriti e spazientiti a Seoul? Nessuno gli aveva mai fatto bere della camomilla o una cosa del genere? Dovevo ricordarmi di ringraziare Jungkook più tardi ma, cosa più importante, come potevo raggiungere un pub a mezzanotte senza macchina o patente? Avrei dovuto chiamare un taxi.
Saltai sul posto appena il campanello di casa iniziò a suonare. Capii dal modo in cui continuava a far rumore che fosse Hoseok quello dietro la porta. Bene, così avrei potuto indorare la pillola prima di dirgli spudoratamente che il suo bullo e spacciatore personale si sarebbe unito a noi.
Nascosi il biglietto da visita del Fire nelle tasche dei pantaloni e mi diressi verso l'entrata. Sperai almeno di trascorrere quella serata in maniera calma e pacifica.
Stetti per abbassare la maniglia della porta, ma Hoseok mi precedette.
«Allora! Che film guardiamo? Ho trovato un sito di streaming che-»
«Scegli tu, va bene? Anzi, prendi pure il posto sul divano che vuoi» sorrisi cercando di sembrare convincente, ma non sembrò funzionare «Che cosa vuoi mangiare? Ho preso delle patatine e delle pizze già pronte che-»
«Devi dirmi qualcosa?»
Immaginai che ad avermi tradito non fosse stato il mio sorriso palesemente finto, ma piuttosto la mia offerta di lasciare ad Hoseok il posto più comodo sul divano. Che diavolo. Amavo Hoseok, era il mio migliore amico, sebbene a volte mi venisse voglia di strozzarlo. Lui conosceva tutto di me dal mio carattere a come mi comportavo, a come reagivo a certe determinate situazioni. Questo però era anche un mio svantaggio quando si trattava di volergli nascondere qualcosa come in quel momento. Dovevo solo mettermi a pregare.
«Io ho-» dannazione Hera sei nata a Daegu «Mi sono licenziata»
Sollevai piano lo sguardo su quello di Hoseok pronta a sentirmi essere urlata contro, ma non successe. Al contrario, vidi le sopracciglia fini del maggiore sollevate, le labbra carnose appena socchiuse e gli occhiali sul suo naso pressati contro il viso. Era sorpreso? Arrabbiato? Scioccato?
Non riuscii a fare domande che venni presa dai fianchi e sollevata. Cacciai un urlo e dovetti premere le mani sulle spalle di Hoseok per non sbattere la testa contro la sua. Il ragazzo mi aveva sollevata da terra e ora mi stava facendo girare come una trottola. Il biondo parlava, gracchiava di felicità come se io avessi effettivamente potuto capirlo. Scoppiai a ridere a causa di quella scena esilarante pregando però Hoseok di mettermi giù.
«Sono così felice che tu ti sia sbarazzata di quel coglione!» il maggiore mi posò a terra non smettendo di stritolarmi nelle sue braccia «Ora cerchi un altro lavoro? Certo che lo cerchi- potrei chiedere a mio padre una mano, lui conosce tanti-»
Il biondo che stringeva le mie spalle venne interrotto da un finto colpo di tosse proveniente alle sue spalle. Merda.
Lanciai un'occhiata alla porta d'ingresso per vedere una figura alta ed elegante ferma sul ciglio della porta. Taehyung aveva un sopracciglio alzato nel guardarmi come a chiedere spiegazioni, ma non era arrabbiato. Sembrava più incuriosito che altro.
«-conosce tante persone- l'unico problema saranno gli orari, ma-»
Un altro colpo di tosse, questa volta più forte, fece bloccare Hoseok dal continuare a parlare. Il mio amico però sembrava più irritato che altro. Doveva ancora accorgersi della presenza di Taehyung e, quando sarebbe successo, mi avrebbe uccisa.
«-troveremo qualcosa, ne sono sicuro- l'importante è che non-»
Altro colpo di tosse.
«Si può sapere cosa cazzo-?!»
Il tono di Hoseok andò a scemare quando lui si voltò. Cazzo.
Vedevo di sfuggita l'espressione interdetta del ragazzo, il suo viso paonazzo e lo sguardo di terrore sulla sua faccia. Il mio amico sarebbe svenuto, morto o corso via urlando tra solo qualche minuto ed io non avevo avuto nemmeno il tempo di fargli conoscere Taehyung. Ero abbastanza sicura che Hoseok avrebbe denunciato lui, me, i miei genitori e la mia futura progenie.
«Cosa cazzo ci fai tu qui?»
Il biondo aveva parlato con un tono davvero autoritario, cosa che non era da lui. Mi sorpresi in un primo momento pensando che Hoseok volesse attaccare Taehyung, ma non fu così. Sebbene il suo tono di voce fosse stato duro e severo assieme alla sua espressione, il ragazzo iniziò ad indietreggiare fino a scomparire dietro le mie spalle. Idiota. Hoseok si era letteralmente nascosto dietro di me. Cretino.
«Posso entrare?»
«No, genio- secondo te, noi ti-»
«Certo Taehyung, entra pure»
Sospirai subito dopo aver parlato conoscendo già la reazione di Hoseok che infatti non tardò ad arrivare. Chiusi un attimo gli occhi sotto le urla del ragazzo alle mie spalle, mentre Taehyung entrò in casa chiudendosi la porta dietro. Avevo smesso di ascoltare le parole di Hoseok già da qualche secondo, da quando avevo notato delle borse fra le sue mani. Cosa aveva portato? E, soprattutto, per quante persone?
«Ho preso qualcosa per festeggiare, spero non vi dispiaccia»
«Festeggiare? Festeggiare cosa? Se è il tuo compleanno puoi anche andare a-»
«Hoseok, la vuoi finire?-»
«Scusami se voglio odiare la persona che mi ha pestato mentre tu te la scopi!-»
«A dire la verità-» Taehyung si tolse la giacca di dosso posandola piegata alla perfezione sopra lo schienale del divano, si tolse le scarpe e mise le borse sul mobiletto appena dopo l'entrata. Sembrava la persona più educata e dolce dell'intero mondo. «-io ho ordinato di pestarti, non l'ho fatto di persona- e per quanto riguarda Hera, non è lei che scopa me- sono io che-»
«Okay! Okay, va bene!»
Risi in modo incontrollato cercando di spostare l'attenzione dalle parole di Taehyung. Dovevo evitare che quel montato mi mettesse in imbarazzo ancora una volta. Vedevo il maggiore nella stanza ridacchiare. Maledetto.
«Che cosa hai comprato? Non dovevi, davvero- ho preso delle patatine e-»
«Per festeggiare serve alcool, no?»
Appena Hoseok sentì quella parola magica, il suo richiamo, si precipitò davanti a Taehyung come se fosse pronto a combattere con lui all'ultimo sangue. Il ragazzo vestito in modo elegante gli sorrise strafottente, ma Hoseok non si tirò indietro. Quando si trattava di cibo e alcool non c'era nulla che potesse fermarlo.
Mi avvicinai ai due tenendo la fronte con una mano. A dire la verità ero davvero stanca ed avrei tanto voluto tornarmene a letto, ma era importante passare del tempo con il mio migliore amico soprattutto se c'era la possibilità che lui e Taehyung imparassero ad andare d'accordo. Non mi aspettavo che Hoseok dimenticasse tutto ciò che era successo con l'altro ragazzo e che diventassero come fratelli, ma almeno poteva vedere quanto lui fosse innocuo. Almeno, quando era con me.
Il biondo iniziò ad esaminare qualsiasi cosa contenessero quelle buste bianche. Spostava oggetti, faceva versi di apprezzamento ed altri versi di riflessione. Sembrava un giudice di Masterchef.
«Lo sai, Kim, c'è un cartello fuori casa Bak che dice che non si può entrare senza vodka e birra-»
«Sono entrambe nell'altra borsa, Jung»
Scoppiai a ridere quando Hoseok si tuffò per cercare le sue cose preferite oltre al cibo. Il biondo scavava fra le bevande come un procione in un cassonetto di rifiuti.
Fui talmente stanca e distratta dai versi di Hoseok che non mi accorsi della vicinanza di Taehyung. Mollai un grosso respiro di sollievo lasciando andare tutto lo stress che avevo trattenuto in quella giornata sderenante e lasciai che il castano circondasse le mie spalle con un braccio. Venni attirata contro il petto di Taehyung. Chiusi in automatico gli occhi appena sentii le sue labbra sulla mia fronte. Sarei potuta rimanere lì per sempre.
Fu in quel momento che il mio naso si arricciò a causa di uno strano odore. Non era un brutto odore, certo, ma era semplicemente diverso dal solito. Quello non era il profumo di Taehyung. Mi staccai di poco dalla sua camicia bianca e lo osservai. Mi persi qualche secondo ad osservare quel bianco pulito e candido macchiato da qualcosa di rosso che, asciugandosi, era diventato marrone. Era una piccola chiazza quasi invisibile. Sangue? Perché Taehyung era sporco di sangue?
«Ti senti meglio?»
Sorrisi verso il maggiore ed annuii. Amavo vederlo così preoccupato, così dolce per me e nei miei confronti. Sapevo che lui non fosse quel genere di persona e vederlo in quel modo mi faceva sentire speciale. Gli sarei saltata addosso in quel preciso momento se non fosse stato per Hoseok. Hoseok?
Con le sopracciglia aggrottate voltai la testa verso il ragazzo. Che cazzo. Il biondo aveva attaccato la bocca alla bottiglia di vodka pura già da qualche secondo e non accennava a volersi staccare. Lo avrei ucciso.
«Hoseok! Smettila! Se provi ad ubriacarti ti lascio vomitare in giardino-! Hey!-»
«Lascia che si diverta, tesoro- se lo merita»
In un altro momento avrei volentieri preso a parole anche Taehyung, ma decisi di non farlo. Primo, perché non ne avevo le forze e secondo perché quel ragazzone era così bello e carino. Gli avrei pizzicato le guance. Cazzo. Ero davvero andata.
«Merda, questa roba è assurda- dove l'hai presa?»
Hoseok si pulì la bocca con il dorso della mano.
Scossi la testa e feci segno ai due di seguirmi in salotto. Non persi altro tempo sedendomi sul divano, ma sbuffai sonoramente quando Hoseok e Taehyung non sembrarono volermi seguire. Dopo pochi minuti in cui i due si erano scambiati consigli sull'alcool si avvicinarono continuando a parlare. Si sarebbero divertiti più di me quella sera.
Hoseok si sedette di peso dall'altra parte del divano. Beveva come un vecchio ubriaco e allo stesso tempo parlava come se niente fosse con Taehyung. Sembravano già migliori amici quei due, seppure il maggiore non fosse molto bravo a fare quel genere di conversazioni. Non che Taehyung fosse a disagio, ma semplicemente non era abituato ad un Hoseok logorroico, brillo ed affamato.
Feci segno al castano di sedersi accanto a me e lui non se lo fece ripetere due volte. Appena questo successe, posai la testa sulla sua spalla, ma lui non mi degnò di una minima attenzione. Che diavolo. Aprii gli occhi per vedere quei due decisamente troppo interessati all'alcool, a dove trovare quello ottimo. Era appena venuto fuori che Jimin possedesse un'azienda vinicola assieme alle mille altre cose.
«Hera, devi far provare questa roba a Dongmin ed Sanha- è assurda-»
«Dongmin ed Sanha?»
Merda. Capii dal tono di Taehyung che quella domanda fosse stata detta con un pizzico di sospetto. Lanciai un'occhiataccia ad Hoseok. Vidi il ragazzo sbarrare gli occhi probabilmente essendosi reso conto di ciò che aveva appena fatto, ma mi ignorò tornando a bere. Maledetto. Aveva lasciato a me la patata bollente. Non che ci fosse qualche problema, comunque; avrei dovuto parlarne a Taehyung prima o poi.
«Tra qualche giorno arriveranno i miei amici da Daegu- staranno qui-»
«Sì, beh- non so dove metterai quattro persone a dormire- cinque se contiamo me ed è ovvio che io ci sia perché non c'è festa senza di me- Jisoo è ancora single? Anche se preferirei Sanha- Nari ha ancora i capelli rossi?»
«Potete stare da me»
Cosa?
«Cosa?»
Hoseok diede voce ai miei pensieri. Sia io che lui ci voltammo esterrefatti verso un Taehyung completamente tranquillo e calmo che mangiava patatine. Aveva davvero capito ciò che il mio amico aveva detto? Sicuramente aveva sentito male.
«Non c'è nessun problema- ho abbastanza camere nel mio appartamento»
Il maggiore sollevò le spalle come se non importasse davvero ciò che stava dicendo. Non riuscivo a capire se Taehyung stesse scherzando o meno. Come poteva volere cinque sconosciuti in casa sua? Sarebbero rimasti solo per una notte, certo, ma questo non contava nulla. Che lo stesse facendo per me?
«Non preoccuparti, davvero- ho un divano letto e-»
«Non è un problema, ripeto»
Rimasi interdetta da quel tono appena usato, dai suoi occhi marroni sui miei. Avevo già visto quel suo atteggiamento, ma in quell'istante c'era qualcosa di strano. Ho capito. C'era sicuramente qualcosa che non andava in Taehyung, ma per qualche motivo si stava trattenendo a causa della presenza di Hoseok. Che diavolo? Taehyung era infastidito. Così tutto ad un tratto? Che fosse infastidito dai miei amici?
«Benissimo! Allora è deciso! Non ti preoccupare, io penserò al cibo e-»
Le parole di Hoseok si sfumarono nella mia mente a causa della mia disattenzione. Fissavo Taehyung di profilo con gli occhi socchiusi cercando di leggergli nella mente.
Perché si era offerto di ospitare me ed i miei amici? L'unica possibilità era una: voleva tenermi sotto controllo. Questa, era una cosa da Kim Taehyung.
Chiusi la porta alle mie spalle facendo attenzione a non fare rumore. Non dovevo svegliare il can che dormiva e, in quel caso, il cane che dormiva era un barboncino ubriaco. Hoseok non sapeva reggere l'alcool. Per fortuna avevo già avvisato i suoi genitori dicendo che quella notte avrebbe dormito da me. Tecnicamente, non era una bugia.
Rabbrividii a causa del freddo di quella notte e mi strinsi nelle braccia. Mi dispiaceva fare andare via Taehyung, ma non volevo che i miei genitori si facessero strane idee. Ero convinta che ci stessero spiando dalla finestra della cucina.
Taehyung si avvicinò a me prendendo una mia guancia con la sua grande mano. Come poteva un contatto del genere farmi sognare una vita assieme a lui? Ero abbastanza sicura di non avere il ciclo.
«Mi dispiace per Hoseok- quando beve diventa logorroico»
«Tranquilla, conosco un'altra persona logorroica»
Antipatico. Lo vidi sorridere vittorioso appena minacciai di ucciderlo con il semplice sguardo, ma poi mi ammorbidii. Mi alzai in punta di piedi per baciarlo a stampo. Lui non mi lasciò andare. Un suo braccio mi stringeva contro il suo corpo, l'altra sua mano sulla mia guancia. Taehyung mi stava baciando in modo dolce, gentile. Mi faceva sempre un certo effetto sentire quanto lui potesse essere delicato.
«Chi sono quei due tizi?»
Le parole del ragazzo vennero mormorate sulle mie labbra in un modo talmente roco che io pensai avesse detto qualcosa di sporco. Non era così.
Mi ripresi dopo pochi secondi e tornai con i piedi per terra. Che diavolo. Pensava ancora ad Sanha e Dongmin dopo tutta quella serata? E mi aveva chiesto di loro proprio in quel momento? Non che non fosse lecito, certo, ma non volevo tornarmene a letto dopo aver discusso anche con lui.
«Sono degli amici, Taehyung- loro e altre due ragazze sono gli amici più cari che ho lasciato a Daegu-»
«Dalla reazione avuta con Hoseok non sembravano solo amici»
Avrei soffocato Hoseok nel sonno, quello era certo.
Chiusi per un attimo gli occhi e tirai un grosso respiro. Non aveva senso mentire a Taehyung e non ce n'era neanche motivo. La mia storia con Dongmin era finita, sepolta ormai da mesi e lui non mi mancava per niente. Ora ero persa per Taehyung.
«Dongmin è il mio ex ragazzo»
Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da Taehyung, ma di certo non niente. Guardai il maggiore dal basso mantenere quella sua espressione monotona e senza emozioni. Non era arrabbiato perché il mio ex fidanzato sarebbe venuto a trovarmi di lì a pochi giorni? Meglio così. O forse, cosa più probabile, Taehyung era incazzato e non me lo stava mostrando. Esattamente come poco prima con Hoseok.
«Quanto tempo siete stati insieme?»
Quella domanda mi sorprese non tanto per le parole, ma per il tono con cui venne pronunciata. Sì, era proprio infastidito. Almeno non era infuriato come lo era stato quel pomeriggio dopo la storia di Durji.
«Circa un anno, credo» sospirai ancora, ma poi scossi la testa. Non mi importava di Dongmin nel modo più assoluto. Non uscivo con lui nemmeno come amica da mesi a causa di quanto male lui avesse preso la nostra rottura. «Posso assicurarti che è tutto finito con lui, Taehyung- sono stata io a lasciarlo-»
«Non sono arrabbiato, tesoro- non con te»
Il maggiore premette le labbra sulle mie un'altra volta ed io mi sciolsi. Dannazione. Taehyung avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa ed io con un solo bacio lo avrei perdonato. Perché ero così sottona per lui?
Sorrisi in risposta. Ero felice che lui non fosse arrabbiato e che non avesse fatto una specie di scenata. Dongmin al posto suo l'avrebbe fatta ed era per questo che erano diversi l'uno dall'altro.
«Non potrei invidiare qualcuno che non riesce a far venire la propria ragazza»
Come non detto.
«Muoviti a tornare a casa, maschio alpha»
Lo spinsi giocosamente dalle spalle facendolo ridacchiare ancora. Era un bambinone troppo cresciuto. Mi piaceva anche per questo.
Lo osservai mentre camminava verso la sua macchina e mi resi conto da sola di quanto sembrassi una pazza, idiota, stupida innamorata. Avrei dovuto parlare a Taehyung e capire cosa fossimo noi per lui. Due erano le possibili risposte: una mi avrebbe resa la ragazza più felice sulla faccia della Terra, l'altra mi avrebbe distrutto completamente.
«Taehyung!»
Il ragazzo si voltò incuriosito prima di salire in macchina. Era così carino.
«Guida piano e mandami un messaggio appena arrivi!»
Taehyung mi fece un occhiolino con il sorriso più malizioso che potesse esserci, tanto che sentii le guance andare a fuoco. Maledetto. Lo faceva a posta.
Vidi sfrecciare il ragazzo via sulla strada e lo osservai finché non scomparve dalla mia vista. Mi mancava già, incredibile come io fossi persa per lui. Non mi era mai successa una cosa del genere con nessuno dei precedenti ragazzi con cui mi ero frequentata. Kim Taehyung era decisamente diverso da chiunque.
Diverse ore prima - appartamento di Taehyung
Taehyung non si era mai accorto di come quel suo dannato ascensore fosse lento e straziante. Non erano nemmeno tanti i piani da percorrere dato che il ragazzo abitava al quinto piano, quindi perché diavolo quell'affare ci stava mettendo così tanto? Doveva starlo facendo a posta per far incazzare il castano.
Taehyung sentiva il sangue bollire nelle vene, il respiro che entrava nei suoi polmoni scottare, bruciare come fosse lava gassosa. Giurò, ad un certo punto, di vedere rosso dalla rabbia. Aveva appena lasciato Hera a casa sua a riposare dopo che si era licenziata da quel tugurio di posto. Per tutte quelle ore, Taehyung non era riuscito a non pensare a cosa la ragazza gli avesse detto: Durji le aveva dato della puttana. La cosa che più faceva incazzare il castano, la cosa che più lo mandava fuori di testa era l'episodio avvenuto con Hoseok all'ospedale giorni prima. Quel ragazzo gli aveva già accennato a cosa Durji aveva fatto ad Hera, ma Taehyung non gli aveva creduto. Se Taehyung avesse ascoltato il biondino quattrocchi, a quest'ora non avrebbe mai visto la sua Hera piangere e disperarsi come era appena successo.
Taehyung era così arrabbiato, così furioso in un modo così profondo che gli sembrò che quella rabbia lo stesse mangiando dall'interno. C'era solo un modo per far scomparire quella sensazione o, almeno, lui conosceva solo quel modo.
Il ragazzo spalancò la porta del suo appartamento e, senza nemmeno fermarsi a riflettere qualche secondo, si lanciò dentro il salotto. Sapeva che avrebbe trovato tutti i suoi compagni ancora lì.
«Hey Taehyung!-» fu proprio Durji il primo a salutare il capo. Se ne stava in piedi davanti la TV a torso nudo con una sigaretta fra le dita e un sorriso beota in volto. «Hai fatto l'abbonamento a Netflix? Non ti facevo tipo da serie TV-»
Le parole del moro vennero messe a tacere dalle nocche di Taehyung.
Durji venne scaraventato con la faccia sul pavimento, il respiro pesante, entrambe le mani schiacciate a terra. Il ragazzo mollò un urlo di dolore quando la sua sigaretta ancora accesa bruciò una parte del suo palmo. La testa di Durji pulsava, era pesante come macigni e le sue gambe non sembravano voler collaborare a risollevarsi in piedi. Gli occhi che vedevano nero e sfocato, la bocca che annaspava in cerca d'aria.
«Taehyung, che cazzo-?!»
«State zitti!»
Il grido possente del castano rimbombò per quelle pareti ancora spoglie. Lo sguardo infuocato del ragazzo era diretto verso Jimin e Yoongi appena alzati dal divano, ma doveva essere dedicato tutto a Durji. Taehyung lo avrebbe massacrato di botte, gli avrebbe spaccato ogni singolo osso del corpo, gli avrebbe tagliato il cazzo, le vene e poi lo avrebbe appeso a testa in giù in centro a Seoul in modo che tutti, chiunque avrebbero capito che Bak Hera non doveva essere toccata. Questo lo rendeva tossico, lo rendeva possessivo e non di certo una persona degna di amore, ma non gli importava nulla. Hera era sua, lui era di Hera. Nessuno avrebbe mai potuto metterle le mani addosso o anche solo sognarsi di guardarla male. Nessuno.
«Quale cazzo è il tuo problema, merda»
Durji tentò di portarsi a sedere e, appena lo fece, tossì ancora e ancora. Vide il palmo della sua mano essere sporco di sangue appena sputato, la testa che rimbombava. Dannazione. Il moro si alzò a fatica tenendo il proprio corpo appoggiato al mobile della TV. Durji non riusciva a rimanere dritto in piedi, a pensare lucidamente, ma di certo conosceva il motivo di quella reazione tanto esagerata.
«Sono io a chiederti quale cazzo è il tuo problema, figlio di puttana» Taehyung ringhiò avvicinandosi in modo lento al minore. Durji si ritrovò a deglutire e a lanciare un'occhiata a Jimin e Yoongi, ma nulla. Nessuno dei due si sarebbe messo contro Taehyung per aiutarlo. «Cos'hai detto ad Hera, mh? Cosa cazzo le hai detto-?!»
«Cos'ho detto a quella puttana, intendi?-»
Un altro pugno, questa volta più violento dell'altro, fece tacere Durji. Quest'ultimo si impegnò a non cadere, ma barcollò all'indietro. La forza di Taehyung non era certo un segreto e nemmeno le sue lezioni private di boxe lo erano. Quello era uno dei tanti motivi per cui nessuno si sarebbe mai sognato di farselo nemico. Era vero che Taehyung delegasse i lavori sporchi ai suoi compagni, ma questo non significava che lui non sapesse combattere. Il suo passato dimostrava il contrario.
«Durji, che cazzo-»
«Perché ti fai manipolare da quella stronza?!» il moro urlò contro Taehyung e lo vide con i pugni stretti accanto i fianchi, le nocche sporche di sangue. «Pensi che tenga a te?! Pensi che non voglia solo i tuoi soldi o tutto quello che puoi offrirle?!-»
«Adesso ti ammazzo-»
«Cosa farai quando lei ti rifiuterà come hanno fatto i tuoi genitori, Taehyung?! La ucciderai come-?!»
Il ragazzo alto e muscoloso non ci pensò due volte a buttarsi contro Durji. Le ginocchia di Taehyung si posarono a terra accanto i suoi fianchi, il petto sporto in avanti, mentre continui pugni colpirono il volto malridotto del minore.
Taehyung non stava vedendo niente a causa della rabbia, furia che gli stava ordinando cosa fare. Non poteva accettare che qualcuno parlasse di e ad Hera in questo modo, non poteva accettare che uno dei suoi compagni tirasse fuori quella vecchia storia come niente fosse. Durji, soprattutto, non ne aveva alcun motivo. Nemmeno Jimin si era mai spinto così tanto oltre, nemmeno Yoongi, i suoi migliori amici.
Durji doveva pagare.
Avrebbe pagato.
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