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"Tesoro, dovresti iniziare a prepararti se non vuoi fare ritardo come tuo solito." La signora dai lunghi capelli castani sorride alla figlia mentre le parla amorevolmente.

"Sì mamma, hai ragione." Risponde la ragazza sorridendole a sua volta

Meg la guarda percorrere il corridoio mentre ripensa a tutti i bei momenti passati insieme. Quell'angelo caduto dal cielo, come era solita chiamarla da piccola.

Per lei e Gus, suo marito, fu una benedizione quando sua zia Kalea si presentò davanti l'uscio di casa stringendo la mano della bambina che desiderava mettere in salvo.

"Cara, devo chiederti un favore enorme" disse Kalea una volta sedutasi sul divano guardando la nipote con sguardo supplichevole

"Zia, mi fai preoccupare così. Dimmi come posso aiutarti, chi è questa bambina adorabile?" chiese Meg spostando lo sguardo dal marito alla zia per poi posarlo sulla bambina che si era appisolata sulla poltrona

"Lei è Milagros, figlia del re Enea e della regina Alma del regno di Wor. La madre è morta dando la piccola alla luce mentre il re è deceduto affetto da una rara malattia poche ore fa. A lei spetta il potere ma essendo ancora piccola deve essere affiancata da un reggente. Purtroppo la situazione si sta complicando e alcuni nobili vogliono ucciderla per avere il suo potere." Kalea si bloccò per prendere un respiro profondo prima di continuare "Io... devo chiederti questo enorme piacere. Anzi chiedervi, ad entrambi" spostava lo sguardo da Meg a Gus che si stringevano la mano "Sareste disposti a prendervi cura di Milagros?"


"Già, sono passati dieci anni da quella sera." Si rivolge Gus alla moglie come se le avesse letto la mente. Si avvicina a lei e la abbraccia da dietro

"Guardala Gus. Quant'è cresciuta!" dice Meg lasciando che una piccola lacrima le righi il volto

"Mamma, puoi venire un attimo?" grida Milagros dalla sua camera da letto

"Vai a vedere cosa vuole" dice Gus raccogliendo la lacrima dal viso della moglie e lasciandole un bacio sulla guancia.

Meg si avvia per il corridoio fino ad arrivare sulla soglia della porta e osservare la ragazza nel mentre si trucca.

"Tesoro" si rivolge a Milagros sorridendole

"Mamma, secondo te devo farmi i capelli lisci o mossi? Li lego o li lascio sciolti? Lo metto l'eye-liner o solo mascara, matita e lipgloss?" Chiede la ragazza agitata mentre inizia a prendere il vestito da indossare.

Meg le sorride capendo la sua agitazione

"Tesoro sei stupenda qualsiasi cosa tu faccia"

"Grazie mamma ma così non mi aiuti" ride Milagros contagiando anche la mamma "davvero, ho bisogno di un consiglio!"

Meg si avvicina alla figlia e le posa le mani sulle spalle.

"Allora: lascia stare l'eye-liner. Va bene anche solo il mascara, senza neanche la matita. Non mettere il lipgloss ma il rossetto rosa" dice Meg mentre toglie da sopra la scrivania eyeliner, matita e lipgloss e prendendo il rossetto.

Milagros finisce di truccarsi

"E i capelli?"

"Fai delle morbide onde e fai due trecce ai lati raccogliendo solo le ciocche di sopra" le sorride Meg

"Va bene, grazie mamma" l'abbraccia Milagros

Per Milagros è molto più importante festeggiare il compleanno con i suoi amici e il suo fidanzato piuttosto che fare l'enorme festa organizzata e voluta dai genitori.

"Comunque io ancora non capisco che bisogno c'era di fare una festa così grande. A me basta festeggiare con i ragazzi, non con tutta la scuola e con persone che non frequento." Dice Milagros mentre finisce di farsi le onde con la piastra

"Tesoro, non capita tutti i giorni di compiere diciotto anni. Io e tuo padre volevamo organizzarti una festa degna di te. Quindi stasera divertiti con i ragazzi e domani ci sarà la grande festa!"

"Va bene mamma. Grazie davvero!" le sorride

"Il mio angelo caduto dal cielo è diventata una donna" dice Meg emozionata

La conversazione viene interrotta dalla suoneria del telefono di Milagros: "There's nothing holding me back" di Shawn Mendes, il suo cantante preferito.

"Elia" risponde Milagros aspettando di ricevere risposta dall'altra parte "Sono quasi pronta, una decina di minuti e sono pronta. A tra poco"

"Dai finisci di prepararti. Dove andate di bello?" chiede Meg aiutando la figlia ad indossare il vestito.

"Non lo so. Non me lo hanno voluto dire. Hanno fatto tutto loro e mi hanno detto che è una sorpresa." Ride Milagros

Si volta verso lo specchio per darsi l'ultima sistemata.

Il vestito le sta d'incanto: mette in risalto le sue curve fin sulla vita per poi ampliarsi in una gonna corta svasata.

"Sei stupenda!" dice Meg con gli occhi lucidi

Milagros le sorride e prende la borsetta. Si avvia verso la porta per indossare i tacchi bianchi scelti apposta per l'occasione.

"La mia principessa" le sorride Gus

"Papà!" si abbracciano

Il clacson di un'automobile richiama l'attenzione di Milagros.

"Deve essere Elia. Bene io vado, ci vediamo domani" sorride Milagros mentre apre la porta

"Divertiti, anzi divertitevi, e stai attenta!"

"Sì mamma"

"Riferisci ad Elia le solite raccomandazioni! Ti affido a lui"

"Certo papà" si mette a ridere

Esce di casa e chiude la porta avviandosi per il vialetto. Arriva alla macchina e, aperta la portiera, si sistema sul sedile anteriore.

"Hey!" saluta Elia lasciandogli un dolce bacio sulle labbra mentre il ragazzo resta imbambolato

"Sei un incanto" la squadra da capo a piedi mentre Milagros sente lo sguardo intenso spostarsi su tutto il corpo disegnando le sue curve.

Quando Elia sposta lo sguardo sul suo viso, Milagros sente le guance andare in fiamme. Dopo quasi un anno di fidanzamento ancora non riesce a non arrossire allo sguardo del ragazzo per cui ha perso la testa.

Il ragazzo le sorride notando l'effetto che ha su di lei e decide di partire per raggiungere gli altri.

"Allora, emozionata?"

"Beh sì, sono curiosa di sapere dove mi porterete di bello" sorride

"È una sorpresa, già te l'abbiamo detto un sacco di volte." Ridacchia Elia volgendo un veloce sguardo a Milagros e poi rivoltandosi a guardare la strada.

"Uff" Milagros incrocia le braccia al petto mettendo il broncio

"Aw, la mia piccolina!" la prende in giro Elia

"Devo ricordarti, caro, che mancano poche ore al mio compleanno. Sono diciotto anni, non dieci. Ma a quanto pare neanche mio padre lo capisce dato che continua ad affidarmi a te. Mi ha detto di ricordarti le solite raccomandazioni" ridacchia Milagros coinvolgendo anche il ragazzo che sta parcheggiando.

"È sempre un piacere mantenere la promessa fatta a Gus." Tira il freno e si volta verso Milagros "Mila, tu sei la cosa più importante che mi potesse capitare. Ti proteggerò da tutto e da tutti, come promesso anche a tuo padre. Non lo facciamo perché ti riteniamo piccola ma perché abbiamo paura che ti possa succedere qualcosa e io soprattutto ho paura di perderti... non voglio che accada. Non riesco ad immaginare la mia vita senza te!"

Si guardano intensamente negli occhi.

"Amore, non mi perderai!" Milagros gli prende il viso tra le mani "Io ti amo, tanto!" gli sorride e lo bacia

"Ti amo anch'io, piccola" sussurra Elia sfiorandole le labbra. Si allontana e ritorna a guardare Milagros negli occhi "Starei qui con te a baciarti tutto il tempo" sorride "ma se non ci muoviamo perdiamo il traghetto!"

"E va bene, andiamo!"

Scendono dall'auto e mano nella mano si avvicinano al traghetto

"Gli altri sono già in città" annuncia Elia a Milagros mentre sono seduti sul traghetto. Mila in braccio ad Elia dato che non c'era posto.

La ragazza annuisce

Tutto il gruppo di amici abita a Ward's Island, un isolotto di Toronto e per raggiungere la città devono usufruire del traghetto.

"Comunque non ti ho ancora ringraziato per prima" dice Milagros attirando l'attenzione di Elia che non capisce a cosa si sta riferendo "per il complimento" ridacchia

"Ho notato le tue guance rosse, mi è bastato quello come risposta" ride Elia mentre stringe Milagros più forte a sé

"Anche tu sei bellissimo, come sempre" gli lascia un dolce bacio sulla guancia

Una volta arrivati al porto, Elia chiama un taxi.

"Puoi portarci a questo indirizzo, per favore?" chiede all'autista dandogli un biglietto con su scritto l'indirizzo

"Ma certo"

Milagros si guarda intorno per capire dove stanno andando.

Il taxi si ferma in un parcheggio isolato mentre Milagros guarda confusa Elia che ridacchia

"Grazie mille, ecco a lei. Tenga pure il resto"

Una volta usciti dall'auto, Elia prende per mano Mila e la porta fino all'entrata di un edificio

"posso capire dove siamo?" chiede Milagros

"Non ancora, sii paziente" ride Elia "ecco i ragazzi" indica un gruppetto di ragazzi che si avvicinano a loro

"Mila!!! Sei uno schianto!" un ragazzo castano la stringe forte a sé

"Einar!" lo saluta la ragazza sciogliendo l'abbraccio "Ragazzi! Posso sapere dove mi state portando?"

I ragazzi scoppiano a ridere

La compagnia di amici è sempre stata la stessa: Einar, Cedric, Joel, Nolan, Teo e Milagros. Milagros è l'unica donna del gruppo e lei non desidera di meglio; il suo migliore amico è Einar, a lui confida tutto non tralasciando niente; Cedric è il belloccio del gruppo, il narcisista, l'egocentrico sbruffone che si fa bello per essere circondato dalle ragazze; Joel e Nolan sono gemelli, l'unica cosa che li distingue è il modo di vestire; infine Teo, l'ultimo aggiunto al gruppo che si era trasferito a dodici anni nella città di Toronto dove i ragazzi vivono.

"La solita curiosona! Abbi pazienza, manca poco" le risponde Teo

"Abbiamo chiamato l'ascensore, aspettiamo che arriva" la rassicura Cedric

Un suono fa capire che l'ascensore è arrivato e che possono finalmente entrare.

Mila al centro e tutti i ragazzi intorno. Nonostante abbia i tacchi ai piedi, è sempre più bassa di tutti gli altri.

"Ok siamo arrivati" fa notare Nolan a tutti

"Signorina, permette?" chiede scherzosamente Elia porgendo la mano alla sua ragazza

"Con tanto piacere" gli sorride afferrandogli la mano

Arrivati al tavolo prenotato e guardando al di fuori della vetrata, Milagros capisce dove si trovino.

"Il ristorante girevole?!?! Ragazzi ma voi siete pazzi! È super costoso, come vi è saltato in mente?" chiede Milagros sedendosi a tavola

"Mila, questo ed altro per te! Sappilo" afferma Joel

"Ci teniamo davvero tanto a te, non sarà di certo il costo del ristorante della CN Tower a spaventarci" le fa l'occhiolino Cedric

"Grazie mille ragazzi, vi voglio un mondo di bene!" sorride Milagros guardando i ragazzi uno per uno

"Goditi la serata, che le sorprese non sono finite qua" gli suggerisce Einar

I ragazzi iniziano a cenare e passano la serata a chiacchierare e a ridere. Milagros non potrebbe desiderare di meglio

"mancano dieci minuti alla mezzanotte, è ora di andare" dice Elia

"andare dove? Pensavo dovessimo aspettare la mezzanotte!" chiede Milagros alzandosi confusa e seguendo i ragazzi verso l'ascensore.

"Certo che aspettiamo la mezzanotte, ma non qui." Le riferisce Teo sorridente

"Ora chiudi gli occhi" le dice Elia mettendole le mani sugli occhi

Quando l'ascensore si ferma escono avviandosi verso il tavolo su cui è posizionata una piccola torta con una candelina

"Fermati qui, non aprire gli occhi ora che ti tolgo le mani dal viso. Li aprirai quando ti dirò di farlo, ok?" chiede Elia

"Ehm.."

"Fidati!" ridacchia il ragazzo

"E va bene. Farò come dici!" sorride

"Un minuto!" grida Joel distante da Milagros

"Apri gli occhi quando finiremo il conto alla rovescia!" Dice Elia

"ok" ride Milagros

"Dieci... nove... otto... sette... sei... cinque... quattro... tre... due... uno... Auguriii!!!" gridano i ragazzi

Milagros apre gli occhi e subito nota che si trovano sul pavimento vetrato della torre

Sorride ai ragazzi nel mentre Cedric stappa lo spumante

"Fai i diciotto passi per arrivare a soffiare la candelina. Ogni mattonella un passo e ricordati di esprimere il desiderio lungo il tragitto!" le ricordano Einar ed Elia

Milagros segue le istruzioni e soffia sulla candelina. Cedric le porge il bicchiere con lo spumante

"Discorso! Discorso! Discorso!" dicono i ragazzi in coro

"Ragazzi sapete che non sono brava con i discorsi!"

"Discorso! Discorso! Discorso!" ripetono i ragazzi

Milagros si arrende

"E va bene ci provo. Infondo devo dire ciò che viene dal cuore" sorride "fin da quando ho memoria, vi ho sempre avuto al mio fianco. Grazie alle nostre mamme ho conosciuto te" si rivolge ad Einar "e fin da subito ho capito quanto fossi speciale ed importante per me. Sempre pronto ad ascoltarmi, a non lasciarmi sola. Eri con me il primo giorno di scuola e mano nella mano siamo entrati in classe. Qui ho conosciuto Cedric, Joel e Nolan. Pensavo di vedere doppio quando vi siete avvicinati per presentarvi" ridono "Poi un giorno, la prof ha presentato il nuovo compagno di classe. 'Vi presento Teo Moon! Teo puoi sederti davanti a quella ragazza con le trecce' disse la prof indicandomi.... Abbiamo iniziato a trascorrere le giornate insieme, a frequentare il Fantasyword. Proprio lì una sera stavo per tornare a casa infuriata con un ragazzo che non aveva prestato attenzione e stava per farmi rovesciare la Coca-Cola addosso. 'Ma chi ti credi di essere?' 'non sono modi di rivolgersi verso chi non conosci!' 'Beh senza che porti il broncio, non ti sei sporcata.'" Rivolge uno sguardo ad Elia, che ricambia ridacchiando "Ragazzi, mi avete stravolto la vita e me l'avete resa migliore! Non posso desiderare di meglio. Finalmente ho anch'io diciott'anni... oh no! Non posso più usare la scusa del 'sono minorenne' per non bere alcol" tutti si mettono a ridere "ma almeno ora posso portarvi in giro con la mia macchina. Finalmente la più piccola del gruppo non è poi più così piccola. Mi dispiace ma dovete accettarlo" fa spallucce "Questo è solo un altro dei compleanni passati insieme perché molti altri ce ne aspettano! Vi voglio un mondo di bene!"

"Cin!" dicono i ragazzi in coro alzando il bicchiere in aria

"Cin!" risponde Milagros sorridendo

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