Tornare in piedi
PoV Sayzor:
La mattina seguente, ore 9:30.
Che succede? Che ora è?
Questo non è il campo fiorito dov'ero prima, è un letto d'ospedale!
Mi girai verso sinistra, ma vedo solo la finestra, fuori c'è un po' di pioggia.
A destra invece c'è una borsa ed un biglietto, lo presi per leggerlo.
"Sayzor, non ho idea di quando ti svegliarai, ho davvero tante cose da dirti...ma non temere!
Presto tornerò in ospedale a trovarti, dammi solo fino a domani pomeriggio.
Mi auguro con tutto il cuore che al mio ritorno, tu ti sia risvegliato.
Un bacio..."
Itsuka
Chissà quanto avrà sofferto Itsuka...a volte penso che mettermi con lei sia stato un errore.
Non perché io non la ami, ma perché continuando a preoccuparsi...ho paura che un giorno possa veramente stare troppo male, non voglio che questo accada.
Mi chiedo ora come sta Hanzo, aspetta! Posso sempre chiamare Tetsuya!
Guardai nella mia borsa, ma il mio telefono è ridotto in pezzi: lo schermo è rotto, il testo centrale manca e il display non dà segni di vita...
Maledetto Shi e stupido io che ho usato una tecnica così forte!
Posso dire con certezza che Recovery Girl ha fatto un ottimo lavoro, a parte il fatto che sono indolenzito, mi sento meglio.
Mi auguro di ricevere notizie dei miei compagni il prima possibile.
PoV Hanzo:
Analogamente, anche Hanzo pensò la stessa cosa detta da Sayzor.
Posso dire con certezza che Recovery Girl ha fatto un ottimo lavoro, a parte il fatto che sono indolenzito, mi sento meglio.
Oltretutto, da stamattina ho la compagnia della Dottoressa Nakamura, non mi dispiace affatto.
Il sensei è alle cure di Recovery Girl, mentre per la ricostruzione del mio corpo danneggiato ci pensa lei, che tra l'altro ho scoperto essere la sorella minore di Kanon.
È una ragazza molto socievole, mi fa sentire molto a mio agio, ed è anche molto gentile, oltre che carina.
Al momento le racconto del mio primo incontro con Sayzor, visto che parlavamo di lui.
Hanako: Davvero avete combattuto? E come è finita?!
-In realtà non c'è un vincitore.
Gli avevo promesso che un giorno avremmo chiuso i conti.-
Hanako: Ahhhh! Adoro le rivalità tra uomini!
Sembra una bambina curiosa.
E pensare che mi ha persino salvato la vita, non saprò mai come sdebitarmi con questa ragazza.
Oh giusto! Potrei portarla fuori a cena.
-Dottoressa Nakamura, per quanto dovrò tenere la benda all'occhio?-
Purtroppo quando Dabi mi ha colpito con la sua fiammata, pare avermi danneggiato l'occhio destro.
Probabilmente dovrò sottopormi ad un intervento di ricostruzione per non perderlo definitivamente.
Hanako: Di quello non devi preoccuparti!
Il mio Quirk ha la capacità di rigenerare ogni organo del tuo corpo, il tuo occhio tornerà a funzionare nel giro di una settimana!
-La ringrazio dal profondo del cuore.-
Hanako: È il mio lavoro!
Chiamami "Hanako" e dammi del tu! Potrei essere la tua sorella maggiore!
-Dici sul serio? Sembri avere la mia età.-
Hanako: Ohoh, grazie! Mi piace mantenermi giovane e attraente.
Attraente lo è sicuramente, oltre che essere molto simpatica.
Hanako: Devo rivelarti una cosa: Recovery Girl era convinta che ci fosse poco da fare per te, ma non volevo darmi per vinta!
Tu sul campo di battaglia non lo hai mai fatto, nonostante quel Villan era molto più forte di te!
Hai continuato a combattere, mi hai ispirata! Non sarà il limite del mio Quirk a decidere chi posso o non posso salvare, sono solo io a decidere!
Questa ragazza...ha una determinazione di ferro, lo nasconde dietro quel sorriso innocente e l'aria da bambina.
Hanako: Però, shhh! Sarà il nostro segreto, va bene?
Mi fece un occhiolino gentile, ha un certo fascino anche nelle azioni più semplici.
Stento a credere che è la sorella di Kanon.
-Ma certo.-
Hanako: Nella vita di tutti i giorni, cosa fai?
-Sono un ragazzo come tanti, ho i miei sogni e le mie speranze. Tuttavia le dimentico ogni volta che esco con diverse ragazze.-
Hanako: Diverse ragazze? Uh, abbiamo un Play boy.
-Non mi definirei tale, mi piace semplicemente avere una compagnia femminile.-
Sorrisi mentre espongo questo mio pensiero, una qualunque donna mi avrebbe dato uno schiaffo, ma in qualche modo sento che lei pende dalle mie labbra.
Hanako: Non sei mai uscito con una ragazza più grande di te, dii la verità.
Appoggiò il gomito al bordo del mio letto.
-In realtà no.-
Hanako: Allora che ne diresti di provare appena ti sarai ripreso?
Molto strano, di solito sono io a chiedere ad una ragazza di uscire, questa volta è il contrario, allora è come pensavo: pende dalle mie labbra, molto interessante.
-Ma certo, non desidero altro, Dottoressa.-
Hanako: Bene, allora aspetto solo che tu guarisca.
Oh giusto, devi farti un'ultima iniezione prima di andare!
Non usa aghi, ma bensì il suo Quirk: prese il mio braccio e diede un leggero morso al mio polso, sento come una sensazione di piacere, forse sarà dovuto al fattore benefico del suo Quirk, oppure dal fatto che una ragazza carina mi sta mordendo con così tanta delicatezza?
Senza rendermene conto, iniziai a sentire molto caldo...
Hanako: Qualcuno quì si è imbarazzato, che carino!
All'improvviso una figura si palesò dentro la stanza e...ha un aspetto terrificante.
Kanon: Cosa cazzo stai facendo con mia sorella?! Pervertito!
Hanako: Sister!
-Non è come sembra, Kanon!-
Dove diavolo è Tetsuya quando serve?
Kanon: A chi vuoi darla a bere?! Lo so che approfitti della tua convalescenza per provarci con lei! Ora ti sistemo io!
Per fortuna il ragazzo non tardò ad arrivare e la tiene bloccata con tutte le sue forze.
Kanon: Lasciami stupido poliziotto! Devo uccidere quel perveritito!
Riuscì a portarla via, ho temuto il peggio...
Certo che Kanon mette davvero paura.
Hanako: Scusala, è un po' iperprotettiva, ma non è cattiva.
-Non preoccuparti, penso sia normale.-
Hanako: Bene, adesso devo andare.
Mi ha fatto piacere chiacchierare con te, Demetros.
-Puoi chiamarmi solo "Hanzo", grazie a te di avermi fatto compagnia.-
Spero che venga più spesso a trovarmi per chiacchierare, è una ragazza molto divertente.
Nel frattempo a Musutafu, da qualche parte vicino ad un vecchio locale abbandonato.
PoV Narratore:
Una zona della città parecchio decadente, dove il tasso di criminalità era più elevato rispetto alla "civiltà" che tutti conoscono.
Per molti era l'inferno, per altri una casa, un nascondiglio o addirittura una sistemazione.
Solo l'idea di vivere in un posto del genere era assurda, ma a quanto pare qualcuno riusciva a sopravvivere senza problemi.
Un uomo dalla corporatura media, un vestito lungo simile ad una tunica ed un mantello con cappuccio, che serviva a coprire il volto.
Questo se lo tolse appena arrivato davanti al vecchio locale abbandonato.
Il Cavaliere dell'apocalisse Kikin, braccio destro di Shi, entrò dentro la struttura.
Arrivò davanti ad un'altra porta che si poteva aprire solo inserendo un codice.
Una volta che questo fu inserito, il malvagio aprì la porta e scese giù per delle scale che portarono davanti ad un'ennesima porta, tuttavia si poteva aprire a mano.
Ed eccolo arrivato nel suo grande laboratorio, che sembrava diviso in più aree:
-la sala principale, dove lui svolgeva i suoi esperimenti tra apparecchi elettronici e sostanze chimiche di ogni genere;
-una sala "speciale" dove erano udibili delle urla di persone, aveva tutto l'aspetto di una camera delle torture;
-quest'ultima sala è legata ad un'altra, quella dei prigionieri, uomini e donne che venivano catturati e torturati, per poi venire sottoposti a dolorosi esperimenti.
Nella sala erano presenti solo Kikin e un'altra figura ancora più misteriosa di lui, il capo dei Cavalieri dell'apocalisse, Shi.
Questo era seduto davanti a diversi schermi che mostravano alcuni dati informatici, mentre una flebo era attaccata al suo braccio, sembrava star trasferendo alcune sostanze all'interno del suo corpo.
Kikin: Lord Shi, ho appena fatto ritorno, senza alcun intoppo.
Shi: Bene, quando si presenteranno i "candidati"?
Kikin: Questa sera, li devo portare quì con la forza?
Shi: No, sii accogliente.
Una volta che saranno tutti dentro, blocca ogni uscita.
Kikin: Come desidera, mio signore.
Il capo dei Cavalieri volgeva il suo sguardo verso la camera delle torture.
Veniva chiamata anche: "La camera di morte" .
Tutte le cavie che venivano scartate, andavano a finire in questa camera, dove incontravano un unico destino.
Shi: Vai a controllare come procede.
Kikin obbedì senza proferire parola, la camera era completamente sigillata: l'unica cosa che permetteva di sbirciare al suo interno era un piccolo vetro antiproiettile sulla porta, dentro era presente uno spettacolo raccapricciante.
File intere di cadaveri ridotti in stato pietoso, sembrava come se un camion fosse passato sopra i loro corpi, ma chi era l'artefice di queste morti orribili?
Uno solo dei cavalieri, Sensō.
Un "umano" se così si poteva definire, che dedicava la sua vita all'eterno odio che provava per l'umanità.
Sensō: Ancora...ANCORA! IO NE VOGLIO ANCORA!
Kikin: Noto con piacere che ti sei divertito, li hai uccisi tutti e quindici?
Sensō: Dodici...gli altri tre hanno preferito suicidarsi...
Vigliacchi, odio i vigliacchi! NON LI SOPPORTO! HAHAHAHAHA!
Il cavaliere dall'aria folle prese a grattarsi forte la testa iniziando anche a lacerarsi la carne talmente grattava forte sui tessuti fino a farli sanguinare.
Kikin: Oh cielo...
Chiuse la porta alle sue spalle mentre Shi, tramite un pulsante sulla sua tastiera, rilasciò un gas che fece addormentare di colpo Sensō.
Shi: Ha dato nuovamente di matto.
Cura le sue ferite appena il gas si sarà dissolto.
Ad un certo punto, dalla sala dei prigionieri: uscì Ekirei che tramite le sue fruste stava tenendo legata una giovane ragazza di almeno vent'anni.
Ekirei: Lord Shi, questa prigioniera ha cercato di scappare dai condotti dell'aria.
La ragazza venne lasciata cadere a terra: era mora, di media corporatura, parecchio magra, ma anche prosperosa, vestita unicamente con un grembiule da paziente d'ospedale.
Era spaventata, di fronte al freddo sguardo di quell'uomo, che sembrava tutto fuorché umano, la ragazza aveva già intuito il suo destino, con le lacrime agli occhi e lo sguardo basso sussurrò solo una frase.
Ragazza: Uccidimi...
Il capo dei Cavalieri si alzò in piedi e prese la ragazza per il collo sollevandola da terra.
Shi: Audace da parte di una donna tanto inferiore desiderare un gesto così generoso.
Tuttavia su di te sono stati eseguiti diversi test, falliti miseramente.
Facendo una semplice pressione sul collo della vittima, glielo spezzò e la fece cadere a terra inerme e senza vita.
Shi: Portate via questa spazzatura, ha interrotto le mie ricerche.
Ekirei: Certo, mio signore.
Il cavaliere trascinò via il cadavere come se fosse veramente un sacco dell'immondizia e la ributtò nella stanza dei prigionieri.
L'atmosfera tra i "detenuti" era pesante, alcuni piangevano, altri vomitarono, altri imploravano pietà.
Ekirei: Fatene quello che volete, porci schifosi!
E non siate tristi, presto la raggiungerete all'inferno! HAHAHAHAHAHAHA!
Kikin: Se non c'è altro vorrei tornare alle mie ricerche.
Shi: Aspetta.
Voglio che acceleri queste trasfusioni.
Kikin: Come desidera, Lord Shi.
Mi chiedo solo il perché di questa sua richiesta.
Shi: Ho aspettato tanto per avere l'eterna giovinezza, il mio corpo vecchio è tornato ad un punto dove la mia forza è notevolmente più alta, oltre a donarmi un aspetto più giovane.
Oltretutto nemmeno quel Quirk mi spaventa più per il suo terribile effetto collaterale, ma prima di dare inizio alla nostra operazione.
Devo fare il modo che questo corpo non abbia alcun problema nel mondo esterno.
Kikin: Comprendo le sue ragioni, procedo immediatamente.
Quale sarà mai questa "operazione" di cui parla Shi?
PoV Hanzo:
Diversi giorni dopo...
Finalmente hanno deciso di lasciarmi andare, Hanako mi ha consigliato di tenere la benda ancora per qualche giorno se voglio che l'occhio si ricostruisca completamente.
Prima di andare via, Tetsuya mi ha parlato delle sue ricerche fatte sul luogo dove il Nomu ci ha attaccati.
Non ci sono tracce né dei Cavalieri dell'apocalisse e nemmeno dell'Unione dei Villan.
Tetsuya: Non abbiamo trovato nulla, io e Kanon torneremo a Musutafu per fare ricerche sui Cavalieri dell'apocalisse.
Abbiamo intenzione di scovarli e mettere fine a questa storia.
-Comprendo, appena mi sarò ristabilito, ti contatterò.-
Tetsuya: Solo un'ultima cosa Hanzo.
-Che cosa c'è?-
Tetsuya: Perdonami, ho capito solo dopo quello che provavi.
Ha capito i suoi errori, questo mi rassicura.
Ora sono col sensei e Hawks, siamo appena tornati a Musutafu.
Hawks: Sono contento che i vostri occhi non abbiano subito conseguenze, ma mi dispiace per quello che è successo. È stata colpa mia.
Endeavor: Smettila di fare il santo, le mie ferite sono una mia responsabilità.
Hawks: Tu che dici, Hanzo?
-Penso la stessa cosa del sensei, sono stato io a farmi ridurre così.-
Endeavor: E non smetterò mai di dire che è stato un gesto incosciente.
Il sensei pare non voler più collaborare con Hawks, in effetti mi sembra lecito.
I due eroi più forti che vanno in giro da soli attirerebbero l'attenzione di chiunque.
Salutammo Hawks e ci dirigemmo verso la fermata dei taxi, mi vuole accompagnare a casa.
Non voglio immaginare la faccia di mia madre appena questa mi vedrà con questa benda.
Per gli dei...saranno passati mesi dall'ultima volta che le ho parlato.
Endeavor: Hanzo.
-Mi dica.-
Endeavor: Io e te non abbiamo ancora avuto occasione di parlare.
-Parlare di cosa?-
Endeavor: Ti ho visto pensieroso nell'ultimo periodo, se posso aiutarti, dimmi quali sono i tuoi dubbi.
-Non deve preoccuparsi, è una faccenda da niente.-
Endeavor: Capisco.
Me lo racconterai oggi a cena.
-A cena?-
Endeavor: Si.
Hanzo vorresti conoscere la mia famiglia?
La famiglia di Endeavor...non pensavo che questo giorno potesse arrivare all'improvviso. Che sia un dono dagli dei per quello che ho fatto?
Pensavo che solo l'essere sopravvissuto potesse considerarsi un dono.
-Più di ogni altra cosa.-
Il taxi arrivò e dopo pochi minuti arrivammo davanti ad una enorme casa, il classico stile giapponese.
-Permesso.-
Mi tolsi le scarpe all'ingresso, io e il sensei camminammo per il corridoio, lui aprì la porta e notai subito tre ragazzi, sono i suoi figli.
Tra loro noto anche Todoroki Shoto.
Fuyumi: Papà! Non mi avevi avvisato dell'arrivo di un ospite, avrei sistemato casa!
Endeavor: Ne è passato di tempo.
Il sensei mi diede una leggera spinta in avanti con la mano. Mi inchinai di poco presentandomi agli altri due figli.
-Mi chiamo Hanzo Kimura, sono l'allievo di Endeavor.-
Fuyumi: Allora sei tu il ragazzo coraggioso...mi chiamo Fuyumi, molto piacere!
Wow, è davvero carina, mi chiedo da quale angelo di donna sia stata partorita.
-Il piacere è tutto mio.-
Si presentò poi l'altro ragazzo dai capelli bianchi proprio come me.
Per un attimo mi è sembrato che guardasse male il sensei.
Natsuo: Sei stato grande amico, complimenti per essere sopravvissuto!
Il mio nome è Natsuo!
Fuyumi: Benvenuto nella famiglia!
In questo luogo percepisco come una sorta di calore, qualcosa che non ho mai avvertito in tanti anni con la mia famiglia...
Sarà solo una mia impressione, ma quì mi sento veramente a casa.
Certo, le discussioni tra padre e figli non mancano, però tutto sommato mi sento a mio agio.
Shoto: Kimura.
-Mh?-
Shoto: Sei stato...grande.
-Ti ringrazio, Shoto Todoroki.-
Quella sera stessa, dopo cena.
Penso che tra mezz'ora andrò via, ho creato anche troppo disturbo a questa splendida famiglia.
Mi hanno accolto subito come uno di loro, anche Shoto ha deciso di rendersi più gentile, il che mi ha fatto molto piacere.
Al momento gioco con Fuyumi e il sensei a Uno, è una serata così tranquilla: Fuyumi è a quota due vittorie, io una, mentre il sensei nemmeno una partita vinta.
Fuyumi: Cambio giro! Prendo una carta, aggiungo i miei due 7 colorati e ho vinto di nuovo!
-Caspita Fuyumi-san, sei davvero brava!-
Fuyumi: Uno è il mio gioco preferito, anche tu sei bravo Hanzo-kun!
Endeavor: Fuyumi, devo parlare in privato con lui, potresti uscire?
Fuyumi: Certo papà!
Mi fece un dolce sorriso, se non fosse che è la figlia del mio sensei, ci avrei già provato.
-Non c'è bisogno di preoccuparsi in quel modo, le avevo già detto che non era grave.-
Endeavor: Si tratta di tuo fratello, dico bene?
-L-lei come lo sa?-
Endeavor: Per sbaglio ho ascoltato la tua conversazione con quel ragazzo, Sayzor Kurosaki.
Ricordi vero? Al tuo esame di licenza provvisoria.
Non volevo origliare Hanzo, spero tu possa perdonarmi.
-Ma certo sensei! Sono soltanto sorpreso che anche lei lo sappia.-
Endeavor: Allora ti dirò una cosa: io troverò una cura per tuo fratello, riusciremo a salvarlo.
-Dice sul serio?-
Endeavor: Hai la mia parola, Hanzo Kimura.
Come sensei e come padre di famiglia, so cosa si prova a perdere un figlio...
E non voglio che questo accada ai tuoi genitori.
Quell'espressione...non credo di averla mai vista da quando conosco Endeavor.
Non mostra più le fiamme come simbolo di potenza, adesso è spento, ma allo stesso tempo determinato.
Per sbaglio l'occhio mi cadde su una foto che ritrae tutta la famiglia, tra questi c'è un bambino dai capelli rossi, ma quì non l'ho ancora visto. Possibile che sia quello di cui ha parlato prima?
Però quegli occhi sono familiari e anche lo sguardo, mi ricordano solo una persona: Dabi, colui che mi ha ridotto così.
No...che mi salta in mente? Dabi non può essere quel bambino, il sensei ha detto che è morto.
Guardai l'ora e capì che è il momento di andare.
-Se non le dispiace, tolgo il disturbo.-
Endeavor: Aspetta, ti accompagno a casa, non sei ancora nelle condizioni di stare da solo.
-La ringrazio tantissimo, ma posso camminare, veramente.-
Endeavor: Niente "ma", ormai ho deciso. Andiamo.
Non mi resta che obbedire, salutati i suoi figli uscimmo.
Sono stati dei giorni davvero particolari, mi chiedo quando potrò tornare in azione.
Quando arriverà il momento di affrontare i Cavalieri dell'apocalisse? Ma soprattutto, cosa mi riserva il futuro?
PoV Sayzor:
Sono passati quattro giorni da quando mi sono svegliato.
Per fortuna le ultime cure di Recovery Girl mi hanno aiutato a rialzarmi completamente dal letto, ora posso allenarmi senza problemi.
I ragazzi mi hanno riaccolto, felici che sono vivo.
Ho potuto passare anche un po' di tempo con Itsuka.
Mi rallegra che nessuno di loro è ferito, ho sentito dai telegiornali che una pioggia di detriti ha ucciso diversi: civili, poliziotti e paramedici la sera in cui ho affrontato i Cavalieri dell'apocalisse.
Maledetti...se solo fossi stato più forte, forse sarei riuscito a sconfiggerli.
In questi giorni Vlad ci ha parlato di una lezione che dovremo tenere con la 1°A.
Combatteremo contro di loro in un incontro a squadre, la classe che vincerà: permetterà a Shinsou Hitoshi della sezione di supporto, di entrare in una delle classi per la sezione eroi.
In questo momento sono nella Palestra Gamma a fare pratica sul combattimento fisico.
Ne avrò bisogno, due avversari che potrebbero capitarmi sono: Midoriya e Bakugo.
Appena diedi un ultimo calcio al sacco da boxe, questo si staccò e cadde a terra.
-No! Non è abbastanza!-
Guardai dietro di me e vidi la figura di Midoriya che mi scruta con sguardo preoccupato.
Midoriya: Kurosaki, va tutto bene.
-Si, va tutto bene, Deku.-
Midoriya: Immagino che ti stavi allenando, allora perché dici che "non è abbastanza"?
-Vuoi davvero saperlo? Io non sono abbastanza forte...
O meglio, non l'ho ancora dimostrato del tutto.-
Già, prima di sconfiggere i Cavalieri dell'apocalisse, devo sconfiggere la classe rivale...
Midoriya: Sei preoccupato per l'incontro fra le due classi?
-Preoccupato? Oh no, al contrario! Io sono elettrizzato.
Ho sconfitto Todoroki in combattimento, ho quasi sconfitto anche Bakugo.
Ormai manchi solo tu, nel caso dovessi essere il mio avversario.-
Midoriya: Ma Kurosaki...
-Non fraintendermi, ho rispetto per te.
Abbiamo combattuto spesso fianco a fianco, ma questa volta siamo nemici.
E per quanto io ti consideri un amico, adesso tu sei il mio prossimo bersaglio.-
Midoriya: Va bene, allora mi terrò pronto!
Già, tieniti pronto...il mio Mist Dark freme dalla voglia di confrontarsi con il Quirk di All Might, il One For All!
-Sconfiggerò tutta la 1°A se necessario!-
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