Maledizione Carnale | Jigi
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Dove due ragazzi scoprono i segreti di ciò che è l'amore carnale.
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«Padre dovete per forza dare una festa stasera?» chiese il figlio del re.
«Che domande sono Mingi, il nostro regno ha appena sconfitto quello di Artemis» rise l'uomo. «Saranno tutti felici di celebrare tale vittoria e noi daremo a loro tale soddisfazione.»
«Siete noioso, padre» concluse il figlio e se ne andò.
«Dovrò insegnarti le buone maniere» sussurrò il re.
«Jihoon?» Youngjo mi risvegliò dai miei pensieri.
«Sì, amor-» mi tappai la bocca.
«Scemo. A che pensi?» si guardò intorno sperando che non ci fosse nessuno accanto.
«Mingi deve sempre rovinare i bei momenti del regno. Adoro quando mi chiami scemo» risposi, sorridendo.
«Abbassa la voce... È ancora piccolo, lascialo stare» mi disse, guardando davanti a sé. Lo vidi spalancare gli occhi e di conseguenza guardai anche io nella sua direzione, trovando Yunho che ci guardava e sorrideva. Si allontanò.
«Sire possiamo avere il vostro permesso per tornare nelle nostre camere, per preparaci per il magnifico evento di stasera?» domandai, facendo un passo in avanti verso il re.
«Ovviamente, anzi andate tutti e tornate qui quando sarete i più belli» ci disse col sorriso. M'inchinai e sorrisi.
Varcai la soglia della sala del trono per dirigermi alle camere, nel mentre salutai Youngjo con uno sguardo, mimandoli con la bocca di venire nella mia stanza quando se ne sarebbero andati tutti.
Sorrisi quando annuì.
Vivevo bene nel regno, mi piaceva fare il mio lavoro ed ero felice accanto alla persona che amavo. Ma era proprio questo il punto.
Nel regno non era mai esistita qualcosa per denominare l'amore che ci poteva essere tra due persone dello stesso genere...
Ero arrivato davanti alla porta della stanza di Yunho, avevo bisogno di parlargli perché non era la prima volta che ci guardava e sorrideva in quel modo.
Bussai e quando sentii un leggero "avanti", aprii la porta ed entrai, chiudendola poi dietro di me.
«Oh, signor Pyo. Cosa vi porta nella mia camera?» mi chiese.
«Niente di cui vi dovreste preoccupare. Ho visto che prima avete sorriso a me e al mio amico Youngjo, come mai?» chiesi. Lui si morse il labbro. «Suvvia, non vi preoccupate di rispondere con la verità.»
«È il vostro amico? Solo amico?» sgranai gli occhi.
«Vi prego, non vi preoccupate, anche io sono come voi» mi disse, mettendo subito la mano sulla bocca. Gli sorrisi io questa volta.
«Di chi vi siete invaghito mio caro Yunho?» abbassò lo sguardo.
«Se ve lo dicessi mi ridereste in faccia» si appoggiò al tavolo.
«Lo farei solo se quella persona fosse il figlio del re in persona» risi.
«No no, figuratevi, non è Mingi» vidi che stava sorridendo anche lui.
«Allora chi è il fortunato?» mi porsi in avanti col sorriso, ero felice di non essere l'unico maschio a corte ad amare un ragazzo.
«Beh... è il figlio del re» disse, arrendendosi. Rimasi in silenzio per qualche secondo.
«Dovete essere proprio una persona magnifica per aver trovato qualcosa di cui innamorarvi in uno squilibrato e disordinato come lui» gli accarezzai la spalla e il suo sorriso rispose alla mia affermazione.
«Adesso devo tornare nella mia stanza, a stasera» lo saluti e aspettai che ricambiasse prima di uscire.
Chiusi la porta e corsi rapidamente verso camera mia, sperando che Youngjo non fosse ancora arrivato.
Entrai e chiusi la porta dietro di me, non trovando nessuno in camera sospirai e andai a sedermi sul letto. Un secondo dopo la porta si aprì e io sobbalzai. «Jihoon come mai quella faccia?»
«Niente amore, pensavo fosse qualcun altro» risi, cercando di nascondere il mio fiatone dovuto alla corsa.
«Volevo dirti che oggi non ci sarò alla festa di stasera. Rimango un po' con i miei genitori siccome mio padre domani dovrà partire per Nimius» mi disse, venendo a sedersi accanto a me.
«Ah, va bene stai tranquillo» risposi, cercando di mantenere il sorriso ma senza riuscirci. Oltre a non venire non avrebbe manco dormito con me oggi...
«Dai, devi prepararti per la festa» annuii, anche se con un po' di amaro in bocca.
Quel pomeriggio era passato rapidamente e il mio ragazzo mi aveva già lasciato per andare dai suoi genitori, siccome non vivevano qui al castello ma al confine del regno.
Io ero pronto per dirigermi alla festa che - a giudicare dalle voci e dai forti rumori - era già iniziata.
Uscii dalla stanza e mi recai verso la sala dedicata alle feste di corte, dove i portoni erano aperti e le persone erano sia dentro che fuori.
Entrai e mi guardai intorno, salutando chi avevo riconosciuto, ma una voce mi aveva interrotto.
«Signor Jihoon, tenga questo come benvenuto» un servitore mi aveva passato un bicchiere con del vino, ma io odiavo bere. Sarebbe stato, però, maleducato da parte mia non bere quello che il re ci offriva come benvenuto, quindi premetti su me stesso e sulla mia volontà per accettarlo e berlo.
«Fermo» mi girai rapidamente verso la voce. «Fa schifo quello. Tieni»
«Oh, sire» lo guardai. Il suo sguardo era rivolto verso qualcun altro. «Vi ringrazio, vostra maestà.»
«Ringraziami dopo» sorrise e mi fece l'occhiolino dopo avermi guardato finalmente negli occhi.
Lo presi dalle sue mani e m'inchinai per rispetto, poi lo portai alla bocca e bevvi tutto in un sorso. Aggrottai le sopracciglia: era buonissimo.
«È buono» gli dissi. Sorrise.
«Vieni, prendiamone un po'. Sembri l'unico con cui posso intrattenere una conversazione qui» disse, guardandosi attorno.
Accettai e lo seguii. Si stava dirigendo verso un tavolo pieno zeppo di bevande.
Prese un bicchiere e ci versò dentro qualcosa, per poi prendere il mio e versarci la stessa cosa. Lo ringraziai con un sorriso non appena alzò lo sguardo su di me.
«Ancora un bicchiere di vino, per favore» dissi al servo. Sentivo la gola bruciare per quanti bicchieri avevo mandato giù, ma per fortuna non ero ancora ubriaco.
«Signor Jihoon è sicuro? Non vi reggete manco in piedi e potreste crollare da un momento all'altro se continuate così.»
«Ma smettila e versami un altro bicchiere» ripetei.
«Vostra maestà si regge a malapena, non posso fare una cosa del genere» parlò al principe accanto a me.
«Tranquillo, ora lo porto nella sua camera così stanotte potrà dormire» la voce di Mingi mi stava perforando le orecchie.
Sentii che mi stava alzando e portando fuori da lì, così non feci altro che appoggiarmi siccome non riuscivo nemmeno più a sentire le mie gambe.
«Tranquillo caro mio Jihoon, adesso ci divertiremo noi» avevo capito cosa stava dicendo, ma quando realizzavo di averlo fatto mi dimenticavo subito cosa aveva pronunciato.
Guardai davanti a me e vidi di essere già arrivato davanti alla mia stanza. Mingi aprì la porta e mi portò davanti al mio letto, lasciandomi come un peso morto su di esso.
Lo vidi andarsene verso la porta e sospirai quando sentii la porta chiudersi, ma la mia tranquillità finì rapidamente quando sentii il rumore della porta che veniva chiusa a chiave. Alzai lo sguardo e vidi Mingi venire verso di me mentre passava la sua lingua sul suo labbro inferiore per inumidirlo. Si tolse le scarpe e la maglietta mentre saliva sul letto e si posizionò sopra di me.
Ero a pancia in giù e provai una sensazione di piacere quando sentii le sue mani sotto la mia schiena, che peggiorò non appena si sedette proprio sopra il mio fondoschiena.
«Mingi cosa stai facendo» provai a dire, ma la mia testa girava ed ero sopraffatto dall'alcol e dal piacere che stavo provando ad essere toccato così.
«Hai due opzioni: quella di girarti e di farlo da davanti oppure quella di rimanere così e di urlare il mio nome con tutta la tua forza per il dolore» mi disse all'orecchio. Dovevo assolutamente liberarmi di lui, quindi mi girai e provai ad alzarmi ma non appena lo feci vidi che il suo sguardo era vicino al mio.
«Sire non potete farmi questo» non capivo cosa stava facendo, percepivo solo quello che mi faceva provare e dove posava le sue mani.
«Proprio perché sono il figlio del re posso eccome» rispose. «Rilassati, ti divertirai e domani non ti ricorderai di nulla così potrai tornare dal tuo notaio» continuò. Cosa intendeva?
«Solo una cosa: come tutti sanno, non bacio nei rapporti privi d'amore. Iniziamo pure col divertimento» sussurrò l'ultima frase sorridendo. Mi stese sul letto e mi tolse la maglia mentre aveva iniziato con una serie di baci umidi dall'orecchio in poi.
«Mingi staccati» continua a provare ad allontanarlo, ma sentii la sua mano sulla mia erezione.
«Ti prego Min-» soffocai un urlo di piacere quando infilò la mano dentro ai miei pantaloni e mi strinse.
«Maledizione, sire» cercai con tutte le mie forze di spostarlo, ma sembrava pesasse quanto un masso, o almeno io non avevo più manco un briciolo di forza per una cosa del genere.
«Arrenditi, Jihoon, alla maledizione dell'amore carnale» sussurrò.
Mentre continuava con quello che stava facendo con la mano provai qualcosa simile a una scossa di piacere quando mi morse il capezzolo. Un brivido mi percorse tutto il corpo.
«Guarda l'effetto che ti faccio» continuò con quella voce profonda. Tolsi le mani dalle sue spalle e le appoggiai sul letto, avevo bisogno di stringere qualcosa per quelle continue "scosse di piacere".
«Pulsi sotto il mio tocco» si alzò dal mio petto e scese più in basso per togliermi i pantaloni completamente.
«Vuoi soffrire di piacere ancora un po' o preferisci andare direttamente al sodo?» mi chiese.
«Veloce» avrei voluto dirgli di fare quello che voleva, ormai ero completamente in estasi, ma non potevamo continuare così.
«Allora leviamo anche queste» mi tolse l'ultimo indumento che avevo e che copriva la mia parte intima.
«Devo dire che con questo capolavoro premi sempre il culo di Youngjo» mi disse.
Lui sapeva già tutto.
«Non credi di meritarti anche tu un premio, tesoro?» mi disse, in tono di domanda che però non accettava risposte diverse da quelle che lui voleva sentire.
«Mingi ti prego non farmi que-» non mi lasciò finire di parlare che fui invaso dal calore quando tornò a toccarmi in quel punto.
Alzai la testa per guardarlo e capire cosa stava facendo, in quanto sentivo freddo dopo ogni parte che toccava, e vedi le sue labbra sulla mia zona.
Una volta sola ci aveva provato Youngjo da quando avevamo iniziato ad avere rapporti intimi, non volevo lasciargli fare cose che avrei dovuto fare io.
«Cazzo Mingi» alzai leggermente la voce quando aggiunse anche le mani.
Riappoggiai la testa sul letto ma chiusi rapidamente gli occhi per quello che la sua mano stava facendo, nonché si stava allontanando dalla mia parte intima e stava scendendo in basso.
Mi sembrava di essere il mio fidanzato, di provare ciò che lui provava quando glielo facevo io. Una lacrima mi scese dall'occhio sinistro per quello che stavo facendo a Youngjo. Se lo avesse scoperto avrei rovinato tutto, ma era anche vero che non potevo lasciarlo all'oscuro di tutto ciò che stava accadendo.
Provai di nuovo a scansarmi ma l'unica sensazione che sentivo era quella di qualcosa dentro di me che faceva male.
«Ti muovi per sentire più piacere?» cercai di negare, ma la mia voce non uscì dalla mi gola. «Ti accontento io.»
Sentii qualcosa perforarmi ancora di più e capii che aveva aggiunto un dito. Faceva male, faceva tanto male, ma era proprio quel male che mi faceva capire che c'era qualcosa dentro di me e che di conseguenza mi faceva provare piacere. Odiavo tutto ciò ma non sarei riuscito più a fermarmi.
«Ti prego» lo supplicai, sperando che capisse e che finisse subito perché alla fine non si sarebbe mai fermato a questo punto, quindi era meglio velocizzare la cosa.
«Voglioso il ragazzo» il movimento delle sue dita fece uscire qualche verso dalla mia bocca senza che me ne rendessi conto.
Il senso di colpa mi stava bloccando dall'abbandonarmi completamente a quello che stava succedendo e al piacere che stavo provando. Sentii le mie gambe tremare e probabilmente lo notò anche il principe, in quanto tolse subito le mani.
«Non sei autorizzato a venire fino a quando non te lo dico io, mio caro Jihoon» sussurrò al mio orecchio.
Non si abbassò più ma prese il polso della mia mano e lo portò sulla sua erezione. A queste cose ci ero abituato con il mio fidanzato.
Appunto, con il mio fidanzato.
«Jihoon muoviti, o ti lascio soffri-» gemette senza finire la frase in quanto avevo iniziato a fare dei movimenti con la mano, immaginandomi Youngjo sopra di me. Avevo gli occhi chiusi e questo facilitava le cose.
Aumentai i movimenti in quel momento, avrei voluto che tutto finisse il prima possibile anche se immaginarmi Youngjo sopra di me mi bloccava questo volere.
«Fermati» disse lentamente, trattenendo il respiro subito dopo. Avevo capito perché voleva che mi fermassi, ma sarebbe stato meglio finirla con lui che veniva solo in quel modo.
«Buona fortuna» lo sentii sussurrare di nuovo. La sua voce profonda non aiutava per nulla.
Aprì lentamente le mie gambe e subito percepii qualcosa alla mia apertura.
«Dimmelo se ti farà male» il suo tono cambiò rapidamente, sembrava preoccuparsi di ciò che avrei provato in un momento in cui mi ci aveva messo lui, facendo male a ciò che io provavo.
«Mingi» all'udire il suo nome dalla mia bocca entrò rapidamente, come se la sua erezione non ce la facesse più, come se stesse chiedendo aiuto per risolvere le sue necessità.
Provai dolore, provai tanto dolore passarmi per tutto il corpo e arrivare quasi alla mia mente in quel momento e lo diedi a vedere senza rendermene conto, tanto che il ragazzo sopra di me mi accarezzò i capelli e rimase fermo dov'era.
«Stai tranquillo, appena ti abitui dimmi» mi disse. Annuii in quel momento e gli toccai il braccio per dargli il via.
«Andrò piano» continuò, ma la situazione non era quella opportuna per andare piano.
«Più veloce» gli dissi e lo sentii ridacchiare.
«Il ragazzo qui non ha imparato l'educazione?» usò un tono da superiore.
«Ti prego, vai veloce» lo supplicai con tutte le forze che avevo.
«Ogni tuo ordine verrà avverato» continuò a sorridere e il bordo delle mie labbra si alzò in quel momento. I ruoli si erano invertiti.
Spinse di più aumentando il ritmo e cercando di performarmi completamente, senza pensare al dolore che stavo provando. Ma quel dolore tutto sommato mi piaceva. Mi piaceva tantissimo.
«Questo è il tuo punto debole» affermò, serio.
«Mi piace» spinse più forte nel vedere che mi piaceva quando toccava quel punto con la punta della sua erezione.
«Più cerchi di trattenere i tuoi gemiti più io non ti lascerò andare questa notte» parlò, alzando anche la voce ma allo stesso tempo tenendola profonda.
Il mio corpo s'irrigidì subito alla...decima spinta? Non capivo nemmeno più nulla ma sapevo che non potevo continuare a fare quello che volevo.
Portai le mie gambe sopra il corpo di Mingi per far si che fosse più attaccato al mio corpo e a quanto pare questo gli piacque tantissimo in quanto sentii le sue gambe tremare.
«Maledizione» gemetti quando con le labbra mi morse di nuovo il capezzolo.
«Ho bisogno di-» non finii la frase che sentii del liquido caldo fuoriuscire dalla mia apertura.
Tirò un lunghissimo sospirò di sollievo e poi si abbassò e portò la mia erezione nella sua bocca. Fece 'ok' con la mano e io venni nella sua bocca.
Mi sentii stordito in quel momento.
«Sei buono» sussurrò. Sorrise ancora.
«Adesso mio caro Jihoon» mi abbracciò, «per te è arrivata l'ora di fare una dormitina».
A quelle parole non prestai attenzione, per niente. La mia testa mi faceva male e sentivo gli occhi appesantirsi.
«Buonanotte» lo sentii dire, poi il nulla.
Mi svegliai sentendo i raggi del sole colpire i miei occhi, ma mi accorsi dopo che c'era qualcuno che mi stava accarezzando i capelli.
«Buongiorno amore» la sua voce fece apparire di scatto un sorriso sul mio volto.
«Ti senti bene?» mi chiese e io mi alzai col busto. «Sì, perché?»
«È quasi l'ora di pranzo» sorrise.
«Veramente?» annuì alla mia domanda.
«Che hai fatto ieri per svegliarti così tardi?» mi domandò e io cercai di ricordarmi ciò che era successo ieri sera.
«C'era la festa e poi...» rimasi in silenzio.
«E poi?» chiese.
«Me lo chiedo anche io... Non ricordo nulla» che ho fatto ieri sera?
«C'era la festa... Per caso hai bevuto?» si bloccò e mi guardò ma io faci una faccia disgustata. «Sai che odio bere, amore.»
«Vero... non ti ricordi assolutamente nulla quindi?» mi chiese e io negai. Non ricordavo letteralmente nulla, tranne che una cosa, o meglio dire, una persona: Mingi.
«Amore arrivo subito, forse so chi può dirmi cosa è successo ieri» gli dissi, alzandomi rapidamente dal letto e uscendo fuori.
Lo cercai per le scale del regno per prima e poi andai verso la sua camera.
Non lo trovai ma quando mi girai vidi che era davanti a me.
«Tu!» mi venne da dire, senza rispettare la persona che era. Andai verso di lui, arrabbiato.
«Che cosa è suc-» mi bloccai quando prese Yunho per le spalle e lo baciò davanti a me. Mi voltai rapidamente ma sorrisi, ero felice per Yunho.
«Jihoon calmati» la voce del mio fidanzato mi richiamò.
«Perché vai così velocemente. Il calzolaio del re ha detto che eri svenuto ieri e ti ha portato in camera per riposare» disse Youngjo.
«Ah» nella mia testa si proiettò rapidamente una scena poco casta, tanto che mi avvicinai al notaio per dirglielo.
«Amore... credo di aver sognato noi due che facevamo cose» vedevo lui sopra di me.
«Ti lascio da solo per una notte e tu non riesci a tenere a freno il tuo bisogno? Cosa devo fare con te, Jihoon» sorrisi.
Mi voltai verso Mingi e Yunho e li vidi ancora baciarsi. Sospirai e dicisi di lasciar stare, probabilmente ero svenuto perché avevo bevuto quello che mi aveva dato.
«Andiamo adesso, prima che mi scappi di nuovo» mi prese per il polso e controllò che non ci vedesse nessuno, poi mi trascinò con sé.
Sorrisi per quanto era carino e per quanto ero fortunato.
Mi girai un'ultima volta verso i due, ma non c'erano più.
«Sigh.»
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Allora.
Sì, one shot assolutamente strana. Mingi e Jihoon (Pyo Jihoon).
L'idea è nata tutta da una chat tra me e _LiveInIllusion_ in quanto il mister Jihoon è un personaggio preso dalle sue storie magnifiche, unito a Mingi. Infatti la ship Jihoon-Youngjo è sua.
Sì, ship stranissima quella con Song ma ci piace.
Speriamo vi sia piaciuta 🙃
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