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🌸Maki🌸 (Jjk)

T/n è una nuova studentessa della scuola di stregoneria.
Già da due mesi è profondamente invaghita della sua Kohai Maki Zenin e spera che un giorno ricambi i suoi sentimenti.

(3128 parole)

Y/n's pov
"UN'ALTRA VOLTA!" Urlava la mia terribile insegnante.
"ANCORA"
A volte ti vorrei prendere a calci!
"ANCORA!"
Le ore passavano a rilento e ogni minuto che la lancetta del mio orologio da polso segnava, sembrava fosse il mio ultimo minuto di vita.
"MAKIIII Ti prego basta non ne posso piú è tutto il giorno che non mi fermo" La implorai mettendomi in ginocchio, anzi cadendo in ginocchio siccome non riuscivo a stare piú in piedi.
La ragazza dai lunghi capelli verdi legati sempre in una alta coda mi si avvicinò puntando il suo bastone dritto sulla mia faccia.
"Tu mi hai detto che devo allenarti, ora subisci le conseguenze della tua richiesta"
Annuí, stremata, annuí battendo un pugno a terra.
Non avrei dovuto avere cosí tanto coraggio stamattina!
Pensai ricordando di come ero stata avventata a prendere quella decisione.
Infatti la mattina stessa, dopo essermi resa conto di essere molto piú indietro rispetto ai miei compagni di corso del primo anno, decisi di chiedere aiuto all'unica persona che mi venne in mente in quel momento.
Ma cosa dico...
Non è verò che mi venne in mente cosí casualmente.
Maki per me era sempre stata come una divinità scesa in terra. La guardavo da lontano sperando in un suo cenno, in un suo sorriso.
Non mi noterà mai.
Pensavo di continuo mentre assistevo ai suoi allenamenti concentrandomi sui suoi muscoli tesi che sprigionavano sensualità da tutti i pori.
Era decisamente fuori dalla mia portata e il bello era che tutti quanti si erano accorti della mia cotta esorbitante tranne lei...PROPRIO LA DIRETTA INTERESSATA.

"Forza alzati pivellina" Mi disse Maki porgendomi una mano.
Quando alzai la testa e la vidi tendermi il suo aiuto, forse per la stanchezza o forse perchè era da tutto il giorno che ero a digiuno, vidi un'aurea divina attorno a lei.
Era circondata da una luce del cielo, talmente bella da farmi quasi lacrimare.
Sembrava un angelo.
"Vuoi alzarti o no?"
"EH? AH si" Risposi scuotendo la testa per cercare di riprendermi dalle mie visioni.
Afferrai la sua mano sentendo il mio cuore battermi a mille e poi con calma mi rimisi in piedi in posizione da battaglia.
Maki mi guardò e sorrise...sorrise veramente davanti a me.
"Va bene per oggi basta T/c sei stata brava" Disse ad un tratto avvicinandosi a me e appoggiando la sua mano sulla mia nuca.
Mi sta accarezzando?
Mi sta facendo un complimento?
IIIIIIIIHHHHHH
Stavo letterlamente per esplodere dalla felicità, penso che il mio sorriso da ebete lo avrebbero potuto vedere pure gli alberi, ma proprio non potevo trattenermi.
Quando la ragazza mi lasciò da sola per andare a farsi una doccia scoppiai e iniziai a ridere e danzare goffamente, ero troppo felice per rendermi conto delle stupidaggini che stavo facendo.
Mi toccai la nuca proprio dove mi aveva toccato lei un momento prima.
"Mi ha detto che sono stata brava" Sussurrai sorridendo per poi dirigermi saltellando verso il dormitorio.

"Che hai stasera T/n? Ti vedo molto distratta" Chiese il mio Sensei vedendomi tra le nuvole.
"Mmmmh"
"Non penso che le risponderà" Disse Yuji al mio posto mentre io continuavo a farfugliare e mugugnare guardando il soffitto.
"Sta bene?" Domandò nuovamente Gojo squadrandomi per bene sotto la sua benda nera.
Ancora adesso non capisco come fa a vederci.
"Si Sensei non si preoccupi sono solo le pene dell'amore" Disse la mia amica Nobara sedendosi difianco a me e dandomi dolci colpetti sulla spalla.
Io neanche me ne resi conto da quanto ero assorta nei miei pensieri.
"AMORE? Uuuuh interessante"
"Satoru non ti intromettere nella nostra vita grazie"
"Sei proprio un ragazzino cattivo Megumi, ti ho cresciuto io come padre e ora non mi fai neanche essere felice se una mia alunna è innamorata!"
"Aaaah mi da sui nervi" Sussurrò Megumi andandosi a bere la sua tisana seduto il piú lontano possibile dal suo patrigno.
"Chi è la fortunata?" Chiese il Sensei risvegliandomi leggermente dal mio stato di trans totale.
"Makiiii" Pronunciai il suo nome in maniera talmente sdolcinata che probabilmente Nobara ogni volta che ci pensa si mette a vomitare arcobaleni.
"MAKI?" Urlò Gojo alzandosi in piedi e venendomi davanti.
Mi prese la faccia tra le mani costringendomi a guardarlo e poi fece un sorriso a 32 denti.
"Questo si che è proprio uno scoop interessante"
"Professore..." Iniziò leggermente preoccupato Yuji vedendo il suo entusiasmo.
Già tutti sapevamo che avrebbe fatto qualcosa di avventato e decisamente inappropriato.
Ne eravamo talmente convinti che Megumi si schiaffeggiò la fronte scuotendo la testa.
Per quanto riguarda me, appena mi resi conto della situazione, mi risvegliai immediatamente e ripresi il controllo della mia testa.
Bloccai i polsi del mio professore vedendo il suo sorrisetto scomparire.
"LA PREGO DI NON FARE O DIRE NIENTE. Questa mia cotta deve rimanere segreta chiaro?" Gli chiesi impanicata di una sua possibile rivelazione.
"T/n lo sanno tutti che ti piace Zenin..."
"FAI SILENZIO YUJI" Gli urlai addosso non volendo ascoltare le sue parole.
"Ehehe tranquilla piccola T/n non dirò niente a nessuno te lo prometto" Concluse Gojo per poi alzarsi dalla sua posizione e uscire dalla stanza ridacchiando.
"Sono spacciata vero?" Domandai sapendo già la risposta.
"Mmmmh" Pronunciarono in coro loro.
"Farà sicuramente qualcosa di stupido vero?"
"Mmmmh"
"Uuuuh voglio sotterrarmi" Dissi infine gettando la testa indietro e sdraiandomi sul divanetto.
Addio dignità. Ti ho voluto bene.

Il giorno dopo fui buttata giú dal letto alle 5 del mattino da un rumore forte e fastidioso che mi rimbombava nei timpani.
Sia io che i miei compagni corremmo fuori dalle nostre stanze ancora in pigiama per raggiungere la fonte di quella cacofonia orribilante.
Era Gojo, ovviamente. Con una cassa sulle spalle e il telefono in mano.
"CHE DIAVOLO STAI FACENDO?" Urlò Megumi che aveva ancora i capelli piú disordinati del solito.
"Sensei perchè ci ha svegliati cosí presto?" Chiese Yuji mentre si stiracchiava assonnato.
"Tonno e maionese!"
"Si Inumaki sono alterata anche io"
Mi voltai appena sentí la voce roca di Maki che rispondeva al suo amico.
Era in pigiama, dei semplici pantaloni sportivi lunghi e un top sportivo che copriva ben poco della sua corporatura muscolosa.
Non c'è da dire che io spalancai la bocca  fino a farla arrivare a terra.
"Ragazzi devo darvi un compito da fare" Cominciò a parlare Satoru prendendo la nostra attenzione...almeno la loro io ero nel mondo dei sogni.
"Devo mandare in missione due di voi per affrontare una maledizione di primo livello in centro città, sta mettendo non poco subbuglio"
"E ci hai svegliati tutti per questo?"
"Non lamentarti Nobara sennò mando te"
"Scusi professore mi tappo la bocca"
"Mmmh vediamo" Gojo iniziò a guardare tra di noi sorridendo divertito.
Probabilmente lo divertiva il fatto di avere il potere di decidere chi far soffrire all'alba del mattino.
"Maki"
"COSA? PERCHÈ IO?"
"Perchè io sono il professore ed io decido" Rispose ridacchiando l'uomo dai capelli bianchi facendo sbuffare la ragazza che io ancora stavo fissando senza neanche rendermene conto.
Ogni momento che passava mi memorizzavo ogni suo minimo particolare del mattino.
Era senza occhiali, i capelli sciolti e leggermente arruffati. Aveva le guance colorate di rosso, forse per il caldo, forse per il tepore del mattino.
Non portava con se il suo bastone come faceva tutti i giorni ed era scalza a differenza di tutti noi...di certo non la spaventava un pavimento sporco.
Pensai che quella vista me la sarei potuta godere ancora per poco e che non avrei mai piú avuto il privilegio di vederla, perciò decisi di godermela il piú possibile fino a quando sarei tornata a letto tranquilla.
"E T/c"
"CHE?" urlai sentendo il mio nome uscire dalle labbra di Gojo.
"Vuole che io vada a esorcizzare una maledizione di primo livello? IO? Che sono stregone da soli due mesi?"
"Esatto. Bene gli altri possono tornare al loro sonnellino"
"A-aspetti un secondo..." Provai a dire prima di ricevere una porta in faccia dal professore. Proprio non c'era speranza di fargli cambiare idea.
"Uuuh va bene T/c, vatti a preparare ci vediamo fuori tra 5 minuti. Non tardare" Mi disse Maki uscendo poi dalla sala.
CAZZO.
CAZZO SONO IN SQUADRA CON MAKI.
Scommetto che quel bastardo lo ha fatto apposta...sennò perchè mandare un'incapace come me in una missione cosí pericolosa.
Improvvisamente mi tornarono in mente tutti i fleshback del giorno precendente.
Dell'interrogatorio di Gojo, del fatto che avevo rivelato la mia cotta segreta, la mia figuraccia.
AAAAAAAAA QUESTO NON TE LO PERDONO GOJO SATORU.
Appena fui pronta per andare verso la mia morte, uscí dal palazzo vedendo la mia compagna aspettarmi già all'uscita della scuola mentre guardava il suo orologio da polso.
"Bene T/n spacchi il minuto sono molto fiera. Possiamo andare"

La giornata era forse una delle piú calde che stavo vivendo fino ad allora.
Erano solo le cinque e mezza del mattino e già il sole risplendeva nel cielo facendoci scottare la pelle non coperta dal tessuto, ma quella che sembrava soffrirne ero solo io.
"Ti ricordi i miei insegnamenti vero? Ne avrai bisogno"
"Si, si certo" Balbettai rispondendo alla mia cotta mentre eravamo in macchina per raggiungere il posto prestabilito.
Arrivammo un quarto d'ora piú tardi e con l'aiuto di Kiyotaka stendemmo il velo attorno al luogo che ci era stato indicato.

Il posto era piuttosto tetro e riuscivo a sentire il brivido del male solleticarmi i peli delle braccia.
Non sapevamo a cosa dovevamo andare incontro, ne se lo avessimo trovato subito, ma la sicurezza di Maki nel suo modo di camminare mise sicurezza anche a me.
Come fa a non essere impaurita?
Come fa ad avere i nervi cosí saldi in ogni occasione?
Mi chiedevo vedendola solcare la porta d'ingresso dell'ospedale senza esitare un secondo.
Appena varcò la soglia qualcosa la rigettò indietro facendola volare e sbattere contro uno degli alberi del giardino.
"MAKI!" Urlai correndole incontro prima di essere trascinata per un piede da quella che doveva essere la maledizione a cui davamo la caccia.
Anche io feci un lungo volo per aria ricadendo a terra a pochi metri piú in la della mia compagna che già si stava alzando in piedi per combattere contro quel mostro.
Era alto, con tre teste e miriadi di occhi ci fissavano da ogni parte del suo corpo.
Braccia, mani, busto, gambe erano ricoperti di occhi rossi.
Inquietante. Davvero inquietante.

Maki, senza pensarci troppo, si gettò addosso al mostro colpendolo con le sue armi che si era portata prontamente dietro.
Io appena riuscí a mettermi in piedi la raggiunsi richiamando la mia energia per usare la mia tecnica scoperta da ben poco tempo.
Non ero ancora pratica, non avevo idea di come utilizzarla, di quanto potere avesse bisogno o di come controllarla.
Sapevo solo che consisteva nel duplicare infinitamente il mio corpo e la mia anima; Gojo sensei la aveva denominata "multiplice esistenza".
Cercai di concentrarmi sentendo i respiri affannati della donna di cui ero invaghita mentre combatteva da sola senza mai tirarsi indietro.
Sapendo che lei non aveva nessuna abilità mi resi ancora piú conto di quanto la sua forza d'animo fosse potente.

Calmai il respiro concentrandomi solo sulla forza che sentivo. Attorno a me sembrò crearsi un muro insonorizzato e guardandomi le mani mi resi conto di essere circondata da strane fiammi bluastre.
Ok è questa.
È questa l'energia di cui mi parla Gojo.
Forza T/n ce la puoi fare.
Ripetevo a me stessa sentendo pian piano il mio corpo disintegrarsi.
Guardai il mostro davanti a me rendendomi conto che un'abilità come la mia non poteva di certo servire a tanto siccome poteva avere occhi e sguardi ovunque. Avrei dovuto studiare una strategia.
Creai talmente tante me stesse che persi il conto di quante ne stavano uscendo fuori dal nulla.
Mi sorpresi a vedere cosí tante facce familiari...era davvero incredibile.
Tutte le me (false me) attaccarono la maledizione mettendo da parte Maki che si sorprese a vedere quello che stavo facendo, ma non sembrò funzionare per molto.
La maledizione, come avevo precedentemente immaginato, aveva occhi ovunque e appena schiacciava o uccideva una falsa me subito si dissolveva e tornava a fare parte del mio corpo.
La cosa positiva era che non sembrava capire da dove provenivano tutte quelle false immagini.
Maki corse verso di me ma non riuscivo a sentire ciò che diceva anche se cercai di immaginarmelo.
Capí che dovevo continuare a distrarre la maledizione cosicchè lei potesse ucciderla e finire la nostra missione.
Cosí feci.
Continuai a creare decine di me stesse che ogni volta venivano dissolte e tornavano nel mio corpo per essere ricreate.

Dopo una buona mezz'ora di combattimento infinito, Maki riuscí finalmente a uccidere la maledizione che creò tanto scalpore in quelle giornate afose di giugno.
Appena finito il nostro lavoro dissolvemmo il velo e tornammo a scuola per farci una lunga doccia fredda e rilassante.
Ripensai a lei, a come il mio cuore batteva vedendola battersi.
Ero forse davvero innamorata di lei?
Non riuscivo a togliermela dalla testa.
Devo proprio dirne due a Gojo dopo.
Pensai sapendo che mi aveva mandata in missione con lei apposta dopo aver saputo che mi piaceva.
Tanto non è successo niente di interessante.
Non succederà mai niente di interessante tra noi. Perchè dovrebbe?
Mi vedrà solo come una bambinetta da tener d'occhio.
Sbattei leggermente la fronte sul muro del mio bagno mentre l'acqua fresca mi attraversava la schiena.
Sono davvero imbarazzante.
Uscí dalla doccia avvolgendomi il corpo con il mio asciugamano rosa per poi vedere la mia immagine riflessa nello specchio.
Uuuh sono proprio un disastro.
Non so neanche se a lei piacciono le ragazze come faccio ad avere cosí tanta speranza?

I miei pensieri furono interrotti da un bussare alla mia porta.
Con aria affranta andai ad aprire pensando fosse il professore o i miei compagni di corso che mi venivano a chiedere com'era andata con la mia cotta.
"T/n..."
"M-MAKI? Che ci fai qui?" Chiesi alla ragazza balbettando appena mi resi conto di essere mezza nuda davanti a lei.
"Veni a bere qualcosa con me stasera"
"Eh? Ma non ho ancora l'età per..."
"Tu vieni e basta"
"O-ok"
"Ci vediamo fuori alle 20:00"
"Si..."
Chiusi la porta ancora con gli occhi sbarrati.
Maki mi ha chiesto di uscire.
Aspetta.
Corsi dinuovo nel mio bagno guardandomi allo specchio.
"IO MI SONO PRESENTATA DAVANTI A LEI CON UN ASCIUGAMANO ROSA ADDOSSO? Uh oddio"

Alle 20:00 spaccate corsi fuori dalla mia stanza per raggiungerla nel giardino.
Appena la vidi sorrisi non credendo ancora che stavo uscendo con lei aldifuori delle lezioni e delle missioni scolastiche.
Mi portò in un locale molto in stile tradizionale e sembrava anche molto costoso. Non cosa di cui potessi preoccuparmi siccome molte spese che noi studenti facevamo le pagava la scuola di stregoni.
Mi fece sedere davanti a lei e ordinò due piatti di ramen e del Sakè per entrambe.

"Sai perchè ti ho portata qui?" Mi chiese facendomi quasi sputare il mio cibo per la sorpresa.
Dopo 20 minuti di assoluto silenzio e di sguardi languidi lanciati da parte mia lei prese la parola.
"Volevo congratularmi con te del lavoro fatto oggi e volevo ringraziarti" Mi disse sorridendo.
Oddio è cosí bella.
"Per-per cosa?" Domandai in imbarazzo sentendo le mie guance scottare sia per l'alcool che stavo ingerendo, sia per l'atmosfera che si era creata.
"Perchè se non ci fossi stata tu probabilmente non sarei riuscita a far fuori quella maledizione. Sei stata brava"
Sto per commuovermi.
"Oh beh tutto grazie ai tuoi insegnamenti Maki-San"
Stavo flirtando? Si decisamente.
Tutta colpa del Sakè.

Passarono un paio di ore ed io proprio non riuscivo piú a reggere un goccio, mentre lei sembrava stare da dio...e aveva bevuto piú di me!
"Sai...sai Maki-San" Iniziai a sbiascicare mentre mi rotolavo la faccia sul tavolo.
Lei mi osservava senza dire una parola, sicuramente divertita dalla mia sbronza.
"Tu sei moooolto bella come persona"
"Ti ringrazio"
"No davvero. Io penso di avere una cotta per te"
MAIDAY T/N COSA STAI DICENDO?
"NO ODDIO C'È VOLEVO DIRE" Urlai alzandomi in piedi dopo essermi resa conto della cazzata che avevo appena fatto.
Sempre colpa del Sakè. Dannato Sakè.
Maki mi prese per le spalle e mi fece risedere al mio posto continuando a sorridermi dolcemente mentre io guardavo il suo viso distorto dall'alcool che mi circolava nel sangue.
"Lo immaginavo T/n" Mi disse con tono pacato, quasi dolce.
"Che?"
"È da praticamente due mesi che lavoriamo insieme, che ti alleno, che ci incontriamo e pranziamo nel parco. Pensi che non mi sia accorta che sei interessata a me?"
"Ooou questo è molto imbarazzante" Le dissi mettendo il broncio.
"Scommetto che ti sarai chiesta molte volte se a me piacciono le ragazze"
"Mh"
Nascosi il mio viso tra le braccia incrociate sopra al tavolo.
Sentí un movimento provenire dalla parte in cui stava seduta lei e subito dopo mi ritrovai il suo viso attaccato alla mia guancia destra.
"Si, si mi piacciono le ragazze" Mi sussurrò all'orecchio facendomi venire i brividi lungo tutta la schiena.
Mi alzai e misi una mano sul mio petto sentendo il mio cuore balzare e fare le capriole per le parole che avevo appena sentito.
"C-cosa stai cercando di dirmi?"
Beh di certo grazie all'alcool ho molto piú coraggio del normale.
Maki tirò su un'angolo della bocca con fare divertito.
Mi ricordava molto Satoru in quel momento.
"Che anche tu mi piaci T/n-chan"
Che rimasi di sasso è davvero una forma troppo leggera per spiegare cosa provai in quel momento.
Mi chiesi se fosse stato l'alcool a farmi sentire quelle parole, forse avevo le allucinazioni. Mi chiesi se percaso stessi sognando beatamente sul tavolo di quel ristorante dopo aver bevuto troppo.
Quello che so è che quella sera la donna che mi piaceva mi prese in spalla e mi riportò a casa sana e salva e mi rimise a letto stando con me tutta la notte per essere sicura che non stessi male.
La mattina dopo, quando mi svegliai, la trovai appoggiata al mio letto mentre riposava ancora vestita come la sera prima e i capelli raccolti nella sua coda alta.
Non so esattamente come siamo arrivate a stare insieme da quel giorno, so solo che ora io e lei siamo l'una difronte all'altra a goderci il tramonto sulla collina della nostra scuola e ci teniamo per mano perchè entrambe abbiamo la speranza che mai niente ci potrà separare.

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Davvero molto sdolcinata questa ultima scena😂😂 però non mi disoiace qualche volta metterci del tenero.

Spero ti sia piaciuta❤
soft_levi

~J~

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