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Capitolo cinque ❄️

<<Con chi stai messaggiando? Stai sorridendo>> mi sentii chiedere all'improvviso da Victor, in quel momento fermo sullo stipite della porta davanti a me.
<<Che paura, Victor. Che ci fa qui? Questo è lo spogliatoio femminile>> chiesi <<capisco che ci sono solo io, però potevo essere in intimo in questo momento e tu->>
<<Non ti ho vista arrivare e sono venuto a controllare>> rispose freddamente lui, scrutandomi attentamente.
Era strano. Era strano da prima, da quando aveva rifiutato di baciarmi, ma anche durante gli allenamenti.
In verità a dirla tutta era cupo da giorni, ma non riuscivo a capirne il motivo.
Victor raramente parlava della propria sfera privata e non potevo trarre di conseguenza nessuna conclusione. Nemmeno una.
<<Scusami. JJ mi ha scritto un messaggio, chiedendomi di vederci domani e tra una cosa e l'altra mi ha proposto di aiutarmi con i salti. Ho accettato e mi sono persa a rispondere, ma stavo per arrivare... avevo giusto salutato>> spiegai, sentendomi particolarmente in imbarazzo dopo la situazione di poco prima.
Non sapevo come comportarmi e non riuscivo nemmeno a guardarlo negli occhi.
<<E perché hai chiesto a lui e non a me? Non mi ritieni all'altezza e vai a cercare l'aiuto altrui?>> chiese di getto, lasciandomi di sasso.
<<Ma che ti prende? Mi hai sempre incoraggiata ad accettare l'aiuto degli altri professionisti, dicendo che ognuno ha sempre qualcosa in più da offrire, quindi l'ho sempre fatto in passato senza problemi... adesso cosa cambia?>> chiesi.
<<Posso aiutarti io con i salti>> disse ancora.
<<Ci abbiamo provato, ma hai detto di non potermi insegnare più di quello che già mi hai insegnato e tu stesso mi hai detto di provare un approccio diverso se possibile. JJ si è proposto spontaneamente e ho detto di sì, ho anche pensato di iniziare prima ad allenarmi per non rubare tempo al resto. Quindi cosa non ti torna?>>
<<Il tuo allenatore sono io. Ti insegno io. Non andrai da lui.>>
<<Non decidi tu per la mia vita, Victor. Ho accettato e non ho intenzione di tirarmi indietro, adesso lasciami stare>> dissi infine, afferrando il mio borsone, così da potermene andare finalmente via da quello spogliatoio.
Tuttavia la mano dell'uomo attorno al mio polso me lo impedì.
Feci per ribellarmi, ma lui mi trascinò contro il suo corpo, per poi chiudermi tra le sue braccia.
Affondai nel suo petto, senza riuscire a vedere nemmeno la sua espressione.
<<Victor, mollami, mollami subito. Sono arrabbiata con te e non ho nessuna intenzione di->>
<<Perché ve ne andate tutti via da me?>> chiese lui all'improvviso.
La sua voce era rotta e tremolante, quindi spinta dalla curiosità alzai il viso nella sua direzione, trovandolo in lacrime. Sgranai gli occhi.
<<Victor... ehi... Victor, non fare così per favore... perdonami, non volevo ferirti>> gli sussurrai dolcemente, poggiando la mia guancia sinistra contro la sua. Prima di baciare delicatamente il suo zigomo.
Non avevo mai visto Victor piangere prima di quel momento e fu come ricevere un fortissimo pugno nella bocca dello stomaco.
Era uno spettacolo tremendo vedere la persona amata in quelle condizioni.
<<Sono qui con te. Non me ne vado>> gli sussurrai ancora, iniziandolo a cullare, prima di correre con i pollici ad asciugare il contorno dei suoi occhi.
Mi soffermai lì, restando vicinissima a lui ed iniziando a percepire nuovamente la stessa alchimia sentita precedentemente sulla pista.
Solo che quella volta Victor non si scansò. Anzi... posò le sue labbra sulle mie, donandomi il bacio più dolce e allo stesso tempo più intenso della mia intera vita.
Sentii il mio viso scaldarsi istantaneamente e la forte voglia di aggrapparmi a lui il prima possibile.
Non riuscii a resistere e mi avvinghiai letteralmente al suo corpo, avvolgendo strettamente il suo collo con le mie braccia, senza smettere di tormentare i suoi capelli argentati.
Volevo le sue labbra per ore su di me.
Volevo sentire la sua lingua calda attorcigliarsi insieme alla mia. E spinta da quel desiderio schiusi le labbra, sentendo immediatamente la lingua di Victor entrare con foga nella mia bocca.
Mugolai qualche suono privo di senso contro le sue labbra, iniziando a respirare affannosamente in preda all'eccitazione.
Non baciavo un ragazzo da circa un anno e non facevo l'amore con qualcuno da altrettanto tempo.
Mi mancava la sensazione di un corpo nudo contro il mio e di sentirmi completamente fusa in un tutt'uno con un uomo altrettanto desideroso di legarsi a me.
La sola prospettiva di fare determinate azioni con Victor bastò per infiammarmi e per far arrivare una fitta potentissima al mio basso ventre, specie grazie a quel bacio sempre più focoso.
Ero praticamente già enormemente eccitata e non riuscivo a fermare le mie mani, tanto da arrivare ad infilarle con foga sotto al maglione del ragazzo stretto a me, così da tastare i suoi muscoli e accarezzare la sua liscissima pelle.
Lo desideravo pazzamente ormai da mesi ed ero tutta un fuoco.
Bramavo quell'uomo con ogni singola cellula del mio corpo e volevo concedermi a lui immediatamente. Non mi importava del luogo e nemmeno della situazione.
La nostra prenotazione era ancora di almeno un'ora e nessuno sarebbe venuto a disturbarci, ne ero ben consapevole.
Anche Victor sembrò ragionare allo stesso modo e non si tirò indietro quando afferrai con urgenza il bordo del suo maglione, desiderosa di tirarlo via quanto prima.
Mi presi giusto qualche secondo per ammirare il suo petto nudo e ben definito, prima di essere di nuovo attirata dal ragazzo per un altro bacio, ancora più focoso del precedente.
<<V-Victor>> riuscii a mormorare a fatica quando lui prese a mordicchiare il mio collo, infilando le sue mani sotto al mio reggiseno <<voglio fare l'amore con te, qui e adesso.>>
L'uomo sembrò prendere bene la mia richiesta e scese a baciarmi la pancia, tirando sempre più in alto la mia maglietta.
Erano baci umidi e bollenti, carichi di desiderio. Mi sentivo praticamente divorata e volevo sentire le sue labbra ovunque.
Affondai le dita tra i suoi capelli quando spostò il reggiseno coi denti, iniziando a succhiare il mio capezzolo destro.
<<Ah, V-Victor... Vic...>> mi ritrovai a gemere rumorosamente, spingendolo contro il mio petto, in un chiaro invito a continuare.
Lo aiutai a togliermi di dosso tutti gli indumenti che coprivano la parte superiore del mio corpo.
Lo spogliatoio era fortunatamente una delle poche zone calde e non soffrii il freddo, anche perché i suoi baci roventi erano più che necessari per riscaldarmi a dovere.
<<Era da tanto tempo che non baciavo una donna>> mi sussurrò lui all'orecchio, mordicchiandomi il lobo <<sei così liscia e morbida...>>
Le sue labbra scesero lungo il mio collo, sfiorando la pelle lungo tutta la sua discesa, prima di tornare di nuovo sulla mia bocca con una fame apparentemente impossibile da saziare.
<<È da tanto che non lo fai con una donna?>> riuscii a chiedere a fatica, staccandomi leggermente da lui.
<<Da due anni>> rispose lui, dandomi piccoli e dolci baci sul collo <<il discorso cambia per gli uomini.>>
Evitai di chiedere altre spiegazioni, siccome tutto il mondo sapeva della sua relazione passata con il pattinatore di figura giapponese Yuri Katsuki. E di sicuro nel tempo libero non avevano giocato a scacchi sul letto.
<<Aspetta un momento, Niki>> gli chiesi, sentendo le sue mani avvicinarsi al bottone dei miei jeans attillati.
Lui mi guardò incuriosito e mi affrettai a fargli capire le mie intenzioni, avvicinandomi alla porta.
<<Lo so che nessuno viene mai qui quando la pista è prenotata, ma preferisco non rischiare>> spiegai, chiudendo a chiave la porta, prima di avvicinarmi al mio borsone.
Ne tirai fuori l'asciugamano pulito più grande che avevo, stendendolo su una panca poco distante. <<Possiamo metterci qui>> spiegai, indicando timidamente il giaciglio improvvisato, prima di sedermi.
Victor prese quindi a camminare verso di me con passo lento, senza smettere di guardarmi intensamente con uno sguardo estremamente sensuale.
Rischiavo di venire solo guardandolo fare quell'espressione, specie a petto nudo e con le sue mani che iniziavano ad aprire la patta dei suoi pantaloni neri dal taglio elegante. Una volta davanti a me lo aiutai a tirarli giù, lasciandolo solo con un paio di slip maschili bianco latte.
Il suo sesso, coperto solo da quel leggero strano di tessuto, era praticamente davanti al mio viso ed aveva un piacevole odore virile.
Non esitai quindi a mettere le mani sui suoi fianchi, così da avvicinarlo a me. Una volta vicino iniziai a lasciare piccoli baci sulla sua erezione ancora coperta dall'intimo, sentendo il suo respiro farsi più pesante e leggermente affannoso.
Victor mi incoraggiò posandomi una mano sulla testa e per stuzzicarlo decisi di tornare leggermente in alto, iniziando a baciarlo dalla pancia, lambendo di tanto in tanto la sua pelle con la punta della lingua, per poi scendere lentamente.
Mi presi giusto qualche momento per ammirare la leggerissima e sensuale peluria che dal suo pube si arrampicava leggermente fino a sotto l'ombelico.
Erano peli talmente biondi da essere quasi invisibili e li trovai estremamente sexy su un uomo come lui.
Sorrisi, iniziando ad abbassare i suoi slip con la punta delle dita, fino a portarli a livello delle cosce, così da liberare la sua pulsante erezione.
Gli chiesi con gli occhi il permesso di proseguire e lui mi comunicò la sua decisione spingendo da sé il suo sesso contro le mie labbra.
Lo accolsi volentieri, iniziando a succhiare piano la punta, prima di inserirlo completamente nella mia bocca.
Victor si lasciò andare ad un unico basso e roco gemito, aggrappandosi ai miei capelli con un senso di possessione che mi infiammò all'istante.
Presi infatti a muovermi più velocemente, stringendo i suoi glutei perfetti con le mani. A quel gesto lui espirò forte, mormorando un flebile: <<Sei bravissima, sei la mia bravissima T/N>> con la voce appannata dal piacere.
Continuai per diversi minuti, fino a sentire il suo caldo seme invadermi la bocca, per poi mettermi distesa sulla panca, seguita da lui.
Victor si stese a sua volta lentamente su di me, togliendomi con dolcezza i pantaloni.
Prese poi ad accarezzare lentamente le mie cosce nude, indugiando spesso nei pressi della mia intimità.
Passarono diversi minuti all'insegna dei suoi baci su ogni porzione di pelle disponibile, con particolare considerazione del seno e delle labbra.
Continuai a contorcermi per tutto il tempo in preda al forte desiderio di sentire un po' di attenzioni anche nei riguardi della mia femminilità, tanto da sussurrare un imbarazzato: <<Victor, per favore... toccami.>>
Lui non si fece supplicare ulteriormente, scivolando con la mano dentro alle mie mutande estremamente bagnate. Iniziando poi a stuzzicare con tocco esperto tutti i punti più sensibili, strappandomi vari versi di apprezzamento.
<<Ti piace così, vero?>> mi provocò lui, senza perdere l'occasione per lasciar emergere nuovamente il suo lato malizioso.
<<Sei un pervertito, Victor>> dissi sottovoce, troppo concentrata sul tocco della sua mano per aggiungere altro.
L'uomo mi stuzzicò ancora un po', prima di tornare a baciarmi, inserendo anche la lingua in quel bacio bagnato.
Si allontanò solo qualche minuto dopo, fermandosi ad ammirare il mio viso contratto dal piacere.
Entrambe le sue mani si andarono poi a posare sui bordi dei miei slip, evidentemente deciso a toglierli e gli sussurrai un: <<Non vedo l'ora di sentirti dentro di me>>.
Victor si irrigidì immediatamente e tutto il piacere sparì dai suoi occhi, lasciando trasparire un'espressione sconvolta, come di una persona tornata in sé dopo l'effetto di un incantesimo di controllo della mente.
L'uomo si alzò di scatto dalla panca, iniziando a raccogliere velocemente i suoi abiti sparsi in giro.
<<Victor? Che ti prende adesso?>> chiesi, visibilmente confusa da quella piega imprevista <<ho fatto qualcosa di male?>>
<<Dimentica tutto. Ho sbagliato, devo andare>> rispose lui frettolosamente, iniziando a vestirsi con la stessa urgenza.
Mi limitai a fissarlo con gli occhi fuori dalle orbite per tutto il tempo, fino a che non uscì a testa bassa dallo spogliatoio, lasciandomi mezza nuda e senza parole.

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