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ѕecond мιnυтe

Mi guardai confusamente intorno, cercando di ricordare dove avessi già visto il luogo in cui mi trovavo, o perchè mi sembrasse così familiare.

Ero sul retro di un grande edificio grigio, apparentemente una scuola, e attorno a me non c'era nessuno.
Sentii il suono della campanella, e un vociare allegro iniziò a farsi sempre più forte da dentro le finestre, facendomi presumere che fosse suonata la campanella dell'intervallo.

Mi sbattei una mano in fronte quando realizzai che quella fosse la mia vecchia scuola media, e mi chiesi come avessi fatto a non riconoscerla prima.
D'un tratto tutti i ricordi relativi a quel luogo mi tornarono in mente, facendomi aprire in un sorrsetto nostalgico.
Sarebbe stato bello tornare a quei tempi, in cui anche i problemi che mi sembravano enormi in realtà erano insignificanti.

Non rimasi sorpreso quando, nonostante la campanella fosse suonata da ormai qualche minuto, nessuno si presentò lì dietro a passare la ricreazione.
Nessuno andava mai in quel posto.
A quell'ora della mattina, il sole non ci batteva mai, perciò era sempre freddo. Non c'era un prato, come quello di fronte a scuola. Era solo cemento, e gli unici studenti che passavano- raramente- del tempo lì, erano quelli che avevano qualcosa da nascondere.

Per questo corrugai le sopracciglia sorpreso quando riconobbi Taehyung, di circa tredici anni, che svoltava l'angolo tenendo per mano una ragazzina.
Avevo qualche ricordo confuso di quel momento, ma non riuscivo proprio a ricordare chi fosse la ragazzina dai lunghi capelli neri, lisci come se fossero appena passati sotto al ferro da stiro.
Poteva essere sua sorella? No, impossibile, la sorella di Taehyung era molto più piccola di lui.
Decisi semplicemente di rimanere a guardare, perchè spremendomi le meningi pur di capirci qualcosa non sarei arrivato da nessuna parte.

"Scusa se ti ho portato qui dietro, ma non voglio che qualcuno ci veda" disse Taehyung, sfoderando il suo sorriso leggermente squadrato, a parer mio una delle sue armi più letali.
Anche la ragazzina sorrise, scuotendo lievemente la testa:" Non preoccuparti, lo capisco. Ancora è passato poco tempo".
Non capii subito a cosa si stessero riferendo, ma una remota voce nella mia testa mi disse che non fosse niente di positivo, almeno non per me.

Rimasero a fissarsi per un po' con un sorrisetto lieve, mentre io aspettavo che compiessero la mossa decisiva per farmi finalmente capire perchè nei miei sette minuti prima di morire dovessi assistere proprio a quella scena.

Aggrottai le sopracciglia quando Taehyung le si avvicinò timidamente, abbassandosi un po' per arrivare alla sua altezza, e le diede un goffo bacio sulle labbra.
Lei sorrise arrossendo, e lui ricambiò.
Anche se era solo un ricordo, e Taehyung solo un ragazzino, non potei fare a meno di sentirmi un pizzico geloso.
Soprattutto quando la ragazzina si alzò sulle punte dei piedi per ricambiare quel bacetto tanto innocente, ma che sicuramente per loro significava molto.
"Sono contenta che stiamo insieme" disse lei sorridendo, prima di abbracciarlo.

E mi tornò tutto in mente nello stesso momento in cui il me stesso di undici anni svoltò l'angolo.
"Tae-" aveva iniziato, prima di vedere Taehyung e quella ragazzina così abbracciati stretti.
Ricordai perfettamente perchè il me stesso bambino fosse andato a cercarlo lì dietro, chi fosse quella ragazzina e perchè fossi rimasto così male nel vederli insieme.

Dopo la prima volta che ci eravamo incontrati, al parco, quattro anni prima, per quasi una settimana ci eravamo visti ogni giorno, in modo che lui potesse mantenere la sua promessa e prendersi cura di giorno in giorno delle mie ferite.
Mi piaceva quel bambino, era così buono e solare con me, mi faceva ridere in ogni occasioone, anche quando non ne avevo proprio nessuna voglia.
E in più, il fatto che stesse rispettando la parola data lo rendeva una persona ancora più fantastica di quanto già non fosse ai miei occhi.

Avevo paura che, una volta guarite le mie ferite, avrebbe smesso di parlare con me.
Dopo tutto voleva solo avere la coscienza pulita per non essere beccato da sua madre ad aver fatto qualcosa che non doveva fare, no?

Così, quando mi accertai che le sbucciature sulle ginocchia fossero guarite, non andai ad aspettarlo al nostro solito posto, ma rimasi seduto su una delle panchine del parco.
Solitamente ci vedevamo sempre in quel posto più appartato, pieno di alberi, perchè Taehyung diceva che sua madre si sarebbe insospettita se lo avesse visto curare le ginocchia sbucciate di un bambino per lei sconosciuto.
Ed effettivamente non potevo dargli torto.

Taehyung era venuto a cercarmi, per poi trovarmi lì su quella panchina, così alta per me da farmi dondolare lentamente le gambe ormai guarite.
"Come mai oggi sei qui?" aveva chiesto sedendosi lì accanto, chinandosi verso di me, per provare a guardarmi per bene in faccia attraverso la frangia scura che mi ricadeva sugli occhi.
"Le mie ginocchia stanno bene" avevo replicato a voce bassa.

Mi aspettavo che dopo aver realizzato ciò che avevo detto se ne sarebbe andato, facendo in modo di scomparire per sempre dalla mia vita, e io non volevo quello.

Lui aveva spostato lo sguardo dal mio viso alle mie gambe, per poi annuire:" Lo vedo. Ho fatto davvero un ottimo lavoro, penso di avere un futuro come medico".
Quando aveva visto che non avevo riso alla sua battuta, mi aveva portato una mano sulla guancia, per farmi girare verso di lui:" Ehi, è tutto a posto? Mi sembri triste":
"Adesso non c'è più bisogno che continui a parlare con me, tua mamma non saprà mai che mi sei volato addosso con l'altalena" lo avevo guardato tristemente, sperando che capisse quanto non volevo che smettesse di stare in mia compagnia.
"Vuoi che smetta di stare con te?" aveva chiesto con tono apprentemente ferito, togliendo la mano dalla mia guancia.
Avevo scosso la testa, tornando a guardare in basso.
"E allora perchè hai detto che non c'è più bisogno che parli con te?"
"Pensavo che non volessi più parlarmi" avevo detto piano, sentendo di star diventando rosso.

Taehyung era rimasto in silenzio per un po', ma poi, con mia grande sorpresa, lo avevo sentito abbracciarmi di lato.
Avevo voltato di scatto la testa verso di lui, trovandolo a sorridere quasi rilassato.
"È un bene allora che io non voglia smettere" aveva continuato ad abbracciarmi, senza spostarsi di un millimetro.
Mi ero ritrovato a sorridere a mia volta, tirando un sospiro di sollievo nel realizzare che non avrebbe voluto allontanarsi da me.

Ed effettivamente non lo aveva fatto.
Mi era rimasto accanto per gli anni successivi, al punto da diventare inseparabili.

Non ci limitavamo a vederci solo al parco, veniva spesso a casa mia e viceversa, e un giorno dovettimo confessare colpevoli a sua madre come ci eravamo conosciuti.
Avevamo scoperto di frequentare la stessa scuola, ma l'anno successivo lui aveva iniziato le medie, limitando i nostri incontri solamente al pomeriggio.

Ma nonostante questo, Taehyung era sempre stato presente per me, trattandomi come se tra di noi non ci fosse alcun anno di differenza.

Gli volevo un gran bene, ed ero arrivato a considerarlo come un secondo fratello più grande.
Junghyun non aveva mai tempo per giocare con me, e mi consolavo sapendo che c'era Taehyung.

Almeno finché non avevo iniziato le medie anche io, nella stessa scuola.

Eravamo stati così felici di essere di nuovo insieme, finalmente, e per i primi mesi passava la maggior parte del suo tempo con me.
Ma, poco a poco, si era allontanato.

Chiaramente non mi aspettavo che avrebbe continuato a stare sempre in mia compagnia per tutto il resto dell'anno, dopo tutto aveva altri amici al di fuori di me, e anche io ne avevo.
Ma aveva iniziato a distaccarsi non solo a scuola, ma anche il pomeriggio, senza neppure una spiegazione valida.
All'inizio pensavo fosse per lo studio.
D'altronde sapevo che la terza media dovesse essere difficile, soprattutto per qualcuno come Taehyung che faticava a concentrarsi.
Ma non ci credevo che dovesse studiare sempre, ogni giorno, visto e considerato come in passato cercasse sempre una valida (ma non sempre) scusa per non dover passare più tempo del dovuto sui libri di scuola.

Eppure non sembrava che ce l'avesse con me.
Le poche volte in cui mi rivolgeva la parola sembrava carino e disponibile come sempre, solo con la testa da un'altra parte.
Davvero non capivo che gli fosse preso.

Fino a quando, per tornare all'argomento principale, non lo beccai con quella ragazza, dietro la scuola.

Vedevo il me stesso bambino spostare più volte lo sguardi da uno all'altra con aria perplessa.
"Ciao Jungkook" lo salutò il maggiore, leggermente a disagio dato che l'altro non proferiva parola, rimanendo piuttosto a fissarli.
Dopo poco, il più piccolo scosse la testa, come a riscuotersi dai propri pensieri, e si concentrò completamente su Taehyung:" Allora è qui che sparisci ogni volta?"
Il più grande annuì, un po' in soggezione.
"È per questo che mi hai ignorato tutto questo tempo?" chiese ancora, serio.

Sperava solo che Taehyung si aprisse in un gran sorriso, gridando:" Ma no! Questo è solo uno scherzo! Sono stato impegnato ad organizzare la tua festa a sorpresa!" e in seguito, nella sua immaginazione, sarebbero comparsi dal nulla palloncini e decorazioni, più tutti i suoi parenti ed amici.
Peccato solo che il suo compleanno fosse passato da mesi.

Ovviamente, infatti, non accadde nulla di tutto ciò, Taehyung non mutò espressione, rimase semplicemente a guardarlo con sguardo colpevole, come a volergli porgere delle mute scuse.
Jungkook annuì lentamente, ritraendosi.
"Capisco" disse solamente, per poi svoltare nuovamente l'angolo e andarsene.

Ricordo di aver sperato che mi seguisse, che piantasse lì la sua ragazza per venire a cercarmi e scusarsi davvero.
Ma nemmeno quello volta successe quello che speravo, perché quando mi voltai per vedere se avesse deciso di rincorrermi, rimasi estremamente deluso nel notare che dietro di me non ci fosse proprio nessuno.

Rimasi arrabbiato con lui per qualche settimana, prima di rendermi cingo che non ce l'avevo con lui per non avermi detto nulla, bensì perché ero geloso, terribilmente geloso, e non sopportavo l'idea di essere al secondo posto, non per lui.
Forse avrei dovuto capire prima cosa significasse.

***
ciao raga cosa ne pensate fin'ora? 🥺

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