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Dovettero finire i lavori con Bogum lì con loro, appoggiato contro il forno ampio all'angolo della stanza.
Taehyung non si era mai sentito più imbarazzato e teso di così, il bacio mancato con Jungkook lo aveva lasciato irrequieto, ma allo stesso tempo non poteva dire o fare niente a causa della presenza del più grande. Bogum aveva davvero un tempismo terribile, e non poteva fargliene una colpa. Magari, se avesse saputo prima quello che Taehyung provava nei confronti di Jungkook, non si sarebbe mai sognato di presentarsi lì sapendo che fossero stati da soli.
Eppure ormai era troppo tardi per provare a cambiare qualcosa, quindi se ne andò dal retro del locale, lasciando gli altri due insieme, troppo in imbarazzo per restare un secondo di più.
<Mi dispiace per prima, io...non pensavo che voi ragazzi usciste insieme...>, parlò d'un tratto Bogum, avvicinandosi a Jungkook che, ormai, stava finendo.
<Non preoccuparti>, rispose semplicemente il minore, non volendo aggiungere altro.
Anche perché cos'altro avrebbe dovuto aggiungere? "Non usciamo insieme"? "Non è come pensi"?
Non voleva farlo, anche perché sapere che Bogum pensava a Taehyung come il suo ragazzo, in qualche malsano modo lo tranquillizzava.
<Hai finito?>, gli domandò dopo qualche attimo di silenzio, Bogum.
Jungkook annuì, tirandosi in piedi dopo aver stretto un'altro po' le viti.
<Adesso dobbiamo soltanto testarlo>, rispose, dopo essersi sgranchito un po'.
Senza dire altro, si diresse fuori dal retro anche lui, cercando con lo sguardo Taehyung.
Lo trovò dopo qualche istante, seduto al bancone con un broncio sulle labbra ed il capo poggiato contro il palmo aperto della mano destra.
Sorrise alla scena. Taehyung, anche se non parlava, sembrava starsi rimproverando per le sue azioni di poco prima, ed era così dannatamente adorabile agli occhi del minore.
<Tae, ho finito>, disse, restando a pochi metri da lui.
Il capo dell'altro scattò subito nella sua direzione, e Jungkook sorrise ancora nel vedere l'espressione sorpresa e un po' timida dell'altro.
<Sì...uhm, allora prendo il gelato>, rispose rapidamente, come a voler scacciare via tutto il suo imbarazzo, alzandosi infine dallo sgabello.
Passò accanto a Jungkook con il viso basso, raggiungendo poi la cella frigorifera, seguito a sua insaputa dall'altro.
Una volta dentro, restò per qualche istante a fissare le varie vaschette, e quasi non saltò in aria dallo spavento quando sentì Jungkook parlare dietro di lui.
<Bastano sei vaschette a caso, giusto per vedere se regge>
<Oddio! Ma perché non avverti?!>, esclamò infatti, spaventato, riuscendo ad attirare anche l'attenzione di Bogum che, di corsa, li aveva raggiunti.
<Tutto bene?>, chiese, una volta entrato anche lui.
Jungkook, che aveva iniziato a ridere dopo le parole di Taehyung, annuì a Bogum senza riuscire a smettere.
<Sì, dai! Spaventiamo Taehyung, tanto non rischia affatto un'infarto!>, ironizzò con tono lamentoso ed espressione corrucciata <soffocati>, terminò con un broncio, fissando Jungkook che, dopo quelle parole, iniziò a ridere ancora di più, contagiando anche Bogum.
<Aah, non vi sopporto>, fu questa l'ultima cosa che disse, il povero Taehyung, prima di prendere due vaschette di gelato ed uscire dalla cella frigorifera.
Bogum e Jungkook, ancora ridacchiando, avevano fatto lo stesso e poi l'avevano seguito.
Poi fu Jungkook a riprendere in mano le redini della situazione: s'inginocchiò davanti il carretto, accese il generatore e posizionò tutte le vaschette all'interno del carretto. Tre nello scompartimento superiore, le altre tre in quello inferiore, e poi si alzò, restando a guardare attentamente il carretto.
<Sembra reggere>, commentò Bogum, con un sorriso ampio sulle labbra.
<Pare di sì. Fagli fare un giro>, consigliò Taehyung, indicando con lo sguardo l'esterno del locale.
Il maggiore dei tre annuì, togliendo i freni del carretto prima d'iniziare a dirigersi fuori. Avrebbe semplicemente fatto un giro di massimo dieci minuti, secondo lui abbastanza da capire se il carretto poteva reggere o meno, sopratutto nella strada che dava sul retro, a causa della sua superficie non esattamente liscia.
Taehyung seguì il maggiore fino a fermarsi fuori il locale, giusto per riuscire a guardarlo per tutto il tempo, come se quella connessione visiva avrebbe potuto evitargli di parlare con il minore che, lentamente, lo aveva seguito.
<Beh, sembra funzionare...>, mormorò, dopo qualche istante passato nel silenzio più assoluto.
<Avevi dubbi?>, replicò subito il minore, vantandosi in modo davvero sottile.
Taehyung lo guardò per qualche istante, poi scoppiarono entrambi a ridere, come se in quell'esatto momento tutta la tensione tra loro fosse stata spazzata via, anche se in realtà non era affatto così.
Le risate si affievolirono lentamente, mentre il silenzio tornava a spingersi freddo tra loro, entrambi incapaci di dire o fare qualcosa.
Taehyung sapeva il perché non stesse parlando, si chiese invece il perché non lo stesse facendo l'altro.
Insomma, poco prima lo aveva quasi letteralmente assalito, e adesso non aveva niente da dire? Neanche una domanda? Quei pensieri lo fecero sbuffare appena, e fu proprio quel gesto ad attirare l'attenzione del minore.
Stava quasi per iniziare a parlare quando Bogum attirò l'attenzione di Taehyung con un mezzo grido: i bambini del quartiere avevano notato i colori sgargianti del carretto, così come i gelati deliziosamente dipinti sopra, e adesso stavano lo stavano quasi pregando per avere un po' del gelato che aveva fatto il gelataio gentile e carino.
A Taehyung quasi brillarono gli occhi per la gioia, e nonostante sapesse che non poteva regalare così i prodotti di un locale non suo, non riuscì proprio a trattenersi.
<Aspettate un'attimo lì, arrivo!>, disse ad alta voce, giusto per farsi sentire da Bogum ed i bambini, e poi corse dentro il locale, sentendo alle spalle delle adorabili urla di gioia.
<Cosa vuoi fare?>, gli domandò curioso Jungkook, seguendolo per il locale quasi come Yeontan lo seguiva per casa. Questa volta rise al pensiero.
<Porto un po' di gelato ai miei fan>, rise con ovvietà, mentre recuperava delle coppette di plastica con cucchiaini, ed il suo adorato dosatore.
<Ma il tuo capo non se la prenderà con te?>, domandò confuso, continuando a seguire l'altro che stava tornando verso l'esterno.
<Mi farò togliere qualche won dalla paga, non è la fine del mondo>, gli rispose calmo, raggiungendo poi i bambini.
<Chi vuole un po' di gelato?-->, attirò così la loro attenzione, parlando con un tono dolce e bambinesco, facendo urlacchiare e saltellare i bambini a pochi passi da lui.
Ridendo e scherzando con loro, riempì con cura le vaschette con il suo gelato al fior di latte, porgendole poi ai bambini insieme a qualche raccomandazione.
<Mi raccomando, mangiatelo piano, altrimenti le vostre mamme verranno a prendersela con me! E mi raccomando Sooyoung, cerca di non lasciare la coppetta in giro, va nel cestino, ve l'ho detto tantissime volte>
I bambini risposero con un allegro coro, un "sì" pieno di sincerità, prima di allontanarsi verso l'esterno del vicoletto con i loro gelati in mano.
Taehyung li aveva visti allontanarsi con un sorriso felice sulle labbra, e poi tornò a prestare attenzione a Bogum.
<Vado a posare il dosatore, tu porta dentro il carretto così mettiamo a posto tutto>, e poi si allontanò.
Jungkook, che aveva osservato tutta la scena a qualche metro di distanza, restò meravigliato dalla gentilezza di Taehyung. Jimin gli aveva più volte accennato che Taehyung era una persona che possedeva un animo troppo buono ed un cuore davvero grande, ma fino a quel momento forse non se ne era reso pienamente conto. Eppure avrebbe dovuto.
Taehyung era sempre pronto a mettere se stesso all'ultimo posto pur di aiutare gli altri, e probabilmente era stato questo suo modo di fare a farlo soffrire tanto nel corso della sua vita. Perché le persone come lui erano poche, e le altre che popolavano il mondo volevano solo giocare con i tipi come lui.
<Quei bambini si stanno prendendo il vizio>, rise Bogum, distogliendo così Jungkook dai suoi pensieri intrecciati.
<Lo fanno spesso?>, domandò allora, curioso.
Nel frattempo entrambi iniziarono a camminare verso l'interno del locale, camminando pigramente.
<Oh, sì. Lo scorso mese ne avranno presi sei a testa! Di questo passo sarà Taehyung a dover pagare per lavorare qui>, sbuffò, bloccando le ruote del carretto.
Jungkook dopo quell'ultima frase restò in silenzio, non sapendo cosa dire.
Taehyung era davvero troppo buono, e forse lui non lo meritava affatto.
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Wassssuuuup
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