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23

Taehyung si svegliò nella sua stanza l'indomani mattina. Come o quando ci fosse arrivato, non ne aveva idea. 

Si stropicciò gli occhi, sentendoli gonfi e stanchi, e poi si tirò lentamente a sedere guardandosi intorno. Tutto, nella sua stanza, pareva normale. Tranne un piccolo particolare: Yoongi seduto, ed attualmente addormentato, sulla poltrona all'angolo della stanza. 
E Taehyung allora si ricordò tutto della sera precedente. Si ricordò di aver lasciato Namjoon, di aver pianto da solo e poi con Jungkook, e di come Yoongi lo aveva riportato dentro casa dopo circa due ore, e gli aveva fatto una cioccolata e poi accompagnato fino a letto, dove aveva vegliato su di lui per -a quanto pare- tutta la notte. 
Yoongi era sempre così, non lo aveva mai lasciato solo, in nessun momento. E probabilmente non l'avrebbe fatto mai. 
Sorrise all'amico dormiente e poi si alzò dal letto per andarsi a sedere praticamente sopra di lui, abbracciandolo subito dopo. Cosa che non spaventò affatto Yoongi, poiché abituato a quelle dimostrazioni d'affetto. Con ancora gli occhi chiusi infatti ricambiò l'abbraccio, mentre il suo cervello lentamente si svegliava del tutto.

<Non dovevi stare sveglio per colpa mia, hyung>, sussurrò piano, nell'incavo del suo collo. 

Yoongi sorrise, accarezzando lentamente la nuca dell'altro prima di aprire finalmente gli occhi; la luce era troppo forte per lui che non aveva dormito quasi niente, ma non si lamentò affatto. 
<Volevo assicurarmi che andasse tutto bene, e poi chi è che ha bisogno di dormire? Di certo non io>, ridacchiò. 

Taehyung allora si sollevò da quella confortevole posizione, soltanto per guardare l'altro male per qualche istante, e <sei un'idiota>, lgli disse prima di fargli un leggero sorriso. 
Sorriso che Yoongi sapeva bene, valeva più di mille parole. 
<Non ci pensare, mh?>, mormorò in risposta il maggiore, scompigliandogli poi i capelli, e <vuoi fare colazione?> gli domandò infine.

Taehyung annuì appena, e poi insieme si alzarono per andare in cucina. Vennero accolti in soggiorno da un Hyeontan piuttosto allegro, e Yoongi propose al minore di stare a giocare con lui mentre si preoccupava di cucinare qualcosa. 
E così fece, si piazzò a terra con il cucciolo che, euforico, zampettava a destra e sinistra rapidamente, soltanto per afferrare alcuni giochi e portarli al padrone per farseli lanciare. 

Passarono circa una mezz'ora a giocare, cosa che inevitabilmente fece stare meglio Taehyung; vedere quel visino allegro e quegli occhietti vispi erano, per lui, una sorta di cura dell'anima.
E poi a completare il tutto fu la colazione di Yoongi, sempre preparata con maestria e amore, dolce come piaceva a lui, e calda tanto da scaldarlo dentro persino in quella giornata particolarmente fredda. 

Una volta finito di mangiare, ed aver ringraziato il suo hyung con un'altro abbraccio, corse a farsi una doccia e si preparò velocemente per andare a lavoro. 

Durante la corsa che gli toccò fare per arrivare in orario, ricevette due messaggi: uno da parte di Bogum e l'altro da Jungkook.
Prima lesse quello del collega, che gli comunicava che c'erano novità quella mattina a lavoro, e poi quello di Jungkook che gli domandava semplicemente come stesse. 
Evitò di rispondere al primo dato che stava oramai arrivando, e rispose invece a Jungkook, dicendogli che stava bene e che era già a lavoro. 
Ma a stranirlo fu la risposta immediata che ricevette da Jungkook. 

Non è vero.

Fissò quelle tre parole corrucciandosi sempre più, non ne capiva il significato, ma quando arrivò davanti il locale ed aprì la porta, si stupì di trovare anche Jungkook tra i svariati clienti. 
Lo raggiunse subito, mettendosi a sedere nello sgabello accanto a lui con il fiato un po' corto.

<Sì invece>, disse ridacchiando, facendo sussultare Jungkook sul posto, dato che non si era accorto di niente ancora. 

<Vuoi farmi fuori per caso, Kim?>, si lamentò teatralmente, portandosi anche una mano al cuore.
Cosa che fece scoppiare a ridere Taehyung, che quasi cadde dallo sgabello sul quale si era seduto. 
Jungkook restò ad osservarlo mentre rideva, con un sorriso sul viso che neanche si era accorto di star facendo, ed una mano a sorreggergli il capo. 

<Mi dispiace, io...giuro che non volevo>, gli rispose mentre la sua risata andava scemando, poi si poggiò al bancone come l'altro, specchiando i suoi gesti e specchiandosi poi nei suoi grandi occhi da cerbiatto. 
<Allora? Cosa ti porto?>, gli domandò curioso, dato che Jungkook non si era ancora mosso. Restava semplicemente lì, a fissarlo, con aria sognante e serena. 

<Fai tu>, gli rispose, sempre sorridendo. 

E Taehyung allora annuì e si alzò, il viso lievemente arrossato a causa dello sguardo che gli donava ogni volta Jungkook. 
Si diresse dietro il bancone, e poi scomparve per qualche secondo dietro la porta, dove Jungkook non fu più in grado di vederlo, per poi tornare con il suo grembiule e cappellino del locale indosso. 

Bogum si era avvicinato a parlare con il maggiore, e Jungkook osservava tutto senza riuscire a capire bene di cosa parlassero, ma sembrava un discorso di lavoro, e questo lo tranquillizzò solo in parte.  Perché si, Taehyung non stava più con Namjoon, ma questo non gli dava pace. Perché lui ancora non si era fatto avanti, e Taehyung era troppo bello, sia dentro che fuori, e lui non poteva affatto stare tranquillo. Poi, non sapeva neanche perché lo avesse lasciato. C'era qualcun'altro? O semplicemente non stava bene con lui? Aveva troppe domande, e nessuna risposta. Ma avrebbe dovuto tacere ancora per un po', anche perché non aveva alcuna intenzione di iniziare a parlare di cose così personali sul luogo di lavoro del maggiore. 
E così attese, prima che finisse di parlare con Bogum, e poi che iniziasse a preparare chissà che cosa, osservandolo incantato tutto il tempo. 

Dopo altri dieci minuti lo vide raggiungerlo con un vassoio tra le mani, e si riscosse, fingendo di osservare il cellulare mentre si passava una mano tra i capelli. 

<Ecco qui, un caffè speciale, ed un cupcake al triplo cioccolato, è fantastico>, ridacchiò, mentre poggiava tutto davanti il minore.

<Speciale? Che hai messo dentro al mio caffè, hyung? Veleno?>, rise, prendendo tra le mani la tazza contenente il liquido scuro. Ci guardò dentro, come a volerla studiare, ma Taehyung rise e gli colpì il capo giocosamente.

<Sei un'idiota, ancora con questa storia...>, rise prendendogli la tazza dalle mani per bere un sorso del suo contenuto, per poi restituirgliela subito, con un sorriso soddisfatto. 
<Semplicemente perfetto>, sorrise, e poi si voltò, pronto a tornare al suo bancone dei gelati. 

Jungkook era rimasto frastornato, era successo tutto davvero troppo velocemente, e forse aveva un sorriso da vero idiota sulla faccia, ma non poteva lasciare andare Taehyung senza prima fargli una domanda. 
Così, non appena lo vide voltarsi, si allungò subito ad afferrargli un polso, bloccandolo all'istante.

Taehyung si girò a guardarlo, un'espressione curiosa sul viso e tanta, tantissima aspettativa eni suoi occhi. 

<Tae...->

<Sì?>, lo interruppe così, subito, facendo sorridere ancora una volta Jungkook che, intenerito, continuò a parlare.

<Ti andrebbe di vederci appena stacchi? Vorrei parlare un po' con te, se ti va>

<Sì, certo! Va...va benissimo, ci vediamo qui davanti?>

Jungkook annuì soltanto, il suo cuore andava troppo veloce per permettergli di concentrarsi sul formulare una frase di senso compiuto, ma questo semplice gesto bastò per far sorridere Taehyung ampiamente.

<Allora...io vado, goditi la tua colazione, a dopo>, e detto questo si voltò e se ne andò dietro il bancone quasi di corsa, dove poi si nascose per qualche istante dopo essere quasi caduto di faccia, fingendo di cercare chissà che cosa. 

E Jungkook rise ancora una volta, perché Taehyung era troppo per il suo povero cuore innamorato.

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Non ho riletto, scusatemi ,, 

Btw, starei scrivendo una os KookV (obv) per un concorso di San Valentino qui su wattpad, ma non so se mi piace---AHAHAHAHMIODIOAHAHAHA 

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