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18

Jungkook uscì di casa con una tuta grigio scuro, sia pantaloni che giacca con tanto di cappuccio, e sotto a quest'ultima una semplice maglia bianca a maniche corte.
Aveva tirato su il cappuccio sulla testa per nascondere il fatto che non si fosse neanche dato una sistemata ai capelli prima di uscire, e camminò fino al bar dove lavorava Taehyung.

L'aria quella mattina era stranamente fresca e quasi frizzante secondo Jungkook, quindi quei dieci minuti pieni di camminata non gli pesarono affatto.
E non ebbe neanche il minimo rimpianto di aver preso quella decisione quando vide da dietro le finestre Taehyung sorridere a delle clienti, più bello che mai.

Prese un profondo respiro prima di decidersi ad entrare, facendo suonare sempre quella campanella sopra la porta.

Taehyung alzò immediatamente lo sguardo su di lui, restando per qualche istante confuso e spaesato.

Perché Jungkook era andato a trovarlo ancora una volta? E perché questa volta era vestito in quel modo così semplice che lo faceva sembrare dannatamente sexy?

Jungkook andò a sedersi su uno sgabello vicino al bancone del bar, e guardando Taehyung con un sorriso in volto gli chiese un caffè.

Taehyung si avvicinò a lui con espressione corrucciata ed allo stesso tempo divertita.

«Jungkook, io non faccio caffè qui, lo sai benissimo», ridacchiò.

«Sì, ma voglio che sia tu a fare il mio caffè», rispose con un tono che non ammetteva repliche, sorridendo però nel frattempo in un modo che Taehyung trovò adorabile.

Il Jungkook che aveva davanti quasi neanche sembrava il solito Jungkook che, in ogni occasione, non si sprecava di lamentarsi e fargli pesare le sue uscite con Namjoon.
Forse era proprio quest'ultimo a dare fastidio al minore, pensò.

«Perché? Hai paura che qualcuno possa avvelenarti?», rise, voltandosi subito dopo per iniziare a fare due caffè.
Ne avrebbe approfittato per prendersi una pausa, visto che in quel momento non c'erano molti clienti.

«Ma è ovvio! Sai che sono una persona importante», scherzò, dandosi poi una sistemata alla giacca della tuta, come se con quel gesto volesse sottolineare la veridicità delle sue parole, quando il risultato fu decisamente il contrario.

Taehyung, che lo aveva visto di sfuggita, scoppiò a ridere, coprendosi poi il viso con una mano prima di piegarsi sulle ginocchia per recuperare il barattolo del caffè.

«Sei davvero un idiota», gli rispose ridacchiando, mentre si tirava in piedi.
Ma si ritrovò ad arrossire inevitabilmente nel notare il modo quasi sognante nel quale lo stava fissando il minore.

Si ritrovò costretto a schiarirsi la gola, per cercare di attirare l'attenzione di Jungkook.
Cosa che per fortuna gli riuscì più che bene, infatti Jungkook aveva ridacchiato e poi si era passato le mani sul viso prima di riprendere a parlare.

«Scusa, ho dormito poco», si giustificò, grattandosi poi leggermente il collo prima di poggiarsi con entrambi i gomiti al bancone.

«Come mai? È successo qualcosa?», domandò, stranamente curioso, iniziando poi a preparare il caffè per entrambi.

«No, ho soltanto avuto un po' di pensieri per la mente», mormorò, osservando attentamente la schiena del maggiore, che aveva soltanto annuito in risposta alle sue parole.

Si girò dopo pochi istanti con due tazze fumanti di caffè, ma prima che Jungkook potesse afferrarne una gli tirò un leggero schiaffo sulla mano, giustificandosi con un divertito «non ho finito!».

Jungkook si massaggiò la mano con un leggero broncio sulle labbra, osservando però nel frattempo Taehyung versare un po' di estratto di vaniglia e panna liquida nel caffè.

«Ecco, adesso puoi bere», disse, sorridendo soddisfatto, Taehyung.

Il minore prese una tazza tra le mani, avvicinandosela poi al viso con entrambe le mani per poterne percepire il dolce aroma.

«Tu lo bevi sempre così?», domandò curioso, sorridendo nel vedere Taehyung annuire mentre beveva un sorso di quel liquido scuro.

«Secondo me, così è dolce al punto giusto», rispose dopo aver deglutito, restando poi ad osservare il minore, come in attesa di una sua opinione.

Jungkook tirò le labbra in un sorriso prima di annuire ed assaggiare il caffè preparatogli dall'altro.

Subito le sue papille gustative andarono in estasi, quel caffè era davvero perfetto, secondo Jungkook. Come se Taehyung l'avesse fatto apposta per soddisfare ogni suo più intimo piacere.

«Oddio, è delizioso», sussurrò, socchiudendo per pochi istanti gli occhi, giusto per assaporare al meglio quel caffè perfetto.

«Sono felice che ti piaccia», sorrise Taehyung, riprendendo poi a bere prima di allontanarsi verso il bancone per prendere a Jungkook una ciambella al cioccolato.
La posizionò davanti a lui, su di un piattino, venendo poi richiamato da Bogum.

«Offro io per questa volta, ora devo andare, scusa», gli sorrise ancora una volta e, dopo aver bevuto un'altro sorso di caffè si allontanò, abbandonando la sua tazza dentro il piccolo lavandino all'angolo.

Jungkook l'osservò per tutto il tempo, non riuscendosi a spiegare perché Taehyung, quella mattina, fosse così radioso. Tanto da fargli mancare più di un battito in quei pochi istanti in cui erano stati insieme.

Forse se avesse smesso prima di dargli fastidio, tutti i loro incontri sarebbero potuti essere così belli.

Non ne aveva idea, eppure si era trovato talmente bene che sentiva il bisogno di rifarlo.
In realtà, da quando aveva conosciuto Taehyung, sentiva costantemente il bisogno di stare con lui, ma la sua relazione con Namjoon rendeva qualsiasi contatto tra loro due terribile.

Forse avrebbe soltanto dovuto accettarlo, e restare così al suo fianco, godere dei suoi sorrisi e delle sue risate, e nient'altro.

Eppure sapeva, sentiva, che tutto quello era sbagliato.

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