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17

I giorni passarono, e con questi la relazione tra Taehyung e Namjoon andava a migliorare.
Erano sempre sorridenti quando erano insieme, ovvero quasi sempre visto che Namjoon aveva iniziato ad andare a trovare Taehyung a lavoro, ed anche a casa, molto spesso.

Jungkook si sentiva frustrato, ed il motivo non lo sapeva neanche lui.
Era come se in quella situazione, qualcosa fosse sbagliato, fuori posto. E non riusciva a mettere a tacere questa stupida sensazione, neanche in questo momento che si trovava sdraiato sul suo letto, con soltanto il lenzuolo a coprire la parte inferiore del suo corpo e quello della ragazza al suo fianco che si svegliò a causa dei raggi del sole mattutini.

«Kook, sei già sveglio?», domandò lei con ancora la voce impastata dal sonno, e con un occhio ancora mezzo chiuso.

Jungkook la guardò.
Era bellissima anche di prima mattina.
Decise di scacciare via il pensiero di Taehyung e si avvicinò a lei, rubandole un dolce quanto rapido bacio.

«Sì, mi sono svegliato da poco», sussurrò contro le sue labbra, facendo poi un piccolo sorriso.

Successivamente si tirò a sedere, dando così le spalle alla ragazza che sapeva, aveva capito, che Jungkook anche quella notte era rimasto sveglio.

«Vuoi un caffè?», sviò così i suoi pensieri, Jungkook, mentre si alzava ed indossava dei pantaloncini di tuta grigi lunghi fino al ginocchio.

«Sì, grazie, devo scappare a lavoro tra venti minuti», rispose Shi-ah, dopo aver lanciato uno sguardo all'orologio digitale sul comodino alla sua sinistra.

Jungkook annuì soltanto prima di uscire dalla camera da letto, lasciando così la ragazza vestirsi con calma.

Lei si prese anche il tempo per una doccia veloce, e Jungkook mentre preparava il caffè ridacchiava nel vedere la ragazza correre dalla camera al bagno, e poi dal bagno alla camera con solo un asciugamano striminzito a coprirla.

Dopo altri cinque minuti lei lo raggiunse in cucina, vestita e con i capelli legati in una coda alta, e la frangetta sempre al suo posto, perfetta.

«Ecco a te», sorrise jungkook avvicinandosi alla ragazza con due tazze di caffè tra le mani.

Si abbassò lievemente per lasciarle un altro rapido bacio e poi le consegnò la tazza con il caffè amaro.

Lei sorrise e ne bevve poi un sorso, facendo una smorfia.

«Yah, Kook, questo è il tuo! Come fai a berlo così tanto zuccherato?», disse, all'inizio lamentandosi, e poi ridendo.

Jungkook alzò gli occhi al soffitto, accennando una risata mentre si riprendeva la sua tazza e le porgeva l'altra.

«Sei tu che sei un mostro, come fai a berlo amaro? È terribile!»

«Jungkookie, sei un bambino, vuoi metterci anche del latte?», lo prese in giro lei, ridendo ancora.

«Hmm...effettivamente non ci starebbe male, aspetta», e poggiò la tazza sul tavolo prima di correre verso il frigo.

Shi-ah scoppiò a ridere alla scena, ma dopo qualche istante si costrinse a calmarsi per bere in fretta il suo caffè.

Jungkook tornò poco dopo con del latte e della panna tra le mani, ed uno sguardo più che deciso.

«Sarà fantastico», sorrise fieramente Jungkook, iniziando a versare un po' di latte nel caffè.

La ragazza restò ad osservarlo per qualche istante, ma quando Jungkook iniziò ad agitare la bottiglietta di panna, lei subito si voltò ridendo.

«È meglio che vado, non voglio assistere a...qualsiasi cosa tu stia facendo», e così andò a recuperare la sua borsa, raggiungendo poi la porta.

«Chiamami più tardi!», esclamò prima di uscire, perdendosi la scena di un Jungkook alle prese con il beccuccio della panna che lo aveva preso dritto in faccia.

«Buona giornata», la salutò Jungkook, pulendosi con l'indice la guancia sporca di panna prima di ripulirselo con un colpo di lingua.

Poi finalmente riuscì nel suo intento, e riempì la tazza di panna fino all'orlo.
Posò sia latte che panna, e poi tornò ad ammirare la sua creazione.

Con un sorriso decisamente soddisfatto in viso decise di prenderne un sorso, e le sue papille gustative andarono in estasi, talmente tanto da fargli emettere un piccolo gemito.

«È la cosa più buona del mondo», sussurrò sorridendo, restando poi ad osservare la panna sporca di caffè sul bordo da dove aveva bevuto.

E non seppe spiegarsi il motivo, ma quella panna così bianca, sporca di quel liquido scuro, gli fece venire in mente Taehyung.
E con quel pensiero costante in mente leccò via quella panna in grado di fargli provare certe cose.
Però la sua parte razionale era scollegata in quel momento, forse perché non aveva dormito tutta la notte, e quel caffè e tutto quello zucchero lo stavano facendo sbarellare.

«Devo andare a trovare Taehyung», mormorò, abbandonando la tazza sul piano della cucina prima di dirigersi in bagno per farsi una doccia veloce.

E probabilmente se ne sarebbe pentito, dopo. Ma al momento gli sembrava la cosa più giusta da fare.

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Lo so, capitolo noioso e di passaggio, ma che ci posso fare?
Rincuoratevi, probabilmente aggiornerò presto, perché ultimamente ho bisogno di scrivere troppo cose sulla KookV perché questi due sono la mia vita ed io li amo da morire e --- niente. Questo anche per dirvi che ho iniziato a scrivere altre 5 storie, e sono a quota 97 nelle bozze AHAHAH (non le pubblicherò mai, lol).
Comunque, io sono #Teamcaffèamaro per la vita.

Una cosa che non interessa a nessuno: quando andavo alle superiori c'era un mio professore che diceva "quando si inizia ad apprezzare il caffè amaro, è quello il momento in cui invecchi o sei morto dentro".
E niente, per me è stato molto retable visto che ho iniziato ad amare il caffè amaro quando ho iniziato a morire dentro molto lentamente c:
Voi invece come lo prendete, se lo prendete?

Vedete i discorsi da vecchia? La verità è che sono triste, sola e lievemente fatta. c:

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