Zombie's horse
Esattamente due settimane fa il mondo è caduto nel caos.
Gli umani si mangiano tra loro scampando inspiegabilmente la morte nonostante la mancanza di qualche organo e i corpi putrefatti.
Galoppo un po' in giro per il mio paddock, sgranchendomi le zampe in vista della fresca giornata di autunno che mi aspetta.
Vedo in lontananza la mia padroncina avvicinarsi con la colazione, lo stomaco bucato ben visibile anche da lontano.
Non credo che mi riconosca più, probabilmente mi porta da mangiare per abitudine.
Perché lo penso? Semplice: ha smesso di accarezzarmi e non mi rivolge più le solite dolci parole accompagnate da un sorriso.
Versa il contenuto del secchio nella mangiatoia e annusandolo scopro che è il mio tipo di avena preferito.
Nitrisco per ringraziarla e inizio a mangiare di gusto.
Ho quasi finito quando vedo tornare a casa il padre della mia padroncina, che guarda un punto indefinito all'orizzonte ancora al mio fianco.
All'improvviso l'uomo si gira e con un grosso coltello ricoperto di sangue in mano viene verso di noi.
La mia padroncina impugna spaventata un bastone raccolto velocemente da terra.
Non può vincere.
M'impenno davanti all'uomo ma lui sembra non vedermi e procede minaccioso verso la figlia.
Non ho altra scelta.
Prendo la mira e lo colpisco con un calcio, vedendolo volare a parecchi metri di distanza.
Se fosse ancora un normale essere umano probabilmente l'avrei ucciso, ma lui si rialza senza problema pochi secondi dopo.
Gratto a terra con lo zoccolo provando ad intimidirlo e fortunatamente credo di esserci riuscito perché ritorna sulla sua strada entrando in casa.
-Ki...-
Rizzo le orecchie al suono della sua voce.
Mi giro a guardare la mia padroncina, che nel frattempo aveva lasciato cadere il suo bastone.
Che me lo sia immaginato?
-Ki...n...g...-
Riprova a fatica lei alzando il suo sguardo un po' più vivo di prima su di me.
Mi avvicino soffiandole nei capelli in segno di affetto.
-King...-
Riesce finalmente a dire il mio nome e mi sorride contenta.
Porto il muso oltre la sua spalla ignorando il sangue di cui è ricoperta per attirarla in una specie di abbraccio, mordicchiandole il cappuccio della sua felpa preferita, ormai sbiadita.
Non importa quanto possa essere sporca, sarò sempre pronto ad "abbracciarla".
Non importa quanto possa essere triste, troverò sempre il modo di consolarla o di farla ridere facendo qualcosa di strano.
Non importa quanto possa essere maldestra, la manterrò sempre col muso possente che mi è stato donato.
Non importa quanto possa essere cambiata, rimarrà per sempre la mia padroncina.
Fine
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Numero di parole: 423
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Wow! Non riesco a credere di aver trovato abbastanza tempo da finire questa storia... :D
Spero che vi sia piaciuta! Lasciate un commento! :3
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P.S. Essendo che ho creato 3 copertine e non sapevo quale scegliere le posto tutte qui. :3
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