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20

Clan Kim

Nella laguna il tempo era stabile quella mattina, ma il clima che si respirava era triste a causa della perdita di Taehyung.
Era parecchio amato all'interno del villaggio, sempre così dolce ed allegro, e poi era una bellezza per gli occhi.
Mancava a tutti, soprattutto ai cuccioli del villaggio che erano soliti giocare con lui.

Il clima in casa Kim era, però, anche peggiore.
La signora Kim non parlava più, neanche mangiava o dormiva quasi, e gli unici momenti in cui era allegra erano quelli che passava con i cuccioli di Namjoon.

«Nonna, guarda qui!», la beta, la più piccolina, corse dalla donna con dei fiori tra le mani, ed ella ebbe subito un flashback del suo piccolo Taehyung.

Sforzò un sorriso, prendendo la piccola tra le braccia prima di annuire.

«Sono davvero bellissimi, Hyojung»

«È un fiore bellissimo TaeTae! »

«Ad appa non sono piaciuti!» esclamò, quasi offesa, la bambina.

La donna le accarezzò il capo, cercando di tranquillizzarla, prima di venire distratta da una strana vibrazione nel petto.

Qualcosa non va.

Non ebbe neanche il tempo di pensarlo che Taejoon, suo marito, entrò all'interno della casetta seguito dai loro figli, Jin e Namjoon, e la compagna di quest'ultimo, Jisoo, con il loro primogenito tra le braccia.

«Dovete scappare, subito! Proverò a rallentarli, voi correte! »

«Ma-- Aboji! »

«Via! Adesso!», urlò l'uomo, lasciando illuminare i suoi occhi di rosso.

I figli, allora, si trasformarono subito, così come Jisoo ed i due bambini.
Corsero tutti e cinque fuori dalla finestra, ma la signora Kim non si mosse di un solo centimetro.

«Sonnie, cosa stai facendo? Corri! Va via!»

«Non ti lascerò morire qui da solo, Taejoon! Piantala! Rimarrò a combattere al tuo fianco, sempre»

L'uomo accennò un sorriso alla tenacia della sua donna, e subito le si avvicinò, accarezzandole le guance.
«Resti qui, nonostante quello che ho fatto?»

«Taehyung è al sicuro grazie alle tue scelte, non fartene più una colpa. Io sarò sempre al tuo fianco»

Si sorrisero entrambi, scambiandosi sguardi umidi e pieni d'amore prima di venire distratti da un forte rumore; la porta della loro abitazione era stata buttata giù, e sei lupi stavano entrando per accerchiarli. 

I due coniugi si scambiarono un'ultima occhiata prima di trasformarsi.
Avevano soltanto un'unica opzione: lottare.

         •••                  •••                  •••                •••

Clan Jeon


«Quindi non gli hai detto niente?», mormorò Yuqi, contrariata.

Taehyung era comodamente sdraiato nel giaciglio, con accanto a lui una casacca di Jungkook che non faceva altro che annusare da quando era tornato a casa da quella piccola uscita.

«Non ne ho avuto la possibilità...», rispose, con un piccolo broncio sulle labbra.

«Avresti dovuto farlo, è una cosa importante», ribatté l'altra, mettendosi seduta poi accanto all'omega.

«Lo so, ma l'ha chiamato suo padre...non potevo di certo fermarlo per una cosa del genere... Sta succedendo qualcosa di grave, me lo sento», mormorò, adesso più serio.

«Per una cosa del genere? Taehyung! Per quanto grave sia quello che sta succedendo lui ha il dovere di sapere che stai aspettando il suo cucciolo!», sbraitò la ragazza, tirandosi nuovamente in piedi.

L'omega strizzò gli occhi nel sentire la voce della ragazza alzarsi in quel modo, anche se sapeva che in fondo lei avesse ragione.
Annuì, quindi, prima di risponderle.

«Sì...lo so...scusami...», con sguardo basso.

La ragazza sospirò, tornando poi vicino a Taehyung per passare una mano tra i suoi capelli argentei per provare a calmarlo. Forse era stata un po' troppo brusca, ma almeno era stata in grado di far capire all'altro cosa dovesse realmente fare.

«Vai a cercarlo, in qualsiasi momento. Sarà felice di saperlo», disse dolcemente, sorridendo al più piccolo.

Taehyung annuì ancora una volta prima di puntare lo sguardo sulla ragazza, un po' titubante.

«Ma...tu sei sicura...di questo, vero?»

«Certo Taehyung! Sono una levatrice, ho studiato, non mettere in dubbio quello che dico»

Taehyung allora rise, abbassando lo sguardo sulla propria pancia. La accarezzò per qualche istante, con sguardo dolce, prima di decidersi di andare a cercare Jungkook.

«Va bene, ci vado», annunciò, abbracciando poi la ragazza prima di correre fuori dalla casetta.

La sua meta era già ben precisa nella sua mente: la casa del padre di Jungkook.
Sarebbe stato sicuramente lì, il suo compagno.
Nel tragitto intravide Soojin, e si concesse di fare una piccola deviazione per darle la notizia.
All'improvviso si sentiva così felice di aspettare quel cucciolo da Jungkook, non sapeva neanche spiegarsi il motivo.

«Noona!», urlò sorridendo, arrivando alle spalle della ragazza, abbracciandola da dietro.

Soojin scoppiò a ridere a quel dolce comportamento del più piccolo, accarezzandogli poi le mani.

«Cosa c'è, Tae? Sembri così allegro~», rise, voltandosi verso di lui non appena sentì quella presa sciogliersi.

«Devo dirti una cosa!», esclamò sorridendo felice.

Ma non ebbe neanche il tempo di dire altro che la ragazza iniziò ad urlacchiare felice, coprendosi il viso con una mano.

«Lo so già, Yuqi me l'ha detto quando eri via con Jungkook!», esclamò felice, saltellando appena sul posto prima di ricomporsi e continuare a parlare.
«Lui come l'ha presa?»

Taehyung rise a quella reazione, passandosi poi una mano tra i capelli, un po' in imbarazzo.

«Non gli ho detto niente, ancora...ci stavo andando adesso», ammise, abbassando lo sguardo con un sorriso appena accennato sulle labbra.

«Allora che ci fai ancora qui? Corri!», rise la ragazza, spingendo dolcemente Taehyung per le spalle.

L'omega annuì ridendo, voltandosi subito dopo per correre da Jungkook.
Percorse l'intera strada continuando a sorridere come un idiota, ma non appena arrivò davanti il portone della dimora dell'alfa, da quella uscì Minho.

L'alfa lo squadrò ghignando, stando comunque a debita distanza da lui.

Il sorriso scomparve dalle labbra del piccolo, ed automaticamente fece qualche passo indietro.

«Hai belle notizie, eh?
Peccato che non sia lo stesso per il tuo amico là dentro», rise l'alfa, aggirando Taehyung, pronto ad andare via.

«Che intendi?», domandò subito l'altro, voltandosi a guardare Minho mentre con passi piccoli si avvicinava alla porta dell'abitazione.

«Il clan Jung ha attaccato la laguna, sono tutti morti»

Lo aveva detto con così tanta semplicità e freddezza che Taehyung quasi non ci credette.

«È...è uno scherzo, vero?», domandò con occhi lucidi, l'omega, iniziando già a sentire le gambe tremare.

«Vai a chiederlo al tuo compagno», rise l'alfa, per poi andare via.

Non voglio crederci.

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Ciao people. :D

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