Chapter thirteen.
"Avrei dovuto immaginare che saresti stata qui." Il ragazzo affermò scrutando la Latina dall'alto verso il basso mentre la ragazza incrociava le braccia al petto. Santana alzò un sopracciglio mentre sul volto del ragazzo si formò un sorrisetto. "Sono qui per parlare con Rachel. Dov'è?"
"Cosa ti fa credere che lei voglia parlarti?" La cheerleader affermò lasciandosi sfuggire una risatina mentre il ragazzo aprì la bocca per risponderle a tono ma la richiuse dopo pochi secondi. "Sei a corto di parole? Forse se aprissi qualche libro di tanto in tanto riusciresti a connettere il cervello più velocemente, Finnocenza."
"Santana, chi - oh, ciao Finn." Rachel aveva raggiunto la Latina alla porta d'ingresso lasciando Kurt e Blaine alle prese con il pranzo. "A cosa devo questa visita?" A quelle parole Santana alzò gli occhi al cielo; la sua ragazza era sempre troppo gentile con le persone, un tratto con cui sicuramente la Latina non era familiare.
"Sono venuto per parlarti ma vedo che sei occupata." Finn rispose facendo cenno con la testa in direzione di Santana, la quale alzò nuovamente gli occhi al cielo. "Spero ti renderai conto del tuo errore al più presto, Rachel."
"Allora, Finnocenza, senti -" La Latina iniziò alzando il tono della sua voce ma venne immediatamente interrotta dalla mora, la quale sollevò la mano per far cenno alla ragazza di fermarsi.
"Senti, Finn, ne abbiamo già parlato e ti ho già comunicato che non ritengo la mia relazione con Santana un errore. Se sei venuto qui per questo, puoi andartene all'istante, se invece sei venuto qui per qualcos'altro, puoi tranquillamente parlarmene ora." Rachel affermò e allo stesso tempo la Latina sorrise beffardamente spostando il suo sguardo dalla sua ragazza al ragazzo di fronte a loro, il quale semplicemente scosse la testa andandosene.
Le due ragazze chiusero la porta e raggiunsero nuovamente Kurt e Blaine.
"Allora," Kurt iniziò non appena le vide, "Blaine e Santana potete andare in salotto a preparare il tavolo mentre io e Rachel finiamo gli ultimi piatti, così da evitare che voi combiniate ancora qualche danno." A quelle parole Blaine guardò Santana chiedendole silenziosamente di trovare qualcosa con cui ribattere ma la ragazza annuì semplicemente e raggiunse il salotto. Blaine, confuso, la seguì immediatamente.
"Santana? Che hai?" Il ragazzo domandò mentre i due sistemavano il tavolo per il pranzo. La Latina però scosse la testa e, alzando le spalle, ignorò completamente la domanda del suo migliore amico, lasciando il ragazzo ancor più perplesso. "Santana, se è successo qualcosa puoi dirmelo." Blaine affermò avvicinandosi alla Latina. "Si tratta di qualcosa che ha detto Finn?" Santana si fermò improvvisamente con i piatti tra le mani e Blaine annuì, capendo di aver centrato il punto. "Santana, tutto ciò che Finn dice è alimentato dalla gelosia, non significa quindi che sia la verità." Il ragazzo affermò posando una mano sul braccio della ragazza di fronte a lui e prendendo i piatti con l'altra mano posandoli sul tavolo. La Latina annuì e abbassò la testa; pochi secondi dopo si ritrovò tra le braccia del ragazzo.
Rachel e Kurt entrarono in salotto con le padelle in mano e si fermarono di colpo davanti alla scena, spostarono gli sguardo dai loro partner abbracciati e si osservarono confusi prima di schiarirsi la gola e attirare l'attenzione dei due. Blaine e Santana si allontanarono l'uno dall'altra e la Latina passò i dorsi delle mani sotto gli occhi, per asciugarsi qualche lacrima che le era scesa; questo gesto fece incuriosire ulteriormente Rachel, la quale si appuntò mentalmente di parlare successivamente della situazione con la ragazza.
Le due coppie si sedettero attorno al tavolo e passarono il pomeriggio a ridere e scherzare come sempre, principalmente però, passarono le ore a prendersi in giro, cosa che risollevò quasi totalmente l'umore di Santana, la quale si concentrò in particolare a sorprendere, forse non del tutto, gli altri tre con nuovi insulti e battutine.
Verso il tardo pomeriggio, mentre Rachel riempiva la lavastoviglie, sentì gli altri tre litigare in salotto.
"Lady Hummel, secondo te ho voglia di passare la serata a vedere uno dei tuoi classici musical noiosi? Guardiamo qualche film di avventura senza se e senza ma."
"Senti, Satana, i classici non sono noiosi, semplicemente sei tu che non sei capace di apprezzarli! Piuttosto sono i tuoi amati film di avventura ad essere noiosi e, soprattutto, privi di significato."
"I film di avventura noiosi? Ma ti senti quando parli Lady Hummel? Non ha un minimo di senso quel-"
Rachel alzò gli occhi al cielo ed entrò in salotto di soppiatto fissando il suo migliore amico e la sua ragazza litigare.
"Sentite, accendete la tv e guardate cosa fanno, il primo film che trovate ce lo guardiamo." Affermò la mora sedendosi sul divano e afferrando il telecomando; Blaine si sedette sul divano perpendicolare ad esso aspettando che Kurt lo seguisse.
La Latina e Kurt erano però in piedi a guardare esterrefatti Rachel.
"Ma, Rachel, non difendi nemmeno i nostri amati classici?"
"Amore, senti, so che ami i classici, però per una sera vorrei cambiare un po', non arrabbiarti."
Dissero entrambi contemporaneamente, ma la mora continuò ad ignorarli accendendo la tv e cercando qualche film da guardare; i due litiganti si sedettero sui divani in totale silenzio e accettarono, qualche minuto dopo, di guardare Avatar senza proferire alcuna parola.
Passata qualche ora le due ragazze accompagnarono Blaine e Kurt alla porta salutandoli e augurando loro una buona serata, promettendosi di vedersi il lunedì seguente a scuola. Quando Rachel chiuse la porta appoggiò lentamente la sua schiena contro la superficie di essa sospirando, lieta che quella giornata fosse giunta al termine. Per quanto la mora adorasse i suoi amici, non riusciva a sopportare per troppe ore consecutive i bisticci tra il suo migliore amico e la sua ragazza.
La Latina guardò con occhi persi la sua ragazza e le si avvicinò sorridendo, portando le sue mani sui fianchi della mora, la quale le sorrise a sua volta.
"Finalmente siamo nuovamente sole" affermò Santana con occhi furbi, Rachel di fronte all'espressione della sua ragazza non riuscì a trattenere una risatina annuendo alla Latina, la quale lentamente si avvicinò ulteriormente alla mora posando le sue labbra su quelle della sua ragazza. Rachel portò le sue mani attorno al collo della Latina avvicinandola a sé, mentre le loro lingue si intrecciarono e i loro corpi esigevano una vicinanza maggiore tra loro.
Una mano di Santana lasciò lentamente il fianco della mora e si avventurò sotto al materiale che copriva il torace di Rachel, accarezzando la pelle calda della ragazza, la quale rabbrividì a quel contatto. Con una lentezza morbosa, dal punto di vista di Rachel, le labbra di Santana lasciarono le sue e si spostarono gradualmente fino ad arrivare al collo della mora, mordendo con delicatezza la pelle che trovarono. Rachel non riuscì a trattenere un gemito e la Latina sorrise mentre si allontanava dalla sua ragazza trovandola imbronciata a causa del distacco che Santana aveva creato tra le due.
La Latina prese la mano della mora e la trascinò dietro a sé per le scale fino a quando le due furono entrate nella camera da letto di Rachel, la quale si morse il labbro inferiore dall'eccitazione.
Santana avvicinò con rapidità il suo corpo a quello della mora e le sue mani trovarono subito il loro obiettivo afferrando l'orlo della maglietta di Rachel e forzandola sopra la testa della ragazza, la maglietta pochi secondi dopo trovò il suo posto sul pavimento della camera, dove pochi minuti dopo fu raggiunta dalla gonna della mora.
La Latina sorrise alla vista della sua ragazza quasi completamente nuda di fronte a lei e l'afferrò per i fianchi aderendo completamente il suo corpo al proprio per sentire ogni più piccola curva del suo corpo contro il suo e sotto alle sue mani, le quali continuavano incessantemente a percorrere ogni centimetro della pelle nuda e calda della mora.
Rachel si allontanò lentamente dalla Latina per raggiungere il suo letto e stendersi sopra di esso mentre Santana si liberò in fretta della sua divisa e raggiunse la ragazza sul materasso.
La Latina avvicinò il suo viso a quello della mora e unì nuovamente le loro labbra mentre le sue mani accarezzavano il ventre della ragazza salendo con estrema lentezza fino a raggiungere il seno di Rachel, la quale si morse le labbra non appena sentì le dita della sua ragazza giocare con i suoi capezzoli. Santana era totalmente catturata dalle sensazioni che sapeva di procurare alla sua ragazza e dall'idea del controllo totale sul corpo della mora che non si accorse delle mani di Rachel che le avevano afferrato saldamente i fianchi se non quando si ritrovò con la schiena contro il materasso e la sua ragazza seduta sul suo ventre.
"Ora è il mio turno" affermò con decisione Rachel senza lasciare il tempo alla Latina di proferire una risposta dal momento che sentì le dita della sua ragazza farsi strada tra le sue cosce e iniziare a stuzzicare il suo clitoride.
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