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CAPITOLO 6


⬇️Leggete lo spazio autrice⬇️

********************

L'ultima aria estiva ci accompagna alla nostra destinazione.
Chi lo avrebbe mai detto che in questa piccola città ci fosse un punto di ritrovo?

<<Questo è l'unico posto per la pizza?>> chiedo informazioni a Charlotte mentre entriamo in una specie di bar.

<<Si, ormai da Frank ci si sente a casa>> mi risponde facendosi spazio in mezzo alla folla di persone che occupano il locale.

La seguo sotto lo sguardo indiscreto di molti e la cosa mi metto molto in soggezione.

Possibile che mi conoscano?
Forse hanno fatto qualche collegamento?
Io sono molto simile a lei, tranne per i capelli.

<<Ciao Frank>> saluta Charlotte un uomo sui quarant'anni, alto come una montagna, capelli neri con qualche punta grigia, occhi azzurri e fisico palestrato che risalta sotto la sua maglietta nera.

<<Ciao a te Charly e bentornata...>> contraccambia baciandole una guancia e indirizzando subito lo sguardo su di me <<...ma tu sei|>>

<<Chloe, piacere di conoscerla>> lo anticipo subito anche se ormai ho già capito che tutti sanno chi era.

<<Piacere mio e chiamami Frank, ti prego>> risponde con lo sguardo ancora sul mio viso.

<<Io e Chloe volevamo mangiare una pizza, è possibile?>> gli chiede Charlotte facendo spostare l'attenzione su di lei.

<<Ma certo, vi trovo un tavolo per accomodarvi>> e se ne va lanciandomi molti sguardi, di nuovo.

Non dovevo venire qui.
Che cosa mi è saltato in mente?
Tutti mi associano a lei.
Tutti sanno.
Io no.

<<Andiamo?>> e senza aspettare una mia risposta mi prende per il polso e mi trascina al tavolo che Frank ha subito ripulito per noi.

Cercando di scrollarmi di dosso quella situazione del "sappiamo chi sei" mi siedo e prendo subito la carta del menù per cercare di nascondermi in qualche modo, ma tanto la situazione non cambia.

<<Mmm io prendo una Buddy, tu?>> mi chiede Charlotte di fronte a me.

<<Io opterò per una Taby>> se non la mia preferita.

Appena il cameriere viene a prendere le nostre ordinazioni, tra cui la Coca Cola per entrambe, Charlotte inizia a parlarmi della sua esperienza al college.
Mi parla dei corsi, dei professori, delle sue amicizie e delle persone da cui stare alla larga.

<<Ci sono due confraternite da cui devi stare lontana : le Betty e i Falcons>> mi dice mentre ingurgita la sua pizza.

<<E come faccio a sapere chi sono le persone delle confraternite?>> le chiedo mentre bevo un sorso di Coca Cola.

<<Semplice : i Falcons sono i componenti della squadra di nuoto mentre le Betty sono le loro ragazze, non tutte però, ma saprai distinguerle dalle persone comuni perchè vanno in giro mezze nude>> e a quella affermazione vengo invasa da una risata spontanea che coinvolge anche lei.

<<Beh grazie per l'informazione, ne terrò conto, ma non credo che avrò niente a che fare con certa gente, non mi interessa>> la rassicuro.

<<Appena vedrai loro ti ricrederai>> dice continuando a ridere.

Parliamo ancora e ancora, e mentre mi sta raccontando delle sue vacanze estive, visto che non ha smesso di parlare da quando ci siamo sedute a mangiare, il mio telefono si anima sul tavolo.
Scusandomi lo sblocco e guardo chi mi cerca, cosa abbastanza rara negli ultimi mesi.


Andrew
<<Certo che quel top ti sta proprio bene>>


L'uscita di emergenza?
Sapevo che veniva in questo college, ma non credevo che avrei avuto la fortuna di incontrarlo proprio adesso, proprio stasera.
Decido di non rispondergli e anche se sono scombussolata non mi giro per cercarlo, ma come sempre le mie idee non portano a niente.

<<Ma tu guarda chi è tornato>> parla Charlotte con qualcuno alle mie spalle.

<<Ciao rubacuori>> gli risponde l'unica voce che potrei riconoscere tra mille mentre si mette proprio di fianco al nostro tavolo.

<<Beh, che stai lì in piedi, prendi una sedia così ti faccio conoscere la mia nuova coinquilina>> lo incita Charlotte sprizzando gioia da tutti i pori, a differenza mia che vorrei sotterrarmi a dieci metri sotto terra.

Chiedendo il permesso ad un tavolo prende una sedia e si mette proprio in mezzo a noi due senza staccare gli occhi da me, forse cercando una spiegazione o magari trasmettendomi tutta la rabbia che ha dentro.

<<Dunque : Andrew ti presento Chloe, Chloe ti presento->>

<<Ci conosciamo già Charly>> la interrompe bruscamente Andrew incenerendomi sul posto.

<<Ma davvero? Come è piccolo il mondo. Ditemi, come vi conoscete voi due?>> chiede entusiasta di sapere della nostra conoscenza.

Sto sudando come un maiale.
Continuo a far sbattere le mie scarpe una contro l'altra e il panico inizia a salirmi.
Che cosa dico?

<<I nostri genitori si conoscono, ci siamo incontrati ad una cena>> interviene lui salvandomi, per il momento.

<<Wow, allora conosci tutta la famiglia>> dice rivolta a me come se avessi conosciuto chissà chi, eccetto sua madre ovvio.

<<Purtroppo ha conosciuto solo me e i miei, gli altri no, vero?>> mi chiede Andrew continuando a trafiggermi con le sue stalattiti di ghiaccio.

<<Si, ho conosciuto solo lui>> mi limito a dire con la poca voce che mi è rimasta.

<<Meno male che non hai conosciuto suo fratello, perdonami Andrew ma Alex è proprio uno stronzo>> sottolinea Charlotte che nel frattempo ha ordinato un gelato e se lo sta divorando sotto i nostri occhi.

<<Scusate devo andare un secondo in bagno>> e senza aspettare una loro risposta mi affretto a raggiungere il bancone e a chiedere ad un addetto dove posso trovarlo.

Dopo le indicazioni che mi ha dato cammino velocemente e mi affretto a chiudere dietro di me la porta del gabinetto prima di rimettere tutto quello che ho mangiato nel water.
La doccia di prima non è servito a niente.
Troppe cose in una sola giornata.
E non sono abituata a tutto questo.

Perché gli ho mentito?
Perché non gli ho detto che venivo al suo stesso collage?
Perché sono così stupida?
Qualcosa in me si è smosso da quando ho conosciuto lui.
Coincidenza?

Tirando lo sciacquone del bagno esco e vado verso il lavandino per pulirmi la bocca e rinfrescarmi il viso, ma appena sento la porta aprirsi alzo lo sguardo per vedere chi è.

<<Ciao Chloe>> mi saluta raggiante nella sua gonna nera, maglietta azzurra che fa risaltare il colore dei suoi occhi e i capelli sciolti mossi.

<<Ciao Margaret>>

<<Oh ti prego chiamami Maggie, Margaret mi chiamano solo i miei e poi è troppo lungo come nome>> mi ammonisce ridendo mentre mi raggiunge al lavandino per lavarsi le mani.

Sto per andarmene quando : <<Come mai qui?>>

<<Sono venuta qui con la mia coinquilina a mangiare una pizza, tu?>> le rigiro la domanda cercando di socializzare.

<<Stessa cosa, con la differenza che la mia coinquilina è scomparsa poco fa con un tipo e mio fratello non riesco a trovarlo>> dice scoraggiata con il viso triste.

E adesso che faccio?
Non sono brava in queste cose.
Una volta lo ero, adesso non più.

<<Vuoi unirti a noi?>> le chiedo incerta facendole tornare subito il sorriso.

<<Davvero? Grazie mille davvero, sai è il primo anno per me e non sono molto brava a farmi degli amici>> mi dice raggiante ma pensierosa allo stesso tempo.

<<Allora abbiamo due cose in comune : primo anno anche per me e a-sociale>> le rispondo facendo ridere entrambe.

Incoraggiandola ad andare ci dirigiamo insieme verso il mio tavolo dove trovo Andrew e Charly parlare animatamente ma appena arriviamo, oltre a smettere di gesticolare e facendo cadere un silenzio di tomba, non faccio in tempo a sedermi che vedo Maggie dare uno scappellotto in testa ad Andrew.

<<Grazie per avermi abbandonato anche te stronzo>> e lasciandoci tutti a bocca aperta si allontana per prendere una sedia che mette vicino a me.

<<Che cosa vuoi psicopatica? Ti ho detto che sarei andato a salutare delle amiche>> si difende massaggiandosi la testa.

<<Si certo, come no>> gli risponde scocciata incrociando le braccia e sbuffando.

Non ci sto capendo più niente.
Loro due si conoscono?
Aspetta.

<<E' tuo fratello?>> le chiedo verificando che i ricordi della prima chiacchierata con Andrew siano giusti.

<<Purtroppo si>> e scandendo bene le parole tiene lo sguardo fisso su suo fratello, come se fosse appena iniziata una battaglia tra i due regni di ghiaccio.

Ecco dove avevo già visto quegli occhi così familiari.
Che stupida.

<<E voi due come vi conoscete?>> chiede Mr simpatia della serata.

<<Ci siamo conosciute oggi pomeriggio, ma non sono cose che ti riguardano. Voi due invece?>> rigira la domanda indicando con il dito me e lui.

<<Non sono cose che ti riguardano>> gli risponde con la stessa frase.

<<Ok ragazzi calmiamo i toni. Io sono Charlotte, amica barra coinquilina di Chloe e amica dello zuccone qui a fianco>> interrompe il loro battibecco Charly presentandosi a Maggie.

<<Piacere di conoscerti>> le risponde stringendole la mano.

<<Allora ragazze, come è andata la serata? Ah Andrew, che piacere rivederti da queste parti>> dice Frank sbucando dal nulla dietro di me e facendomi venire la tachicardia.

<<Tutto buono come sempre, specialmente il gelato>> si complimenta Charly indicando la sua coppetta in vetro ormai vuota.

Ci credo, l'ha mangiata in due minuti.

<<Anche per me è un piacere rivederti>> allunga la mano Andrew facendo una stretta strana, quelle tipiche che fanno i ragazzi al giorno d'oggi.

<<E questa bella ragazza?>> chiede il barista indicando la mora di fianco a me.

<<Margaret, piacere di conoscerla>>

Certo che l'educazione è proprio di famiglia.

<<Ti prego chiamami Frank, non sono così vecchio come pensate>> dice facendo ridere tutti.

<<Allora tu chiamami Maggie>>

<<E io sono Andrew, il fratello della sottoscritta, tienilo bene a mente>> lo ammonisce fumando dalla rabbia, e forse anche dalla gelosia.

<<Ehi buono te, ti faccio portare una tazza di camomilla, almeno ti calmi e stanotte dormi meglio>> dice prima di andarsene verso il bancone e parlare con uno dei camerieri indicando il nostro tavolo.

Mentre Margaret è impegnata in una conversazione con Charly cerco di puntare il mio sguardo in qualunque direzione pur di non incrociare il suo.

Mi mette in soggezione.
So che è arrabbiato.
Dovevo dirglielo.
Non so perché non gli ho detto la verità.
Il mio cuore avrebbe scelto quella strada.
La mente no.
Finchè non mi dirà la sua verità io non gli dirò più nulla.

<<Ragazzi io vado a dormire>> dico guardando il telefono per controllare l'ora.

Non voglio ritrovarmi domani, il primo giorno di college, con le occhiaie fino a terra.
Devo essere fresca e rilassata, non voglio fare qualche figura.

<<Si hai ragione, andiamo altrimenti domani mattina non ci alziamo più>> e della mia stessa idea Charlotte si alza dal tavolo seguita da tutti noi, ma prima di dirigerci alla cassa per pagare : <<Accompagno io Chloe al dormitorio, devo dirle una cosa>> e a solo quelle parole mi si gela il sangue nelle vene.

<<Non puoi aspettare domani?>> gli chiede Charly togliendomi le parole di bocca.

<<No>> gli risponde serio non mollando la presa.

<<Se lei è d'accordo ok, Maggie vuoi tornare con me? Non mi piace camminare da sola al buio>> chiede la mia coinquilina aspettando una risposta.

<<Va bene, tanto la mia compagna di stanza mi ha abbandonato. Buonanotte Chloe ci vediamo domani, fratellone>> china il capo all'ultima parola.

<<Sorellina>> gli risponde chinando leggermente la testa e arpionandomi il braccio per trascinarmi fuori dal locale.

Tengo la testa bassa visto che gli sguardi di tutti non mi hanno abbandonato per tutta la serata ma appena sono quasi arrivata all'uscita vado a sbattere contro qualcosa di duro, troppo duro.

<<Ehi guarda dove->> ma le parole gli muoiono in bocca non appena mi vede.

I nostri occhi quasi del medesimo colore si scontrano e si mescolano tra di loro creando una danza tutta loro, silenziosa nella realtà ma altrettanto rumorosa in noi stessi, soprattutto nel mio stomaco.
Non riesco a staccarmi, il mio corpo è scosso da un brivido che corre lungo la spina dorsale fino ad arrivare alle punte dei piedi, mi trasmette timore ma allo stesso tempo...

<<Finalmente sei riuscito ad uscire dalla tua camera, è da oggi pomeriggio che non ti muovi da lì>> osserva Andrew alle mie spalle facendomi ritornare sul pianeta Terra.

Nel momento in cui i miei occhi si staccano dai suoi posso finalmente vedere chi mi ritrovo di fronte.
Dire che un bel ragazzo è dir poco : alto con i capelli scuri talmente ricci che ti invoglia a passarci le mani al suo interno, un fisico che fa invidia agli Dei visti gli addominali scolpiti risaltati da una maglietta bianca aderente, due spalle larghe che fanno quasi fatica ad entrare nel suo giubbotto di pelle nere e delle gambe toniche fasciate in un paio di jeans scuri.

<<Già>> si limita a dire il ragazzo di fronte a me.

Ogni ragazza presente nel locale non riesce a staccare gli occhi da lui, forse io sono l'eccezione in tutto questo visto che preferisco ammirare le mie scarpe piuttosto che alzare lo sguardo.
Fantastico : non mi bastavano gli sguardi di tutto il bar, mi mancava il suo che mi sta studiando in ogni dettaglio.
Sto andando a fuoco.

<<Ehi ciao bellissima...>> dice un ragazzo affiancandosi a noi ma appena mi vede <<... un momento, ma tu sei->>

<<In ritardo, andiamo Chloe>> mi trascina via da quell'inferno Andrew prendendomi per mano e facendomi rabbrividire nel momento in cui entro in contatto con l'aria fresca della sera.

Appena esco inizio a respirare di nuovo, come se avessi trattenuto il fiato fino adesso.
Tremo, e non per il freddo.
Non riesco a comprendere niente, Andrew mi dice qualcosa ma non riesco a sentire perchè è tutto ovattato, sembra di essere in una bolla.

Mi trovo in uno stato di smarrimento totale.
Sento qualcosa appoggiarsi sulle mie spalle.
Mi trasmette calore.
Mi riporta alla realtà.

Giro di scatto la testa verso Andrew che nel frattempo si è tolto la giacca ritrovandosi così in maglietta a maniche corte.

<<Avevi freddo>> si giustifica indicando la giacca sulle mie spalle.

Rimaniamo in silenzio per tutto il tragitto, il bar non è lontano dal mio dormitorio e camminare fa sempre bene, specialmente dopo aver mangiato, ma ad ogni passo che faccio il cuore perde un battito per l'agitazione.
Mi do della stupida da sola se dicessi che non so cosa sta per succedere tra pochi minuti, se non secondi.

So cosa vuole dirmi.
So cosa vuole trasmettermi.
Rabbia?
Delusione?

Quando arriviamo davanti al mio dormitorio, illuminato solo da una luce a led che varia il colore dal bianco al blu, sto per squagliarmela quando la sua voce mi blocca.

<<Perché?>>

Una semplice domanda a cui non so rispondere.

<<Non lo so neanche io>> dico sinceramente, perché ancora adesso non riesco a darmi una risposta, o forse si.

<<E' perché non sono stato sincero con te sulla dottoressa Weber?>> mi chiede avvicinandosi lentamente senza staccarmi gli occhi di dosso.

<<Forse...forse perché io lo sono stata e tu no>> ma so che sto dicendo una bugia.

<<Ne sei sicura? Allora perché non mi hai detto la tua verità? Perché non->>

<<Perché non riesco a parlarne con nessuno, figuriamoci se riesco con te. Sono passati mesi e ancora non mi rendo conto io di quello che è successo>> dico allarmata perché non so come tirarmi fuori da questa chiacchierata.

<<Lo so che è difficile, lo so che->>

<<No, tu non sai niente. Tu non sai che cosa ho provato quel giorno, tu non sai cosa provo adesso, tu non sai niente di me come io non so niente di te. Chi ho conosciuto fino adesso, eh? Io non so cos'hai che non va, ma non ti faccio pressioni nel parlarmene a differenza tua che continui a rincararmi la dose>> lo accuso con parole che forse non penso neanche.

<<Io? Ma hai bevuto stasera?>> mi chiede guardandomi negli occhi, forse per cercare la risposta alla sua teoria.

<<Non sono una che beve, mi dispiace deluderti>> e me ne vado lasciandolo lì come un babbeo.

<<E adesso dove vai?>> mi chiede con l'intenzione di farmi voltare, cosa che io non faccio.

<<A dormire visto che è mezzanotte passata>> e chiudo la porta d'ingresso dietro di me prima di prendere le scale e andarmene in camera.

Dire che oggi è stata la giornata più faticosa della mia vita è dir poco.
Sono stravolta.
Forse essere investita da un camion era la soluzione migliore.

Appena tolgo le scarpe i miei piedi mi ringraziano e togliendomi velocemente i vestiti mi metto subito in maglietta e pantaloncini prima di fiondarmi a letto e dormire.
Tempo cinque minuti e sento un rumore che mi fa saltare sul letto facendomi accendere la torcia del telefono che per fortuna è a portata di mano.

<<Scusa non volevo>> mi dice Charly mortificata.

<<Non importa>> le rispondo tornando tra le braccia di Morfeo.

****************

<<Nah nah nah nah nah tanto non mi prendi>> urla mia sorella mentre corre.

<<Invece si>> le rispondo mentre metto tutte le forze che ho nelle mie piccole gambe per cercare di raggiungerla.

Continuo a correre.
Corro finchè non ho più fiato.
Corro finchè non mi fanno male le gambe, ma non sono nel bosco, non sento gli uccelli cinguettare, non sento il vento che scompiglia i miei capelli, sono a casa mia.
Sono nel corridoio, indosso il mio vestitino bianco con i fiori rossi e blu, ai piedi porto dei sandali e sono da sola.

<<Emily>> chiamo mia sorella dal corridoio ma non ricevo risposta.

Inizio ad incamminarmi, arrivo a metà corridoio e come sempre mi blocco, ma oggi voglio andare avanti, voglio arrivare fino alla porta socchiusa dal quale fuoriesce la luce debole del sole.

Facendomi forza passo quella linea invisibile che non sono riuscita a superare fino adesso.
Anche se ho le gambe che tremano continuo ad andare avanti, anche se contro la mia volontà.

<<Emily...>> chiamo mia sorella di nuovo.

C'è uno strano odore che invade le mie narici.
E' un qualcosa di ferroso misto acido.
Ma che diavolo è?

<<Chloe>> mi sento chiamare, ma non è lei.

Appoggio la mano sulla maniglia della porta con l'intento di entrare in camera e aprire la finestra per far girare l'aria che è sempre più impregnante, ma appena sto per aprirla il mio cuore impazzisce, non riesco a respirare, non riesco a muovermi, non riesco a fare niente.

Mi sveglio di soprassalto bagnata del mio stesso sudore e la prima cosa che vedo è il volto di Charlotte a pochi centimetri dal mio, mentre le sue mani tengono ferme le mie spalle al punto di farmi male.

<<Ehi va tutto bene Chloe, è solo un sogno>> mi rassicura e mi scruta allo stesso tempo preoccupata.

Annuisco con la testa non riuscendo ad aprire bocca ma non era un sogno, era reale, lo so.

Ormai mi sono rassegnata.
Ogni notte sogno la stessa identica cosa.
Ma non riesco ad andare avanti.
Questa è la prima volta che lo faccio.
Ha ragione la dottoressa.
Non devo avere paura.
Devo affrontare la situazione.
Devo reagire.
Ma non posso.
Prima devo sapere la verità.

Mentre gli ingranaggi del mio cervello si muovono di prima mattina, la mia coinquilina è ritornata a sedersi di fianco a me con un bicchiere di acqua fresca in mano e non posso che ringraziarla, ci voleva proprio.

Rassicurandola che sto meglio, che ormai è passato, vado in bagno per farmi una doccia veloce senza capelli per rinfrescarmi e possibilmente profumare.

Dopo essermi asciugata e messa la crema per il corpo alla lavanda vado in camera per vedere che ore sono, e vedendo che mancano solo dieci minuti al suono della sveglia, vado verso l'armadio e opto un semplice vestito color crema abbinato ad una cintura con pietre bianche e all stars bianche ma semplici.

<<Come sei sofisticata, dovrai darmi lezioni di moda>> osserva Charly mentre i suoi occhi scorrono la mia figura da capo a piedi.

<<Non sono un esperta, metto quello che mi piace e basta>> le ribatto semplicemente.

Non capisco di cosa si lamenti : ha un fisico da urlo, lo fa risaltare con dei semplici jeans attillati, maglietta bianca abbastanza lunga, giacca di pelle nera con delle borchie sulle spalle e dei tacchi a spillo, e ha il coraggio di lamentarsi.

Starebbe bene anche con un sacco della spazzatura addosso.

<<Allora io e te andremo a fare shopping molto presto, ma prima andiamo a fare colazione perché ho una fame da lupi, poi tutti al lavoro>> e prende le chiavi della camera prima di chiudere la porta dietro di sé.

Nel breve tragitto verso l'uscita del dormitorio ci siamo imbattute in molte ragazze che conoscono Charlotte, alcune l'hanno fermata per scambiare due chiacchere ma alla decima volta che la bloccavano mi sono rifiutata di fare il palo e basta, così le ho detto che l'avrei aspettata di sotto e mentre sto per scendere l'ultima rampa di scale : <<Buongiorno>> mi saluta Maggie nell'atrio.

<<Buongiorno>> contraccambio timidamente.

<<Come è andata con mio fratello ieri sera?>> mi chiede come se niente fosse.

<<Bene>> mi limito a dire una bugia colossale, come sempre le mie emozioni prendono il sopravvento.

So di aver sbagliato e lo ammetto, non si meritava quello che ho detto ieri sera infatti devo trovare un modo per parlargli.

<<Buongiorno Maggie, ti va di venire a fare colazione con noi?>> le chiede Charly appena arriva.

<<Mi spiace ma devo già andare con mio fratello. Sarà per un'altra volta>> si giustifica amareggiata mentre alcune ragazze iniziano a correre verso l'uscita, come se il loro cantante preferito fosse appena arrivato.

<<Ma che->>

<<E' normale Chloe, è così da quando sono arrivata. Appena vedi un branco di oche correre da una parte significa che Alexander Brown è nelle vicinanze, come se avessero una chance con lui. Ormai lo sanno tutti che sta insieme a quella carogna di Zoey, infatti le ragazze si sono ormai rassegnate e lo osservano da lontano con il binocolo, per loro è irraggiungibile>> spiega Charlotte la situazione.

<<Io ormai ci sono abituata>> scrolla le spalle Maggie mentre tutte e tre ammiriamo suo fratello in jeans scuri, camicia bianca talmente aderente da far risaltare la sua figura, con davanti agli occhi un paio di occhiali da sole mentre è intento a fumare una sigaretta.

Charly è la prima che inizia a camminare verso di lui facendo spostare così le ragazze : <<Ma guarda chi c'è, buon primo giorno di scuola>> lo deride sorridendo a pochi metri da lui.

<<Buongiorno anche a te rubacuori>> gli risponde prendendosi gioco di lei con un ghigno in faccia.

<<La smettete te e tuo fratello di chiamarmi così?>> sbuffa come se fosse irritata della cosa.

<<Non è colpa mia se tutti ti vengono dietro, specialmente Tom>> gli fa l'occhiolino facendo sospirare le uniche ragazze che stanno assistendo allo scambio di parole tra i due.

<<Beh vai a dire al tuo amico Tom che->>

<<Sei talmente innamorata di lui che gli concederai una seconda chance?>> gli chiede ridendo e avvicinandosi a lei.

<<Vaffanculo Brown>> e se ne va sbattendo i piedi sul marciapiede come un troll di caverna.

<<Sarà meglio che vada. Ci vediamo dopo Maggie>> dico alla ragazza di fianco a me prima di inseguire la mia coinquilina.

<<Aspetta non ho il tuo numero>>

<<Fattelo dare da Andrew e digli che lo cerco>> le dico prima di mettermi a camminare velocemente per raggiungere Charlotte prima che scompaia dal mio campo visivo.

A testa bassa sorpasso lui che è ancora nella stessa posizione da quando se né andata via Charly, ma appena gli passo di fianco : <<Comunque ieri sera non ci siamo presentati, io sono Alexander>> si presenta stringendomi il braccio con la mano.

Sto letteralmente andando a fuoco.
Forse è il suo tocco.
Forse è la sua fragranza di tabacco misto biancospino del suo profumo.
Forse sono i suoi occhi castano scuro che analizzano il mio viso.
Ma ho un qualcosa alla bocca dello stomaco che non so spiegare.

<<Piacere sono in ritardo>> e con uno strattone mi stacco dalla sua presa e inizio a correre per cercare Charly.

La cerco in lungo e in largo, ha svoltato a destra ma non riesco a trovarla, ci sono una marea di studenti ed è anche presto.

Ma dove va tutta questa gente?
Le lezioni iniziano tra un ora e mezza.

Ormai sconfitta per il fatto che non riuscirò a trovarla entro in un piccolo bar e prendo un semplice cornetto alla crema e un bicchiere di cappuccino da portare via, voglio gustarmi il tutto all'aria aperta approfittando del poco sole che c'è viste le nuvole che lo coprono.

Prendendo la colazione che il ragazzo al bancone mi ha messo in un sacchetto esco dal bar e mi dirigo verso uno spazio all'insegna del verde per guastarmi il mio primissimo giorno.

Allora è così che si sentiva.
E' così la vita al college.
Mi ricordo ancora quando è tornata a casa per la festa del Ringraziamento, era così elettrizzata.

INIZIO FLASHBACK

<<Devi vedere Chloe, è qualcosa di magico. Gli alberi, la natura, le persone, sembra di essere in pace con se stessi>> mi dice saltando sul letto appena fatto.

<<Allora dovrò venire a trovarti, così mi farai vedere>> le rispondo sorridendo.

<<Beh tra un paio d'anni sarai lì, con me, e insieme inizieremo un nuovo capitolo. Non sono stata mai così libera di quanto lo sono adesso>>

FINE FLASHBACK

Adesso capisco il significato di quelle parole.
Doveva essere qui con me.
Tutte le promesse che mi ha fatto sono fluttuate nell'aria.
Non era vero niente.
E io come sempre ho creduto ad ogni singola parola.
Non sto costruendo un bel niente.
C'è un muro che mi ostacola.
E devo superarlo, costi quel che costi.


SPAZIO AUTRICE✨⭐️
Buonasera a tutti❤️
Non uccidetemi vi prego, abbiate pietà🙈🙈
Non chiedetemi con che coraggio abbia aggiornato oggi ma devo fare subito alcune premesse :

1. Sono in vacanza e ho appena cambiato il computer, perciò le immagini relative ai capitoli arriveranno non appena ritornerò a casa e le scarico da quello vecchio.

2. Gli aggiornamenti rimangono invariati, una volta a settimana senza giorno preciso.

3. Voglio uccidermi da sola : il libro non ho ancora finito di scriverlo, lo sto facendo alla sera e spero vivamente di essere arrivata adesso alla conclusione, questo per dirvi che se vedo che continuo a pubblicare ma senza andare avanti devo sospenderlo di nuovo perchè ormai mi conoscete da anni e non sto qui a rispiegarlo di nuovo.

Finite le premesse volevo ringraziarvi per il sostegno che mi state dando su Instagram scrivendomi in privato e sono anche contenta che mi scriviate per consiglio sulle vostre storie o curiosità su Telegram (Puffetta961).

Che dire : nel frattempo vi auguro buone vacanze e ci vediamo al prossimo aggiornamento🎀

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