CAPITOLO 20
<<Direi che può bastare>> finisce di mettermi il gloss sulle labbra prima di allontanarsi e farmi visionare quello che ha combinato sulla mia faccia.
Dopo aver fatto una passeggiata di quattro ore nel bosco per calmarmi sono ritornata in dormitorio dove, appena piombata in stanza, la mia coinquilina ha pensato bene di buttarmi sotto la doccia con l'intento del "stasera penso io a prepararti per la festa".
Non sono neanche riuscita a ribellarmi o altro perché ogni volta mi metteva la mano davanti intimandomi di stare zitta.
Ho paura di vedere la mia faccia da clown.
Ho paura di vedere cosa diavolo mi ha messo addosso.
Il vestito che mi ha fatto mettere è così stretto che ho paura di esplodere.
E poi ho paura di mettermi troppo in mostra.
Non ho idea di chi parteciperà, ma ho come l'impressione che stasera vedrò la regina di Satana.
Se c'è lui è più che sicuro che ci sarà anche lei.
Non lo mollerebbe mai ad una festa da solo anche se accompagnato dai suoi amici.
<<Tre, due, uno>> e togliendomi la mano dagli occhi la mia mascella cade a terra e scappa.
Questa non sono io.
È uno scherzo?
Forse è lo specchio di Harry Potter che ti fa vedere quello che desideri di più.
Però esegue gli movimenti che sto facendo con la mano.
Mi tocco il viso per vedere se lo smokey eyes marrone e oro con una riga di eyeliner nera sia vero.
Gli occhi sono così calcati, risaltando il mio coloro nocciola, che ha deciso di mettere un semplice lucidalabbra naturale per non risultare una maschera di cera.
Mi tocco il vestito bianco a maniche lunghe stretto in vita e morbido sui fianchi che arriva sopra il ginocchio contornato in tutta la sua figura da linee sottili oro che richiamano sia il trucco che ho sulle palpebre che i tronchetti con il tacco alto e lacci neri sul davanti, come se fossero delle scarpe sportive ma eleganti allo stesso tempo, con i contorni dei bottoni oro dal quale escono le stringhe.
<<Non so cosa dire>> balbetto scioccata da quello che vedo.
<<Allora te lo dico io: sei stupenda, e sicuramente stasera farai colpo su qualcuno>> mi incoraggia andandosi a preparare prima di lasciarmi ancora in compagnia della mia immagine.
Mi osservo più da vicino e ogni dettaglio che vedo è incredibile.
Ma il mio obiettivo, anzi il nostro, stasera non è quello di trovarsi qualcuno.
Il nostro obiettivo è di vedere, notare qualsiasi cosa utile per capire come siano andate le cose.
E non importa quello che scopriremo.
Non importa se la verità farà male.
Ma preferisco saperla piuttosto che pentirmene.
Mentre il mio cervello elabora su quello che succederà nelle prossime ore, la sua voce mi rassicura ma non come vorrei io.
<<Mi spiace che tu non sia qui>> dice rattristata mentre sento di sottofondo l'acqua scorrere.
<<Dispiace anche a me Sofy, ma verrò il prossimo fine settimana, promesso>> la rassicuro mentre osservo Charly indossare un vestito color cipria senza spalline e con le balze che le arriva fino a metà coscia, rendendo il suo corpo un confetto molto attraente.
<<Ti salutano i tuoi che come sempre non ci sono. Da quel che ho capito hanno un caso molto importante tra le mani e non possono sbagliare>> continua a dirmi mentre la mia coinquilina si raccoglie i capelli in una coda alta, si mette un filo di trucco e conclude il suo outfit con delle decolleté alte e nere con degli strass argento sul tacco largo.
<<Che novità. Stasera vado ad una festa con i ragazzi, ci sentiamo domani o nei prossimi giorni>> l'avviso mentre mi alzo e prendo la giacca pesante nera con il pelo incorporato all'interno.
<<Divertiti e stai attenta. Ciao piccola mia>> e riaggancia prima di darmi un bacio nella cornetta del telefono.
<<Pronta?>> mi indica facendo tintinnare le chiavi nella sua mano.
<<Pronta>> e annuendo con la testa la supero per uscire dalla nostra camera.
Non incontriamo nessuno nel tragitto, e le opzioni sono due: o non c'è nessuno nel campus oppure sono tutti alla festa.
L'idea di entrare in quella casa dove si svolgevano le feste a cui partecipava anche mia sorella mi viene il volta stomaco, ma non la struttura in sé nel quale sono già entrata più volte, ma perché la verità mi spaventa più di quanto potessi immaginare.
Non ho idea di quello che succederà, ma non potrò sempre nascondermi da tutto.
Devo prendere in mano la mia vita, me stessa e specialmente mettere da parte le mie paure e affrontare le situazioni che mi capitano davanti a testa alta.
E vedere già la prima prova presentarmisi davanti mi verrebbe voglia di scappare a gambe lavate da qui.
<<Oh mio dio non credo ai miei occhi. Se mi avessero detto stamattina che Chloe Morris si sarebbe presentata alla mia festa non ci avrei creduto>> mi deride con la sua voce da squacquera.
La sua festa?!
<<Non è la tua festa per la millesima volta Zoey, dillo un'altra volta e non mi importa se sei la ragazza del mio migliore amico, farai una brutta fine>> la ammonisce con voce profonda Tom che è venuto in nostro soccorso.
Girandoci le spalle e muovendo la sua chioma rossa perfetta, così come il suo vestito rosso fuoco attillato talmente corto da mettere in mostra anche il perizoma che indossa, se ne va seguita dalle sue dame di corte che, a differenza sua, sembrano che indossino un sacco dell'immondizia solo per far fare bella figura a lei.
Altro che bella figura.
<<Grazie, ma potevamo cavarcela anche da sole>> gli ribatte Charly prima di prendermi per il braccio e trascinarmi dentro quella che una volta era una catapecchia.
Che fine ha fatto la casa abbandonata?
Che fine hanno fatto i muri scrostati che perdevano intonaco?
Che fine hanno fatto i divani vecchi e trasandati?
Che fine ha fatto l'odore sgradevole che si impregnava nelle narici?
<<Cerchiamo gli altri>> mi informa muovendosi nella massa e facendomi cenno di seguirla.
Sembra una casa nuova.
I divani sono stati sostituiti da altri completamente nuovi insieme a poltrone beige.
Le pareti sono stati ridipinte di un semplice bianco al quale sono stati appesi delle mensole sul quale ci sono bottiglie vuote e piene.
Il pavimento che scricchiolava è stato sostituito da un semplice legno, come se avessero preso dei tronchi e li hanno livellati in modo da creare un effetto a dir poco stupendo.
Ci sono luci appese in ogni angolo della casa, la musica è talmente forte che c'è il rischio che i vetri delle finestre possano esplodere da un momento all'altro e quando arrivo in cucina rimango schioccata nel vedere mobili nuovi, fornelli e addirittura una penisola ricoperta di acolici di tutti i generi e tutte le marche.
<<Finalmente siete arrivate>> esulta Maggie portando in alto il bicchiere rosso con dentro qualche alcolico.
<<Meno male, non ne potevo più di->> ma non termina la frase che i suoi occhi non riescono a staccarsi dal mio corpo.
Continuando ad aprire e chiudere la bocca, come se avesse perso la capacità di parlare, quello che forse voleva dire viene esposto dalla mia coinquilina: <<Si è strafiga, non c'è altro da aggiungere>> e gli dà una pacca sulle spalle prima di superarlo e andare a versarsi qualcosa da bere.
<<Non è strafiga, non c'è neanche una parola per definirla>> continua a dire Maggie mettendo un braccio intorno alle spalle del fratello che non riesce staccarmi gli occhi di dosso, in compenso ricevo un occhiolino seguita dalla lingua fuori come se fossimo ad una festa rocchettara.
<<Vieni>> si riscuote Andrew prendendomi per mani e portandomi fuori dalla cucina prima di prendere il suo cappotto e uscire.
Ci mettiamo in un luogo appartato, come se nessuno dovesse vederci e mentre sto per chiedergli del perché mi ha trascinata qui: <<Stasera c'è anche Zoey. Come hai potuto notare, lei ed Emily non si sopportavano per niente ma ciò non vuol dire che non sappia qualcosa>> mi informa continuando a guardare se qualcuno ci possa vedere, o peggio ancora sentire.
Buttando fuori l'ultima parte di ossigeno che mi rimaneva in corpo: <<Che vuoi dire?>> sussurro non capendo dove voglia arrivare.
<<Beh sono arrivato a pensare che se la nostra teoria fosse giusta, Emily non avrebbe mai aperto la porta ad un estraneo. Conosceva il suo assassino, altrimenti non si spiegherebbe del perché la porta era aperta>> scrolla le spalle esponendo la sua teoria.
Con la mente torno a quella giornata di giugno, quando sono entrata in casa e successivamente ho visto mia sorella morta, e mentre analizzo ogni dettaglio della giornata: <<La porta non era aperta>> penso ad alta voce facendo sbarrare gli occhi di Andrew.
<<Era chiusa?>> mi domanda con la bocca aperta, come se quello che avesse detto non sia uno scherzo.
<<Si, quel giorno sono entrata con le chiavi>> dico ancora più consapevole del fatto che tutto questo non ha senso.
<<Ne sei proprio certa?>> continua ad indagare mettendomi le mani sulle braccia per evitare che nei prossimi secondi io cadi a terra per quello che sto dicendo.
<<Si. Prima di tornare a casa le avevo mandato un messaggio dicendole che sarei tornata prima e...mi aveva anche risposto che...era contenta così avremmo preparato la cena>> singhiozzo cercando di trattenere le lacrime.
<<Sshh non piangere, altrimenti chi la sente più Charly...>> mi prende in giro facendomi ridere e avvicinandosi molto più di prima <<...che ne dici se stasera ci penso io? Tu pensa a divertiti per una volta>> mi incoraggia prima di avvolgermi in un caloroso abbraccio.
Non sento più freddo.
Non ho più il morale a terra.
Forse ha ragione.
Devo divertirmi.
Devo lasciarmi andare per una volta.
Devo vivere.
<<D'accordo, ma non sparire>> lo imploro, sono gli unici amici che ho.
<<Promesso>> e mi lascia un tenero bacio sulla fronte prima di prendermi per mano e farci ritornare alla festa.
Le note di Despacito raggruppano i presenti a ballare nel salotto, in cucina, in ogni angolo della casa e un sorriso enorme mi viene nel momento in cui vedo quelle pazze saltare e ballare sensualmente attirando l'attenzione di tutti i ragazzi presenti in pista.
Scuotendo la testa e ridendo nel vedere la bava di molti ragazzi sul pavimento, mi concentro sulla voce di Andrew che mi intima di rimanere qui mentre va a prendere da bere per entrambi.
Alzando il pollice per rispondergli vedo che mi sorride prima di entrare in mezzo agli studenti che occupano la cucina.
Nel frattempo ne approfitto per togliermi la giacca e andare ad appenderla su quello che dovrebbe essere un porta abiti, ma vendendo la pigna di cappotti uno sopra all'altro la butto dove capita seguendo l'esempio e mi giro cercando di raggiungere Andrew in cucina.
Sembra di essere Mosè quando apre le acque del Mar Rosso, gli studenti si aprono in due facendomi passare e mentre cammino sulla passerella a testa alta sento lo sguardo di tutti.
C'è chi apprezza, anche fin troppo, e chi come le ragazze sono invidiose di quello che vedono.
Non mi reputo bellissima, ci sono donne che sono più belle di me, ma vestita in questo modo mi sento sicura e superiore a differenza di tutte le oche che per attirare l'attenzione indossano vestiti striminziti, come se mettendosi mezze nude servisse a qualcosa.
Si, ad ottenere il premio per la...
<<Wow Chloe, sei...non so che dire>> mi squadra Peter non riuscendo a staccarmi gli occhi di dosso.
<<Ehm grazie. Hai visto Andrew?>> gli indico il bicchiere che ha preso di recente vedendolo pieno fino all'orlo.
<<Si, è andato da quella parte poco fa>> mi indica il corridoio che porta verso quello che presumo sia la zona notte.
Mica era andato a prendere da bere?
<<Ah, ma con qualcuna?>> indago prima di fare qualche figura di merda.
<<Nono, lo trovi nella terza porta a destra>> continua a dire mentre una bionda con un top bianco che contiene a malapena le tette e un paio di pantaloncini inguinali lo branca per un braccio e inizia a strusciarsi su di lui per avere la sua attenzione.
Mi viene da vomitare.
Ma non ha freddo vestita così?
<<Grazie Peter>> gli sorrido prima voltargli le spalle.
Punto gli occhi sulla pista da ballo ma non c'è l'ombra né di Charly né di Maggie, e frustrata della situazione mi incammino verso il corridoio scansandomi dai ragazzi che, durante il mio tragitto, mi chiedo di ballare o di fare cose troppo osé.
Sicuramente tutti ubriachi.
Seguendo le indicazioni di Peter arrivo alla terza porta a destra e mi metto a bussare non sapendo del perché Andrew si sia rintanato in una camera e mentre chiamo il mio amico per nome vedo la porta di scatto aprirsi, una mano sbucare dal buio e senza rendermene conto vengo trascinata dentro.
Sto per mettermi ad urlare quando mi viene tappata la bocca intimandomi di stare zitta, che devo rilassarmi e...aspetta un momento.
Ho così tanta adrenalina nel corpo che non mi rendo conto di essere stata appena tocca da un ferro da stiro umano.
Liberandomi dalla sua presa cerco di orientarmi in cerca di qualcosa per aggrapparmi, e solo quando accende la luce debole della lampada del comodino mi rendo conto di essere in una camera da letto.
Non faccio in tempo a vedere i dettagli della stanza che i miei occhi mi tradiscono e si soffermano sulla persona di fronte a me.
Non c'è un termine per descriverlo.
Non c'è un aggettivo che si adatti a lui.
Non c'è un modo per spiegare la bellezza che lo avvolge.
Non c'è niente che non vada in lui.
È perfetto da capo a piedi.
La camicia bianca abbraccia il suo corpo come se gli fosse stata cucita addosso, i jeans neri racchiudono le sue gambe toniche e perfette che terminano in un paio di scarpe bianche sportive con le righe nere.
Come si potrebbe descrivere tutto ciò?
<<Sei bellissima>> sussurra incantato dalla mia figura.
Abbasso lo sguardo per evitare che veda le mie guance andare in fiamme, ma il fuoco che ho dentro si estingue nel momento in cui le sue mani fredde entrano in contatto con il mio viso costringendolo ad alzarsi.
Io sono forte.
Non devo essere debole davanti a suoi occhi.
Non devo ogni volta che mi è vicino cedere alla sua magia.
Non devo fargli credere che ha effetto su di me.
Mettendo una certa distanza, e a braccia conserte, vado da tutt'altra parte della stanza e girandomi verso di lui che non si è mosso di un millimetro dalla posizione in cui era fino adesso: <<Cosa vuoi Alexander?>> domando riscuotendolo dai suoi pensieri e attirando la sua attenzione.
Mettendo la sua maschera da cattivo ragazzo cambia completamente espressione del volto prima di alzare lo sguardo verso di me e a denti stretti: <<Si può sapere perché hai rovistato nella mia roba? Sai che potrei denunciarti per violazione della privacy?>> e inizia a camminare avanti e indietro come se la cosa lo calmasse in qualche modo.
Alzo le spalle come se la cosa non mi importasse, ma visto che Mr simpatia vuole una risposta: <<Visto che tutti sapete ma nessuno dice niente, ho pensato che cercherò io le risposte che mi servono>> dico sicura di me e facendolo fermare allo stesso tempo.
<<E ora che hai trovato la lista sei soddisfatta?>> sogghigna sapendo che...aspetta.
<<Non significa niente la lista>>
<<Ne sei proprio sicura?>> e a quelle parole tutti i dubbi ritornano ad impossessarmi del mio corpo.
Aggrotando le sopracciglia e scuotendo la testa cerco di uscire da questa stanza ma non me lo permette.
Non significano niente le sue parole.
Mi sta mentendo.
Andrew e Charly vogliono aiutarmi davvero, non mi direbbero mai una bugia.
So quali sono le regole del gioco, anche se non conosco nel dettaglio le penitenze.
Sta cercando di portarmi su tutt'altra strada.
<<So qual è il tuo gioco, ma non ti permetterò di incasinarmi la testa. So tutto: del gioco, delle penitenze, e sono anche sicura che ci sono altri pezzi di lista in giro che voi sapete chi ce li ha->>
<<Solo Emily aveva un pezzo, quello che aveva Charly è andato distrutto, dopo la morte di tua sorella l'ha bruciato>> mi interrompe avvicinandosi.
<<Non ti credo>> ribatto facendo un passo indietro.
<<E allora perché l'hanno ammazzata?>> sbotta non riuscendo più a trattenersi.
Non è possibile.
Lo sappiamo solo noi tre.
Ci spia?
Ci segue?
Non credo.
E sono sicura che dalla bocca di Andrew non è uscito niente.
<<Come fai a sapere->>
<<Lo so e basta, devi fidarti di me>> e a quella esclamazione una risata isterica si impadronisce di me facendomi piegare in avanti e a tenermi le mani sul grembo per cercare di trattenere gli spasmi.
Rido come una pazza isterica sotto il suo sguardo allibito, e appoggiandomi alla porta: <<Non pensavo fossi così divertente. Io fidarmi di te? Neanche in un'altra vita>> ma appena finisco la frase si avvicina così tanto che i miei pori sprigionano fumo rosso che viene neutralizzato nel momento in cui i nostri nasi si sfiorano.
"Non devo cedere" continuo a ripetermi.
Devo smetterla di far tremare le mie gambe.
Devo smetterla di respirare affannosamente nei momenti in cui abbiamo quel piccolo contatto.
Ma tutto va a quel paese quando le sue labbra entrano in collisione con le mie.
Non mi accorgo di quello che sta succedendo, rimango rigida come un baccalà quando le sue mani afferrano i miei fianchi accentuati di poco e mi spingono contro la porta mentre si impossessa come un toro di fronte alla bandiera rossa delle mie labbra.
Non è la prima volta che bacio qualcuno.
Tutte le altre mie piccole esperienze non sono niente alle emozioni che suscita in me Alex.
Il mio corpo prende il sopravvento e non posso che immergere le mani in quei capelli così soffici come piuma che tanto avevo immaginato quando l'ho visto per la prima volta.
Lo stringo a me e lo sprono a continuare, non posso fermare le scariche di piacere che si propagano dalle punte dei miei capelli fino al mio basso ventre.
Non riesco a fermarmi.
Non riesco ad allontanarlo da me.
Non riesco e non voglio che questo momento finisca.
Ho capito adesso che Hunter ed Andrew potranno essere solo amici.
Ma Alex.
Alex fa ritornare a galla l'anima che pensavo avessi perso per sempre.
<<Chloe sei qui?>> mi chiama qualcuno dietro la porta facendo scoppiare la nostra bolla.
Si stacca da me quel che basta per puntare il suo sguardo sulle mie labbra che sento gonfie a furia dei baci che ci ha lasciato.
Anche io guardo le sue labbra gonfie e piene prima di rivolgere il mio sguardo nei suoi occhi carichi di desiderio e altro che non riesco a decifrare.
Non è un libro aperto come altre persone che conosco.
La sua anima è fatta di maschere.
Così come la mia.
Io adesso indosso quella dell'innocenza, della passione e della libertà.
Ma lui?
Che maschera indossa?
<<Chloe>> continuano a cercarmi bussando anche alla porta alla quale sono appoggiata.
Riprendendomi dal momento lo allontano e a malincuore, prima di aprire e uscire definitivamente da questa stanza: <<Dimenticati di tutto>> ed esco imbattendomi in una Charlotte ubriaca.
<<Ma dove sei finita? È da un'ora che ti cerco>> e mi mette un braccio intorno alle spalle per riportarmi alla festa vera e propria.
<<Sono andata a fare un giro e poi in bagno>> mi giustifico mentre in lontananza vedo Andrew e Maggie discutere, infatti appena ci avviciniamo: <<Non ti azzardare più a fare quello che hai fatto, hai capito? Sono ancora tuo fratello maggiore e sono io il responsabile delle tue azioni, ti avevo avvertita Margaret>> e si allontana infuriato fuori dalla porta d'ingresso.
Raggiungiamo immediatamente Maggie che, riconoscendo i segnali, tra poco sprigionerà le sue lacrime da coccodrillo, infatti appena le siamo vicine qualche goccia incornicia il suo bellissimo viso truccato come il mio ma con uno smokey eyes nero così da risaltare i suoi occhi azzurri come il ghiaccio.
Adesso che la vedo meglio non ha un vestito, ma dei semplici leggings neri con un top argento che brilla a contatto con la luce della stanza, mentre ai piedi indossa degli stivaletti neri con il tacco molto alto.
<<Non stare a sentire tuo fratello, è geloso anche della sua stessa ombra>> lo prende in giro Charly cercando di farle tornare il sorriso ma invano.
<<Ha ragione, non dovevo ballare in quel modo con uno sconosciuto. Vado da lui>> e facendoci un sorriso di rassicurazione lo insegue fuori al freddo non prima di aver preso una giacca a caso e indossarla.
<<Come rovinare una bella serata. Non preoccupiamoci di loro, adesso io e te andremo in cucina e berremo come spugne fino a domani mattina>> e vedendo la mia testa muoversi a destra e sinistra mi dà della guastafeste prima di trascinarmi in cucina e riempirmi il bicchiere con un liquido rosso.
Io e l'alcool non andiamo molto d'accordo.
L'ultima esperienza mi ha portato ad un mal di testa con i fiocchi il giorno dopo.
Non è stato bello.
Assaggio con molta cautela quello che mi ha preparato Charly e nel momento in cui il sapore di fragola entra in contatto con le mie papille gustative, sgrano gli occhi per la bontà di questo cocktail.
<<Ma è buonissimo, che cos'è?>> le domando non riuscendo a smetterla di berlo.
<<Non lo so, ho messo insieme qualcosa a caso ed è venuto fuori questo...>> indica il mio bicchiere facendomi ridere <<...adesso bando alle ciance, andiamo sulla pista da ballo e facciamo vedere a tutti di che pasta è fatta Chloe Morris>> mi incoraggia prendendomi per mano e portandomi nell'altra stanza.
Diamo inizio alle danze.
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<<Non so te, ma io ho male ai piedi>> urla nelle mie orecchie mentre insieme beviamo quello che forse è il terzo bicchiere.
O forse quarto?
Quinto?
Non lo so.
<<Anche io>>
Stiamo passando una bella serata.
Tralasciando quello che è successo con Alex e la piccola lite tra Andrew e Maggie, che non abbiamo più visto da quando hanno lasciato la festa, sto cercando di godermela fino in fondo, ma quando sento la sua voce vengono invasa da un istinto omicida che spero mi passi in fretta.
<<Ragazze seguitemi>> ci ordina forse scambiandoci per le sue dame di compagnia.
<<Io non credo proprio>> si ribella la mia amica mettendosi davanti a me come se avessi bisogno di protezione.
<<Non fare tante storie Charlotte, non voglio ucciderti>> la prende in giro prima di incamminarsi verso i divani in salotto sul quale ci sono seduti Tom, Peter e Mark.
<<Ragazze>> ci saluta Peter abbassando leggermente il capo e facendomi posto di fianco a lui, mentre Charly si mette di fronte a me su una poltrona il più lontano possibile da Tom.
Da quello che ho potuto capire, dopo la notte di sesso sfrenato, non si sono più visti.
Charly mi ha detto che il giorno successivo, quando è venuto in camera nostra, ha tirato in ballo di nuovo la storia del tradimento.
Mi ha detto che ha continuato a giurare che non è mai successo niente, che non era lui in quella camera la notte che Charly ha sentito quelle persone scopare, e l'ha implorata di ritornare con lui, di ridarle una possibilità.
Come potevo immaginarmi l'ha buttato fuori dal dormitorio e l'ha pregato di dimenticarsi di quella notte, ma so in fondo che gli importa di lui.
So che Charly lo ama ancora, vedo ogni volta come le si illuminano gli occhi quando è nei paraggi, ma so anche che forse è troppo presto per lei ributtarsi a capo fitto in una storia seria, me lo ha detto.
Ignorando il saluto di Peter e gli sguardi che gli lancia continuamente Tom, si rivolge alla rossa chiedendole con estrema calma, fin troppa: <<Perché questa riunione di famiglia?>>
A quella domanda Zoey le rivolge un sorriso a trentadue denti, e la cosa non mi piace per niente.
Non sono l'unica che se ne accorge, anche Peter di fianco a me si irrigidisce di colpo e come se la cosa lo preoccupasse inizia a rivolgermi delle occhiate che non riesco a decifrare, così come Mark.
Non riesco a capire quella che sarà la sua prossima mossa, e solo quando ci raggiunge anche lui apre la bocca ed escono le parole che non avrei mai voluto sentire: <<Giochiamo alla penitenza?>>
SPAZIO AUTRICE✨⭐️
Hola, tutto bene?😘
Come procede la quarantena? Io sto sclerando😂😅, più che altro perdo la cognizione del tempo. Capita anche a voi?
Come vi sembra la storia? Vi piace?
Se si commentate e mettete⭐️
Al prossimo aggiornamento❤️🎀
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