Capitolo 8 - Parte 2
Capitolo 8
Piccoli chiarimenti
Harry's pov.
«Si, non potevo sentirla ancora piangere» Concordai con lei e subito spostai lo sguardo sul piccolo corpicino nelle mie braccia.
Darcy era sveglia e mi guardava con due grandi occhioni verdi, il colore dei miei occhi. Era impressionante quanto fosse piccola e quanto assomigliasse a me, di Summer aveva preso solo il naso e la pelle tanto morbida. Indossava una tutina di un rosa antico con un piccolo orsacchiotto al centro del pancino. Era davvero bellissima ed era mia, tutta mia. Era una mia creazione e ancora non me ne capacitavo.
«Voglio sapere.» Mi tolsi dai miei pensieri, spostando lo sguardo su Summer che si limitava a guardare verso il basso, tirando su con il naso un paio di volte. Quando alzò lo sguardo su di me notai che stesse piangendo.
«Cosa vuoi sapere?» Chiese, tirando fuori un fazzoletto sgualcito dalla tasca del pigiama, notando solo ora che era ancora in tenuta da notte.
A New York faceva ancora tanto freddo e infatti indossava un pantalone lungo di tuta e una maglia di cotone a maniche lunghe sopra. «Tutto. Come l'hai saputo che eri rimasta incinta?» Dissi e mi andai a sedere al suo fianco sul divano, notando come lei a quel gesto si distanziò mettendo un po' di distanza tra di noi.
Abbassai per un attimo lo sguardo su Darcy, mi accorsi che aveva già chiuso gli occhi e che stava dormendo beatamente tra le mie braccia. Era un piccolo angelo.
Summer prima di parlare prese un lungo respiro e si sfregò le mani sul viso, era struccata ma rimaneva sempre bellissima.
«Ho scoperto di essere incinta una settimana prima che te ne andassi via.» Si passò il fazzoletto sul naso soffiandoci leggermente. «Perché non me l'hai detto subito?» Chiedi subito dopo. Se l'avessi saputo forse avrei fatto le cose in modo diverso in passato.
«Non sapevo come potevi reagire a una notizia simile, ma poi quando mi ero decisa a dirtelo quella sera eri tornato tardi puzzando di alcool e l'indomani non c'eri già più.» Abbassò lo sguardo sulle sue mani, notando che stava tremando leggermente.
«Oh...» Non sapevo cos'altro dire. Ero stato uno stupido, un completo idiota, ma ormai era troppo tardi per rimediare al mio errore.
«Oh è tutto quello che hai da dire?» Sbottò, alzando lo sguardo su di me. «Harry te ne sei andato via senza farmi sapere nulla, già da tempo ti comportavi in modo strano nei miei confronti e di tutto ciò non hai nulla da dire!» Continuò arrabbiata.
«Scusami tanto se sono ancora scioccato dalla notizia di essere padre.» Mi difesi, alzandomi dal divano con la fortuna che Darcy non diede nessun segno di svegliarsi.
«Ah ora sei padre? Non mi sembra di averti chiesto di fare da padre. Darcy è solo mia figlia perché sono stata io a portarla per nove mesi dentro di me e a prendermi cura di lei con l'aiuto di nessuno.» Sbraitò Summer, alzandosi anche lei dal divano per venirmi incontro.
«Ora che so che questa bambina è mia figlia mi prenderò le responsabilità di un padre, perché lo voglio.» Dissi semplicemente.
Non mi sarei mai immaginato che un giorno, così vicino, sarei arrivato a questo punto. Darcy era mia figlia, tutto ciò che desideravo in questo momento era di potermi prendere cura di lei. Non le avrei fatto mancare nulla, l'avrei cresciuta al meglio perché era mia figlia.
«È dove eri papà quando lei era dentro di me? Dove eri papà quando avevo bisogno di te perché da sola con un grossa pancia avevo delle difficoltà? Dove eri papà quando dovevo partorire e non avevo nessuno come sostegno se non un'infermiera e uno ostetrico? Tu non puoi sapere cosa ho passato in quei nove mesi da sola, completamente sola perché anche quelli che chiamavo genitori non si sono presi la briga di aiutare quella che era la loro unica figlia.» Disse e lo stava dicendo piangendo. La sola vista per me faceva male perché era mia la colpa di tutto questo.
«Non sapevo che aspettassi un bambino e ti chiedo scusa se me ne sono andato così senza dirti nulla.» Mi scusai per l'ennesima volta quella giornata. Non ero il tipo di chiedere scusa però non potevo fare altro al momento.
«Non me ne faccio nulla delle tue inutili scuse.» Offesa se ne andò in quello che presumevo fosse il bagno, chiudendosi la porta alle spalle.
Rimasi solo come un imbecille in mezzo al soggiorno con ancora la bambina tra le braccia. Mi ripresi dal mio pensiero quando sentii un lamento che proveniva se non altro dalla piccola Darcy e così rivolsi il mio sguardo su di lei, che si era appena svegliata. Si contorceva tutta facendo delle piccole smorfie, ma per mia fortuna non dava segno che avrebbe pianto. Mi andai di nuovo a sedere sul divano, tentando di stare molto attento a non farle del male in nessun modo.
«Sei così piccola tesoro.» Sussurrai mentre continuavo ad ammirarla. Era così bella. «La mamma è arrabbiata con me per come mi sono comportato in passato con lei e ha totalmente ragione.» Continuavo a parlare con la bambina, non rendendomi conto che Summer uscì dal bagno e ci raggiunse.
Si venne a sedere al mio fianco sul divano portandosi le mani sul viso e spostandosi i capelli su un lato. Dopo quasi un anno la sua bellezza non cambiò, anzi, era ancora più bella di quando me ne andai.
«Perché te ne sei andato?» Chiese in un sussurro dopo qualche minuto di totale silenzio.
«Non lo so Summer. In quel periodo mi sentivo perso, non sapevo più cosa volevo dalla mia vita.» Risposi semplicemente.
«Capisco...» Sospirò per poi non dire più nulla.
«Mi dispiace Summer per come mi sono comportato, andandomene così via senza dirti nulla e per come mi sono comportato con te nell'ultimo periodo della nostra relazione. Non volevo farti soffrire, ma non sapevo più come comportarmi con te dopo quello che era successo.» Abbassai il tono della voce sulle ultime parole, ma ciò non mi aiutò a non farmi sentire da lei, infatti si voltò nella mia direzione e mi guardò con uno sguardo pieno di confusione.
Non potevo farle questo, non potevo dirle quello che era successo, era troppo per lei da sopportare. Volevo essere presente come padre per Darcy e non volevo che me la portasse via dopo averle detto la verità.
«Cosa è successo Harry?» Chiese l'attimo dopo.
Il mio cuore si fermò dal battere per poi riprendere velocemente. Non sapevo se dirle la verità o starmene zitto e andarmene via da questa casa, ma non volevo ancora allontanarmi da lei e dalla bambina.
Cosa mi stava succedendo?
«Summer tutto quello che è successo in passato è duro da dire e da sentire, anche perché stavamo ancora insieme e non vorrei rovinarti il nostro ultimo mese della nostra relazione.» Spiegai, tenendo un tono abbastanza calmo e deciso.
«Mmm... d'accordo.» Dopo un attimo di esitazione decise di non portare più avanti questa discussione.
«Cambiando argomento perché sei venuta a New York?» Chiesi. Era uno dei miei principali pensieri di stanotte.
«Ci sono venuta per iniziare una nuova vita sia per me che per Darcy. Non volevo farla crescere in un luogo che ha rappresentato tanta sofferenza nella mia vita.» Rispose semplicemente.
Mi sentii immediatamente in colpa per tutto quanto, se lei aveva sofferto era soltanto per colpa mia.
Uno strano odore si diffuse nell'aria e quando Summer fece per alzarsi dal divano, avvicinandosi a me, capii da dove proveniva.
«Su dammela che le devo cambiare il pannolino.» Disse allungando le sue braccia verso di me e non ci misi molto a passargliela.
«Si si è tutta tua.» Dissi alzandomi a mia volta dal divano, sistemandomi la maglia.
«Adesso la mamma ti cambia il pannolino piccola Darcy.» Disse Summer rivolgendosi alla bambina, spostandosi nel bagno.
Continua...
Angolo Autrice:
Sto correggendo tutti i capitoli e apportando molte modifiche, ma tranquilli che la storia resterà uguale a come l'avevo scritta.
Spero come sempre che il capitolo sia stato di vostro gradimento e se volete potete lasciarmi un vostro parere.
- votate!
- commentate!
Vi lascio anche i mie social se volete seguirmi anche da li :)
Instagram: Carmela_H.S
Twitter: _Harryinmyheart
Baci.❁
Harryinmyheart
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro