Capitolo 7 - Parte 1
Capitolo 7
Alla scoperta della verità
Harry's pov.
«Ciao Summer.» Iniziai con il dire. «Sono venuto qui stamattina per chiarire i miei dubbi su quella creatura.» Non appena finì di parlare mi resi conto che nelle sue braccia c'era la causa della mia insonnia di stanotte.
«Ehm... Harry...» Tutto quello che farfugliò Summer prima di essere interrotta da un piccolo lamento.
Abbassai lo sguardo sulla bambina che continuava a lamentarsi prima di scoppiare in un fragoroso pianto. Il mio cuore perse un battito nel sentire quel suono, mi distruggeva dentro sentirla piangere.
«No amore non piangere, lo so che hai fame e tra poco la mamma continuerà a darti da mangiare» Disse frettolosa Summer mentre cercava di calmare la piccola creatura nelle sue braccia.
«S-Scusa non sapevo che stesse mangiando.» Mi scusai, rendendomi conto di quanto potessi essere un idiota per essere venuto fino a qui senza pensarci due volte.
«Fa niente, entra.» Sospirò voltandosi per dirigersi verso la cucina e la seguii all'istante.
Una volta entrato in cucina Summer si andò a sedere su una delle sedie, facendomi poi il segno con una mano di sedermi anche io su una di esse. In tutto l'arco di tempo Darcy continuò a piangere, ma per fortuna riuscì a farla smettere.
«P-Puoi g-girarti?» Chiese flebile e imbarazzata.
Non appena mi resi conto della situazione e di quello che stava per accadere non ci misi molto a voltarmi con la sedia, dandole le spalle. «Scusa per le spalle.» Mi scusai, non sapendo cos'altro dire per la situazione imbarazzante che si era venuta a creare.
«Non ti preoccupare.» Disse semplicemente. «La mamma è qui tesoro e ora mangia piccola mia.» Continuò.
Quando stavamo insieme e Summer incrociava un bambino durante le nostre passeggiate al parco, si fermava sempre e gli regalava una caramella prima di dargli una dolce carezza sulla guancia e dentro di me avevo sempre pensato che un giorno sarebbe stata una brava e buona mamma, ma averne ora la prova mi rendeva felice nel constatare che nulla era cambiato in lei.
«Summer lo so sono venuto fino a qui senza preavviso, ma davvero non ho chiuso occhio stanotte e vorrei delle spiegazioni.» Interruppi il silenzio quando mi ricordai che sono venuto qui per un motivo importante e che quel motivo si trovava in quelle braccia a prendere il latte dal suo seno.
«Giusto.» Farfugliò dopo aver rilasciato un lungo respiro.
Sentii anche che si tirava su di naso ed ero tentato di girarmi per verificare se stesse piangendo davvero, ma non lo feci e mi sfregai le mani prima di passarmele sui i capelli, come ero solito fare quando ero nervoso e lo ero eccome.
«Allora parla.» Sbottai freddamente. Sapevo di essere stato brusco però stavo perdendo la pazienza.
«Da dove comincio?» Chiese subito dopo.
«Dopo che me ne sono andato sei stata con un altro?» Chiesi agitato e super nervoso. Non era di certo questa la prima domanda che volevo farle, però non resistetti.
«No.» Rispose. «Cioè no dopo di te non sono stata con nessun altro.» Continuò e sentii all'improvviso il mio cuore più leggero per un momento, ma subito dopo mi prese il panico più totale perché questo stava a significare che quella piccola creatura poteva essere mia.
«Allora devo dedurre che io sono il padre?» Chiesi e dall'ansia che sentivo mi passai l'ennesima volta la mano sui capelli, un giorno non molto lontano diventerò calvo se continuerò così ogni volta che divento nervoso.
«H-Har-» Iniziò a dire, ma la interruppi subito.
«Rispondi.» Dissi bruscamente girandomi verso di lei, dimenticandomi per un momento del perché fossi girato dall'altra parte. «Scusa» Brontolai voltandomi come ero messo prima.
Quando mi girai verso di lei i miei occhi caddero subito in quel punto dove Darcy prendeva il latte e il mio corpo si scaldò improvvisamente e ora che davanti a me avevo solo il frigo da poter guardare, tutto ciò che pensavo era che quello che vidi in quei pochi secondi era tanto eccitante, ma peccato che durò per poco.
«S-Si Harry.» Rispose, tirandomi fuori dai miei pensieri e il mio cuore si fermò.
Darcy era mia figlia e io padre di quella creatura.
La mia testa non faceva altro che pensarci e ripensarci, nel ripetermi che ero padre di una bambina e che quindi avevo una figlia che non sapevo di avere. Tutto ciò era tanto da similare in due giorni.
Chi se lo immaginava che il giorno in cui avrei rincontrato Summer avrei scoperto di avere una figlia. Tutto quello che ormai pensavo di lei era che non l'avrei rivisita mai più e invece ecco la sorpresa. Dio lassù mi aveva punito per come mi ero comportato ed ecco qua la mia punizione: essere padre senza aver avuto scelta.
«Harry scus-» Iniziò a dire, ma ancora una volta la interruppi bruscamente.
«Come?» Domandai e dalla rabbia che stava cominciavo a salire su continuai: «Come è stato possibile?!» Mi alzai con fretta e furia e diedi un calcio alla sedia.
Ero su di giri e non ci stavo capendo un beato cazzo. Non volevo che tutto questo mi accadesse ora a 24 anni ero ancora giovane e con tutta la vita davanti, dovevo mandare avanti la mia impresa e non a curare un bebè e fare da padre.
Tutto questo non stava capitando a me.
Il mio gesto e il mio urlare non passò inosservato perché un forte pianto fece tremare le braccia di Summer, che si coprì alla svelta per poi alzarsi dalla sedia cercando di calmare la bambina.
«Sei contento ora di quello che hai fatto?! Sei venuto fino a casa mia a sbraitare come se ne niente fosse specialmente con mia figlia presente che stava mangiando!» Mi urlò contro Summer prima di uscire dalla cucina e la seguii fino a quando non si sedette sul divano dondolando un po' la piccola nel cercare di calmarla.
«È anche mia figlia e scus-» Precisai e nel momento in cui mi stavo scusando fu Summer a interrompermi questa volta.
«È solo mia figlia! Sono io che lo fatta nascere, che le do da mangiare e che per nove mesi è stata nella mia pancia. Tu non hai nessun diritto di venire a casa mia a comportarti in questo modo.» Sbottò e in effetti non potevo darle del tutto torto, però ora che sapevo la verità Darcy era anche mia non solo sua.
«Chiariamo una cosa adesso che so che sono il padre di Darcy ho tutto il diritto nel dire che è mia figlia.» Dissi e mi posizionai in piedi di fronte a lei seduta ancora sul divano.
Darcy non si era ancora calmata e per un attimo mi sentivo male nel sentire quel pianto, non c'è la facevo a vederla contorcersi nelle braccia di Summer.
«Dalla a me.» Dissi allungando le braccia verso la bambina. Summer all'inizio si tirò indietro con tutta la bambina. «Summer ti prego» Alla fine la pregai di lasciarmi prendere la piccola Darcy e dopo un attimo di esitazione l'allungò verso di me.
Con un mezzo sorriso imbarazzato la presi nelle mie braccia e il pianto si interruppe all'istante, come se già sapesse che ero suo padre.
«Si è calmata per fortuna.» Sussurrò Summer buttandosi a capo fitto con la schiena contro lo schienale del divano.
Continua...
Angolo Autrice:
Sto correggendo tutti i capitoli e apportando molte modifiche, ma tranquilli che la storia resterà uguale a come l'avevo scritta.
Spero come sempre che il capitolo sia stato di vostro gradimento e se volete potete lasciarmi un vostro parere.
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