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PRIMA PROVA - Girone El Paso

DIECI SEMPLICI REGOLE PER PORTARLA A LETTO (quasi del tutto infallibili)

"Puoi fidarti di me, Lisa. Cerca di rilassarti. Lasciati guidare..." Lui le sussurra a un orecchio. Il timbro di voce eccessivamente... cavernoso, sì.

Le mani calde di Rob sono tutte per Lisa: una sul fianco, a stringerle la vita, l'altra più tesa a coprirle gli occhi. Ma la ragazza pare impacciata nelle movenze. Non è abituata a ricevere sorprese.

O forse è solo intralciata dai movimenti di lui, incollato al suo corpo esile come una grossa cozza su uno scoglio.

Rob: stereotipo del maschio dai tratti latini. Feromoni che trasudano da ogni poro. Un metro e ottantacinque di altezza per novantasei chili di muscoli, tutti al posto giusto. Il quoziente intellettivo pari a quello di un criceto. Nel minuscolo neurone che possiede, proprio in questo momento, è convinto che Lisa, la timida amichetta diciassettenne, da pochi giorni trasferita nella nuova scuola, sia totalmente, irrimediabilmente soggiogata dal suo fascino esotico. Un concentrato di modestia, in effetti.

Ma come dargli torto? Del resto, Rob è certo di avere colto tutti i segnali. A scuola, Lisa aveva ammiccato sguardi timidi in diverse occasioni, anche quando lui si era appartato con gli amici. Poi, quasi fatalmente, i due si erano scontrati nel corridoio durante l'intervallo. E ancora una volta in mensa. E di nuovo a pochi passi dal parcheggio. Insomma, lei si era attenuta a tutti i comportamenti tipici elencati al punto 1. Solo allora, Rob era passato al secondo livello, avvicinandosi a Lisa con la chiara intenzione di fare conoscenza. E infatti, il giorno dopo, nel cortile della scuola, i due si erano scoperti meglio, parlando del più o del meno o intrattenendosi in conversazioni interessanti del tipo...
E chi lo sa? Dopo cinque minuti, il belloccio non le ricordava più! Nessun problema. Rob aveva dato il meglio di sé fino all'attimo prima, sorriso quanto basta da mostrare il bianco laccato dei denti e agitato la testa, in segno di assenso, in risposta agli argomenti intelligenti di lei. Come sopra.
Un vero successo, insomma. 

 E Lisa? Oh, dolce Lisa... Era rimasta così incredibilmente colpita, la fanciulla. Ma Rob ne aveva avuto conferma solo qualche sera dopo, tre per l'esattezza
- come indicato dal Codice -, quando in un luogo appartato, dopo un romantico lasso di tempo stretti mano nella mano, era riuscito a sfiorarle le labbra con un solo bacio e del tutto riguardoso.

Una tecnica infallibile.

Da quel momento - Rob lo sapeva bene, ormai - Lisa non avrebbe pensato a nient'altro che a quell'attimo fugace e così dolce. E, sempre tre giorni dopo, avrebbe risposto al suo invito galante con un "Sì. Accetto volentieri".

Niente male per un criceto, no?

Comunque sia, ora la timida fanciulla è stretta a lui, emozionata, nel giardino dell'appartamento lussuoso che Rob, solo per l'occasione, ha spogliato di ogni sfarzo. Perché lui non vuole certo metterla a disagio. Nossignore.
Una delle regole del Codice parla chiaro, a tal proposito: la semplicità è alla base di ogni conquista. Mostratevi educati, ben disposti ad ascoltarla e sforzatevi di contenere il vostro istinto animale (almeno fino al punto 8).

E Rob si trova solo al sesto, perciò... Create attorno alla preda il giusto confort: per affermare la propria unicità, la ragazza deve sentirsi apprezzata e coccolata. Date spazio alla creatività!

Che dire? Rob è un vero fuoriclasse, in quanto a fantasia. Del resto, ha sperimentato il teatrino almeno settantacinque volte! O giù di lì. Non lo ricorda con esattezza. E comunque non è così importante: per spopolare tra gli amici è sufficiente snocciolare una cifra a caso e concentrarsi, con dovizia di dettagli, solo sul gran finale. Non fa una piega!

Tornando ai due, Rob si trova alle spalle di Lisa, con una mano sul suo fianco e l'altra a coprirle gli occhi. Mentre Lisa, emettendo versi striduli di dubbia natura, è in attesa dell'agognata sorpresa. Quando a un certo punto, con un movimento lento, la mano di Rob libera lo sguardo della ragazza.

Lisa è tutta sudata, per via del calore emanato dal corpo focoso di Rob. E diciamolo pure, per quella mano schiacciata sulla faccia che, per una sorta di effetto serra, le ha compromesso il trucco così accurato. Sbatte le ciglia più volte, si sistema la frangetta incollata alla fronte e finalmente...

"Rob, io-" è tutto ciò che Lisa riesce a pronunciare. Ma è molto meglio! Se solo la ragazza potesse esprimersi a parole, sarebbe difficile tradurle.

Davanti a lei, un semplice accampamento, quasi del tutto spoglio. Una corda tesa tra due tronchi d'albero fa da sostegno a un lenzuolo di cotone bianco, i cui angoli vanno ad aprirsi sul prato, come una tenda canadese. Al suo interno, la luce di una lampada a olio rivela il profilo scuro di pochi oggetti: qualcosa di simile a cuscini
- sicuro come le tasse e la morte -, un secchiello per vino e una bottiglia, naturalmente. Come caldeggiato al punto 7.

Rob è orgoglioso di sé e sorride alla luna e le stelle, ringraziando la complice notte del prezioso contributo.

E Lisa? Piccola, dolce, Lisa. Non ha la minima idea di ciò che l'aspetta, è convinto Rob.

Se mi è concesso un piccolo preambolo, Lisa sta pensando lo stesso... Quando si dice "affinità".

Ma per ora, la ragazza non intende sbottonarsi. Perché deve apparire timida e accondiscendente. Come accordato. Del resto, deve rispettare i patti, no?

"È il mio regalo per te" le sussurra lui. Pare talmente appassionato, nel suo ruolo da conquistatore, che mister mascella, di una nota soap opera, potrebbe  impallidire al confronto!

"Rob, io-" ma Rob le posa un dito sulle labbra. Il baluginio tremolante dei suoi occhi intensi dritti in quelli languidi e azzurri di Lisa che...

Lisa? Lisa no! Lisa, così rovinerai tutto!

La ragazza, colta da un'improvvisa défaillance, è costretta ad abbassare il mento per nascondere le risa, mentre Rob le si avvicina al volto con espressione inquisitoria.

Lisa-sei-nei-guai.

"Comprendo bene la tua emozione. E no. Non devi ringraziarmi" le sussurra a un orecchio. Grazie a Dio quel solo neurone non ha funzionato! Poi, con assoluta calma e dolcezza, le sfiora l'ovale perfetto, dispensandole un ultimo sguardo perduto, prima di condurla, un passo alla volta, nel primo vero viaggio eccitante della vita di Lisa.

E forse Rob non si sbaglia. Lisa non aspettava altro da almeno tre giorni! Rettifico subito: Lisa e almeno tre quarti delle settantacinque fanciulle sopra menzionate. Tutte studentesse della medesima scuola: la Saint Louis.

La ragazza aveva scoperto delle abitudini di Rob la sera seguente quello sfioro di labbra. Si trovava nel bagno della scuola e Alexis, la vittima numero 46, conversava con una certa Hanna, trattenendosi a fatica dallo scoppiare a gridare. Quando il nome di Rob era venuto fuori, a quel punto Lisa non era riuscita a trattenersi. Dopo un legnoso e prolungato cigolio, aveva spinto a due dita la porta livida di scarabocchi e si era mostrata alle ragazze, decisamente fuori di sé. Dopo il silenzio iniziale, e un certo imbarazzo, le tre si erano però capite: Rob il Don Giovanni si trovava, a quel punto, nei guai fino al collo.

Servendosi di una sorta di decalogo del sesso - privo di ogni senso logico anche per un criceto - aveva mietuto, fino a quel momento, un numero di vittime ancora imprecisato. Anche se Lisa, Alexis e Hanna, dopo appena un giorno di ricerche, avevano coinvolto nel loro progetto almeno una cinquantina di ragazze. Le altre, nonostante gli sforzi, non c'era stato proprio verso di convincerle. Ma non importava. Il loro piano le avrebbe vendicate tutte.

Dunque Lisa si trova lì, ora, in quella tenda. Avvolta da cuscini profumati e una lampada a olio decisamente interessante. Molto interessante. Sorride a Rob e a se stessa, mostrandosi, nel complesso, un filo più lasciva, mentre scandisce nella mente la mossa successiva. Quando Rob le proporrà di sorseggiare qualcosa, anche se Lisa è completamente astemia e nemmeno ha l'età per bere alcolici (ma questo lui lo sa perfettamente), in un modo o nell'altro, lei maneggerà per prima i calici nascosti tra i cuscini.

Ma il copione è già scritto. Per Lisa non sarà complicato.

E di fatto, a un certo punto, Rob afferra il collo della bottiglia.
"Dom Pérignon. Vintage, annata 2004" precisa da vero intenditore. Certo, leggere un'etichetta richiede un notevole sforzo...

Dopo di che, non prima di essersi scusato, le volta le spalle per stappare il prezioso elisir. E quando ha compiuto l'elegante gesto...

"Brindiamo a noi?" Gli propone la ragazza mostrandogli, sorridente, i calici stretti tra le mani. E per Rob, lo sciupafemmine della Saint Louis, è una marcia trionfale, signore e signori! La ragazza è palesemente disponibile!

Dopo uno, due o tre di quelli, e una serie di accurati complimenti, Lisa si abbandonerà all'apoteosi, completamente sbronza e, passando velocemente dal punto 8 - Baci a profusione e dolci carezze -, giungerà al grande atto finale senza nemmeno passare dal 9, quello dei preliminari .

A questo punto, lo ammetto, non dovrei rivelare nulla sul cocktail allucinogeno che a Lisa è scivolato - per sbaglio - nel calice di Rob, ma... 

Domando scusa, i due stanno brindando "A questa serata indimenticabile. Tu ed io soltanto, Lisa. Sei bellissima e io... io sono il ragazzo più fortunato di questo mondo".

Ancora una volta, non mi è possibile riportare a parole i pensieri di Lisa, ma immagino non sia necessario. Dentro la sua testa, la timida fanciulla, nonché facile preda di Rob, sta ripetendosi come un mantra il vero obiettivo di quella serata: dare una lezione al lurido maiale. Un po' lo fa per distrarsi e un po' per non cedere alla tentazione di prendere Rob per i gioielli e legarli da qualche parte! Ma forse non sarà necessario...

Fingendo di sorseggiare, ormai, il suo secondo calice di Dom Pérignon - non gliene voglia quel cespuglio di margherite che il giorno dopo sarà crepato - Lisa comincia a sorridere sempre di più e...

Rob non riesce a credere a ciò che vede. Lisa, proprio la nostra Lisa, quasi distrattamente si è scostata il vestitino all'altezza dell'inguine, sospirando qualcosa come "Che gran caldo". E un attimo dopo, sempre più affannata, ha ben pensato di liberarsene.

Che c'è Rob? Perché quella faccia? C'è forse dell'altro, Rob?

Eccome se c'è dell'altro! Lisa, vestita solo dell'innocente bellezza, è talmente sbronza che si è defilata dalla tenda con sinuose movenze, prendendo poi a danzare per Rob, smaniando il suo nome senza vergogna e, di tanto in tanto, ululando alla luna...

Ma certo. Come no.

Rob. Robert-mononeurone-al-momento-completamente-bruciato, non sarà che te lo stai immaginando, vero?

Nascosta nel buio, Lisa sghignazza in silenzio mentre osserva Rob, completamente andato, perduto, delirante, intento a grugnire come un cinghiale e a strapparsi i vestiti di dosso.

"Vieni da me, Rob. Sono qui solo per te". La voce della fanciulla appare a Rob come il canto stregato di una sirena.

Giunto in mezzo al cortile, così, come mamma lo ha fatto, il ragazzo si guarda intorno, strofinando avidamente le mani, mentre Lisa gioca a nascondino tra gli alberi, i cuscini nella tenda, una lampada a olio...

"911, dov' è la sua emergenza? "

"123 Maine Road".

"Ok. Cosa sta succedendo?"

"Un ragazzo. È il mio vicino di casa. Robert Harrison. È scoppiato un incendio nel suo giardino ma lui non sembra farci caso. Probabilmente non c'è con la testa. È completamente nudo e sta ballando e... ululando, credo".

"Ha detto nudo e ululando?"

"E ballando. Sì".

"Conosce il ragazzo? È solito fare uso di sostanze?"

"Io-Io veramente non saprei ma... Per favore mandate qualcuno! Le fiamme sono molto alte, la via si è riempita di fumo e la strada è piena zeppa di curiosi. Tutti a scattare e filmare con i telefonini..."

"In cinque minuti allertiamo il corpo antincendio e mandiamo una pattuglia. Può dirmi il suo nome?"

"Tic".

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