Messer Vecchiaia
Ebbene, signore e signori, di una storia vi voglio raccontare. Narra di un prode Cavaliere e del suo nobile destriero che, nelle verdi terre di questo mondo, si resero noti per le audaci imprese.
Il primo faceva di nome Messer Vecchiaia mentre il suo compagno, un esemplare di rara bellezza, era noto ai posteri come Coraggio. L'uno armato dell'altro, da tempo immemorabile ormai, i due si erano spinti in ogni dove. Fieri, oltre i mari del Dubbio, per citarne uno, e anche più in là, verso il Regno di Certezza. A spada tratta e muscoli tesi, occhi negli occhi con le bestie peggiori, si erano sempre distinti. Come quel dì, e i numerosi a seguire, in cui affrontarono Paura...
La creatura dai molteplici volti si era mostrata insidiosa e oltremodo resistente. Tuttavia, tra l'alternarsi di gloriose vittorie e numerose sconfitte, per Vecchiaia e Coraggio ella non era che un'amica.
Ma ne ebbero prova certa solo quando Morte, approfittando della quiete, minacciò la guerra.
Paura, a spasso in quelle stesse terre, non ebbe mai pensiero di fuggire, quanto il solo desiderio di lottare. Ed è così che ebbe inizio la più epica delle battaglie.
Mentre l'oscura signora rilasciava la sua fitta nebbia, Coraggio, con Vecchiaia in groppa, correva al trotto e un po' al galoppo per confondergli la via. E Paura, abile con la lingua quanto un bardo cantastorie, la ingiuriava con allegrezza: "Fuggi ora, oscura signora. Prima che il vento ti spazzi via".
Ma la nebula oscura di Morte era segno di una potente magia tale per cui a Paura si legò la lingua e Vecchiaia, ormai allo stremo delle forze, divenne per Coraggio come un pesante fardello.
È giunta la fine, conclusero i tre. Morte si è presa gioco di noi.
Ma all'orizzonte, si narra poi, un barlume cambiò loro le sorti. Quando Morte si voltò di spalle la riconobbe all'istante: "Speranza" biascicò accecata. "Con il suo esercito di ricordi". E senza aggiungere nulla fuggì lontano, donando lustro a Vecchiaia, Coraggio, Paura e Speranza.
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