Presentazione
Ciao, sono Lyris e non bevo da...
Battute banali e tristi a parte, questa raccolta di non-so-ancora-cosa viene scritta per il Write Club 2016.
E ho come l'impressione di aver appena infranto una regola molto importante.
E anche di non saper scrivere presentazioni. No, sono proprio negata. Mi limiterò a lasciarvi al raccontino di circa 2000 caratteri che ho scritto per la prova di ingresso.
Buon spargimento di sangue a me!
Prova d'ingresso
Morte e Vecchiaia prendono un tè
Quando sentì bussare, Vecchiaia aprì la porta della stanza bianca.
"Amica mia, quanto tempo! Chi non muore si rivede!" esclamò, salutando Morte sulla soglia.
"Già" ridacchiò l'altra "Ti vedo in splendida forma, non sei invecchiata di un giorno!"
"Che dolce che sei. Ma prego, entra, accomodati. Gradisci una tazza di tè?"
"Grazie, cara"
"Ma dimmi, hai cambiato profumo?"
"Oh, si. Questo è il nuovo Tanfo di Cadavere in Putrefazione al Secondo Mese. Prima usavo quello alla Prima Settimana"
"Adorabile!"
"Vero? Piuttosto, come va il lavoro?"
"Mah, ultimamente non molto bene –tieni, prendi la tua tazza"
"Uh, grazie. E come mai? Problemi con gli Umani?"
"Beh, sai, ultimamente fanno di tutto per cacciarmi via. Rendono la vita difficile a chiunque! Perfino Nascita ultimamente ha delle difficoltà – quanto zucchero?"
"Lo predo amaro, grazie. Comunque, è inaudito!"
"Già! E nessuno mi rispetta più. Non appena faccio apparire qualche ruga o capello bianco, subito pongono rimedio con creme o tinte – o addirittura ricorrono alla chirurgia plastica"
"Oh, che orrore!"
"Un tempo non era così. Avere la barba bianca e il volto segnato dagli anni era simbolo di saggezza, non di semplice e insulsa bruttezza. Ecco, adesso sarebbe così bello avere un briciolo di quella considerazione. Ora, i vecchi sono solo persone invisibili da gettare in questi... ospizi, e non fonte di inesauribili insegnamenti dati dall'esperienza"
"Come ti capisco. Gli Umani non riescono proprio ad accettare il proprio destino"
"Credono di poter rimanere giovani e belli per sempre. Un altro po' di tè?
"Grazie cara. Chissà dove arriveremo, di questo passo!"
Bussarono alla porta, ma le due donne rimasero sedute a sorseggiare tè da tazzine invisibili. Dopo poco, nella stanza entrarono le infermiere dell'istituto psichiatrico: era l'ora degli antipsicotici per le pazienti della stanza ventidue.
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