1 - I've just fucked my -so called- best friend
She said to me, "forget what you thought
Cause good girls are bad girls
That haven't been caught"
Strimpellavo sovrappensiero la mia chitarra, dovevo studiare per un test di storia imminente ma non mi importava affatto. Avevo troppe cose per la testa, e cercare di metterne altre non mi avrebbe aiutato affatto. E poi, a dirla tutta, non avevo nessuna voglia di studiare, avrei fallito quel fottuto test comunque.
Tra i miei pensieri guizzava soprattutto la scoperta scioccante che avevo fatto qualche giorno prima, riguardante il mio migliore amico Luke: l'avevo trovato che faceva un pompino a Calum Hood nei bagni della scuola. Calum Hood è il cervellone del nostro corso di algebra che entrambi - almeno, così credevo - detestiamo. Non mi ha tanto sconvolto il fatto che stesse facendo un pompino ad un ragazzo (sospettavo che Luke fosse gay, o quantomeno bisessuale, da tempo), ma il fatto che lo stesse facendo a Calum Hood. La cosa mi aveva provocato un fastidio alla bocca dello stomaco, che dovetti riconoscere subito come gelosia. Perché sì, ero geloso di Calum. Sono sempre stato geloso di lui: è il più bravo a scuola, il più bravo a cantare, il più bravo con le ragazze; ora non posso sopportare che mi porti via anche il mio migliore amico, l'unica persona che mi avesse mai capito in quei diciotto anni. Non avrei davvero digerito che Luke mi mollasse solo per andare dietro a quel cazzone; anche se, in fin dei conti, avrei accettato le decisioni di Luke senza esitare, perché sapevo che Luke si sarebbe stancato di me, prima o poi, come fanno tutti. E a me avrebbe fatto male lasciarlo andare, ma me ne sarei fatto una ragione, come faccio sempre.
Aspetta, ma perché pensi che si allontanerà da te?, una vocina si insinuò nella mia testa, rassicurante, non sai neanche se sta con Calum o meno! Solo perché l'hai visto fare un pompino a quell'idiota non vuol mica dire che adesso ha una relazione con lui! E poi Luke non ti abbandonerebbe mai, lo sai, stupida testa di cazzo.
Mi distesi sul letto, sospirando. Stavo per addormentarmi quando ricevetti un messaggio. Afferrai il cellulare dal comodino, scoprendo che era un messaggio di Ashton.
Da: Irwie
Non indovinerai mai cos'ho scoperto.
Lo lessi ad alta voce sentendomi un'idiota, ma a dire il vero non mi importava.
Scrissi, velocemente e con dita tremanti, il messaggio in cui chiedevo ad Ashton cosa aveva scoperto. Di solito non davo così tanta importanza ai messaggi simili a quello che il riccio mi inviava (e me ne aveva mandati tanti), ma quel giorno sentivo che Ashton aveva scoperto una cosa grossa. E che riguardava proprio Luke.
La risposta al mio messaggio non tardò ad arrivare.
Da: Irwie
Beh, gira voce che il nostro Lukey casa e chiesa sia una vera puttana. Ho sentito per caso Calum parlarne con degli amici e... ok, non faceva il suo nome e non ha neanche detto che era maschio, ma ha detto che gli ha fatto un pompino nel bagno della scuola e poi ha detto che la sera dopo l'ha sfondato/a per bene, quindi...
Roteai gli occhi, leggendo le parole sul display. Come sempre, Ashton aveva fatto un buco nell'acqua.
A: Irwie
Sei sempre il solito coglione. Secondo te parlava di Luke?! Con tutte le ragazze che gli girano attorno e che di sicuro gliel'hanno succhiato nel bagno della scuola, perché dovrebbe raccontare proprio di Luke?
Il cellulare mi squillò in mano, non persi tempo a rispondere. Subito la voce squillante di Ashton mi riempì l'orecchio.
«Oh andiamo, riflettici, testa bacata», incalzò, «Quando è successa la cosa del bagno?».
Ci pensai per qualche secondo. «Giovedì».
«Che giorno c'è dopo giovedì?».
«Venerdì, rincoglionito», risposi, sentendomi confuso.
Se Ashton mi aveva chiamato solo perché non ricordava più la successione dei giorni allora gli avrei staccato in faccia e non gli avrei parlato più per tutta la vita.
Ashton sbuffò sonoramente nella cornetta. «Intendevo, cosa abbiamo fatto venerdì?», chiese di nuovo, scandendo le parole.
«Siamo andati a sentire i Paramore», risposi, storcendo il naso. Io odiavo quella band e se c'ero andato era stato solo perché Ashton mi ci aveva trascinato, «Cosa c'entra quello che abbiamo fatto venerdì?», chiesi, sempre più confuso.
Non avevo nessuna voglia di stare a sentire le delucidazioni di Ashton su qualcosa che non c'entrava niente con la questione LukexCalum.
«Chi è che non è venuto con noi perché doveva studiare per il test di lunedì, e ha rifiutato il nostro invito nonostante l'abbiamo pregato per ore?», incalzò Ashton, la parvenza di un sorriso nella voce acuta.
«Luke...».
«Finalmente ragioni, coglione», mi prese in giro Ashton, «A quanto pare, il test era sul pene di Calum e credo che l'abbia passato a pieni voti. Ah, un'altra cosa: ti ricordi che sabato mattina Luke non riusciva a sedersi e noi lo sfottevamo dicendogli che doveva smetterla di mettersi le dita in culo?».
«Era qualcosa di più grande di due dita», conclusi, la bocca spalancata mentre realizzavo che il mio migliore amico mi aveva dato buca per farselo mettere in culo da Calum Hood. Sentii la rabbia crescermi dentro, mischiata ad un sentimento indefinito che riconobbi come angoscia, ma che sapevo essere altro... Ero geloso. Geloso perché Calum aveva avuto, un'altra volta, quello che non potevo avere, in questo caso Luke. E non parlo di Luke come amico, perché quello ce l'avevo e mi bastava. Diamine, no che non mi basta! Devo smetterla di accontentarmi e fare finta di niente. No, a me non basta avere Luke solo come amico. Io voglio che Luke sia mio. Mio, solo e fottutamente mio!
«Mike, è arrivato Luke!», urlò mia madre, dal piano di sotto.
Parli del diavolo e spuntano le corna, pensai, mentre urlavo a mia madre di farlo salire. Riportai il telefono all'orecchio per informare Ashton della mia visita. «Ash, ti chiamo dopo. Luke sta salendo».
«Uhh, parli del diavolo e spuntano le corna», mugugnò Ashton, dando voce ai miei pensieri, «Mi raccomando, ripassatelo anche tu!».
«Ashton!», sbottai, arrossendo.
«Oh, credi che non me ne sia accorto?», rise il riccio, staccando.
Sospirai, posando il cellulare sul comodino e incrociando le gambe, aspettando l'arrivo di Luke, che fece il suo ingresso nella stanza qualche secondo dopo. Non riuscii neanche a guardarlo in faccia, quasi, preso com'ero dal pensare a quello che avevo appena scoperto. Non riuscivo a togliermi dalla testa l'immagine della testa di Luke attaccata all'inguine di Calum, e mi feci un'idea di quello che poteva essere successo venerdì sera, mentre io ero con Ashton a sorbirmi un concerto a cui non volevo andare. Odiavo Calum Hood ancora di più dopo questa. E volevo stare al suo posto ancora di più. Pensai a come doveva essere sentire Luke gemere, ansimare a causa mia, guardarlo godere proprio sotto di me e dovetti deglutire rumorosamente mentre squadravo la figura longilinea del ragazzo, che ora stava in piedi davanti a me.
«Come mai questa visita?», chiesi, dopo istanti che parvero un'eternità. Mi accorsi di quanto la mia voce mi facesse sembrare a disagio e mi insultai mentalmente.
Luke fece spallucce, sedendosi sulla sedia girevole della scrivania e voltandosi verso di me. «Mi andava di vederti. Disturbo?».
Sì, mi stai disturbando, perché averti qui è più difficile e non riesco a non pensare a quel cazzone di Calum che ti scopa, pensai, limitandomi a rispondere: «Non disturbi mai, idiota».
Luke sorrise, un sorriso che mi fece quasi mancare il respiro. «Allora, come va con gli esami?».
Quando menzionò gli esami mi venne l'idea decisamente malvagia di spingerlo a confessare cosa aveva fatto venerdì sera, confermando così i sospetti miei e di Ashton.
«Una merda», risposi, passandomi una mano tra i capelli, «Il tuo esame di lunedì, poi, com'è andato?», chiesi di rimando, quasi ridendo divertito.
Volevo battermi il cinque da solo per quanto mi sentissi diabolico in quel momento.
Luke parve innervosirsi. «Il mio esame di lunedì...?».
Lo fissai eloquente. «Ci hai dato buca e mi hai costretto a sorbirmi Ashton e le sue seghe mentali sulla Williams perché dovevi studiare per quell'esame, venerdì. Suppongo sia andato bene».
Luke si passò una mano sulla nuca, in evidente disagio. «Sì... è andato benissimo», mugugnò, quasi rosso in volto.
«Ne sei sicuro?», incalzai, alzando un sopracciglio, «Quindi, Calum ti ha promosso a pieni voti?», sputai quelle parole come veleno, facendo arrossire Luke.
«T-tu come...».
«Non importa», tagliai corto, «Fatto sta che sì, lo so. Chi avrebbe mai detto che il piccolo Lukey fosse così una puttana?».
Luke storse un labbro. «Quindi io sarei una puttana perché ho fatto sesso con Calum, huh? Scusa, dovevo chiedere prima a te se potevo, giusto?», mi attaccò, mettendosi a braccia conserte e fissandomi con aria di sfida.
«I-io non sto dicendo questo. Solo... sai quanto odio quel ragazzo. Mi sembra piuttosto un colpo basso che tu sia stato con lui», rimuginai, poco convinto delle mie parole.
«Stai parlando come se ti avessi tradito. Beh, sai una cosa? L'ultima volta che ho controllato Calum me lo sono scopato perché mi piace scoparmi i ragazzi e di certo non per fare un torto a te. Contento?».
«Per me è come un tradimento, va bene?!», mi alzai, afferrando Luke per il colletto della camicia, «Mi da fastidio sapere che sei stato con Calum, va bene?! Mi da fastidio che gli hai fatto un pompino e che hai lasciato che ti scopasse! Mi da fastidio che... che hai baciato lui e non me», ammisi, premendo le mie labbra su quelle di Luke in un gesto improvviso. Luke non mi respinse, anzi, approfondì il bacio lasciando che la mia lingua si insinuasse nella sua bocca. Finimmo sul letto, Luke era sopra di me e le nostre labbra si sfioravano ancora frenetiche.
«Ti ha dato fastidio che abbia scopato lui e non te, amore?», ansimò Luke, usando un tono mellifluo che mi fece rizzare i peli delle braccia.
«S-sì», balbettai, un po' in risposta a Luke, un po' perché lui aveva cominciato a premere il palmo della sua mano sul cavallo dei miei pantaloni.
Luke fece il broncio, eccitandomi, se possibile, di più. «Beh, lo sai che per te ci sono sempre. Vero?», mugolò, abbassando la zip dei miei pantaloni. Trattenni il respiro, mentre Luke poggiava la bocca sul tessuto dei miei boxer, soffiando aria calda sulla mia erezione. Luke sorrise malizioso, abbassandomi i pantaloni e i boxer, mordendosi il labbro inferiore alla vista del mio pene. Mi sentivo come se avessi dovuto fermare Luke, che tutto quello era sbagliato, ma in fin dei conti non mi importava. Volevo che una cosa del genere accadesse da secoli, e ora che ero ad un passo dall'averla, non avrei di certo buttato via l'occasione.
Spalancai la bocca, stupito dal fatto che Luke fosse riuscito a prendermi subito tutto in bocca, la punta che toccava il fondo della sua gola mentre lui succhiava, la bocca stretta attorno a me. Volevo urlare, ma non sapevo se fossimo soli in casa quindi mi morsi un labbro cercando di trattenermi, lasciandomi scappare, tuttavia, gemiti sottovoce. Sentivo il piacere scorrere nelle mie vene, i miei occhi erano serrati mentre cercavo di resistere più che poteva. Era troppo bello per durare così poco.
«Lasciati andare, amore», ansimò Luke, usando di nuovo quel nomignolo che ormai mi faceva girare la testa, «Va tutto bene.»
Non va bene un cazzo, pensai, venendo nella bocca di Luke che ingoiò il mio sperma; lasciò qualche bacio sulla punta del mio pene prima di salire a cavalcioni su di me, un sorriso malizioso sulle labbra gonfie mentre si chinava verso di me.
«Sei così sexy quando godi, lo sai?», mi sussurrò nell'orecchio, facendomi sussultare.
Afferrai Luke per i capelli e portai la sua testa al mio livello, unendo le mie labbra alle sue. Luke sorrise nel bel mezzo del bacio, un sorriso che non prometteva niente di buono.
«Sapevo che eri un tipo rude», gemette, leccandosi le labbra quando ribaltai le nostre posizioni, facendo finire Luke con la schiena sul letto. Sbottonai la camicia di Luke con dita tremanti, mentre gli baciavo il collo. Passai dal collo alle clavicole, segnandole con la lingua e facendo sussultare Luke. Alzai gli occhi verso di lui mentre leccavo il suo capezzolo sinistro, mordendolo fino a farlo diventare sensibile; feci la stessa cosa con il capezzolo destro, facendo fremere Luke. Potevo sentire la sua erezione sotto la mia; Mi leccai le labbra mentre sbottonavo gli skinny jeans di Luke. Volevo soddisfarlo proprio come lui aveva fatto con me prima, ma non avevo la più pallida idea di come si facesse, così mi limitai ad afferrare il suo pene dalla base, pompandolo prima lentamente, poi sempre più veloce.
«M-mikey», gemette Luke, facendomi fermare per un secondo, «S-scopami, ti prego.»
A quel punto pensai di essere morto e finito in Paradiso. Luke Hemmings, il mio migliore amico per cui avevo una cotta segretissima da anni, era completamente nudo sul mio letto, e mi stavaimplorando di scoparlo. Meglio di così non poteva andarmi!
Bagnai un dito con la mia saliva, avvicinandolo all'entrata di Luke ed infilandolo lentamente. Lui mugolò, chiedendo di più mentre muovevo il dito avanti e indietro, preparandolo. Non mi feci ripetere quelle parole, ed infilai anche il dito medio. Mossi le dita dentro Luke, in cerca del suo punto debole. Non appena lo trovai, Luke cacciò un urlo, il che mi fece sentire soddisfatto.
«B-basta», mugolò all'improvviso Luke, afferrando il mio polso, «Dammelo. Adesso», ordinò, facendo colorare di rosso le mie guance.
Come ho fatto a non accorgermi della puttana che è il mio migliore amico?, pensai stupito, mentre estraevo le mie dita da Luke e avvicinavo il mio pene. Entrai lentamente, cercando di fare male a Luke il meno possibile. Trattenni il fiato quando fu completamente dentro, sentendo Luke avvolgermi. Era così stretto.
«Sei così enorme. Lo amo», ansimò Luke, sorridendo malizioso quando cominciai a muovermi dentro di lui. Mi morsi un labbro, accarezzando il petto di Luke mentre mi muovevo dentro di lui; i gemiti del biondo erano come musica per le mie orecchie. Lo afferrai per i fianchi e sollevai il suo sedere, spingendolo contro il mio inguine. Luke inarcò la schiena, abbandonando la testa sul cuscino e soffocando un urlo quando colpii il suo punto debole.
«Va più veloce Mikey», mi implorò Luke, le mani chiuse a pugno sul materasso e il respiro sempre più corto mentre cercava di formulare quella frase.
Sorrisi maliziosamente mentre accontentavo Luke, adesso scivolavo velocemente dentro di lui e il biondo era letteralmente impazzito. Afferrai il pene di Luke, pompando velocemente per soddisfarlo. Venimmo praticamente insieme, urlando e gemendo l'uno nella bocca dell'altro.
«Oh mio Dio, Mikey», gemette Luke, ancora tremante e senza fiato, «Sei così fottutamente bravo».
Alzai la testa dal petto di Luke, baciandolo. «Meglio di Hood?», chiesi in tono di sfida, strofinando il mio naso contro il suo.
Luke sorrise a bocca aperta, allacciando le gambe al mio bacino. «Un milione di volte meglio. Anche se... uhm... Cal ce l'ha più grande».
Alzai un sopracciglio. «Cos'hai detto?».
«Calum ce l'ha più grande. Tranquillo, l'importante è saperlo usare. E tu lo usi benissimo», disse Luke, leccandosi le labbra.
Presi a baciare il collo di Luke, fremendo a quanto morbida fosse la sua pelle. Il suo profumo, poi, era il Paradiso.
«Uhm, allora che ne dici se ti scopassi ancora, così da verificare se sono davvero così bravo?», proposi, il mio labbro inferiore che strisciava contro il pomo d'Adamo di Luke.
Luke ebbe un fremito alle mie parole. «Sono tutto tuo».
***
«Mamma mi ucciderà quando mi vedrà fuori alla porta», rimuginò Luke, grattandosi la nuca.
«Puoi restare qui se vuoi», gli proposi, mordendomi il labbro inferiore quando vidi Luke pensarci su. Quello che era successo nel pomeriggio non mi era bastato per niente, volevo Luke e lo volevo ancora di più ora che avevo scoperto che era più che disponibile.
«È meglio di no», rispose Luke riportandomi alla realtà, avvicinandosi a me e cominciando a baciarmi il collo, «Ci sono ancora un sacco di cose che voglio fare con te e stare qui stanotte non mi aiuterebbe».
Ansimai, pensando che a me avrebbe aiutato moltissimo se Luke fosse rimasto e avesse dato vita alle sue fantasie quella notte; tuttavia, rispettai il volere del mio amico e lo spinsi verso la porta. «Non voglio che Liz venga a cercare anche me dopo aver trucidato te», ridacchiai, facendo finta di essere spaventato.
Luke mi sorrise, avvicinandosi per darmi un ultimo bacio prima di uscire dalla porta. L'avrei lasciato andare, se non avessi avuto una cosa da chiedergli urgentemente.
«Uh... Luke...», il biondo si voltò, inarcando un sopracciglio, «Io e te, uhm... cosa siamo?».
Luke giocherellò con il suo piercing. «Amici», disse, dopo qualche istante che parve un'eternità.
La risposta, dovetti ammetterlo, mi lasciò basito; non potevo dire, però, che non me lo aspettavo. Dopo la nostra scopata estensiva avevo capito davvero molte cose sul mio migliore amico, cose nascoste che non sarei mai dovuto venire a sapere.
Nel rimuginare non mi ero accorto che Luke si era avvicinato a me, baciandomi il collo. «Quello che è successo oggi è successo perché morivo dalla voglia di essere scopato da te», sussurrò, facendomi irrigidire, «Proprio come è successo con Calum».
Ma allora è davvero una puttana, pensai, incollando le mie labbra a quelle di Luke. «Pensavo fossi un bravo ragazzo, Lukey. Suppongo di essermi sbagliato...», mormorai, strigendo il suo labbro inferiore tra i miei denti.
Luke lasciò un bacio sulle mie labbra, facendomi un occhiolino. «Le brave ragazze sono cattive ragazze che non vengono beccate», disse, prima di sparire dietro la porta.
***
[A/N] Allora, non ho la più pallida idea di cosa dire, come al solito quando posto una storia nuova. Yeye. È la prima volta che posto su wattpad ora che ci penso, ahah
Forse dovrei parlare di com'è nata la delirante idea di questa storia. In origine, il capitolo che avete appena letto era una one shot, presente in una mia raccolta. Poi, siccome il risultato finale mi è piaciuto (una grande novità, per giunta), mi è passata l'idea di far diventare la one shot il primo capitolo di una storia. Quindi, ho azionato il cervello, ascoltato l'intera discografia dei 5sos svariate volte (o soltanto wrapped around your finger, che tra l'altro associo ai muke in un modo assurdo) e i capitoli sono usciti fuori da sé. È una song-fic, ogni capitolo è ispirato (più o meno) ad una canzone dei 5sos che citerò ad inizio capitolo; l'ho già finita, quindi credo che posterò regolarmente e... niente, spero che vi piaccia. Ci ho messo il cuore per scriverla e in alcuni punti ho addirittura pianto AHAHAHA (che posso farci, sono emotiva)
Quindi, uhm, chiudiamo questo sclero che è decisamente più lungo del capitolo. Come ho già detto, spero che questa storia vi piaccia.
Seeya :)
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro