♞sept♞
|Non devo, lo so bene. Non mi ricambierà. Eppure, è più forte di me.|
《Yoongi, io vado a fare la spesa. C'è qualcosa che vuoi che ti compri?》Chiese Jimin, afferrando le chiavi di casa ed il suo portafogli. Era appena uscito dalla doccia, ed aveva ancora i capelli bagnati che gli ricadevano sugli occhi, le sue guance erano arrossate, e respirava abbastanza affannosamente a causa della fretta che aveva avuto per cambiarsi. Sentì Yoongi mugugnare qualcosa, ma non riuscì a capirlo. Sbuffò, togliendosi le scarpe ed incamminandosi verso la porta della camera del maggiore.
《Yoongi? Ci sei? Non capisco nulla di quello che dici!》Urlò, sperando che l'altro riuscisse a sentirlo. Era esattamente di fronte alla porta della camera, con la mano sulla maniglia che si accingeva a tirare, quando la porta si spalancò improvvisamente, facendogli apparire uno Yoongi tutto sudato esattamente a pochi centimetri dal naso. Poteva sentire i loro respiri mescolarsi e, se solo si fosse chinato in avanti di pochi centimetri, le loro labbra si sarebbero tranquillamente potute sfiorare. Sentì il viso avvampargli, e si affrettò ad allontanarsi dal volto del maggiore. Si sentì ancor più in imbarazzo nel notare che lo sguardo del maggiore era completamente rivolto alle sue labbra, e che paresse non aver voglia di cambiare obiettivo.
《A-ah... Y-Yoongi... H-Hai bisogno di qualcosa? I-Io vado a fare la spesa...》Mormorò imbarazzato, cercando in tutti i modi di non guardare il corvino davanti a lui. Yoongi parve riprendersi dalla trance in cui era stato gettato dalle labbra di Jimin e scosse vivamente la testa.
《No, grazie Jimin. Ho tutto quello che mi serve.》Sorrise, comportandosi come se nulla fosse appena successo. Jimin annuì, sforzandosi di apparire tranquillo, sebbene in realtà fosse terribilmente agitato.
Nel notare Yoongi rispondergli con tutta quella tranquillità, aveva sentito come se qualcuno gli avesse aperto un enorme buco nel petto. Sapeva cosa stesse accadendo, ne era sin troppo consapevole, eppure non riusciva ad assimilarlo completamente. Doveva convincersi del fatto che a Yoongi non piacessero gli uomini, e che lui non avesse speranze; però, per quanto si sforzasse, non ci riusciva.
Cercava disperatamente di convincersi del contrario, ma sapeva bene che cosa gli stesse accadendo: stava impazzendo per lui. Non c'era momento della giornata in cui non pensasse a lui, al suo profumo, alla sensazione della sua pelle contro la propria quando dormivano. Avvampò al ricordo di Yoongi mezzo nudo, e gli venne da piangere nel guardarsi gli abiti.
Quelli stessi abiti che gli erano stati regalati dal maggiore pochi giorni prima.
《O-Okay, hyung. Allora io vado.》Sussurrò, cercando in tutti i modi di apparire tranquillo. Si girò rapidamente, ed appena cinque minuti dopo era in strada, diretto al supermercato per acquistare gli ingredienti della cena.
Sentiva umido sulle guance, ma si asciugò immediatamente e si costrinse a non piangere.
Sentiva il cuore battergli forte nel petto, così forte che aveva timore gli bucasse il petto. La gola gli bruciava, sentiva le tempie pulsargli e la testa girare. Giunse di fronte al supermercato, ma non entrò subito. Si appoggiò contro il muro, scivolando lentamente a terra. L'aria era pesante e c'era un forte odore di pioggia. Il cielo grigio sembrava rispecchiare perfettamente ciò che si celava nell'animo di Jimin.
Non c'era quasi nessuno in giro e, le poche persone che passarono per di là, non fecero a caso al ragazzo biondo che piangeva accucciato a terra.
● ● ●
Jimin tornò a casa quasi un'ora dopo. Si era asciugato alla bell'e meglio le lacrime, sperando che non gli si fossero arrossati gli occhi o che gli fossero rimasti i segni sulle guance. Mostrò uno dei suoi migliori sorrisi, quando salutò Yoongi, ed entrò rapidamente in cucina, chiudendosi la porta alle spalle.
Si accasciò rapidamente contro di essa, ma una strana sensazione di fastidio gli attanagliò lo stomaco, nell'accorgersi che l'altro non aveva neanche risposto al saluto, troppo impegnato a guardare il televisore. Quando toccò terra, si afferrò il viso tra le mani, scoppiando di nuovo a piangere. Sapeva sin dall'inizio che non si sarebbe dovuto innamorare di lui, dato che era etero, ma non riusciva a negare ciò che stesse provando.
Lo amava. Lo amava come non avrebbe mai più amato nessun altro al mondo.
Lo amava con ogni fibra del suo essere.
Lo amava così tanto, al punto da sentire il cuore fargli male.
Lo amava come se fosse stata l'ultima goccia d'acqua nell'arido deserto che era la sua vita.
Lo amava, eppure non poteva fare a meno che considerare quel sentimento così terribilmente sbagliato ed ingiusto.
Si prese i capelli tra le mani, scoppiando a piangere più forte di prima. Non voleva piangere, dato che temeva che Yoongi avrebbe potuto sentirlo, allarmandosi.
Nel sentire il singhiozzo che sopraggiungeva, serrò con forza le labbra, senza però riuscire a bloccarlo. Il suono da lui prodotto fu così forte da essere udito da Yoongi, che si trovava nell'altra stanza con il televisore acceso.
Jimin tentò disperatamente di fermarsi, quando udì il televisore spegnersi, ma non ci riuscì. Gemette, continuando a versare lacrime su lacrime. La borsa della spesa era al suo fianco, ma era caduta ed alcuni sacchetti ne erano scivolati fuori.
Sentì bussare alla porta dietro di lui, e si morse le labbra, sentendo un nodo stringergli lo stomaco.
《Jimin? Va tutto bene là dentro?》Vide la maniglia abbassarsi, quindi si spinse ancor di più contro la porta, impedendogli di entrare.
《Jimin, mi sto preoccupando.》Il maggiore alzò la voce, il che fece rabbrividire il più piccolo. Jimin stava ancora piangendo, quindi non ci teneva più di tanto a farsi vedere dall'altro in quelle condizioni. Era già successo una volta, ma non ce ne sarebbe stata una seconda.
《S-Sto bene.》Si sforzò di mantenere un tono di voce normale, che non destasse sospetti, ma si spaventò persino lui, nell'udire quanto fosse diventata rauca e profonda la sua voce.
《Ah sì? Allora apri questa maledetta porta e fammi entrare.》Il corpo di Jimin si irrigidì, mentre si alzava in piedi ed avvicinava la mano alla maniglia.
Aprì lentamente la porta, incontrando così lo sguardo sconfortato di Yoongi.
《Jiminie... perché hai pianto?》Gli chiese, con il tono di voce più dolce che avesse mai usato. Gli si avvicinò, poggiandogli una mano sui capelli, accarezzandoglieli.
《Non ti preoccupare. Ora ci sono io con te.》Gli mormorò all'orecchio, stringendolo forte a sè.
Jimin, in quel momento, sentì il cuore fargli ancora più male rispetto a poco prima, mentre le lacrime continuarono ad uscire, sempre più copiose.
Non devo, lo so bene. Non mi ricambierà. Eppure è più forte di me.
Affondò il viso nell'incavo del suo collo, stringendogli la braccia e cercando di calmare il pianto.
Però lui è così bello. È così perfetto. Non posso non amarlo.
Strinse con più forza la presa sulle sue braccia, inspirando il suo profumo più che potè. Era così buono, e su di lui aveva una fragranza particolare.
Fece due o tre respiri profondi, prima di calmarsi completamente, tirando su il capo ed asciugandosi gli occhi con la manica della felpa.
《Grazie, hyung.》Mormorò piano, prima di staccarsi definitivamente da lui.
《Ti sono debitore... ancora una volta...》Mormorò in un tono falsamente divertito. Tirò su con il naso un paio di volte, prima di chinarsi per raccogliere il sacchetto della spesa.
《Ora sto meglio, grazie molte. Se vuoi preparo la cena?》Chiese, cercando di apparire convincente.
《Sei proprio sicuro? Se non te la senti non sei obbligato.》Sorrise Yoongi, osservando la splendida figura del minore con un lampo di malizia negli occhi.
《Sì, hyung. Ci tengo a mostrarti la mia riconoscenza.》Rispose cautamente il più piccolo, tirando fuori le cose che aveva comprato.
《Va bene, però resto qua con te. Così magari parliamo un po', no?》Disse il maggiore, prendendo una sedia e sedendocisi sopra. Prese un pacchetto di sigarette abbandonato su un angolo del tavolo, tirandone fuori una. La posò tra le labbra, cercando l'accendino.
Dopo averla accesa, spostò la sedia accanto alla finestra, in modo da poter sputare fuori il fumo senza dover appesantire Jimin.
Il minore sorrise a quel gesto, sentendosi un po' più leggero rispetto a prima.
Nonostante tutto, però, il suo cuore faceva ancora male e sapeva che sarebbe andata avanti così ancora per molto.
● ● ●
Quella notte, per lui, fu difficile addormentarsi. Continuava a farsi film mentali su come sarebbe potuta andare una relazione con Yoongi, se mai si fosse dichiarato. Pensava a come sarebbe stata la loro prima volta, ma cercava di evitare quell'idea il più possibile, dato che al solo pensiero sentiva un certo problema crescergli tra le gambe. Strinse le cosce, portando una mano tra di esse, il cuore che batteva forte.
Nonostante stesse provando a non pensare a quella cosa, essa continuava a tornargli in mente, facendolo sentire sempre più eccitato. Il problema tra le sue gambe stava continuando a crescere, ma non poteva risolverlo, dato che Yoongi stava dormendo a pochi centimetri da lui. Pensò di alzarsi, per poter così andare al bagno, ma aveva timore di svegliare l'altro ragazzo. Decise così di non badare al suo problema, e di provare a pensare a qualcos'altro.
Pessima idea.
Realizzò pienamente quanto fosse inutile ed impossibile il suo amore nei confronti del maggiore, il che lo portò ad una nuova crisi di pianto. Questa volta, però, cercò di controllarsi, quasi riuscendo nel suo intento, ma singhiozzando troppo forte qualche volta. Il materasso sotto di lui veniva scosso assieme al suo corpo, ogni volta che un sospiro lasciava le sue labbra, che venivano continuamente morse, mentre lui cercava di concentrarsi su un qualsiasi pensiero felice, persino su di quello. Ma non ci riusciva più.
La sua mente era occupata da quelle due parole ripetute all'infinito, che gli spezzavano violentemente il cuore, distruggendo le sue speranze.
È impossibile.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro