♕douze♕
|Sono sicuro che questi momenti, ed il tuo sorriso, mi resteranno per sempre impressi nella memoria.|
Jimin stava piangendo e singhiozziando come un disperato, mentre affondava il viso nell'incavo del collo di Yoongi.
《Fa troppo male, non ce la faccio!》Gemette, continuando a piangere. Il maggiore lo guardò lievemente basito, accarezzandogli le lacrime calde che gli stavano scorrendo lungo le guance e baciandogli di continuo la fronte.
《Dove ti fa male, Jiminie?》Chiese confuso, non capendo per quale motivo il minore avesse mai dovuto provare dolore.
Jimin lo guardò negli occhi, facendo labbruccio e schiaffeggiandogli il petto.
《Era in senso figurato, stupido!》Gemette, tirando su con il naso.
Yoongi corrucciò confuso le sopracciglia, guardando stranito il viso in lacrime di Jimin.
《Mi puoi spiegare per quale motivo tu stia piangendo?》Domandò, desideroso di avere una risposta.
Jimin fece labbruccio, indicando lo schermo del computer, dove "Cattivissimo me 3" era stato messo in pausa.
《Agnes ha venduto l'unicorno! Non può fare una cosa così crudele! Mi fa male al cuore.》Gemette, mordendosi il labbro e guardando il maggiore con gli occhi pieni di lacrime. Yoongi dovette trattenersi dal fare un risolino, ma non riuscì a non sorridere nel comprendere per quale motivo il suo piccolo stesse piangendo in quel modo.
Abbassò lentamente il viso, sporgendosi verso le labbra carnose di Jimin per lasciarci sopra un tenero bacetto.
《Non piangere, piccolo, vedrai che l'unicorno starà bene.》Si sentiva uno stupido nel dire quelle cose, dato che aveva ventitrè anni e neanche aveva seguito il film più di tanto, troppo impegnato a fissare le cosce di Jimin, che non aveva avuto per neanche un attimo l'idea di coprirsi, parevano così bianche, morbide. Gli si annebbiò un attimo la vista ed iniziò a baciare Jimin con sempre più trasporto, poggiando una mano sulla coscia scoperta del minore. La strinse un poco, facendo così gemere il più piccolo direttamente contro le sue labbra. Lo afferrò per la nuca, spingendolo in modo che la sua schiena aderisse perfettamente al materasso.
Jimin, che inizialmente era lievemente spaesato dalla situazione, si lasciò tranquillamente dominare dal maggiore, avvolgendo le braccia attorno al suo collo, affondando le mani nei suoi capelli scuri.
《Ah, Yoongi-》Gemette lievemente, sentendo le labbra dell'altro che gli mordevano lentamente la pelle delle clavicole.
Il loro momento di intimità, però, fu interrotto dallo squillo innaspettato di un cellulare. Loser, dei BigBang, venne pienamente audita in tutta la stanza.
I due si staccarono lentamente l'uno dall'altro, mentre Jimin afferrava il dispositivo dal comodino su cui era poggiato.
I suoi occhi divennero più grandi del solito, nel leggere il contatto che lo stava chiamando sullo schermo.
"Mamma"
Jimin potè sentire il proprio battito cardiaco accellerare, le guance che acquisivano calore, gli occhi che iniziavano a pizzicare.
《Jimin, chi è?》La voce preoccupata di Yoongi lo fece improvvisamente tornare alla realtà. Il minore mostrò tremante il telefono all'altro, che gli fece cenno di rispondere. Jimin non era mai stato così agitato. Fece scorrere il dito sullo schermo del telefono, rispondendo così alla chiamata di sua madre.
《Mamma?》Chiese cautamente, in attesa di una risposta.
Passarono attimi interminabili.
《Volevo solo assicurarmi che stessi bene. Ciao.》E chiuse la chiamata, facendo sentire Jimin come se un masso lo avesse appena colpito in fronte.
Iniziò a singhiozzare lentamente, facendo scivolare il braccio lungo il suo fianco, finché il telefono non gli cadde di mano, sbattendo così contro il pavimento. Le spalle iniziarono a tremargli, mentre il suo intero corpo veniva scosso dai singhiozzi.
Sentì le braccia di Yoongi circondargli i fianchi, mentre lui affondava il viso nell'incavo del suo collo.
Pianse, per quasi mezz'ora, bagnando tutto l'orlo della maglia bianca del maggiore. Quando finalmente si calmò, era esausto. Il temporale fuori continuava ad infuriare, ed il cielo era scuro quasi come non mai.
Guardò di sfuggita l'orologio, notando che fossero già le undici e mezza di sera.
《Yoongi.》Mormorò, sperando di attirare la sua attenzione. Il maggiore girò il capo verso di lui.
《Mh?》Inclinò di poco la testa, accarezzandogli la frangia e scostandogliela dagli occhi.
《Grazie per essermi stato vicino e,- pensò attentamente a che parole utilizzare, -grazie per avermi voluto accanto a te.》Sorrise debolmente, abbassando lo sguardo verso la sua mano libera.
《Grazie per aver visto qualcosa in me, quella mattina al parco.》Unì le loro mani, intrecciando le loro dita ed iniziando a giocherellarci nervosamente.
《Grazie per avermi permesso di capire cosa fosse l'amore.》Si morse il labbro, notando quanto si fossero spalancati gli occhi del maggiore. Faceva buio, ma se ci fosse stata anche solo un minimo di illuminazione, avrebbe potuto notare il rossore sulle sue guance.
《Grazie per aver avuto la brillante idea di affezionarti ad un ragazzo qualunque, pensando che esso avrebbe potuto cambiarti la vita.》Rise un poco, accarezzandogli con dolcezza la mano.
《E dio, quanto sono felice di essere stato proprio io, quel ragazzo》Mormorò, baciandogli delicatamente il collo.
《Grazie per aver creduto in me. Ma soprattutto-, cambiò le posizioni, facendo in modo che Yoongi fosse sdraiato supino sul letto e che lui si trovasse a cavalcioni su di lui, -grazie per avermi amato.》Sussurrò, prima di unire le loro labbra in un dolce bacio.
Yoongi sorrise nel bacio, poggiandogli una mano sulla schiena, accarezzandolo lentamente.
《Sono io quello che deve ringraziare te, Jiminie.》Sussurrò, sentendosi sull'orlo di un pianto per la prima volta dopo ormai tanti anni.
《Per avermi permesso di vedere in una luce, in quello che sembrava il periodo più oscuro della mia vita.》Sentì le lacrime di Jimin cadergli sul viso, mentre pronunciava quelle parole, perciò si occupò di asciugarle con il dorso della mano, soffermandosi poi un attimo per strizzargli affettuosamente guancia.
《Oh, Jimin, credo che tu neanche sappia quanto io ti ami.》Mormorò, mettendosi improvvisamente a sedere ed abbracciando forte il minore. Lo strinse forte, come non aveva mai fatto prima d'allora e l'altro ricambiò con una presa di uguale, se non maggiore, forza.
《Se è uguale all'amore che io provo per te, allora credo di saperlo sin troppo bene.》Sussurrò, baciandolo con trasporto.
《Ti amo così tanto.》Mormorò.
《Ti prego, non mi lasciare mai.》Lo pregò, la voce un po' rotta dal pianto.
《Come potrei mai.》Gemette Yoongi, le lacrime che gli scorrevano lungo il viso.
《Sono sicuro che questi momenti ed il tuo sorriso resteranno per sempre impressi nella mia memoria. Non potrei mai lasciar andare qualcuno come te, ti amo troppo per farlo.》
Jimin rise, felice, per la prima volta dopo tanto tempo. Yoongi era stato in grado di restituirgli la felicità e la sicurezza che gli erano state tolte dopo che sua madre lo aveva voluto cacciare di casa.
Nessuno dei due sapeva se sarebbero durati fino alla fine dei loro giorni, ma non volevano saperlo.
A loro bastava amarsi ogni giorno come se fosse stato il primo.
A loro bastava stringersi forte, distruggendo le ferite del passato.
A loro bastava questo.
E non se ne sarebbero mai stancati.
[ fine. ]
_________________________________
Okay, non sto piangendo, giuro.
Non riesco a credere di aver finito sta storia, madonna. Mi sembra che solo ieri fosse il 15 luglio, il giorno in cui pubblicai il primo capitolo.
E ora, 29 settembre, questa storia è finita.
E no, non riesco ad accettarlo. Questa, sebbene non sia perfetta, fino ad ora è la storia scritta da me di cui vado più fiera. Mi ci sono impegnata tantissimo, e spero davvero tanto che voi abbiate apprezzato.
Vorrei ringraziare personalmente tutte le persone che sono state qui con me fino alla fine.
Grazie per aver letto questa ""storia"" (se così si può chiamare) e di averla supportata fino ad ora.
Grazie, davvero tanto.
Grazie.
-Mara
[ piccola nota: non rimuovete la storia della biblioteca, potrei postare una sorpresina, da un momento all'altro, hehe~ ♡ ]
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro