Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

CAPITOLO 10


Che dire? Sarebbbe bello raccontare l'inizio dell'impresa in modo eroico, omerico.

Un branco di semidei coraggiosi che parte per salvare la patria, facendo tremare il mondo interno.

Invece non andò proprio così.

Chiamarono un taxi a sette posti, che potesse traportarli tutti quanti.

Mentre aspettavano, sul ciglio della strada, immersi nel nulla, arrivarono i primi compagni di viaggio inaspettati.

Tre dracene li attaccarono.

Certo le superavano numericamente e non trovarono troppa difficoltà a farle fuori.

Tuttavia questo li fece ragionare.

Se dopo aver percorso qualche metro dal campo erano stati fiutati, cosa li poteva accadere nelle terre antiche?

Tuttavia quell'attacco non significava niente, quelle tre erano mostri solitari che avevano fiutato dei bocconcini semidivini. Non erano state mandate dal misterioso nemico che dovevano affrontare.

Quando il taxista arrivò, l'autista valutò se accettare o meno di portali. Un branco di adolescenti armati fino al midollo, carichi di zaini e altri inquietanti oggetti, non era certo all'ordine del giorno.

"Per Babylon, grazie" Narses si sedette vicino al conduttore, il quale non gradì particolarmente il gesto.

Così partirono, lasciandosi piano piano la baia di Long Island alle spalle.

Alyssa non seppe come sentirsi, quella era la sua prima impresa.

Fiera di poter avere gloria?Carica di adrenalina?

Lei non si sentì particolarmente eroica, soltanto spaventata

Ripensò a tutti i racconti della madre, delle feroci battaglie che aveva dovuto affrontare. Aveva perso così tanti amici e quelle imprese l'avevano marchiata a vita, specialmente la gita al Tartaro.

Non capiva perchè tutti credevano che fossero eccitanti.

Si era seduta tra Adriana Valdez e Mister Ombra.

La prima giocherellava con il fil di ferro e delle lastre di bronzo, divertendosi ad intrecciarli per creare chissà cosa. Quell ragazza non riusciva mai a tenere le mani fermi, aveva il bisogno costante di fare qualcosa. Alyssa si chiese se avesse preso qualcosa dalla madre, la maga Calipso, dato che Adriana era tale e quale al padre. Tuttavia era impossibile che non avesse ereditato qualcosa dal lato titanico della famiglia.

Metà dea e metà titana.

Un mix illegale e ultra potente.

Alyssa non sapeva quali fossero le doti ereditate dalla madre, ma era certa che ci fossero. Adriana tentava di tenerlo nascosto, ma prima o poi sarebbe venuto fuori.

La figlia di Percy Jackson sapeva che poteva trovarsi vicino alla semidea più potente che la storia avesse mai generato.

Per quanto riguarda Lee Di Angelo, si limitava ad irritare Alyssa.

La guardava con superiorità, così come al padiglione della mensa.

Era così strano, verlo dopo tanto tempo, spuntato all'improvviso come un fungo.

Visto che erano cresciuti insieme non sapeva neanche come comportarsi e non capiva perchè tra di loro ci fosse tanta ostilità.

Alyssa scavò nella mente e tornò alle visioni, che la tormentavano da quando era nata, e solo allora si rese conto di aver sognato per anni e anni tutti coloro che in quel momento si trovavano nel taxi.

Ecco perchè Lavinia e Leonardo non le sembravano degli estranei, era come se il suo subconscio sapesse da sempre della loro esistenza.

"Paura, pesciolina?"Lee la riportò alla realtà. In modo brusco, ma pur sempre alla realtà.

"Tu no?"Ribattè guardandolo di traverso.

"Io sono la paura tesoro...è normale che abbia paura di me stesso"Sogghignò ma da quella frase Alyssa capì subito che forse, anche Lee, non era poi così diverso da lei.

Un semidio che non andava affatto d'accordo con i suoi poteri soprannaturali.

"Ma io non ho paura di te" Ridacchiò Alyssa, ottenendo una gomitata da mister ombra.

"Ehi, voi due. Cercate di comportarvi civilmente, altrimenti vi darò in pasto ai conspiradores" Adriana si intromise nella chiaccherata, sdrammatizzando.

Lee fece per dire qualcosa, ma fu interrotta da Chloe che si sporse verso di loro, infilando la testa tra i due sedili.

"Guardate ragazzi, il mare" La nipote di Zeus indicò l'orizzonte, dove si iniziavano a vedere i moli e le barche lussuosa.

Alyssa non si era neanche accorta che si trovavano nel centro di Babylon, uno dei principali porto tursitici di New York.

La cittadina non aveva niente di particolare. Strade grandi e trafficate, vetrine di negozi lussuosi, centri congressi e tanti ristoranti; il tipico rifugio estivo di una famiglia borghese.

Dopo qualche minuto il tassista li lasciò sulla strada che portava all'entrata del porto.

Pagarono e lo guardaron andare via, accelerando paurosamente.

Forse non si era divertito con loro.

Non impiegarono molto a trovare il veliero. Passeggiarono un po' sul porto, passando davanti a una fila infinita di ristoranti. Le barche ormeggiate lì erano grandi e lussuose, opposte rispetto a quelle descritte da Adriana nel suo sogno.

Tuttavia una cosa analoga c'era, ossia i gabbiani.

Erano ovunque e facevano un gran baccano. Volteggiavano nel cielo e lasciavano cadere il guano.

Pregò gli dei che non la colpissero con gli escrementi.

Lavinia individuò la barca, la quale dava piuttosto nell'occhio.

Un veliero greco contro gli yacht moderni.

Era molto grande, con lo scafo lungo e dolce. Le vele quadre e il grande albero che dominava la scena del porto. Il legno era così lucido che rifletteva la luce del sole e Alyssa contò una decina di oblò. Avrà avuto sicuramente anche un pescaggio eccezionale.

"È stupendo" Adriana era follemnete innamorata e stava sicuramente sezionando nella mente la nave per vedere come fosse stata costruita.

"Sicuramente sarà molto più comoda di un taxi puzzolente" Osservò Leonardo, scansandosi i ricci castani dagli occhi.

"Non capisco chi ce l'abbia offerta..." Narses era lì fermo, come se avesse paura di avvicinarsi.

Effettivamente era un po' troppo bello per essere vero, quasi surreale.

Tuttavia dovevano provare, no?

"...chi mai può volere che la nostra impresa vada a buon fine?" Lavinia completò la domanda di Narses.

"C'è un solo modo per scoprirlo" Lee passò avanti a tutti, avvicinandosi alla postazione del veliero.

Non si voltò neanche per vedere se gli altri lo seguissero o meno.

Ma che cosa potevano fare?

Spazio autrice: Mi scuso per la lunghissima assenza ma in questo periodo non ho avuto tempo di fare niente! 

Comunque sia, non ho mai smesso di pensare alla storia e vi prometto che la finirò di portare avanti.

Cosa ne pensate? Vi piace?

Baci!!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro