48.-Break Up-
-Posso entrare, tesoro?- Domandò la madre di Eren in tarda ora.
-Si...- Sussurrò il figlio quanto bastava per farsi sentire.
-Cosa fai?- Cominciò la donna in un tentativo di riconciliarsi col castano.
-Parlavo con Armin.- Disse sinceramente il più piccolo spegnendo il cellulare. -Ma adesso vado a dormire.- Concluse alzandosi dalla scrivania.
-Possiamo parlare?-
-Di che cosa?-
-Di quello che è accaduto poco fa.-
-Non credo ci sia niente da aggiungere.-
-Io e tuo padre ne abbiamo parlato. Ma... prima di farti sapere cosa abbiamo deciso, voglio che tu mi dica un'ultima cosa.- Disse la madre sedendosi accanto al figlio sul letto.
Eren si limitò a guardare Carla, voleva sapere in fretta su cosa si fossero messi d'accordo.
-Tesoro, ti piaceva?- Chiese all'improvviso la madre.
-No.- Ammise il figlio e questa volta le sue orecchie non divennero rosse.
-Allora, in questo caso...- La donna venne interrotta dalla voce del castano.
-Mi piace anche adesso.- Completò la frase il ragazzo.
Carla lasciò andare un sospiro, prima di decidere come far capire al figlio il motivo delle loro azioni.
-Tuo padre vuole sporgere denuncia. Il prima possibile.- Disse la donna.
-No! Non avete nessuna prova che lui sia... sia... quello che credete sia. Non potete basarvi solo su...- Il giovane tratteneva le lacrime, l'amato stava per finire nei guai ed in parte era colpa sua.
-È quello che gli ho spiegato anch'io. Ossia che non avendo niente, è impossibile denunciarlo. A meno che tu non parli.- Tentò la madre di convincere tra le righe il figlio a dirle tutto quello che sapeva. -Così abbiamo deciso un'altra cosa.-
-Quale?-
-Qualunque cosa ci sia tra voi due, devi farla finire. E voglio sapere con precisione dove vai ogni volta che esci.- Disse Carla guardando il più piccolo negli occhi. -Se scopro che ci stai raccontando una bugia... sai già a cosa andrà incontro quell'uomo.-
Eren guardava stupito la madre. Gli stava davvero ordinando di non stare più con Levi? Gli stava davvero dicendo che se si fossero visti, il professore sarebbe stato denunciato? E, sopratutto, il castano doveva sopprimere i propri sentimenti per il più grande?
-State scherzando?!- Sbottò il giovane infuriato più di prima.
-No. La scelta spetta a te.- Concluse la madre dirigendosi verso la porta della stanza.
Fece per chiudere la porta, ma si ricordò di un'ultima cosa.
-E per una settimana sei in punizione.-
'Splendido.'
Eren non proferì parola. Si alzò dal letto cercando di sbollire la rabbia, ma non trovando la maniera per farlo si rimise a letto.
Guardò il soffitto, maledicendo chiunque stesse mettendo i bastoni tra le ruote al ragazzo ed al corvino.
'Cosa abbiamo fatto di male?' Si chiese addormentandosi.
Il ragazzo quella mattina non aveva fatto colazione.
Non era in ritardo, ma semplicemente non voleva stare con i genitori.
Li aveva salutati a malapena e si era diretto a scuola.
Fuori, nel cortile, c'erano Armin e Jean. I suoi amici lo raggiunsero sorridenti, ma il castano non riuscì a sorridere.
-Va tutto bene?- Si preoccupò il più piccolo.
-No.-
-Vuoi parlarne?- Chiese ancora Armin.
-No.-
-Vuoi stare da solo?- Domandò il biondo.
-No.-
-Cosa vuoi allora?- Saltò su Jean stanco di sentire solo dei 'no' uscire dalla bocca del castano.
Eren fece un'alzata di spalle, poi salutò con un cenno della mano gli amici.
Aveva mentito di nuovo, in realtà voleva starsene solo. Non aveva bisogno di essere confortato o capito.
Lui desiderava solo poter amare Levi.
-Jaeger mi puoi seguire in segreteria?- Domandò un professore, che al ragazzo pareva di non aver mai visto.
-Si.- Annuì sotto voce.
L'uomo alto, molto alto, biondo, occhi azzurrognoli e con un po' di barbetta, anch'essa bionda, incolta, gli fece strada fino alla porta della segreteria.
-Il professor Ackerman deve parlarti.- Disse aprendo la porta e rivelando la figura bassa dell'uomo.
In altre circostanze avrebbe fatto ridere il professore che aveva appena lasciato l'aula, con accanto Levi. Ma solo in altre circostanze.
-Eren l'assenza di ieri l'ho tolta io. Non avrai nessun problema.- Parlò il corvino cercando gli occhi verdi del più piccolo. -E... volevo chiederti se ti sentivi meglio.- Chiese riferendosi alla disavventura di due giorni prima.
-Si.- Annuì semplicemente il castano.
Levi scrutò la figura del giovane, aveva lo sguardo rivolto verso il basso, gli occhi spenti ed il viso pallido.
Sembrava tutto, tranne che star bene.
-È successo qualcosa che non so?- Domandò allora il professore.
Il ragazzo strinse le proprie mani in due pugni. Cercò di trattenere le lacrime invano, e finalmente scoppiò in lacrime.
Si passò le mani sul volto, nel disperato tentativo di non piangere. O, perlomeno, di smettere.
-Non piangere.- Cercò di consolarlo l'uomo, stringendo tra le mani il volto del ragazzo.
Accarezzò le guance arrossate del più piccolo passando i pollici sulle lacrime che sgorgavano dagli occhi verdi del giovane.
-Ci sono io, con te.- Sussurrò sporgendosi sulle labbra del castano.
Si baciarono una manciata di secondi, non potevano correre più il rischio di essere scoperti. Ed Eren doveva dire addio al corvino.
Perché si ostinava nel volerlo ancora abbracciare, baciare, stringere e confortare?
-I miei genitori... ci hanno... visti...- Mormorò una volta staccatosi dal bacio.
-Sul serio?- Balbettò agitato il professore.
Eren annuì.
-E cosa... cosa hanno detto?- Domandò ancora più nervoso l'uomo.
-Vogliono denunciarti... e io non voglio... mi hanno detto che non dobbiamo più vederci...- Parlò a scatti il ragazzo. -È l'unico modo per evitare di passare dei guai...-
-Prima o poi, sarebbe successo... solo non pensavo così in fretta...- Commentò il corvino portandosi una mano sulla fronte. -Non posso costringerti a stare con me, e non voglio che tu passa dei guai... Eren, la scelta giusta la conosci solamente tu. Io sarò d'accordo con te, qualunque scelta farai e la rispetterò.-
-Ma... ma non posso scegliere... tra amarti e lasciarti... sai anche tu cosa farei... ma sarebbe la più pericolosa...- Balbettava tremando il ragazzo.
-Piccolo, nessuno può impedirmi di amarti. I miei sentimenti non li controlla nessuno. Così come i tuoi.- Spiegò il corvino. -Per cui, qualunque sia la tua scelta, falla e sappi che io ti amerò lo stesso.-
Le ore erano trascorse tranquille, per gli altri alunni. Eren era sempre preso dai mille pensieri.
Era uscito dalla segreteria, dicendo di aver bisogno di tempo, quando tempo non ce n'era.
E per le ore successive era rimasto a fissare il cielo e chiedersi cosa fare.
Uscì dalla scuola sedendosi su una panchina, sapeva cosa dover scegliere così aprì WhatsApp e scrisse l'ultimo messaggio al professore.
-Ho fatto la mia scelta. Probabilmente l'avresti fatto anche tu, se io fossi stato nei tuoi panni e tu nei miei. Non posso metterti nei guai, non lo sopporterei.
Grazie di amarmi, e di avermelo dimostrato sempre.
Ti amo, anch'io 'gigante'.-
Con l'amaro in bocca, Eren, si incamminò verso casa. Aveva scelto di rompere i rapporti con Levi e, sebbene, fosse difficile, era la scelta migliore.
I due amanti, erano ritornati ad essere un alunno ed un professore.
//E buongiorno a me😂
Che sono sveglia da poco più di un'ora 😂❤️\\
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