Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

20.-You Know, Jaeger...-

-Non ero a divertirmi.- Scrisse malinconico il giovane guardandosi intorno.

-Davvero? Fammi pensare... visita medica? No, tutta la tua classe non c'era. Dovevate salvare il mondo?- La buttò sul ridere il contatto.

-Ti ho detto che non c'è niente da ridere!-

-Salvare il mondo non è un'impresa da poco.- Commentò lo sconosciuto. -Perché non c'era nessuno?-

-Funerale.- Rispose semplicemente il ragazzo lasciando un piccolo sospiro.

-Scherzi?- Il contatto si preoccupò, di certo non si aspettava una risposta del genere. -E posso chiederti di chi?-

-Marco. Lo conosci, no?-

Il castano era certo che lo sconosciuto sapesse i nomi di tutti gli amici, infatti era così.
I messaggi dell'uomo con cui messaggiava si fecero più freddi, sembrava quasi che il contatto tenesse al corvino.

-Mi dispiace. Sul serio. Come state voi?- Chiese poi, in pensiero, per la classe.

-Credo che quello più scosso sia Jean, era il suo migliore amico.- Rispose non volendo menzionare la relazione dei due ragazzi. -Ma tutti non ce l'aspettavamo. Mi sento in colpa per non essere andato a vedere come stava, siamo vicini di casa più o meno.-

-Non ti incolpare, piccolo. Tu non centri, ne sono sicuro. Non sei tu ad averlo drogato, ad averlo 'costretto' in quel mondo, per cui ti prego di evitare di incolparti.- Lo rassicurò lo sconosciuto.

Eren annuì leggendo il messaggio, tentò di cambiare discorso per non scoppiare ancora in lacrime e 'dimenticare' per il momento Marco.

-Sono arrivato in stazione, ti scrivo più tardi?-

-Quando vuoi. Mi raccomando.-

Si salutarono sorridenti ed Eren svegliò gli amici leggermente rossi in viso.
Armin era imbarazzato per aver riposato così vicino a Jean, il quale si sbrigò a salutarli e a tornarsene a casa.

Il biondo doveva sbrigare delle commissioni così salutò Eren in stazione, il castano intanto si sedette su una panchina lì fuori ad aspettare che la madre passasse a prenderlo.

'La devo chiamare.' Pensò ricordandosi di non averlo fatto sul treno.

Accese il cellulare digitando il numero della madre, fece per portarsi il telefono all'orecchio, ma questo si spense.

'Batteria scarica. Non ci voleva.'

Sbuffò all'idea di doversi fare mezza città a piedi, prima di tornarsene a casa, ed il tempo non era dei migliori.

'Basta che non si metta a piovere.' Pensò alzandosi, fece neanche tre passi e sentì un tuono. 'Sono così sfortunato.'

La pioggia cominciò a scendere ed il giovane si rintanò sotto il tettuccio della stazione.
Si riparò dalla pioggia pensando a cosa fare, poteva chiedere a qualcuno di prestargli il cellulare.

Le uniche persone che passavano erano i passeggeri per i prossimi treni ed Eren non si sentì di disturbarli, se avessero perso il treno sarebbe stato colpa sua.

Nel marciapiede non passeggiava nessuno, pioveva e le persone correvano in casa al caldo.

'Non mi resta che aspettare che passi la pioggia.' Rifletté sfregando le mani sulle braccia infreddolite. 'Dannazione a me e al meteo!'

Quel giorno dava sole e le temperature erano più calde del solito, così non si era preoccupato di portare un ombrello o un giubbotto.


Dopo un quarto d'ora passato ad osservare la pioggia, più che a cercare persone disponibili, gli venne in mente un'idea.

Aveva sentito l'avviso del treno in arrivo, le persone che scendevano sarebbero passate da lì ed avrebbe potuto chiedere ad una di loro.

'Non mi resta che aspettare di vedere qualcuno.'

Senti il treno raggiungere la stazione con il suo solito rumore assordante e fastidioso, si portò le mani sulle orecchie prima di udire il suono di un clacson.

Un'auto nera si era fermata difronte al ragazzo, il quale si guardò intorno pensando che stesse facendo cenno di salire a qualcun altro.

Ma oltre a lui non c'era nessuno e la persona dentro la macchina altri non era che il professore.

Si avvicinò vedendo il finestrino abbassarsi. Levi inclinò il capo chiedendo al giovane cosa facesse lì da solo.

-Stavo per chiamare mia madre, ma mi si è scaricato il cellulare e... adesso piove, così ho pensato di aspettare qualcuno per chiedergli se potessi telefonare a casa.- Spiegò al corvino il quale annuiva. -Posso... posso chiedere con lei?- Balbettò nervosamente abbassando lo sguardo.

-Sali.- Disse il più grande con un cenno del capo. -Ti accompagno io.-

-Ma... non ce n'è bisogno... davvero...- Il ragazzo sussurrava parole a caso, era agitato e nemmeno conosceva il motivo.

-Jaeger vivo vicino a casa tua, non mi scoccia portarti.- Lo convinse l'uomo.

Eren, rosso in viso, annuì ringraziando il corvino. Salì in auto ed il più alto guidò verso casa del ragazzo.

Il castano si rilassò per qualche secondo, ma un'idea si fece largo nella mente del giovane.

'E se lo sconosciuto gli avesse fatto leggere gli ultimi messaggi?!' Esclamò nervoso che il professore sapesse dell'amore che il più piccolo provava nei suoi confronti.

-Non mi aspettavo la sua morte.- Commentò Levi tristemente, senza distogliere lo sguardo dalla strada.

-Come?! E... come fa a saperlo?-

-Un amico me l'ha detto.- Rispose il corvino.

'No. Spero non gli abbia detto altro!' Gridava dentro di sé.

-Non le ha detto nient'altro?-

-No. Cosa avrebbe dovuto dirmi?- Domandò l'uomo corrugando le sopracciglia.

-Niente...- Sminuì Eren sperando che il professore cambiasse discorso.

Il ragazzo guardò fuori dal finestrino la pioggia scendere, doveva distrarre la mente dalla persona seduta accanto a lui.

Dopotutto l'amava solamente.

-Sai, Jeager...- Il più grande attirò l'attenzione del castano.

-Si?-

-Ho sempre pensato che un giorno il tuo gruppo si sarebbe trovato in una brutta situazione, ma non pensavo alla morte di uno di voi. Passo la maggior parte del tempo con voi, ed è come se foste una parte di me.- Disse Levi non scollando gli occhi dalla strada. -Penso che questo vi aprirà la mente, mi dispiace che ci abbia rimesso proprio Marco, ma credetemi vi sarà d'aiuto.-

Eren annuì, era pressapoco quello che aveva detto a Jean, la pensava come quell'uomo e quest'ultimo era una persona meravigliosa.

-La penso così anch'io.- Concordò il più piccolo.

-Quello che mi sento di dirvi è di prendere la sua morte come un avvertimento, rispettatelo ed uscite da quel 'mondo'. Marco vi vuole bene.- Concluse il corvino rivolgendo uno sguardo al più giovane.

Eren arrossì, ma annuì ancora una volta d'accordo con il professore.
Levi spostò la sua mano su quella del più piccolo, il quale sobbalzò teso.

Strinse la mano del castano accarezzando, con le dita, il dorso di quella di Eren.
Quest'ultimo a sua volta appoggiò l'altra mano su quella del corvino stringendola.

Si divisero da quel loro piccolo momento arrivando difronte a casa del ragazzo.
Levi accostò mentre il più giovane lo ringraziava.

-Di niente, piccolo.- Rispose accennando un sorriso, il corvino.

Eren salutò il professore vedendolo partire poco prima che entrasse in casa.

La madre si stupì di trovarlo di fronte alla porta, gli chiese come fosse arrivato a casa non essendo bagnato fradicio.

-Mi ha portato a casa Reiner.- Mentì il giovane, non volendo rivelare di Levi.

-Avevi detto che ci chiamavi, non c'era bisogno di disturbarlo.- Lo rimproverò dolcemente la madre.

-Lo so, ma mi si è spento il cellulare. Ho chiesto se potevo chiamarvi, ma lui mi ha proposto di accompagnarmi dato che doveva andare dalla sua ragazza che vive qui vicino.- Disse inventando una scusa credibile.

La donna annuì, disse al figlio di cambiarsi e di scendere a tavola.



//Episodio di ieri? Com'è stato?❤️
Reiner che solleva il titano, con un braccio 'rotto', fa le scale e lo fa precipitare... ero tipo così 👉🏼 😨

Non so perché, ma Connie e Reiner che si aiutano a vicenda mi ha fatto piangere😭❤️

È stato un episodio bellissimo😍\\

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro