61. -Welcome-
Levi ed Eren, nei giorni seguenti, avevano progettato un piano per riuscire ad incastrare Petra e Mikasa, e se avessero avuto fortuna persino Kenny.
Insieme salutarono la madre del corvino, la quale tornò a casa propria raccomandando ai due di farsi sentire se avessero avuto bisogno di aiuto.
Perché il piano funzionasse c'era bisogno dell'aiuto dei genitori di Eren, dato che Zeke non poteva svolgere la parte del testimone.
Ai tempi dell'incidente il fratello del castano, aveva a mala pena quattro anni, e non poteva fornire testimonianze.
Levi era già stato interrogato ai tempi, mentre l'unico a cui non avevano chiesto nulla era il padre dei due fratelli.
Grisha era stato medico sia di Zeke che di Levi, e forse poteva essere a conoscenza del motivo dell'omicidio della defunta moglie.
In auto, da due ore, i fidanzati raggiunse la casa dei genitori di Eren.
Il più nervoso era proprio Levi, il quale non rivedeva i due coniugi da anni e forse lo odiavano ancora più di prima.
Eren strinse la mano all'uomo, poco prima di suonare al campanello della casa dei genitori.
La madre del ragazzo andò ad aprire la porta, sorridente.
Alla vista del corvino il volto della donna si rabbuiò.
-Mamma è una questione importante, vi prego di permetterci di spiegare.- Chiese il castano impedendo alla madre di prendersela con Levi.
-Entrate.- Li fece accomodare in casa, la donna.
-C'è papà?- Chiese il figlio di Carla.
-È in salotto.-
'Per fortuna!' Pensò tra sé e sé il giovane conducendo il fidanzato dentro casa.
Il padre di Eren salutò il figlio sgranando gli occhi alla vista del corvino.
-Possiamo parlarti?- Chiese il ragazzo sedendosi con Levi sul divano del salotto.
Grisha annuì, non intuendo il motivo di quella visita da parte del professore.
-Di cosa dobbiamo essere informati?- Domandò la madre di Eren.
-L'incidente.- Rispose il castano permettendo al fidanzato di prendere parola.
-Che incidente?- Chiesero in coro i genitori, interrompendo il corvino.
-Quello di mio fratello, di ventun anni fa.- Replicò il giovane sapendo che sia Carla che Grisha mentivano.
-E tu... come ne sei venuto a conoscenza?- Chiese il padre del ragazzo.
-Mia madre gliel'ha accennato qualche giorno fa.- Rispose il professore. -È la sorella di Kenny Ackerman.- Aggiunse, convinto di far riaffiorare nella memoria degli Jaeger, lo zio.
-Tu sei suo nipote.- Disse Grisha annuendo.
Il padre di Eren sapeva di star parlando con una delle 'vittime' di quell'incidente. E che la vita del figlio poteva essere messa in pericolo, se si fossero sposati.
-Levi non c'entra con quella storia. Non è lui ad essere pericoloso, e mi dispiace se lo pensate, ma so che non è così.- Lo difese il giovane stringendo un po' più forte la mano del corvino.
-Non credo.- Commentarono i due coniugi in coro.
-Lo so di aver causato diversi problemi, e di aver fatto del male a vostro figlio nell'ultimo periodo, ma mi dispiace e l'unico 'incidente' che ho provocato è stato fidarmi di un'altra persona e non di vostro figlio... del ragazzo che amo...- Ammise le ultime parole più a bassa voce, arrossendo.
-Io e Levi siamo di nuovo una coppia. E ci sposeremo.- Aggiunse il ragazzo. -Ma non siamo qui per questo, voi siete liberi di accettare la notizia o meno.-
I genitori sospirarono domandando il motivo della visita.
Così i due fidanzati si ritrovarono a raccontare, brevemente, della storia dello sconosciuto e della possibilità di mettere in pericolo lo stesso Levi, ingiustamente.
-Ma questo cosa c'entra con noi?- Si incuriosì la madre del castano.
-Papà ai tempi non ha rilasciato testimonianze, ma ora sappiamo come trovare l'abitazione di Kenny e se tu testimoniassi di ricordarti di lui... beh... verrebbe arrestato.- Spiegò il giovane.
-E come fate ad essere certi di dove abiti? Non si è mai fatto trovare in ventun anni.- Commentò Grisha.
-Vive con una persona che conosco.- Ammise il figlio.
-Se testimoniassi causerei dei problemi anche a quella persona con cui vive.- Ammise il padre del ragazzo.
-Perché? Lei non c'entra con l'omicidio.-
-Ma se vivono insieme potrebbe essere considerata complice, anche solo ospitarlo in casa la metterebbe nei guai.-
Eren si ammutolì credendo che Mikasa non dovesse essere accusata per crimini non commessi, eppure il piano sarebbe stato perfetto, se non fosse per la ragazza.
-La persona con cui vive ha altri motivi per essere denunciata.- Ammise il corvino.
-Davvero?- S'incuriosì il fidanzato.
-Per stalker nei tuoi confronti e ricatto nei miei.- Gli rispose il professore, tralasciando quando da minorenne Mikasa aveva volontariamente tentato di far respirare del fumo ad Eren, pur sapendo del suo problema.
-Quindi non ci sarebbero problemi.- Ammise il castano.
I due coniugi si guardarono negli occhi, non sapendo bene cosa rispondere. Volevano proteggere Eren dalla famiglia Ackerman, ma il figlio avrebbe fatto di tutto pur di restare con Levi.
La porta di casa si aprì, in quel momento, causando un sobbalzo da parte di tutti i presenti in salotto.
Zeke entrò dalla porta d'ingresso, trovando la famiglia e Levi guardarlo.
-Perdonate l'interruzione, ma ho ascoltato una parte della vostra conversazione e non posso non dare una mano a mio fratello.- Spiegò raggiungendo il castano sul divano.
I due fratelli avevano risolto il piccolo litigio ed erano tornati in ottimi rapporti.
-Ho parlato personalmente con Levi, una volta, ed è stato lui a raccontarmi dell'incidente. E di altri problemi causati da troppe persone, le quali odiavano ed odiano tutt'ora la loro relazione. Avete sempre voluto il bene, per Eren, e se ora il bene lo simboleggia questa persona, perché tentate di separarli?- Chiese il biondo, indicando il professore. -Volete rientrare in quella cerchia di persone, estremamente grande, che li detestano insieme e non li vogliono vedere felici?-
Sia Grisha, che Carla, guardarono il figlio maggiore. Seppur fosse una vittima dell'incidente di ventun anni prima, era una delle persone che appoggiava la relazione del fratello con il nipote dell'assassino di sua madre.
-Va bene. Vi daremo una mano.- Annuì il padre dei due fratelli, accennando un sorriso.
In quel momento un'idea nella mente, del fratello maggiore, fece capolino.
-Posso proporre un piano?-
-Un piano?- Si accigliarono gli altri quattro.
-Diciamo un modo per ripagare con la stessa moneta le due responsabili della situazione passata.- Spiegò Zeke guardando i due fidanzati sorpresi dalla mentalità del biondo.
Eren annuì ascoltando l'idea del fratello.
'Ma siamo sicuri che sia un semplice dottore?' Si chiese il ragazzo sghignazzando.
Eren e Levi, la sera, decisero di tornare a casa loro.
Dopo aver progettato il piano e scelto quando attuarlo.
Prima che i due fidanzati uscissero di casa, i genitori di Eren li richiamarono.
-Vogliamo chiederti scusa, tesoro.- Cominciò la madre del castano. -Sia a te, che a Levi.-
-Ti chiedo scusa per averti pregiudicato, solo per un fatto che ha coinvolto negativamente persino te.- Aggiunse il padre del ragazzo.
-Non c'è bisogno, davvero.- Balbettò il corvino. -Anch'io vi porgo le mie scuse, per essermi comportato così con vostro figlio e per... per l'incidente.-
I genitori di Eren porsero una mano al fidanzato del figlio, sorridendo.
-Benvenuto in famiglia.-
//🐙🤔 Koro-sensei😍😍🐙
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