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37. -His Mind-

-No. Una tua dimenticanza non giustifica automaticamente tutto ciò che ha fatto lui.- Rispose il biondo.

-Lo so, ma se io gli avessi detto fin da subito che avevo un fratello tutto questo non sarebbe successo.- Obiettò Eren, convinto che la colpa era solo sua.

-Io credo che lo sconosciuto avrebbe scritto comunque a Levi, e tuo fratello é stato un colpo di fortuna per lui.- Lo informò Armin.

-Cosa vuoi dire?-

-Che questo sconosciuto non aveva intenzione di fargli sapere che tu gli avevi tenuto nascosto un fratello, ma invece aveva altre intenzioni.- Spiegò il ragazzo più piccolo. -E che se tu gli avessi rivelato di tuo fratello, allora, avrebbe usato un altro modo per farvi litigare. Avrebbe potuto raccontargli che tu ed Erwin vi eravate rivisti, o che in segreto messaggiavi con lui.- Ipotizzò poi.

Eren annuì, sentendo il peso del senso di colpa passargli lentamente. Era stato il 'fidanzato' del castano a non accennare di questo sconosciuto o a non avergli chiesto chi fosse Zeke.

-Ma allora perché questa persona scrive con Levi?- Domandò il più grande.

-Non posso sapere la sua identità, o le sue intenzioni, ma mi ha insospettito quando lo sconosciuto si è fatto vivo.- Rispose Armin. -Proprio dopo la proposta di matrimonio, forse era geloso di questo.-

-Dici? Ma... non mi viene in mente nessuno.- Farfugliò il castano. -Quindi potrebbe essere stato lo stesso sconosciuto a dirgli di comportarsi così con me?-

-No.- Ammise a bassa voce il più giovane.

Per quanto sarebbe stato meglio, ad agire così era Levi e solo lui. Non poteva essere stato costretto da un altro a comportarsi da egoista, da geloso e non avrebbe mai seguito gli ordini di qualcun altro o picchiato Eren, perché un altro glielo chiedeva.

-Levi ti ha parlato così, ti ha dimenticato, ti ha picchiato e ti ha trattato in quella maniera perché lo voleva lui. Sia che ci avesse pensato o meno, che avesse considerato i pro e i contro dei suoi comportamenti, non seguiva i consigli di nessuno. Col carattere che ha, perché dovrebbe farti del male se qualcun altro glielo chiedesse?- Continuò il biondo cercando gli occhi verdi di Eren.

Il castano guardò il migliore amico, prima di scoppiare a piangere. Sapere che aveva solo obbedito a qualcuno, forse, sarebbe stato meglio che conoscere il vero lato dell'uomo che credeva di amare.

-Perché allora se la prendeva con me? Io cosa gli ho fatto di male? Non gli avrò detto di mio fratello, ma nemmeno lui mi ha mai parlato della sua famiglia.- Domandava il ragazzo più grande tra i singhiozzi.

-Posso essere sincero?-

Armin vide il miglior amico annuire, mentre si asciugava le lacrime.

-Non voglio giustificarlo, quello che ha fatto é grave, ma credo sia stato un modo per lui di mantenere il controllo. Veniva a conoscenza di verità, probabilmente alterate, da uno sconosciuto e allo stesso tempo non riusciva a chiedere con te, forse perché pensava che tu avresti smesso di fidarti di lui. Era stressato e ha deciso di agire così. Sbagliando.- Spiegò all'amico il più giovane. -Possiamo pensarci quanto vogliamo, ma lui solo sa cosa avesse in testa in quei momenti.-

-Non riesco a credere che nemmeno quando gli ho detto addio, non avesse avuto il desiderio di dirmi tutto. Voglio dire... me ne stavo andando, perché non ha confessato in quel momento? Sarei potuto tornare da lui e parlargli, poi avrei deciso cosa fare e lui sa quanto lo amo... avrei scelto sempre lui.- Borbottava nervoso e dispiaciuto il castano.

Nella conversazione calò il silenzio per qualche minuto, nessuno dei due amici sapeva cosa dire.
Armin ragionava su una possibile identità dello sconosciuto, mentre Eren su cosa fare con il 'fidanzato'.


A fine cena, si spostarono in salotto, sempre con i loro mille pensieri in testa. Poi nella mente del biondo si formò una idea.

-Eren, stavo pensando a chi potesse essere lo sconosciuto.- Cominciò Armin distraendo il castano.

-Chi?! Chi sarebbe?- Esclamò il ragazzo calmandosi subito dopo.

-Qualcuno di geloso, invidioso di voi due e che possa tenerti d'occhio ovunque tu vada.- Spiegò il più piccolo. -E se Levi sapeva di te ed Erwin, quando eri qui, allora dev'essere qualcuno che vive qui.-

Il più grande annuiva, trovando solo un'incongruenza.

-Ma mio fratello l'ho sempre incontrato a Trost, in più io non sono mai venuto qui tranne quella volta quando mi avete ospitato.- Disse il castano. -Forse mi seguiva da Trost fino a qui.-

-Ma se fosse di Trost, allora per qualche giorno avrebbe dovuto abitare qui. O avrebbe dovuto fare ogni giorno quattro ore di viaggio, e dubito si sarebbe appostato con l'auto davanti casa nostra, l'avremo notato.- Continuò il più giovane.

-Stessa cosa se fosse dovuto venire a Trost ogni giorno, solo per spiarmi al bar. Inoltre se messaggiava con Levi, ed era geloso del nostro matrimonio, io lo dovrei conoscere, come minimo di vista.- Disse il castano.

-Potrebbe essere una persona che ha due abitazioni, una a Trost e una qui. Ma avrebbe dovuto segnarsi i tuoi turni al bar, calcolare il tempo che ci avrebbe messo tenendoti d'occhio, scrivere anche con Levi e sapere dove fosse Zeke.- Ipotizzò Armin portandosi una mano sotto il mento.

-Ma sarebbe difficile. Se è un adulto, che fa tutto questo, non può sprecare i suoi giorni così. Dopotutto avrà un lavoro o qualcosa da fare.- Continuò Eren constatando che la teoria appena nata, non era del tutto sbagliata, ma c'era sempre qualcosa di impossibile per renderla veritiera.

-Ci sono!- Esclamò il biondo.

-Hai trovato una soluzione?-

-Si. Lo sconosciuto potrebbe collaborare con una seconda persona.- Confessò il più piccolo.

-Cosa?!-

-Pensaci: uno dei due è di Trost, ti può tenere sotto controllo come gli pare senza destare sospetti, poi informare lo sconosciuto che vive qui e uno dei due scrive a Levi. Qualcuno che lo stesso Levi o non conosce o di cui non ha il numero.- Spiegò il biondo, sempre più convinto della sua idea.

Anche Eren, presto, si convinse dell'ipotesi dell'amico, ma quello che restava era chiedersi chi fossero i due sconosciuti.

Poi al ragazzo più grande venne in mente una persona, ed anche nella mente del biondo.

-Forse so chi è quello di Trost.- Disse Armin sconcertato.

-E io l'altro.- Ammise il più grande, innervosito.




//🤔🤔secondo me sono stati...




🐙i polipetti🐙\\

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