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36. -Like Three Years Ago-

Era sabato sera, Eren si stava preparando per uscire con i migliori amici e per distrarsi da tutti i problemi causati da Levi.
Uscì dal bagno con addosso una camicia bianca sbottonata e dei jeans neri, sentì il cellulare squillare così corse a rispondere.

-Pronto?-

-Sono Armin, questa sera Jean non c'è. Ha avuto un imprevisto al lavoro, per te è un problema se ci incontrassimo da me? Ho bisogno di parlarti.- Gli chiese gentilmente il biondo.

Ed Eren rispose con un 'si', chiedendosi cosa ci fosse di così importante da parlare.

-C'è qualcosa che non va?- Domandò allora il più grande, dei due amici.

-No, niente di preoccupante, ma è da quando ho parlato con tuo fratello che ci penso.- Rispose l'amico che senza volere aveva fatto agitare il castano.

-Ho capito. Arrivo tra dieci minuti.- Lo salutò Eren.

-Ti aspetto.-

Il ragazzo spense la chiamata, abbottonandosi la camicia e dandosi, per l'ultima volta, una sistemata ai capelli. I quali non ne volevano sapere di restarsene al loro posto.

Scese le scale, trovando i genitori davanti alla televisione mentre guardavano un film, si avvicinò salutandoli con un bacio sulla guancia.

Il padre gli aveva prestato l'auto, dato che il ragazzo era venuto con quella del fratello, ed Eren guidò fino a casa di Armin.

Si chiedeva quale pensiero potesse invadere la mente del miglior amico, ma sopratutto perché non ne avesse fatto un accenno al bar, un paio di sere prima.

Trovò un parcheggio vicino alla casa del biondo, scese dall'auto e suonò al campanello di Armin, qualche minuto dopo.

Il più piccolo gli aprì il cancellino, sorridendogli, e facendolo accomodare in casa.
La casa era sempre impeccabile, come il mese prima quando Eren era stato ospitato per qualche giorno, mancava solamente Jean.

-Hai già cenato?- Gli domandò il biondo, ed il più grande negò. -Meglio così, ho ordinato la pizza.- Sorrise.

I due si sedettero al tavolo aspettando che il campanello suonasse, intanto il più piccolo cercava un modo per intavolare il discorso.

-Come mai me ne parli solo oggi?- Gli chiese Eren.

-Non ne ero sicuro l'altro giorno, e nemmeno adesso lo sono, forse sto sbagliando ma le cose potrebbero essergli sfuggite di mano.- Rispose il biondo unendo le proprie mani. -E non me la sentivo di parlarne davanti a tuo fratello e a Jean.-

-Perché?- Si accigliò il castano. -Non credo ti avrebbero giudicato, in più... hai sempre visto giusto fin da quando ti ho conosciuto.-

Ci fu qualche attimo di silenzio, poi il più grande parlò ancora.

-A chi è sfuggita di mano la situazione?-

-A Levi.- Sospirò il biondo.

-Ti riferisci alla telefonata di mia cugina? Ne ho già parlato con Erwin...- Mormorò il castano.

-Che cosa ti ha detto?-

-Levi è andato da lui, l'ha picchiato perché qualcuno gli ha detto che io lo tradivo con Erwin, gli ha probabilmente mentito, dato che io con lui non ho avuto più nulla a che fare.- Disse il castano. -Ha persino cercato di dividere Erwin dal suo compagno, era decisamente fuori di sé.- Aggiunse mentre il biondo annuiva.

-Si collega con il mio ragionamento.- Confermò il più piccolo.

-E qual è?-

-Levi ti ha proposto le nozze, più di un mese fa. E dopo quell'occasione lui è cambiato. Come avevamo già pensato, doveva essere accaduto qualcosa mentre tu eri al lavoro.- Cominciò il più giovane. -Ma cosa fosse successo non ci è mai stato chiaro.-

-Ed ora ne hai un'idea?- Domandò il miglior amico.

-Si, ed è stato quando mi hai detto che è sempre al cellulare che me l'ha fatto pensare, ma poi mi sono detto che stavo esagerando con le idee e che era molto più semplice di quello che pensassi. Invece avevo pensato bene, quella volta.- Rispose Armin sotto gli occhi curiosi dell'amico. -La risposta è nel cellulare, lui non voleva che tu leggessi determinati messaggi dopotutto. Ma non c'è bisogno di prenderlo e leggere con chi scrive o cosa nasconde, possiamo intuirlo da soli.-

-Sul serio?- Balbettò incredulo il castano.

-Io credo che stia accadendo di nuovo ciò che è successo tre anni fa. C'è un nuovo sconosciuto, ma questa volta è Levi la 'vittima'.- Ammise il più piccolo.

-Ma... come fai a dirlo?- Chiese sconvolto il più grande.

Udirono il campanello, così il più giovane si diresse verso la porta a prendere le pizze. Lasciò il tempo necessario al migliore amico per riflettere, su quella possibilità.

'Forse non voleva che leggessi il testo, quella volta, proprio perché scriveva con uno sconosciuto. Se, però, questo sconosciuto si comporta come Levi in terza liceo... allora lui finirà per innamorarsi di quella persona. Dopotutto l'obiettivo dello sconosciuto potrebbe essere lo stesso, che aveva avuto Levi con me, anni fa.'

Eren cominciava a credere che fosse proprio l'uomo a tradirlo, poteva aver già scoperto chi era il misterioso numero e avergli già parlato. Tuttavia, non volendo ammettere i propri sbagli, scaricava la colpa al 'fidanzato' accusandolo di infedeltà.

Armin ritornò a sedersi a tavola, poggiando una pizza davanti all'amico e l'altra davanti a sé.
Notò la tristezza negli occhi del castano, così riprese ad esporre la propria teoria.

-Levi non può averti seguito ogni volta, dopotutto ha un lavoro e degli impegni. Se ti avesse seguito al bar, qui, dai tuoi genitori e da Erwin allora sarebbe disumano. Non credo che si fidasse così poco da decidere di farti pedinare, ma qualcun altro può averlo fatto e aver riferito a Levi quello che vedeva, magari modificando un po' ciò che davvero era successo.- Spiegò Armin cominciando a tagliare la pizza.

-Ma perché Levi si dovrebbe fidare di una persona che non conosce?-

-Potrebbe avergli rivelato qualcosa che tu non gli hai detto. E c'è solo una cosa che mi viene in mente.-

-Quale?-

-Tuo fratello. Eren sei sicurissimo di avergli detto di avere un fratello, di averlo rincontrato al bar e che ogni tanto ti vedevi con lui? Perché Levi ha cominciato a comportarsi così proprio il giorno in cui hai rivisto Zeke.- Gli disse il biondo, sicuro di essere sulla pista giusta.

-Io... non ricordo bene, ma so per certo che Levi mi aveva telefonato quella mattina... forse gliel'ho detto in quel momento.- Borbottò Eren nervoso. -Sarebbe stato geloso di mio fratello?-

-Tutto avrebbe un senso se ci pensi.- Rispose Armin con un sospiro.

-Allora tutta questa situazione l'ho causata io?- Domandò Eren sconvolto.


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