25. -Goodbye-
Levi non stava dormendo, in realtà, era semplicemente infastidito per l'ulteriore volta dal più piccolo.
Un attimo prima, se ne va di casa e dopo qualche ora lo cercava.
'Com'è messo?!' Sbottò concludendo la chat con il ragazzo.
Si tenne occupato per tutta la notte con delle pulizie, non avendo alcuna intenzione di dormire e, per quanto fosse noioso, lo sconosciuto la notte dormiva.
Verso le quattro sentì il cellulare squillare. Era la notifica di un nuovo messaggio, lesse il mittente sbuffando.
'Gli avevo persino detto di non disturbarmi.'
Così il corvino non si fece problemi a non aprire il messaggio, si disse che l'avrebbe fatto solo la mattina dopo e se ne aveva voglia.
Ma la curiosità di conoscere quale motivazione avesse il ragazzo, lo tormentava, così dopo nemmeno cinque minuti si ritrovò a leggere il messaggio.
Le parole del giovane martellavano nella testa dell'uomo, ad ogni frase e domanda che leggeva. Causavano un fastidioso senso di colpa, ma il corvino non se lo spiegava.
Non sopportava come il più piccolo lo trattava, era solo colpa di Eren se era nata quella situazione ed anche in quel momento se la prendeva con lui.
'È colpa sua.' Si disse tra sé e sé, ma una parte di lui stentava a crederlo.
-'Scusa se ti amo'?!- Esclamò leggendo la frase più dolorosa del castano. -Mi prendi in giro?!- Continuò innervosito.
Finì di leggere il testo. Chi ne aveva voglia di rispondere ad una simile idiozia?
'Idiozia, Levi?' Domandò la coscienza dell'uomo, a quest'ultimo.
-Lo fa apposta, poi domani tornerà e mi tratterà ugualmente. E, tra l'altro, non si è scusato per avermi tradito!- Sbuffò il corvino.
Decise di rispondere al fidanzato, saltando di proposito le innumerevoli domande, e andando dritto al punto.
La mattina Eren salutò il fratello, il quale doveva andare in ospedale. Si raccomandò di tornare per l'ora di pranzo e di andare a prendere le proprie cose, sarebbe passato Zeke a prendere da mangiare.
Così il ragazzo aveva la mattina libera, il lavoro lo aspettava nel pomeriggio. Rimasto solo in casa si chiese perché il corvino ancora non gli avesse risposto, l'aveva notato che durante la notte l'uomo aveva scritto ma non aveva mai premuto 'invio'.
Usciva ed entrava dalla chat. Forse era nervoso, forse non sapeva come rispondere, forse si stava davvero preoccupando.
'Ma cosa dico?' Si ammonì il castano. 'Mi sta tenendo sulle spine apposta.'
Levi aveva avuto dei problemi nell'inviare la risposta, era agitato ed un qualcosa dentro di lui gli diceva di non farlo.
Tuttavia prima di dirigersi a lavoro decise di farla finita e spedire il messaggio.
Eren perse un battito nell'udire il suono della notifica.
Nervoso, con le mani sudate, aprì il messaggio.
-I due Levi, le tue scuse, i miei errori, il mio amore, il mio ego e le tue domande. Era davvero necessario? Perché non ho intenzione di rispondere, di chiedere scusa a mia volta, ne tanto meno di sentirmi in colpa. Sei bravo a scaricare agli altri errori che compi tu, sul serio, 'piccolo'. Come dice il tuo nomignolo sei solo un 'piccolo' ragazzino che si atteggia da uomo. Vado a lavoro, adesso. Risparmia questo tipo di messaggi per altri.
Ah! Un'altra cosa: scusa se ho creduto in te.
Forse solo per questo ti domando perdono.-
Eren crollò a terra. Una pugnalata al petto faceva male, ma una miriade di coltellate erano atroci.
Il corvino aveva scelto il secondo Levi, era freddo, privo di cuore e di anima, acido.
Provocava lacrime, paure, ansie, sensi di colpa, desiderio di autodistruzione e voglia di sparire.
'È pur sempre una risposta.' Cercò di convincersi il giovane.
Senza rendersi conto, premette il tasto chiamata. Levi era ancora in strada per il lavoro, forse avrebbe risposto o forse no.
Il castano non riusciva a piangere, aveva sprecato troppe lacrime per una persona a cui non importava di lui.
Sentì il cuore rimpicciolirsi, raffreddarsi e morire appena udì la voce infastidita del corvino.
-Sono in strada.-
-Lo so.- Lo interruppe il giovane freddamente.
-È urgente?-
-Cosa intendi per 'urgente'?-
-Senti datti una mossa, non voglio fare un incidente per colpa tua!- Esclamò l'uomo stringendo la mano al volante.
Il castano finse una risata, colma di amarezza e tristezza.
-Colpa mia... hai ragione.- Ammise sghignazzando addolorato il più piccolo. -Ho fatto anch'io un incidente.- Continuò.
-Cosa farfugli? Che 'incidente'?- Si insospettì il corvino corrugando le sopracciglia.
-Crederti, amarti e perdonarti.- Rispose freddamente il più giovane. -Questo è il mio incidente mortale.-
-Ragazzino se devi scherzare...- Levi venne interrotto di nuovo.
-Scherzare io? Mai. Sono sempre stato sincero, io!- Esclamò quasi impazzito il ragazzo. -Ma per te tutto è uno scherzo.-
-Non ti capisco. Cosa devi dirmi?- Domandò il professore scrutando la strada.
Levi sentì il cuore pompare sempre più velocemente, aveva accelerato i battiti ed era improvvisamente agitato.
Perché Eren sembrava uscito di testa? Impazzito? E chiunque tranne che l'Eren sorridente, felice ed innocente?
-Cosa devi dirmi?!- Gli chiese nuovamente alzando la voce, come fosse preoccupato.
-Addio.- Sussurrò Eren. -Devo dirti addio.-
//Questo è il terzo capitolo di oggi, ma io ne avevo promessi quattro🤔
Dite che lo devo mettere lo stesso o aspetto domani?😇\\
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro