17. -Don't Worry-
Ci volle più tempo del previsto, dal ragazzo, per spiegare la situazione ai tre ex professori.
O quanto meno, ad Hanji.
Pensò di omettere le teorie e il motivo della fuga, del giovane, anche se era abbastanza intuibile.
Non raccontò nemmeno dei due schiaffi ricevuti dal corvino, così l'idea che la donna si era fatta era un piccolo litigio tra i fidanzati o qualche ansia da parte del più grande che si era ripercossa negativamente nella coppia.
-Quindi ti sei nascosto per non farti trovare da lui.- Annuì la donna, impressionata dall'avventura appena descritta dal castano.
Quest'ultimo mormorò un 'si' concentrandosi sulla propria tazza di caffè. Le domande più frequenti di Eren erano due.
Di cosa avevano parlato il fidanzato ed il professore di ginnastica?
E cosa pensava Erwin della situazione?
Raccontare la verità non gli pareva una buona idea, non con il biondo presente, così aveva modificato un po' tutto quanto.
Forse si era capito che c'era dell'altro, o forse no, ma gli sguardi degli amici confusi cominciavano a farsi notare.
Al professore di ginnastica erano saltati subito agli occhi, ed era palese che Eren mentisse, ma non volle porre domande o farlo passare per bugiardo.
C'era un motivo se il castano mentiva, molto più grande di quello che si immaginavano i tre professori.
-Forse è l'ansia del matrimonio.- Commentò Hanji. -Eppure l'altro giorno non mi ha voluto dire niente...- Aggiunse interrompendosi all'istante.
-Te ne ha parlato a scuola?- Chiese meravigliato Eren.
-No, ci siamo sentiti per telefono, sembrava ansioso... ma non ha accennato a nulla.- Spiegò la professoressa, nervosamente.
-Intendi quella volta in cui ti ha chiesto il mio numero?- Domandò Erwin, ricevendo un occhiataccia da parte della castana.
-Perché aveva bisogno del suo numero?- Continuò il ragazzo sempre più confuso.
Hanji sospirò, il biondo non avrebbe dovuto dirlo, data la promessa che lei aveva fatto all'amico. Il fidanzato di Levi non doveva venirlo a sapere.
-Non lo so.- Rispose la donna alzando le spalle. -Ho provato a chiederglielo, ma sembrava andare di fretta.-
-E a me non ha mandato niente o mi ha mai telefonato.- Aggiunse il collega di ginnastica.
Le informazioni cominciavano ad essere troppe e parevano tutte legate, tra loro, ma quello che mancava era il motivo che avrebbe spinto il corvino a comportarsi così.
'Perché Hanji non l'ha detto subito di questa richiesta?' Si chiese il più piccolo del gruppo. 'Forse lo stesso Levi le ha detto di non dirlo ad Eren, ma se così fosse... deve per forza tenere nascosto al fidanzato qualcosa.' Continuò Armin portandosi una mano sotto il mento.
-Prima mi hai fatto preoccupare.- Scrisse il contatto appena Levi decise di rilassarsi sul divano.
-Come mai?-
-Eri uscito da scuola, sai, sono passato da lì per caso, e ti rivedo dopo un'ora rientrare in corridoio.- Rispose lo sconosciuto sghignazzando.
-Qual è il problema? Tanto non avrei saputo riconoscerti.- Commentò acidamente il corvino.
-Non è quello il punto. Sai chi c'era a scuola?-
-Erwin, Hanji, Mike... Moblit?- Domandò con fare ovvio il professore. -Tutti i miei colleghi?-
-Eren.-
Hanji buttò l'occhio sull'orologio appeso alla parete del bar. Erano le sei passate, si erano trattenuti fin troppo nel bar.
Mike, affianco alla moglie, le mormorò qualcosa, che fece scattare la castana dalla sedia.
-Me n'ero completamente dimenticata!- Esclamò preoccupata di essere in ritardo. -Ragazzi vi dobbiamo lasciare, sono già le sei e dieci...-
La professoressa cominciò a farfugliare tra sé e sé, incalzando il marito a seguirla fuori dal locale.
L'orario attirò anche Jean, il quale aveva promesso al fidanzato di andare a cena insieme.
Il più piccolo sembrò ricordarsi all'improvviso dell'impegno, così come Eren. Quest'ultimo sarebbe rimasto a casa, non voleva essere il terzo in comodo e desiderava lasciare un po' di spazio ai due amici.
Dovevano portare il castano a casa loro, poi correre al ristorante prenotato, ma avevano a malapena quaranta minuti e il locale non era vicino.
-Se preferite posso tornare a casa a piedi. Vivete qui vicino, no?- Propose il ragazzo, ricevendo degli sguardi interrogativi dai due fidanzati.
-Ma... Levi, beh...- Armin balbettava nervosamente, dopotutto Erwin era ancora lì seduto con loro.
-A quest'ora sarà a casa... e non preoccupatevi, starò attento.- Rispose il miglior amico del biondo.
Jean fece capire al fidanzato che non avrebbero avuto molta scelta e che più si trattenevano, più facevano tardi. Armin annuì lasciando all'amico le chiavi di casa, avrebbero fatto più tardi del castano sicuramente.
I due fidanzati salutarono il professore, decidendo di offrire loro ed andarono a pagare.
Eren restò insieme all'uomo, entrambi non sapevano se parlare o di cosa parlare, ma restare in silenzio era decisamente più imbarazzante.
In quel momento, al ragazzo, tornarono in mente le due domande che per un breve lasso di tempo avevano abbandonato la sua mente.
-Ti stai chiedendo cosa ci siamo detti, io e Levi, prima?- Domandò l'uomo per nulla infastidito o sorpreso.
'Adesso sa leggere la mente degli altri?' Si chiese annuendo, il più piccolo.
-Niente di allarmante. Lui aveva lasciato la sua giacca, in quella stanza, io l'ho trovata e Levi è entrato qualche istante dopo.- Spiegò Erwin sorridendo.
Il castano annuì, poteva essere vero come poteva non esserlo, ma sarebbe stato inutile insistere.
L'uomo era bravo a mentire.
-Adesso invece ti starai chiedendo perché Hanji non ha detto subito della telefonata di Levi.- Ipotizzò il professore.
-In realtà, anche se mi interessa, era l'ultima domanda che mi sarei posto, in questo momento.- Confessò il giovane.
-'In questo momento'?-
-È complicato.- Ammise senza accorgersene il più piccolo. -Ma... perché non me l'ha detto?-
-Levi te lo voleva nascondere, e lei è sua amica.- Spiegò il biondo.
-E perché l'ha detto a te?-
-Perché io non sono Eren.- Disse il professore, volgendo uno sguardo verso l'esterno.
'Ha ragione.' Pensò, il giovane, dopotutto doveva nascondere la verità al fidanzato, non era costretta a mentire persino ad Erwin. E l'uomo poteva dirlo ad Eren, ma a cosa serviva il numero del tanto odiato professore?
-Sta piovendo.- Commentò all'improvviso il biondo.
Eren portò lo sguardo verso l'esterno, vide che il cielo era completamente pieno di nuvoloni scuri e la pioggia minacciava di peggiorare.
'Sarà il caso che torni a casa.'
Il giovane si alzò dal tavolo, seguito dal biondo, i due si diressero verso l'uscita del bar.
-Posso accompagnarti a casa, che ne dici?- Propose Erwin con un sorriso.
//🤔🤔🐙
Eren ce lo dirà la prossima volta (riguardo la proposta di Erwin)
Ma voi che ne dite? 🙈\\
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