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14. -Past-

La notte passata a casa dei migliori amici era stata la più tranquilla, Eren aveva lasciato l'ansia, la paura e la preoccupazione riguardo il fidanzato, così si era concesso una notte di riposo.

Dormiva in una camera, da solo, non gli dispiaceva rimanere nel silenzio, al buio ripensando a tutto ciò che era accaduto in quegli anni.

Aveva scelto il liceo, non sapendo dove andare e preferendo seguire Mikasa, la quale prima delle superiori era l'unica amica che aveva.
La ragazza era premurosa, timida ed affezionata al castano, ma mai invadente o 'malata' di qualsiasi cosa facesse l'amico.

Conoscendo gli altri ragazzi al liceo, tra i quali Jean, era cambiata, peggiorando.
Forse era convinta che atteggiandosi da 'bad girl' avrebbe attirato l'attenzione del castano.

Ed in effetti era vero.
L'attenzione di Eren era stata attirata, ma nel modo sbagliato. Il ragazzo la trovava antipatica, fastidiosa e diversa. Non era il tipo di attenzione che Mikasa voleva ricevere, ma era già qualcosa, secondo lei.

I due 'amici' condividevano il gruppo con il quale uscivano. Il gruppetto era formato da diversi tipi di persone: calme, agitate, divertenti, acide e 'costrette' per amore. Per i primi tempi non sembrava male, Eren si trovava bene.

Ma il giovane non aveva capito di fingere di provare simpatia per i ragazzi.
La rottura con quel gruppo era stata una manna dal cielo, il giovane non c'era rimasto male o aveva sofferto, come pensava prima di ascoltare i consigli dello 'sconosciuto'.

Eren sorrise ripensando al periodo in cui bastava una frase, o una semplice parola di troppo, per battibeccare con il corvino in classe.
Era divertente.

Ma lo era ancora di più scrivere con il misterioso numero.
Ci volle tempo per scoprire chi fosse, il 'gigante' di WhatsApp, scoprendo poi che si trattava di una persona che portava lo stesso nomignolo.

'Effettivamente era ovvio. Lo sconosciuto si faceva chiamare 'gigante', così come Levi. Come ho fatto a non pensarci?' Si chiese scrutando il soffitto della stanza.

Ripensando a Levi, il più piccolo, ricordò come il professore avesse cercato di attirare l'attenzione, quasi come Mikasa, al primo anno del liceo.

Ed il castano, brutalmente, rifiutava ogni avance del più basso, ma non lo faceva apposta.
Eren non capiva e non immaginava, sopratutto, che il più grande provasse amore per lui.

'Ma forse non era ancora 'amore' in prima liceo.' Pensò, trovando assurdo che Levi si fosse innamorato di lui all'improvviso.

Con il passare dei mesi, il corvino, aveva lasciato perdere l'alunno. Probabilmente aveva pensato di essere nel torto o che Eren non lo avrebbe mai considerato.
In terza superiore aveva ripreso, e la motivazione era sicuramente il tradimento di Petra.

Al ragazzo cominciava a piacere il professore, così come gli piaceva lo sconosciuto, trovandosi davanti ad un enorme dubbio.

Una volta scoperta l'identità del 'gigante' di WhatsApp, chi avrebbe scelto?
Si stava innamorando della stessa persona, senza saperlo. Era come se due personalità di Levi comunicassero con lui.

Il Levi infuriato con il mondo, chiuso in se stesso e che si concentrava principalmente sul lavoro.
Ed il Levi che, a fatica, riusciva ad ammettere i propri sentimenti ed era persino simpatico.

Accadeva che 'i due Levi' si scambiassero i ruoli, il professore stringeva a sé il più giovane, lo rassicurava e scherzava con lui. Mentre il 'gigante' di WhatsApp se la prendeva con Eren, per essere uscito con Erwin o per non ricevere risposta dal ragazzo.

'Anche questo era, più o meno, ovvio.' Pensò il castano, rendendosi conto di essere scoppiato a piangere.

La mente del ragazzo era tornata a pensare a quando aveva presentato Levi ai genitori.

Il volto sconvolto dei genitori l'avrebbe fatto ridere, ma non in quel momento.
Il professore non sapeva cosa dire o cosa fare, i genitori del fidanzato lo fissavano sorpresi e lo ricongiunsero allo stesso uomo che anni prima volevano denunciare.

La madre aveva iniziato a fare una miriade di domande al ragazzo.

Da quanto andava avanti la loro relazione? Come non aveva visto i messaggi? Perché aveva mentito? Si vedevano quando in realtà doveva essere dagli amici?

Ed Eren si era ritrovare a raccontare tutto, sotto lo sguardo preoccupato di Levi.
Quest'ultimo era arrossito, nel percepire il più piccolo baciargli le labbra davanti ai genitori.
I coniugi non ci avevano più visto e lo avevano cacciato di casa, continuando a sorprendersi udendo Eren dirgli addio seguendo l'uomo che amava.

Con gli occhi bagnati di pianto, il castano, si chiese se fosse stato il caso di tornare dai genitori.
Spiegando meglio la situazione, forse avrebbero accettato il corvino.

Scartò l'idea, nonostante Zeke gli avesse detto che i genitori avevano piacere di rivedere il figlio.
Il ragazzo cercò di addormentarsi, pregando che tutta la situazione si risolvesse in fretta.



-Levi, sai benissimo che non te lo direi, ma...- Rispose lo sconosciuto stupendo il corvino.

L'uomo era convinto che l'avesse fatto di proposito a visualizzare e non rispondere, ma la notifica l'aveva fatto ricredere.

-Ma...?-

-Ma... si trova in montagna, da un suo amico malato.-

Levi fissò lo schermo, stupendosi che lo sconosciuto non sapesse che Eren aveva mentito.

-Sul serio?!- Si finse sorpreso.

-Certo. Che peccato non te l'abbia detto.- Scherzò il contatto.

-Fortuna che ci sei tu.- Ammise falsamente il professore.

-Io ringrazierei le 'Ali della Libertà'.- Lo salutò lo sconosciuto causando un'espressione confusa sul volto dell'uomo.

'Ali della Libertà?'



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L'ho trovata ieri notte, ma rido ancora😂🐙\\

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